A PALAZZO D’ARCO E PALAZZO DUCALE – sabato 4 febbraio e domenica 5 febbraio

A PALAZZO D’ARCO TRA ZODIACO E DOWNTON ABBEY – sabato 4 febbraio e domenica 5 febbraio 

E’ uno dei musei più suggestivi di Mantova eppure è anche uno dei meno conosciuti.
Per questo ho deciso di organizzare due percorsi alla scoperta dei segreti di Palazzo D’Arco. Attraverseremo le stanze arredate di una dimora nobiliare che sembra bloccata tra le poesie di Guido Gozzano e i romanzi di Jane Austen. E visiteremo la Sala dello Zodiaco, un capolavoro rinascimentale pieno di storie, segreti e meraviglie. 

Ecco i dettagli dei due percorsi: costo visita 15 euro a persona – costo biglietto 8 euro a persona (ingresso gratuito se in possesso di SUPERCARD CULTURA) 

Sabato 4 febbraio ore 14.45
Domenica 5 febbraio ore 10.30

Iscrivetevi qui – https://forms.gle/EjTbHSwe9xc3u7WGA

A PALAZZO DUCALE PER UN VIAGGIO ALLA SCOPERTA DEI GONZAGA – domenica 5 febbraio ore 16.30 

Qual è il luogo migliore per raccontare la storia dei Gonzaga? E’ Palazzo Ducale! Una passeggiata che attraverso gli ambienti della reggia gonzaghesca ripercorre vicende e personaggi della famiglia che ha governato Mantova per almeno 4 secoli. 

Domenica 5 febbraio ore 16.30 – 15 euro a persona

Iscrivetevi qui – https://forms.gle/EjTbHSwe9xc3u7WGA

Dov’è finito il lago del Paiolo? lo scopriamo insieme a Giacomo Cecchin con Mantova Segreta

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Dov’è finito il lago del Paiolo, il quarto lago di Mantova? Basta sapere dove andarlo a cercare! Il canale del Paiolo parte dal lago Superiore, passa sotto la ferrovia e sbuca ai giardini di Porta Pradella per inabissarsi passando sotto tutta Mantova. Lo ritroviamo in zona Trincerone e lo possiamo seguire fino al forte di Pietole.

Mantova Segreta vi porta alla scoperta dell’ex-alveo del Lago Paiolo a due passi dal centro con Enrico Cavalletti, Giovanni Rodella, Laura Galassi, Samuele Aldi e Davide Aldi.

Mantova Segreta sulle tracce del Lago del Paiolo

L’idea per questa puntata nasce da un’idea dell’agronoma Laura Galassi di raccontare il lago Paiolo e dal coinvolgimento del Gruppo Naturalistico Mantovano e dello storico Giovanni Rodella.

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A PALAZZO D’ARCO TRA ZODIACO E DOWNTON ABBEY – sabato 21 gennaio e domenica 22 gennaio 

E’ uno dei musei più suggestivi di Mantova eppure è anche uno dei meno conosciuti.
Per questo ho deciso di organizzare due percorsi alla scoperta dei segreti di Palazzo D’Arco. Attraverseremo le stanze arredate di una dimora nobiliare che sembra bloccata tra le poesie di Guido Gozzano e i romanzi di Jane Austen. E visiteremo la Sala dello Zodiaco, un capolavoro rinascimentale pieno di storie, segreti e meraviglie.

Sabato 21 gennaio ore 14.45
Domenica 22 gennaio ore 10.30 

Iscrivetevi qui – https://forms.gle/imhddV4WgqjRuSTG6 

Ecco i dettagli dei due percorsi: costo visita 15 euro a persona – costo biglietto 8 euro a persona (gratuito se in possesso di SUPERCARD CULTURA) 

La morte di Matilde di Canossa – i 10 giorni che cambiarono la storia di Mantova

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Perché la morte e non la nascita di Matilde di Canossa? Il primo motivo è che non conosciamo il compleanno della grancontessa ma la data della sua dipartita. Il secondo è che Mantova non è una città che ama i Canossa e Matilde men che meno. E’ la grande rivalità tra vecchio mondo e nuovo mondo, tra campagna e città, tra nobili e nuovi ricchi, i mercanti.

