Due “Cene in Emmaus”, una sola lezione: guardare meglio. Caravaggio tra Londra e Milano

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Oggi è il lunedì dell’Angelo o Pasquetta come la chiamiamo in Italia, è il momento dell’apparizione dell’Angelo al sepolcro vuoto del Cristo.

Io però oggi vorrei ricordare un altro episodio, Emmaus, e soprattutto le due versioni che ne trae Caravaggio.

Il racconto, presente nel Vangelo secondo Luca, che si svolge dopo la crocifissione.
Due discepoli stanno lasciando Gerusalemme, delusi e disorientati.
Lungo la strada incontrano un viandante e iniziano a parlare con lui.
Non lo riconoscono.
Arrivati a Emmaus, si fermano a cena.
Ed è lì, in un gesto semplice — lo spezzare il pane — che accade qualcosa:
improvvisamente capiscono che quell’uomo è Cristo risorto.

Ma nello stesso istante… scompare.
È una scena potentissima perché parla di riconoscimento tardivo:
non vediamo davvero finché non siamo pronti a farlo.

Ed è esattamente questo momento che Caravaggio sceglie — e reinventa — nelle sue due versioni.

C’è una lezione su come cambiamo noi.
Creatività: stessa scena, due verità
Londra (1601–1602, commissione di Ciriaco Mattei)
Milano (1606, durante la fuga da Roma, senza committenza documentata)

Nella prima:
gesto teatrale
luce intensa
dettagli ricchi
È il momento della rivelazione.

Nella seconda:
gesti trattenuti
luce più scura
meno elementi
È il momento del dopo. Più umano, più silenzioso.

Non cambia la storia. Cambia lo sguardo.

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Auguri di buona Pasqua con la Via Crucis di Andrea Jori dalla Cattedrale di Mantova

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Dalla Terra Santa a Mantova: la Via Crucis, un cammino tra storia, arte e devozione

Nella cattedrale di Mantova, tra le navate, la Via Crucis in terracotta realizzata da Andrea Jori (1996) accompagna lo sguardo e il passo dei visitatori. Non è solo una sequenza di immagini: è un racconto che prende forma nella materia e che, come osserva il vescovo Marco Busca, diventa uno “specchio dell’anima”.

Ma perché fare gli auguri della Pasqua di Resurrezione con la via che porta alla morte del Cristo sulla Croce? Perché a Mantova come in altri luoghi il percorso si chiude con una scena che sorprende: la quindicesima stazione, la Risurrezione. Un’aggiunta moderna che cambia il significato dell’intero cammino.

Per comprenderla, però, bisogna tornare indietro nel tempo.

Un’origine lontana: il cammino a Gerusalemme

La Via Crucis nasce nei primi secoli del cristianesimo come esperienza concreta: i fedeli percorrevano a Gerusalemme i luoghi della Passione di Cristo.

Era un gesto semplice e potente: camminare dove Cristo aveva camminato.

Con il tempo, però, i pellegrinaggi divennero difficili. Fu così che quel percorso venne “replicato” altrove. Nacque una pratica che permetteva di vivere spiritualmente ciò che non era più accessibile fisicamente.

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DELITTOUR DI MANTOVA, domenica12 aprile 2026 due turni ore 14:30 – 16:30

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Accompagnati da Giacomo Cecchin, conduttore della trasmissione “Mantova Segreta” un inedito percorso teatralizzato in collaborazione con Terre Visibili tra le piazze di Palazzo Ducale alla scoperta di delitti misteriosi. A guidarvi nel passato saranno anche alcuni personaggi della famiglia Gonzaga… naturalmente interpretati da attori, pronti a far rivivere per una sera le storie e i segreti della Mantova rinascimentale.

Prenotazioni su prenotazioni.east@gmail.com cell. 3661646266 (dopo le 19.00)

Per la prima volta a Mantova un viaggio nel lato oscuro della città, dove la bellezza rinascimentale si intreccia con intrighi, sangue e segreti mai del tutto svelati. Tra le ombre della potente famiglia Gonzaga emergono storie di congiure, vendette e lotte per il potere: delitti consumati nel silenzio dei corridoi, misteriose sparizioni, condanne senza appello e decapitazioni che hanno segnato il destino della corte.

Chi tradiva pagava con la vita. Chi sapeva troppo… spesso spariva.

A guidarvi in questo viaggio nel tempo saranno proprio i protagonisti di queste vicende che prenderanno voce grazie ad attori, pronti a far rivivere i drammi e i segreti della Mantova rinascimentale.

Un’esperienza immersiva tra storia e teatro, dove ogni angolo può nascondere una verità scomoda… o un delitto dimenticato.

L’Annunciazione: quando il limite diventa creatività

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25 marzo, festa dell’Annunciazione della Vergine

Oggi, 25 marzo, la Chiesa celebra la festa dell’Annunciazione della Vergine, uno degli episodi più rappresentati della storia dell’arte occidentale. Pochi elementi essenziali – l’angelo, Maria, l’annuncio divino – costituiscono una struttura narrativa rigidissima, ripetuta per secoli. Ed è proprio questo limite iconografico ad aver generato una straordinaria varietà di soluzioni artistiche, dimostrando come i vincoli non soffochino la creatività, ma la stimolino.

