Intervista doppia a Giulietta e Gilda… senza tragedia (almeno per una sera!)

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Per la Giornata internazionale della donna ho pensato di scrivere un’intervista doppia su due donne che vivono una tragedia per amore. Sembra assurdo ma molto spesso in queste storie è quasi sempre la parte femminile a soccombere.

Ho provato quindi ad immaginare un’intervista doppia a Giulietta e Gilda ma fatta a due attrici che le interpretano. A teatro infatti dove tutto è finto ma niente è falso la morte avviene solo sulla scena (per fortuna) e la vita può prendere strade diverse utilizzando le giuste “porte scorrevoli”.

Ecco allora le risposte di Giulietta e Gilda, libere per una volta dalla cornice della tragedia.

DUE EROINE DIETRO IL SIPARIO

Come due donne parlano, vivono e sperano nell’amore

Intervista doppia a Giulietta e Gilda… senza tragedia (almeno per una sera!)

Anche nelle tragedie, quando il sipario si chiude, le eroine si rialzano, si spolverano il vestito e tornano in camerino. Le lacrime restano sul palco, insieme ai pugnali e ai veleni di scena.

Abbiamo immaginato di fermare due attrici proprio in quel momento sospeso, con ancora addosso il battito accelerato dell’ultima scena: una ha appena interpretato Giulietta, nata dalla penna di William Shakespeare; l’altra ha dato voce a Gilda, protagonista del Rigoletto di Giuseppe Verdi, ambientato alla corte di Mantova.

Due giovani donne, due amori assoluti, due finali tragici. Le mettiamo a confronto, come in un’intervista doppia, per vedere cosa resta quando il personaggio si scioglie e l’attrice torna sé stessa. Cosa pensano davvero dell’amore, del sacrificio, degli uomini che hanno amato… e di chi ha scritto il loro destino?

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La Celeste Galeria, andata e ritorno, una cena a tema con Giacomo Cecchin e Gianfranco Allari – mercoledì 18 marzo 2026 ore 19.30

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E se la Celeste Galleria fosse ancora a Mantova? E se i Gonzaga non l’avessero venduta al Re d’Inghilterra? E se Carlo non fosse il nome che porta più sfortuna ai re inglesi? La storia non si fa con i se e con i ma però ci si può divertire a raccontarla per capire che a volte il bicchiere va visto mezzo pieno.

Per chi vuole giocare con Giacomo Cecchin, mangiare con Gianfranco Allari e godersela a Ca’ Uberti vi aspettiamo a:

La Celeste Galeria: andata e ritorno
UN VIAGGIO TRA ARTE, MEMORIA E BELLEZZA
Mercoledì 18 marzo 2026 ore 19.30 a Ca’ Uberti in piazza Sordello a Mantova

La Celeste Galeria del 2002 è la mostra che ha realizzato il sogno dei mantovani: riportare a Mantova la collezione perduta dei Gonzaga. Una serata alla scoperta delle vicende, delle opere e dei personaggi che hanno fatto la storia della Celeste Galeria. Dalla famiglia del duca Vincenzo I al mediatore Daniel Nys, dalla vendita al re Carlo I d’Inghilterra alla sua decapitazione e alla dispersione della sua collezione. Il tutto si chiude con il ritorno a Mantova di alcune delle opere vendute nella Celeste Galeria.

Una serata tra racconto e cucina per giocare con i “se fosse…” della storia.
Il banchetto sarà liberamente ispirato alla cucina di Bartolomeo Stefani

Costo di 35 euro a personaÈ RICHIESTA LA PRENOTAZIONE: 0376.1411328

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Primavera mantovana, una doppia pagina su MCG – Mantova Chiama Garda

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Quando arriva marzo l’aria di primavera invita i mantovani e non solo a uscire di casa. Perché allora non girovagare per la provincia alla scoperta di meraviglie e tesori che spesso non si apprezzano perché troppo vicini?