Ecco perché quando muore Matilde Mantova si sente libera e dopo questo evento arriverà il libero comune, le guerre contro l’imperatore e alla fine i Bonacolsi e i Gonzaga.

Matilde bambina a Mantova

Matilde di Canossa nasce a Mantova nel 1046 secondo la maggior parte degli storici. E’ probabilmente lei che vediamo bambina in braccio alla balia nell’affresco che racconta la seconda scoperta della reliquia dei Sacri Vasi (lo troviamo nella cappella di San Longino, la terza grande sulla destra). Matilde cresce a Mantova di fianco al padre Bonifacio che viene ucciso quando lei ha solo 6 anni. Questa morte che avrebbe potuto interrompere il rapporto con la città la porterà a costruire la Rotonda di San Lorenzo, una chiesa circolare che, nelle forme, ricorda il Santo Sepolcro di Gerusalemme e scioglie idealmente il voto del padre che avrebbe voluto recarsi in Terra Santa come pellegrino.

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Forte Ardietti a Ponti sul Mincio con Giacomo Cecchin e Mantova Segreta

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Quando il Mincio mormorava a Ponti sul Mincio gli austriaci costruivano l’Opera Sesta (che per i mantovani sarà Forte Ardietti). E’ una fortificazione perfettamente conservata e che consente di fare un vero e proprio viaggio al tempo del Risorgimento. Oggi è non solo visitabile ma soprattutto è luogo di rievocazioni militari di parte austriaca ed è un gioiello dell’Alto Mantovano.

Mantova Segreta vi fa scoprire viste aeree e storie inedite su Forte Ardietti di Ponti sul Mincio con la partecipazione del presidente della Pro Loco Ermes Codognato (si ringrazia la Pro Loco per la disponibilità dimostrata).

Mantova Segreta a Forte Ardietti (Ponti sul Mincio)

L’idea per questa puntata nasce dalla voglia di raccontare un forte austriaco costruito nei dintorni di Peschiera tra la prima e la seconda guerra di indipendenza. Si chiama Opera Sesta (Werk VI) per gli austriaci e Forte Ardietti per gli italiani.

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Arrivano le donne dei Gonzaga: si parte con Richeldina dei Ramberti (per non tacer delle altre due)

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Le donne difficilmente entrano nella storia di una famiglia del Rinascimento a meno che non siano l’inarrivabile Isabella d’Este o Lucrezia Borgia con la sua leggenda nera. Eppure quasi sempre dietro ad un marchese o ad un duca troviamo un personaggio femminile di grande livello e che ha influenzato notevolmente la carriera del marito.

Per questo ho voluto raccontare anche le donne dei Gonzaga: dalle prime per cui abbiamo pochissime notizie sparse a quelle del rinascimento dove invece le informazioni sono molte di più. Partiamo con le prime tre moglie di Luigi Gonzaga. Una moglie per un personaggio come lui non può bastare. A Richeldina dei Ramberti detta la Bressanina seguono Caterina Malatesta e Franceschina Malaspina. Abbiamo poche notizie su di loro ma sappiamo che daranno ben 16 figli a Luigi e che il terzo matrimonio si svolgerà nello stesso anno della morte della seconda moglie: non perdiamo tempo avrà detto Luigi che aveva ben 50 anni in più della sposa.

Richeldina: la prima moglie di Luigi e la matriarca dei Gonzaga

Non conosciamo la data di nascita di Richeldina ma abbiamo come punto di riferimento la nascita del primogenito Guido nel 1290 circa. Il suo soprannome era Bressanina, forse perché nata a Brescia, città di origine della famiglia materna i Lavellongo, famiglia con vicissitudini intricate tra guelfi e ghibellini. Suo padre era invece Ramberto dei Ramberti, una famiglia ferrarese di parte ghibellina e che per questo fu esiliata varie volte. Il padre di Richeldina fa infatti testamento a Mantova perché forse lì si era creato un rifugio in caso di ulteriore esilio da Ferrara. Alla sua morte nel 1219 nel testamento del 31 agosto nomina suo erede il marito Luigi che acquisisce proprietà a Brescia e a Ferrara.

