Un’esposizione di piatti e vasi che vengono direttamente dalle credenze dei Gonzaga e in molti casi disegnati da Giulio Romano. La sala da pranzo di Palazzo Te presenta alle pareti la storia di Amore e Psiche con una serie di episodi mescolati tra loro (da raccontare prima delle 23.30) e una serie di storiacce tra sesso e tradimenti (da giocarsi dopo le 23.30).
Tra i santi e le ricorrenze di questo mese legate alla Diocesi ma non solo ricordo: 2 giugno Festa della Repubblica 18 giugno Beata Osanna Andreasi 21 giugno San Luigi Gonzaga 29 giugno Santi Pietro e Paolo (Pietro è il titolare della cattedrale di Mantova)
Ci sono storie che non stanno ferme nei libri. Ogni tanto escono dalle pagine, attraversano le piazze, si infilano sotto i portici e tornano a parlare. A Mantova è successo con “Agnese, Isabella, Matilde”, un percorso teatralizzato dedicato a tre grandi figure femminili legate alla città, alla sua memoria e al suo immaginario: Agnese Visconti, Isabella d’Este e Matilde di Canossa.
Per un giorno Mantova si è trasformata in un palcoscenico a cielo aperto. Tra Piazza Pallone, Piazza Alberti e il Sottoportico dei Lattonai, la visita guidata è diventata racconto, teatro, dialogo con il pubblico. Non una semplice passeggiata storica, ma un viaggio tra potere, destino, intelligenza, accuse, leggende e memoria.
A dare corpo e voce alle protagoniste sono state tre attrici: Tecla Dal Forno, interprete di Matilde di Canossa; Chiara Mattiello, nei panni di Agnese Visconti; e Sofia Rebecca Dolci, che ha dato vita a Isabella d’Este. La conduzione è stata affidata a Giacomo Cecchin, che ha accompagnato il pubblico tra aneddoti, storia, ironia e continui rimandi tra passato e presente.
Ogni 20 maggio, celebriamo San Bernardino da Siena, un francescano davvero fuori dal comune — e anche per Mantova ha lasciato tracce più consistenti di quelle che spesso pensiamo. Invitato alla nostra città dalla signora Paola Malatesta (moglie di Gianfrancesco Gonzaga) per predicare in Quaresima nel 1421, Bernardino è famoso per le sue prediche che richiamavano folle e anche per essere stato considerato santo dal popolo già in vita.
Chi era Bernardino?
Nasce a Massa Marittima (nel territorio senese) nel 1380, in una nobile famiglia degli Albizzeschi. Rimane orfano da ragazzo e viene educato a Siena, dove si forma anche culturalmente. Nel 1402 entra nell’ordine dei Frati Minori osservanti, aderendo alla “stretta” osservanza della regola di san Francesco. In breve tempo si dedica alla predicazione. Questo santo viaggiatore percorre l’Italia fra XIV e XV secolo, portando da città a città non solo concetti teologici, ma discorsi estremamente concreti per la gente. A differenza di molti predicatori che parlavano in latino o in toni elevatissimi, Bernardino usa immagini — semplici, familiari — per far capire concetti difficili.
Una delle sue “invenzioni” più note è il trigramma IHS (le prime tre lettere del nome di Gesù in greco) che egli voleva fosse esposto come simbolo di unità fra le fazioni in lotta (es: fra guelfi e ghibellini) e per richiamare l’attenzione alla centralità del Nome di Gesù. Bernardino rifiutò la nomina a vescovo per ben tre volte — motivo per cui, nella iconografia, è spesso rappresentato con tre mitrie ai suoi piedi.
Muore il 20 maggio 1444 all’Aquila (nel ducato di Spoleto) ed è canonizzato dal papa Niccolò V nel 1450, a soli sei anni dalla morte.
Che bello tornare al Mast Castel Goffredo (www.mastcastelgoffredo.it) per parlare di San Luigi Gonzaga, un santo famosissimo e per questo poco conosciuto davvero. Giacomo Cecchin lo racconta sullo sfondo di un secolo che ha visto la riforma luterana e la nascita di ordini come quello dei gesuiti, dei cappuccini e degli oratoriani. Senza dimenticare la famiglia Gonzaga che forse nei rami cadetti ha espresso le personalità più interessanti.
Luigi santo benché gesuita, puro benché Gonzaga Mercoledì 27 maggio 2026 – ore 20.30 – MAST Castel Goffredo – Museo della Città
A cura di Giacomo Cecchin, giornalista e divulgatore con la passione per la storia. Partecipazione gratuita fino a esaurimento posti
L’incontro si inserisce nel percorso Aloisiani a Castel Goffredo – Terzo centenario della canonizzazione di san Luigi Gonzaga
Oggi 17 maggio 2026 compie gli anni Isabella d’Este (nel 1474 il 17 maggio era un martedì) e ho voluto ricordarla provando a immaginare un’intervista doppia tra lei e il grande Leonardo da Vinci. I due si stimavano sicuramente ma non si amavano o almeno questo possiamo immaginare dalle lettere piccate che Isabella scriveva all’artista richiedendo opere e dal fatto che lui non rispondesse o lo facesse tramite i suoi segretari.