Ecco allora 5 proposte da realizzare facilmente a piedi, in bicicletta, in auto o addirittura in barca. Preparatevi un quaderno per gli appunti, una macchina fotografica e abituate gli occhi alla bellezza e alla meraviglia. Vi ho descritto le tappe in questa doppia pagina pubblicata su MCG – Mantova Chiama Garda.

Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Febbraio 2026/Marzo 2026

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Storie da gustare, serate a tema con Giacomo Cecchin e Gianfranco Allari – 18 marzo – 16 aprile – 6 maggio 2026

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Storie da gustare: tre serate tra racconti e buona cucina

Mantovastoria, la Trattoria Ca’ Uberti e il maestro di cucina Gianfranco Allari vi invitano a “Storie da gustare”, un ciclo di tre serate speciali dedicate all’incontro tra narrazione, cultura e gastronomia.

Tre appuntamenti pensati per condividere storie, suggestioni e sapori, con i racconti di Giacomo Cecchin accompagnati dalle degustazioni dei piatti del maestro di cucina Gianfranco Allari, nelle sale della Trattoria Ca’ Uberti.

Ogni serata avrà un tema diverso e offrirà un’esperienza che unisce il piacere della tavola alla scoperta di storie e atmosfere.

Gli appuntamenti

La celeste galeria: andata e ritorno – Mercoledì 18 marzo – ore 19.30

Sapori in giallo: da Agatha Christie a Marco Vichi – Giovedì 16 aprile – ore 19.30

L’arte nel piatto: sorprese dallo chef – Mercoledì 6 maggio – ore 19.30

Informazioni – Le serate sono prenotabili singolarmente al costo di 35 euro a persona.

Prenotazione obbligatoria
Telefono: 0376 1411328

Un’occasione per incontrarsi, ascoltare storie e lasciarsi sorprendere dai sapori della cucina.

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A Palazzo Te per rievocare l’assedio napoleonico del 1796: venerdì 6 marzo 2026 dalle 14.30

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A 230 anni dall’inizio dell’assedio che segnò profondamente la storia di Mantova, Palazzo Te si prepara a rivivere uno degli episodi più significativi dell’epopea napoleonica.

La villa gonzaghesca diventerà il palcoscenico di una rievocazione storica immersiva dedicata agli eventi del 1796-1797, quando la città fu al centro della Prima Campagna d’Italia.

Per l’intera giornata i rievocatori dell’associazione Cultura e Rievocazione Imperi accompagneranno il pubblico tra le sale affrescate del palazzo in un viaggio nel tempo, tra racconti di coraggio, scene di vita quotidiana e testimonianze dedicate ai soldati austriaci e alla popolazione mantovana durante il lungo assedio francese.

L’iniziativa, organizzata da Cultura e Rievocazione Imperi in collaborazione con Fondazione Palazzo Te e cooperativa Charta, con il patrocinio del Comune di Mantova e della sede Unesco cittadina, vuole avvicinare il pubblico alla storia attraverso un’esperienza diretta e coinvolgente. La partecipazione è inclusa nel biglietto d’ingresso ordinario al palazzo ed è gratuita per i possessori della Supercard Cultura.

Il Te sotto “assedio” Domani la rievocazione

Palazzo Te sotto “assedio”. Domani, a 230 anni dall’inizio dell’episodio che segnò la storia cittadina, l’associazione Cultura e Rievocazione Imperi lo riporterà in vita nella villa gonzaghesca. Per l’intera giornata si potrà tornare al 1796 grazie ai rievocatori storici che guideranno i visitatori in un insolito viaggio nel tempo. Emergeranno racconti di coraggio e vita quotidiana, testimonianze sui soldati e sulla popolazione durante il lungo assedio francese del 1796-1797, nel contesto della Prima Campagna d’Italia dell’età napoleonica. L’iniziativa è organizzata da Cultura e Rievocazione Imperi, con Fondazione Te e cooperativa Charta, con il patrocinio del Comune e della sede Unesco la partecipazione all’evento è inclusa nel biglietto d’ingresso ordinario, gratuito con Supercard Cultura.