La mamma di Guido, Filippino, Feltrino e Tommasina

Nei suoi quasi trent’anni di matrimonio la Bressanina darà alla luce 4 figli, i primi tre maschi e l’ultima una femmina che si chiamerà Tommasina. Forse è per aver dato alla luce l’erede Guido che Richeldina sarà la prescelta per essere rappresentata come moglie di Luigi nella Galleria dei ritratti di Ambras. Guido diventerà il secondo Capitano del Popolo di Mantova mentre Filippino sarà associato dal fratello al governo di Mantova e diventerà un valente uomo d’arme. Il secondogenito sposerà una Visconti e anticiperà quindi lo spostamento delle alleanze mantovane da Verona ai Visconti. In seconde nozze Filippino sposerà una principessa della casa d’Asburgo iniziando le relazioni matrimoniali con l’impero. Il terzogenito Feltrino invece diede origine alla linea dei Gonzaga di Novellara sposando Antonia di Guido da Correggio. I Gonzaga rimasero al potere a Novellara fino al 1737 quando il dominio fu inglobato nei territori del duca di Modena.
I tre fratelli parteciperano insieme al padre Luigi alla presa di Mantova del 16 agosto del 1328.

Caterina Malatesta e Franceschina Malaspina

Caterina Malatesta sposa in seconde nozze Luigi Gonzaga, gli darà 5 figli e morirà nel 1340. E’ la prima relazione matrimoniale con i Malatesta da cui verranno altre due spose per i Gonzaga che governeranno Mantova. Luigi si consola alla svelta e sposerà nel 1340 la terza moglie Giovanna Novella Malaspina, meglio conosciuta con il soprannome di Franceschina. La differenza di età tra i due coniugi è eclatante: 20 anni lei e 72 anni lui. Il matrimonio si celebrerà insieme a quello del figlio di Luigi e di due nipoti del patriarca. La Malaspina arrivava a Mantova da un matrimonio precedente con Lucemburgo Spinola di Genova (fonte wikipedia) e diede a Luigi altri 5 figli. Franceschina morirà nel 1385, 25 anni dopo Luigi.

Proseguiamo con la storia della famiglia Gonzaga al femminile

Iniziamo a raccontare anche la parte femminile della famiglia Gonzaga ovvero le mogli dei signori di Mantova. Il progetto vuole sintetizzare per punti gli elementi principali della vita delle donne che sono state mogli e madri dei Gonzaga. Occorre essere consapevoli del fatto che se la politica era compito degli uomini, il successo o il fiasco delle strategie messe in campo dipendeva spesso dalle donne che li affiancavano.

Per approfondire su questo blog

Il marito Luigi Gonzaga

– I Gonzaga: vita, morte e miracoli di una dinastia

Per approfondire sul web

Richeldina dei Ramberti su wikipedia

Caterina Malatesta su wikipedia

Franceschina Malaspina su wikipedia

Un regalo da Mantovastoria: il calendario dei segreti da scoprire a Mantova, almeno uno per mese

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Un regalo di inizio anno da Giacomo Cecchin e Mantovastoria: ricevete gratuitamente il calendario che racconta i segreti di Mantova in 12 mesi e in 12 puntate di Mantova Segreta.

Per riceverlo è sufficiente compilare con i vostri dati il form che trovate a questo link
https://forms.gle/4gzwzuMGgY6JHWZT6

Vi spedirò il calendario da parete in PDF direttamente nella vostra e-mail.
I dati saranno utilizzati per inviarvi aggiornamenti via e-mail e whatsapp sulle attività di Giacomo Cecchin.

A questo link potete vedere il calendario 2022.

Buon anno SEGRETO!

I Gonzaga: vita, morte e miracoli di una dinastia

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E’ un progetto che sto portando avanti da due anni: un racconto in breve dei Gonzaga di Mantova.