Sono due personaggi che avevano e hanno schiere di seguaci, oggi diremmo fan o follower e quindi si rischia sempre di inimicarsi qualcuno a meno di non scriverne in modo entusiastico. Per questo ho provato a immedesimarmi in un giornalista che avesse la possibilità di metterli a confronto in un’intervista doppia stile le iene.
Provate a leggere e a vedere cosa ne pensate e soprattutto chi alla fine ne esce vincitore: se Isabella, Leonardo o il giornalista.
Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Aprile 2026/Maggio 2026
ISABELLA VS LEONARDO: Quando il Rinascimento diventa pop UN DUELLO IMMAGINARIO TRA AMBIZIONE E GENIALITÀ, TRA CORONE E TACCUINI. A cura di Giacomo Cecchin
Nell’intervista doppia più sorprendente di sempre, Isabella d’Este e Leonardo da Vinci si confrontano su potere, arte, social network e intelligenza artificiale: uno scontro brillante tra passato e presente.
C’è un momento nella storia del Rinascimento dove Isabella d’Este e Leonardo da Vinci si trovano nello stesso luogo: a Mantova. L’artista è in fuga da Milano, la marchesana non vede l’ora che le faccia un ritratto. Siamo nell’inverno del 1499, in un momento cruciale per la storia d’Italia e non solo.
Per Leonardo termina il suo periodo milanese, uno dei più intensi e produttivi e per Isabella è l’occasione della vita: avere un ritratto realizzato dal più grande artista del mondo che possa eguagliare la bellezza della Dama con l’ermellino ovvero Cecilia Gallerani, l’amante di Ludovico il Moro. Ma forse non è il momento giusto per nessuno dei due: il pittore è assillato dalla preoccupazione per il suo futuro e sopporta sempre meno il fatto di dover sottostare alle imposizioni dei suoi committenti. Isabella è in dolce attesa e molto nervosa perché non è ancora riuscita a dare un erede al marito Francesco II Gonzaga (Federico, il primo figlio maschio, nascerà il 17 maggio del 1500).
L’incontro a Mantova tra Leonardo e Isabella sarà indimenticabile per entrambi. Ecco perché ho provato ad immaginare un’intervista doppia stile “Le Iene” realizzata nella Camera degli Sposi del Castello di San Giorgio. Ecco il risultato.
Accompagnati da Giacomo Cecchin, conduttore della trasmissione “Mantova Segreta” in un inedito percorso teatralizzato tra le piazze di Palazzo Ducale alla scoperta dei più affascinanti e misteriosi delitti al femminile che hanno segnato la storia della città di Mantova. Sul cammino incontrerete volti, voci e presenze del passato che vi trascineranno tra intrighi di corte, passioni proibite e segreti custoditi tra le mura della città.
Per la prima volta a Mantova un viaggio al femminile nella città dei Gonzaga dove le protagoniste raccontano il loro punto di vista sulle loro storie.
Lungo il cammino, i partecipanti incontreranno tre presenze che hanno attraversato secoli diversi, ma che ancora sembrano custodire segreti tra le pietre della città. Una giovane donna arrivata da una grande dinastia del Nord, intrappolata in un matrimonio politico e in un’accusa fatale, tornerà a far sentire il peso di una sentenza consumata tra sospetti, tradimenti e silenzi di corte.
Più avanti, apparirà l’eco di una signora raffinata e colta, capace di trasformare il potere in eleganza, diplomazia e arte. Le sue stanze, i suoi libri, i suoi ritratti e le sue lettere racconteranno l’intelligenza di chi seppe governare senza indossare una corona, lasciando un’impronta destinata a superare il tempo.
Infine, dal passato più antico emergerà la figura di una donna abituata a trattare con papi, imperatori e castelli. Una presenza fiera, legata alla terra, alla fede e alla politica, il cui nome riecheggia ancora come simbolo di autorità, coraggio e mediazione in un mondo dominato dagli uomini.
Tra delitti, alleanze, passioni proibite e memorie custodite nelle mura, il percorso accompagnerà il pubblico alla scoperta di tre destini femminili che hanno segnato, ognuno a suo modo, la storia di Mantova. I loro nomi non saranno svelati subito: saranno gli indizi, le parole e le apparizioni lungo la visita a guidare i partecipanti verso il riconoscimento.
Scopri la precedente edizione del Delittour a Mantova:
Tra lapidi, celle affrescate e antichi conventi trasformati in luoghi di detenzione, Mantova conserva una geografia nascosta della reclusione. Questo itinerario ripercorre le principali prigioni cittadine, intrecciando memoria risorgimentale, storia urbana e testimonianze dei patrioti rinchiusi nei luoghi simbolo della città.