L’assedio napoleonico della città nella rievocazione a Palazzo Te
Le stanze della villa gonzaghesca faranno da scenario per uno speciale viaggio nel tempo.
Tra racconti di coraggio e vita quotidiana

A 230 anni dall’inizio dell’assedio che segnò profondamente la storia cittadina, l’Associazione Cultura e Rievocazione Imperi riporta in vita uno degli episodi più celebri dell’epopea napoleonica con un evento culturale nella cornice unica di Palazzo Te a Mantova.

Per l’intera giornata di domani il palazzo gonzaghesco diventerà teatro di un’immersione totale nel 1796, con i rievocatori storici che guideranno i visitatori tra le magnifiche sale affrescate, accompagnandoli in uno speciale viaggio nel tempo.

Tra racconti di coraggio e vita quotidiana, ma anche curiosità e testimonianze sui soldati austriaci e sulla popolazione mantovana durante il lungo assedio francese del 1796-1797, nel contesto più ampio della Prima Campagna d’Italia dell’età napoleonica, l’evento sarà un’occasione unica per riscoprire uno dei momenti più significativi della storia mantovana, in un’esperienza immersiva pensata per famiglie, studenti, appassionati di storia, gruppi di amici, turisti e fotografi.

L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Cultura e Rievocazione Imperi, in collaborazione con la Fondazione Palazzo Te e la Cooperativa Sociale Charta, con il patrocinio del Comune di Mantova, della sede Unesco di Mantova e di Mantova Città d’Arte e di Cultura.

Le finalità associative di Acrimperi corrispondono a quelle alla base della manifestazione in programma: divulgare la storia e farla vivere non solo sotto forma di racconto, ma come esperienza e interazione diretta, capace di coinvolgere ed emozionare un pubblico numeroso e di tutte le età.

Commentano Giovanni Pasetti e Alessandra Riccadonna:
«Un’iniziativa nuova e interessante che coinvolge in modo massiccio le scuole di Mantova e che, in sintonia con il Comune di Mantova, Palazzo Te ha deciso di ospitare nella sua prima edizione perché capace di illuminare e divulgare un periodo storico mantovano di solito trascurato».

Il programma della giornata di venerdì 6 marzo sarà diviso tra mattinata e pomeriggio.
Tra le 9.00 e le 13.00 i rievocatori storici accoglieranno a Palazzo Te una dozzina di classi di istituti superiori e licei della città, provviste di un accesso speciale per compiere un percorso di visita dedicato.

Tra le 14.00 e le 18.30 si svolgeranno visite guidate tematizzate aperte al pubblico.

La partecipazione all’evento è inclusa nel biglietto d’ingresso ordinario di Palazzo Te, senza supplemento, ed è gratuita per i possessori della Supercard Cultura di Mantova.

Memorie di donne: una passeggiata al Cimitero Monumentale – domenica 8 marzo 2026 ore 10.30

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Un percorso al Cimitero Monumentale di Mantova per rileggere la memoria attraverso lo sguardo delle donne e delle loro storie.

Domenica 8 marzo, a partire dalle ore 10.30, Giacomo Cecchin – giornalista, scrittore e guida turistica – condurrà i visitatori alla scoperta di alcune figure femminili che riposano a Borgo Angeli.

L’evento è gratuito e si terrà anche in caso di pioggia.
La partenza è prevista dall’ingresso principale del Monumentale.
Per informazioni e prenotazioni relazioni.esterne@teaspa.it

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Santi e Speziali, storie per una farmacia dell’anima e del corpo – venerdì 20 febbraio 2026 alle 20.45 alla Farmacia Comunale di Goito

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  1. Chi sono i santi taumaturghi che guariscono con un gesto, una reliquia, una preghiera… e perché continuiamo a invocarli nei momenti di bisogno?
  2. Cosa si nasconde dietro il banco dello speziale: rimedi miracolosi, veleni letali o storie capaci di cambiare il destino, come accade a Romeo?
  3. E se le storie fossero medicine invisibili, capaci di curare ferite che nessun farmaco riesce a raggiungere?