A Mantova non occorre andare lontano per incontrare un’Annunciazione di grande intensità. Basta entrare nella Basilica Palatina di Santa Barbara, dove le ante dell’organo dipinte da Fermo Ghisoni, collaboratore di Giulio Romano, offrono una lettura raffinata e colta del tema. Mons. Roberto Brunelli, in un saggio pubblicato nei Quaderni di San Lorenzo, descrive l’opera come «un angelo di elegante levità e una Vergine quasi annichilita dal suo strepitoso annuncio». È un’Annunciazione giocata sul silenzio, sulla sospensione emotiva, sull’interiorità del momento.

Lo stesso episodio, però, può essere rappresentato in modi radicalmente diversi.

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Sapori in giallo, da Agatha Christie a Marco Vichi, una serata a tema con Giacomo Cecchin e Gianfranco Allari – giovedì 16 aprile 2026 ore 19.30

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Quest’anno cadono i 50 anni dalla scomparsa di Agatha Christie, forse la giallista più famosa del mondo. E allora abbiamo pensato di partire proprio da lei per raccontare 5 detective, investigatori, commissari e chi più ne ha più ne metta. E abbiamo preso come punto di vista la cucina, i loro piatti preferiti, le loro ricette perché alla fine cucinare è un po’ come seguire un caso da risolvere: è questione di fare le domande giuste, ricevere risposte adeguate e alla fine risolvere l’enigma che trasforma elementi singoli in piatto da non dimenticare.

Per chi vuole investigare con Giacomo Cecchin, mangiare con Gianfranco Allari e godersela a Ca’ Uberti vi aspettiamo a:

Sapori in giallo, da Agatha Christie a Marco Vichi
IL MISTERO SI RACCONTA E SI ASSAPORA
Giovedì 16 aprile 2026 ore 19.30 a Ca’ Uberti in piazza Sordello a Mantova

Dalle eleganti intuizioni di Hercule Poirot ai bistrot fumosi di Jules Maigret, dalle tavole monumentali di Nero Wolfe alle ricette appassionate di Pepe Carvalho, fino alla Firenze inquieta e conviviale di Franco Bordelli. Un viaggio tra delitti, indagini e profumi di cucina, dove il giallo si mescola ai sapori e ogni storia trova il suo gusto. Una serata brillante tra racconti e cena leggera, per scoprire che anche un’indagine, come un buon piatto, è questione di equilibrio e intuizione.

Una serata tra racconto e cucina per scoprire chi è il colpevole e anche chi lo ha trovato.
Le vivande saranno liberamente ispirate ai piatti preferiti di questi grandi investigatori o dei loro autori

Costo di 35 euro a personaÈ RICHIESTA LA PRENOTAZIONE: 0376.1411328

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Le Pievi in Tour dell’Oltrepò Mantovano: io sarò al Santuario della Comuna sabato 21 marzo 2026 alle 10.30 e alle 15.00

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Ecco di nuovo l’Oltrepò Mantovano in tournée per un territorio davvero ricco di cultura, sorprese e meraviglie. La prima tappa a Ostiglia mi vedrà presente per una visita guidata al santuario della Comuna. Vi aspettiamo quindi a:

Visita guidata al Santuario della Comuna a Ostiglia
Sabato 21 marzo 2026: prima visita alle 10.30 e seconda visita alle 15.00

Le visite sono gratuite è vanno prenotate a questo link https://tinyurl.com/pievi-in-tour-2026

Il santuario della Comuna in breve

Il santuario della Madonna della Comuna, vicino a Ostiglia, sorge in una zona un tempo paludosa. Per secoli fu centro di devozione per le popolazioni del Veronese, Mantovano e Rodigino. Secondo la tradizione nacque dopo l’apparizione della Madonna a una pastorella muta, che riacquistò la parola. Ricostruito nel 1533 con il consenso del vescovo di Verona e il sostegno del Comune e dei devoti, conserva tracce dell’antico edificio.

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Intervista doppia a Giulietta e Gilda… senza tragedia (almeno per una sera!)

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Per la Giornata internazionale della donna ho pensato di scrivere un’intervista doppia su due donne che vivono una tragedia per amore. Sembra assurdo ma molto spesso in queste storie è quasi sempre la parte femminile a soccombere.

Ho provato quindi ad immaginare un’intervista doppia a Giulietta e Gilda ma fatta a due attrici che le interpretano. A teatro infatti dove tutto è finto ma niente è falso la morte avviene solo sulla scena (per fortuna) e la vita può prendere strade diverse utilizzando le giuste “porte scorrevoli”.

Ecco allora le risposte di Giulietta e Gilda, libere per una volta dalla cornice della tragedia.

