Scopriamo il pittore mantovano Giuseppe Bazzani da Santa Carità alla Madonna del Terremoto con Giacomo Cecchin e Mantova Segreta

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Interno della Madonna del Terremoto

Giuseppe Bazzani nasce, vive e lavora a Mantova tra 1600 e 1700 ed è il primo artista mantovano che si fa conoscere fuori città. Com’è possibile visto che i Gonzaga si circondano di tantissimi artisti che non nasca una scuola mantovana? Forse la risposta sta nel triplete dell’Inter: Moratti non ha tempo di far crescere il vivaio per vincere lo scudetto e compra solo campioni. I Gonzaga vogliono tutto e subito e anche loro fanno arrivare i fuoriclasse da fuori Mantegna, Giulio Romano, Rubens, Fetti e tanti altri.

Ecco perché abbiamo deciso di raccontarvi la storia di Giuseppe Bazzani attraverso le sue opere che troviamo in giro per Mantova tra chiese, palazzi e il Museo Diocesano.

Mantova Segreta vi fa scoprire un artista che ha portato il nome di Mantova nel mondo attraverso le sue opere conservate nella Chiesa di Santa Maria della Carità, a Palazzo D’Arco e nel Museo Diocesano.

Mantova Segreta alla scoperta della vita e delle opere di Giuseppe Bazzani

L’idea per questa puntata nasce proprio con l’obiettivo di raccontare il primo pittore nato a Mantova e che si fa un nome anche fuori città, pur non abbandonandola mai e lasciandovi la maggior parte delle sue opere.

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“Mantova, 5 cose che so di lei” alla Birillistica di Marmirolo – mercoledì 23 novembre alle 20.00 (I Filos – apericena con chiacchiere)

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Torniamo nel comune di Marmirolo per un incontro alla Birillistica Marmirolese tra storie e buon cibo.
Ecco i dettagli:
MANTOVA, 5 COSE CHE SO DI LEI alla Birillistica di Marmirolo
Mercoledì 23 novembre ore 20.00 – via Di Vittorio, 8 (vicino all’area Feste posta dietro il supermercato Rossetto)

E’ importante prenotare perché i posti non sono tantissimi: scrivere a birillisticamarmirolese@gmail.com o inviare un whatsapp al numero 3282170324.

La serata si inserisce in una serie di incontri in cui si parlerà di libri, musica, cibo e vino, arte.

Ecco la descrizione delle serate.

Ogni argomento sarà accompagnato da un piatto. In queste serate vorremmo riproporre le calde atmosfere dei filos quindi non delle semplici presentazioni ma chiacchiere. Vorremmo ricreare in chi partecipa, quelle sensazioni di stupore nell’ascoltare dei racconti e la voglia di fare domande, raccontare il proprio punto di vista.
In aiuto alla creazione di questa atmosfera un piatto, un “mangiarino”, perché sappiamo quanto anche il buon cibo sia parte fondamentale delle serate che “vanno a chiacchiere”. Il cibo sarà sempre a tema a vestire il meglio possibile i racconti dell’ospite della serata. Ecco quindi una descrizione di ciò che accadrà nelle stanze della Birillistica in quelle serate.

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Tra quadri e sculture al Museo Diocesano con Giacomo Cecchin e Mantova Segreta

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Mons. Roberto Brunelli ci accompagna alla scoperta di quadri e sculture del Museo Diocesano di Mantova, ricco di capolavori e di meraviglie. E’ uno spazio ricavato nelle sale dell’antico convento di Sant’Agnese in piazza Virgiliana che racconta la millenaria storia della diocesi di Mantova.

Attraversando il museo scopriamo perché è dedicato a Francesco Gonzaga, quali sono le sue opere principali e alcuni capolavori tutti da scoprire. Mantova Segreta vi porta alla scoperta del Museo Diocesano di Mantova insieme al direttore Mons. Roberto Brunelli cui va un ringraziamento particolare insieme alla diocesi di Mantova.