Proverò a parlarne alla Farmacia Comunale di Goito durante la conversazione SANTI E SPEZIALI: storie per una farmacia dell’anima e del corpo
Venerdì 20 febbraio 2026 alle 20.45 presso la Farmacia Comunale di Goito in via Giovanni Gentile 16D a Goito (MN)

Una conversazione con Giacomo Cecchin sui santi taumaturghi, sugli speziali famosi della storia e della letteratura – come l’enigmatico farmacista che vende il veleno a Romeo – e sul potere curativo delle storie, capaci di agire sull’anima e sul corpo.

Partecipazione gratuita, posti limitati
Prenotazione consigliata: farmaciacomunalegoito@gmail.com

Un incontro dove la narrazione diventa medicina.

Da via Pastro alle carceri della Mainolda: storia, legge austriaca e un sonetto cifrato

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Oggi parliamo di via Pastro, che si apre al fianco della chiesetta della Madonna del Terremoto per sbucare in vicolo della Mainolda. Quando la si imbocca da piazza Canossa si ha una splendida vista del cupolone di Sant’Andrea, uno dei tanti scorci che rendono Mantova immediatamente riconoscibile (lo si vede nel quadro di Giancarlo Businelli che fa da copertina a questo post).

Ma forse non tutti sanno chi era Luigi Pastro (1822-1915), una vicenda in cui la grande storia si intreccia con una sorprendente curiosità letteraria.

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Piccoli Segreti di Provincia di e con Fabrizio Binacchi a Castellucchio giovedì 12 febbraio alle 20.45 al Teatro SOMS

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Piccoli segreti di provincia, presentazione del libro di Fabrizio Binacchi
Giovedì 12 febbraio – ore 20.45 Teatro SOMS, Castellucchio (MN)

Dialoga con l’autore Giacomo Cecchin
Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Una serata dedicata alle storie che si incontrano in un provincia e raccontano i luoghi ma soprattutto le persone, quelle che dai per scontate ma che invece restano nel tempo.
Fabrizio Binacchi, giornalista di lungo corso – nato alla Gazzetta di Mantova e con una vita professionale alla Rai tra Roma, Milano, Bologna, Torino e Trieste – presenta il suo libro Piccoli segreti di provincia.

E ci sarò anch’io visto che molti dei luoghi che racconta Fabrizio Binacchi e molte delle persone le ho incontrate e conosciute.

Come negli antichi almanacchi, Binacchi raccoglie racconti, storie di riti antichi, fiabe popolari, personaggi istrionici e bizzarri, custodite in una memoria collettiva fatta di dettagli, atmosfere e silenzi.
Dalla Bassa mantovana sotto il Po, dove l’autore è cresciuto, ai salotti di Castellucchio, dagli angoli di Mantova ai treni e alle littorine, dalla fiera delle Grazie agli argini e ai fossi: dietro ogni curva affiorano ricordi e figure che hanno incarnato pezzi di territorio un po’ come faceva Guareschi in quella fettaccia di terra tra il Po e l’appennino che chi ci ha vissuto chiama “la bassa”.

Perché i luoghi sono importanti ma le persone di più.
E, a ben guardare e a ben pensare, la provincia è una questione di cuore e non solo di territori.

Un appuntamento imperdibile per chi ama la storia locale, la memoria e i racconti che danno senso ai territori.

Il valore degli errori: il Cenacolo di Leonardo tra sperimentazione, fragilità e destino

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Ci sono opere d’arte che non raccontano soltanto una storia religiosa o artistica, ma parlano dell’essere umano, delle sue scelte, dei suoi tentativi e dei suoi errori.
Il Cenacolo di Leonardo da Vinci, custodito nel refettorio di Santa Maria delle Grazie, è una di queste. Un capolavoro universalmente riconosciuto che, paradossalmente, nasce da una scelta tecnica sbagliata e da un esperimento fallito.

Ed è proprio questo fallimento a renderlo ancora oggi così profondamente umano.

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