DUE EROINE DIETRO IL SIPARIO

Come due donne parlano, vivono e sperano nell’amore

Intervista doppia a Giulietta e Gilda… senza tragedia (almeno per una sera!)

Anche nelle tragedie, quando il sipario si chiude, le eroine si rialzano, si spolverano il vestito e tornano in camerino. Le lacrime restano sul palco, insieme ai pugnali e ai veleni di scena.

Abbiamo immaginato di fermare due attrici proprio in quel momento sospeso, con ancora addosso il battito accelerato dell’ultima scena: una ha appena interpretato Giulietta, nata dalla penna di William Shakespeare; l’altra ha dato voce a Gilda, protagonista del Rigoletto di Giuseppe Verdi, ambientato alla corte di Mantova.

Due giovani donne, due amori assoluti, due finali tragici. Le mettiamo a confronto, come in un’intervista doppia, per vedere cosa resta quando il personaggio si scioglie e l’attrice torna sé stessa. Cosa pensano davvero dell’amore, del sacrificio, degli uomini che hanno amato… e di chi ha scritto il loro destino?

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La Celeste Galeria, andata e ritorno, una cena a tema con Giacomo Cecchin e Gianfranco Allari – mercoledì 18 marzo 2026 ore 19.30

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E se la Celeste Galleria fosse ancora a Mantova? E se i Gonzaga non l’avessero venduta al Re d’Inghilterra? E se Carlo non fosse il nome che porta più sfortuna ai re inglesi? La storia non si fa con i se e con i ma però ci si può divertire a raccontarla per capire che a volte il bicchiere va visto mezzo pieno.

Per chi vuole giocare con Giacomo Cecchin, mangiare con Gianfranco Allari e godersela a Ca’ Uberti vi aspettiamo a:

La Celeste Galeria: andata e ritorno
UN VIAGGIO TRA ARTE, MEMORIA E BELLEZZA
Mercoledì 18 marzo 2026 ore 19.30 a Ca’ Uberti in piazza Sordello a Mantova

La Celeste Galeria del 2002 è la mostra che ha realizzato il sogno dei mantovani: riportare a Mantova la collezione perduta dei Gonzaga. Una serata alla scoperta delle vicende, delle opere e dei personaggi che hanno fatto la storia della Celeste Galeria. Dalla famiglia del duca Vincenzo I al mediatore Daniel Nys, dalla vendita al re Carlo I d’Inghilterra alla sua decapitazione e alla dispersione della sua collezione. Il tutto si chiude con il ritorno a Mantova di alcune delle opere vendute nella Celeste Galeria.

Una serata tra racconto e cucina per giocare con i “se fosse…” della storia.
Il banchetto sarà liberamente ispirato alla cucina di Bartolomeo Stefani

Costo di 35 euro a personaÈ RICHIESTA LA PRENOTAZIONE: 0376.1411328

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Primavera mantovana, una doppia pagina su MCG – Mantova Chiama Garda

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Quando arriva marzo l’aria di primavera invita i mantovani e non solo a uscire di casa. Perché allora non girovagare per la provincia alla scoperta di meraviglie e tesori che spesso non si apprezzano perché troppo vicini?

Ecco allora 5 proposte da realizzare facilmente a piedi, in bicicletta, in auto o addirittura in barca. Preparatevi un quaderno per gli appunti, una macchina fotografica e abituate gli occhi alla bellezza e alla meraviglia. Vi ho descritto le tappe in questa doppia pagina pubblicata su MCG – Mantova Chiama Garda.

Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Febbraio 2026/Marzo 2026

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Storie da gustare, serate a tema con Giacomo Cecchin e Gianfranco Allari – 18 marzo – 16 aprile – 6 maggio 2026

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Storie da gustare: tre serate tra racconti e buona cucina

Mantovastoria, la Trattoria Ca’ Uberti e il maestro di cucina Gianfranco Allari vi invitano a “Storie da gustare”, un ciclo di tre serate speciali dedicate all’incontro tra narrazione, cultura e gastronomia.

Tre appuntamenti pensati per condividere storie, suggestioni e sapori, con i racconti di Giacomo Cecchin accompagnati dalle degustazioni dei piatti del maestro di cucina Gianfranco Allari, nelle sale della Trattoria Ca’ Uberti.

Ogni serata avrà un tema diverso e offrirà un’esperienza che unisce il piacere della tavola alla scoperta di storie e atmosfere.

Gli appuntamenti

La celeste galeria: andata e ritorno – Mercoledì 18 marzo – ore 19.30

Sapori in giallo: da Agatha Christie a Marco Vichi – Giovedì 16 aprile – ore 19.30

L’arte nel piatto: sorprese dallo chef – Mercoledì 6 maggio – ore 19.30

Informazioni – Le serate sono prenotabili singolarmente al costo di 35 euro a persona.

Prenotazione obbligatoria
Telefono: 0376 1411328

Un’occasione per incontrarsi, ascoltare storie e lasciarsi sorprendere dai sapori della cucina.