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Carlo I Gonzaga-Nevers rappresenta la rivincita dei cadetti: suo padre Ludovico era il fratello terzogenito di Francesco III e Guglielmo spedito in Francia sulle tracce della nonna. Ecco però che la storia consente alla sua linea dinastica di tornare a Mantova per governare la città. Carlo I è un duca che si trova a vivere i momenti più difficili della storia gonzaghesca. Il Sacco di Mantova del 1630 sembra una sorta di nemesi storica: Federico II aveva consentito il passaggio dei Lanzichenecchi che avrebbero saccheggiato Roma e 100 anni dopo i Gonzaga subiscono la stessa sorte. Carlo I è un nostalgico delle crociate che tenta di ricostruire lo stato dopo la tragedia e finisce la sua vita costruendo monasteri e conventi, come l’Eremo dei Camaldolesi a Bosco della Fontana.

Un ultimo dolore: non sarà suo figlio a succedergli come duca, ma il nipote che purtroppo non ha preso dalla mamma ma è la summa di tutti i peggiori difetti della famiglia Gonzaga.

Mantovastoria prosegue la pubblicazione di una serie di ritratti dei Gonzaga dal capostipite della dinastia Luigi e fino a Ferdinando Carlo, l’ultimo che chiuse la porta su un dominio durato 4 secoli. Dopo l’ultima puntata sarà possibile scaricare una piccola pubblicazione su vita, morte, e in qualche caso miracoli, dei Corradi da Gonzaga.

Il nipote di Guglielmo Gonzaga

Quando Guglielmo diventa duca di Mantova, suo fratello minore Ludovico parte per la Francia ereditando i possedimenti della nonna materna Anna d’Alençon. Lì sposerà Enrichetta di Clèves che gli porterà in dote i ducati di Nevers e di Rethel. La rivincita dei cadetti si avrà con suo figlio Carlo, primo cugino di Vincenzo Gonzaga, che tornerà a Mantova come duca alla morte di Vincenzo II Gonzaga. In una sola generazione la storia rimette in gioco la discendenza del terzogenito Ludovico e porta un cadetto al governo di Mantova per l’epilogo della storia di famiglia.

Charleville, la città ideale di Carlo

Forse ispirato da Vespasiano Gonzaga e dalla sua Sabbioneta Carlo fonda Charleville nel 1606. E’ una città ideale creata per diventare la capitale del suo ducato quando ancora nessuno si aspettava che il duca diventasse signore di Mantova. Per la posa della prima pietra Carlo sceglie il giorno del suo compleanno. La forma è definita dalle mure bastionate, da una piazza principale che divide quattro quartieri che portano il nome di 4 santi. Il duca inviterà tutti gli ordini religiosi a insediarsi nella sua nuova capitale e eliminando tasse e gabelle ne determina lo sviluppo commerciale.

Il Sacco di Mantova – 18 luglio 1630

Quando la situazione del ducato di Mantova precipita Carlo, informato della volontà di Vincenzo di nominarlo erede, lascia Charleville. Scende dalla Lorena e arriva a Mantova il 17 gennaio 1628 dopo il matrimonio del figlio Carlo con Maria Gonzaga la figlia del defunto Francesco IV Gonzaga. L’ostilità dell’Impero e la guerra degli spagnoli e di Carlo Emanuele di Savoia che punta al Monferrato mettono in crisi il ducato. Dopo un durissimo assedio dei Lanzichenecchi imperiali Mantova viene conquistata il 18 luglio del 1630 e messa a sacco dalle truppe guidate dal conte d’Aldringen. E’ la morte della città che passa da 30.000 a 10.000 abitanti.

Il ritorno in una Mantova distrutta

Dopo essersi rifugiato nello stato pontificio sotto la protezione del papa Carlo rientrerà a Mantova il 21 settembre del 1631 come duca di Mantova. I trattati di Ratisbona e Cherasco impongono al signore di Mantova pesanti concessioni territoriali a favore dei Savoia e dei Gonzaga di Guastalla ma anche l’investitura imperiale del 2 luglio del 1631. Quando il duca rientra a Mantova la città è allo stremo così come le casse ducali. Oltre 300 carri sono partiti verso il nord con i tesori rubati al Palazzo Ducale e Carlo si trova a dover ricostruire il ducato che lascerà poi nelle mani del nipote Carlo II a causa della morte nel 1631 del figlio Carlo, duca di Rethel che aveva spostato Maria Gonzaga.
Alla fine la guerra per la successione del ducato di Mantova, come scrisse il Manzoni, si concluse col riconoscimento unanime del “nuovo duca, per escludere il quale… era stata intrapresa” (I Promessi Sposi, cap. XXXII).

L’Eremo di Bosco della Fontana

Nonostante le difficoltà economiche Carlo I Gonzaga-Nevers continua la politica di investimenti dei suoi antenati. Nel 1634 il duca fa costruire un imponente romitorio per i monaci camaldolesi all’interno del Bosco della Fontana. Dell’edificio, trasformato in polveriera durante il periodo austriaco, non rimangono tracce.

Per approfondire – le pagine dedicate a Carlo I Gonzaga-Nevers sul sito della Treccani e di wikipedia

I precedenti ritratti pubblicati
1. Luigi, il capostipite e il late bloomer
2. Guido, il panchinaro che aspetta il suo turno
3. Ludovico I, un fratricida per bene
4. Francesco I Gonzaga e il mal della pietra
5. Gianfrancesco, ovvero quanto costa un marchesato?
6. Ludovico II, il primo della classe
7. Federico I, il marchese che inventò il crowdfunding
8. Francesco II, il marito di Isabella d’Este
9. Federico II, lo storytelling che fa diventare duca
10. Francesco III, il duca che rimase un ragazzino
11. Guglielmo Gonzaga, un duca per caso ma un grande duca
12. Vincenzo, un duca da leggenda tra donne, arte e guerra
13. Francesco IV, il duca “spending review” ma non troppo
14. Ferdinando, il duca cardinale ma non troppo
15. Vincenzo II, il toy boy che sposa la vedova e svende la quadreria

Giacomo Cecchin