Ci sono già molte pubblicazioni tra il divulgativo e lo specialistico. Mancava secondo me qualcosa di molto sintetico e che si potesse leggere senza fatica lasciando al lettore la voglia di approfondire.

Ecco quindi i ritratti di tutti i Gonzaga della linea principale. Seguiranno i ritratti delle mogli, degli ecclesiastici e da ultimo dei rami cadetti.

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Mantovastoria su youtube: seguite il canale per non perdervi i frammenti di Mantova Segreta

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E’ da un po’ di tempo che ho sistemato il canale YOUTUBE di Mantovastoria (lo trovate a questo link).

Ci trovate tutto il materiale video legato alla mia attività e in particolare le tre playlist di tutte le stagioni di Mantova Segreta, con i titoli delle puntate per poter scegliere quella che preferite o che vi siete persi.

La terza Stagione di Mantova Segreta

La seconda Stagione di Mantova Segreta

La prima stagione di Mantova Segreta

A breve inoltre inizierò la pubblicazione domenicale dei frammenti di Mantova Segreta per non perdersi nulla di quanto è già andato in onda. Iscrivetevi al canale così potete ricevere la notifica della pubblicazione.

Nel frattempo trovate di seguito i frammenti di Mantova Segreta pubblicati sino ad ora

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La scoperta della reliquia del Sangue di Cristo – i 10 giorni che cambiarono la storia di Mantova

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E se la reliquia dei Sacri Vasi fosse stata scoperta a Rivalta sul Mincio? E’ una domanda che sembra senza senso eppure sarebbe piaciuta a mons. Brunelli. Don Roberto era convinto che fosse stata proprio la scoperta del Sangue di Cristo a Mantova a cambiare la storia della città. E ne sono convinto anch’io: per questo ho scelto l’804 come data fondamentale per Mantova.

Grazie alla reliquia più importante della cristianità a Mantova arriva un conte carolingio e con l’arrivo di un vescovo viene forse fondata la diocesi. Mantova che fino a quel momento era famosa solo per aver dato i natali a Virgilio diventa così importante che arriva un papa Leone III e porta un frammento della reliquia all’imperatore Carlo Magno.

La tradizione della reliquia: la più antica tra quelle conosciute

La reliquia dei Sacri Vasi viene fatta risalire all’arrivo a Mantova di Longino, il soldato che ferì Cristo crocifisso al costato. Questo legionario fu colpito dal sangue misto ad acqua di Gesù e guarì da una malattia agli occhi. Per questo si convertì e raccolse la terra del Calvario imbevuta del Sangue di Cristo e arrivò a Mantova spinto dalla voglia di predicare il Vangelo. Secondo la tradizione Longino fu martirizzato nella zona della chiesa del Gradaro e fece appena in tempo a nascondere la reliquia. Fino all’804 se ne persero le tracce e quando venne scoperta la notizia fu considerata così importante da essere citata nei documenti dell’impero carolingio.

La reliquia perduta e ritrovata il 12 marzo del 1048

Se volessimo un giorno preciso per continuare il gioco delle date dovremmo però andare al 12 marzo del 1048. In quel sabato infatti a Mantova si riscopre la reliquia che era stata perduta ma non dimenticata. I mantovani infatti ricordavano che la reliquia fosse nella loro città ma non sapevano dove fosse celata. Durante il X secolo si decise infatti di nascondere la reliquia per sottrarla ad un possibile furto da parte degli Ungari, i barbari terribili che imperversavano per l’Europa. La nascosero così bene che si dimenticarono il luogo (un po’ come succede quando si parte per le vacanze e la moglie dice al marito dove ha nascosto gli ori salvo poi scoprire al ritorno che tutte e due hanno dimenticato il nascondiglio).

Di questo secondo ritrovamento (la seconda inventio) si trova un’immagine nella basilica di Sant’Andrea, nella cappella di San Longino. Qui tra i personaggi che assistono alla riscoperta troviamo anche una Matilde di Canossa in braccio alla balia (la futura Grancontessa aveva solo 2 anni).

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