E non perdetevi la possibilità di visitare le carceri all’interno del Castello di San Giorgio recentemente riaperte. In questa doppia pagina di MCG Mantova Chiama Garda alcuni spunti per approfondire.
Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Aprile 2026/Maggio 2026
La sala dei Cavali di Palazzo Te è l’unico ambiente definito così perché tutti gli altri spazi della villa sono chiamati camere. E’ una sorta di catalogo dei migliori esemplari equini delle scuderie gonzaghesche. A fianco del destriero nell’immagine di copertina si vede una statua dipinta a monocromo di quello che potrebbe essere Saturno o Vulcano.
Tra i santi e le ricorrenze di questo mese legate alla Diocesi ma non solo ricordo: 1 maggio festa del lavoro 3 maggio Santi Filippo e Giacomo 21 maggio Ascensione del Signore Torna la tradizione di esporre i Sacri Vasi in Basilica 24 maggio Pentecoste 26 maggio San Filippo Neri 30 maggio Santa Giovanna d’Arco
Per i mantovani a Maggio recita del Rosario e pellegrinaggio alla Madonna delle Grazie
Domenica 10 maggio 2026 il Cimitero Monumentale di Mantova diventa luogo di incontro, ascolto e scoperta con “Voci e storie al Monumentale”, una giornata speciale dedicata alla musica, alla natura, alla memoria e alle attività per ragazzi.
L’iniziativa, promossa da Gruppo Tea in collaborazione con Comune di Mantova, Officina OCM e l’associazione culturale Segni d’Infanzia, invita cittadini e visitatori a vivere il Monumentale non solo come spazio del ricordo, ma anche come patrimonio culturale, paesaggistico e umano da attraversare con sguardo nuovo.
Un focus speciale: le storie scolpite nella pietra
Tra gli appuntamenti della giornata, un ruolo particolare è affidato al percorso guidato da Giacomo Cecchin, “Storie scolpite nella pietra”, in programma alle 18:30.
La passeggiata tra le epigrafi del Cimitero Monumentale sarà un’occasione per osservare da vicino uno degli elementi più discreti e insieme più eloquenti del luogo: le iscrizioni funerarie. Nomi, date, parole d’affetto, formule religiose, titoli, professioni e dediche compongono un vero archivio diffuso della città, capace di restituire frammenti di vita privata e memoria collettiva.
Attraverso la lettura delle epigrafi, il Monumentale si rivela non solo come spazio del ricordo, ma anche come libro aperto sulla storia di Mantova. Le parole incise nella pietra raccontano legami familiari, appartenenze sociali, sensibilità artistiche e trasformazioni del linguaggio del lutto. Un itinerario per imparare a leggere ciò che spesso resta sullo sfondo, e per riconoscere nelle tracce materiali della memoria una parte viva del patrimonio cittadino.
Il programma della giornata
Il programma si apre alle ore 7:00 con “Sentivo la mia terra vibrare di suoni, era il mio cuore”, un appuntamento musicale a cura di Officina OCM. Le canzoni da Schubert a De André accompagneranno il pubblico in un percorso sonoro intenso e suggestivo, con Alfredo Bruno come voce narrante, Debora Donnarumma al canto e Riccardo Mortara Cauzzi alla chitarra.
Alle ore 10:00 è prevista una passeggiata botanica tra natura e memoria, condotta in compagnia di Fabio Tosi del Servizio Verde pubblico di Mantova Ambiente. Un’occasione per scoprire il valore del verde all’interno del cimitero, tra alberature, presenze vegetali e paesaggio storico.
Nel pomeriggio, alle ore 17:00, spazio a “Tran–qui”, un attraversamento tra generazioni, memorie visibili e invisibili. L’attività, dedicata ai ragazzi, è realizzata in collaborazione con l’associazione culturale Segni d’Infanzia.
La giornata si conclude alle ore 18:30 con “Storie scolpite nella pietra”, una passeggiata tra le epigrafi a cura di Giacomo Cecchin, per leggere il Monumentale attraverso parole, nomi, iscrizioni e tracce di vite custodite nella pietra.
Tutti gli eventi sono gratuiti, con prenotazione obbligatoria scrivendo a relazioni.esterne@teaspa.it. Gli appuntamenti si terranno anche in caso di pioggia. Il punto di incontro è previsto all’ingresso principale del Cimitero Monumentale di Mantova, in via Cremona 40.
“Voci e storie al Monumentale” è un invito a entrare in un luogo carico di storia con attenzione e delicatezza, lasciandosi guidare da suoni, percorsi, racconti e dettagli spesso invisibili. Un modo per riscoprire il Monumentale come parte viva della memoria collettiva mantovana.