Mantova Segreta alla scoperta del Museo Diocesano di Mantova

L’idea per questa puntata nasce con l’obiettivo di far scoprire ai mantovani e non solo un gioiello come il Museo Diocesano che rende la nostra città ancora più ricca.

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Andiamo a Commessaggio con “Mantova, 5 cose che so di lei” – venerdì 18 novembre alle 21.00 la 27ma tappa della tournée

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E’ come un neverending tour questa tournée di presentazione del libro “Mantova, 5 cose che so di lei”: si ritrovano degli amici, ci facciamo nuovi amici e soprattutto scopriamo sempre nuove cose del libro.

Tra l’altro saremo in un luogo dal fascino particolare come il Torrazzo di Vespasiano Gonzaga a Commessaggio e in compagnia di Marcella Luzzara, una collega guida turistica che converserà con me in una sorta di visto da destra e visto da sinistra (perchéogni guida turistica ha un suo personale modo di vedere Mantova)

Mantova, 5 cose che so di lei a Commessaggio
Venerdì 18 novembre ore 20.45 presso il TORRAZZO di Commessaggio in via De’ Musoni, 26

Ringrazio Marcella Luzzara e l’associazione culturale IL TORRAZZO per l’ospitalità.

Ci vediamo alla prossima tappa di una tournée che ci sta portando in giro per biblioteche, scuole e pro loco.

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A Mantova sulle tracce di Andreas Hofer con Giacomo Cecchin e Mantova Segreta

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Il 20 febbraio del 1810 Andreas Hofer viene fucilato a Mantova dai francesi dopo un processo che lo condanna a morte per volere di Napoleone. Da allora gli Schützen ogni anno vengono a Mantova per ricordare questo tragico avvenimento. La città è molto cambiata da allora e la cittadella non esiste più se non per Porta Giulia. Da qui si può iniziare un percorso a ritroso che ci porta a ripercorrere le tracce di Andreas Hofer a Mantova.

Partendo da Porta Giulia si passa dall’antica polveriera e attraversando il ponte dei Mulini (qui si trovava la prigione di Hofer detta Torre del Vaso) si arriva fino a Palazzo D’Arco dove secondo la tradizione si tenne il processo al patriota.

Mantova Segreta vi porta sulle tracce di Andreas Hofer, alla scoperta di una Mantova occupata dall’esercito di Napoleone.

Un ringraziamento particolare va all’Associazione Porta Giulia Hofer e al suo presidente Paolo Predella per la grande disponibilità dimostrata.

Mantova Segreta sulle tracce di Andreas Hofer a Mantova

L’idea per questa puntata nasce dalla possibilità di raccontare gli ultimi istanti della vita di Andreas Hofer in occasione del tradizionale pellegrinaggio a Mantova degli Schützen il 20 febbraio del 2022.

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Cos’è questa fumana? E’ un ciel con la sottana. Parte l’edizione 2022 (la numero 6)

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Novembre, è tempo di FUMANA! www.fumana.it

E’ da cinque anni (questo è il sesto) che partecipo con entusiasmo alla realizzazione di Fumana, un contenitore che parla di storie, pianura, personaggi e fumana appunto (la nebbia per i mantovani).

L’elemento che mi diverte di più è che la formula cambia ogni anno e non è mai uguale a sé stessa.

Nell’edizione 2022 è stato deciso di far riferimento ai CAMBIAMENTI, climatici, di stato, di prospettiva, di vista.

Questo è il mio evento in programma

DOMENICA 20 novembre 2022 – ore 8.00 Dalle sponde dei laghi alla Cascina La Goliarda
Passeggiando tra terra ed acqua accompagnati da suoni e parole

Qui trovate anche il piccolo articolo scritto per l’edizione speciale de IL NOTTURNO.

Che cos’è questa Fumana? E’ il ciel con la sottana

La nebbia è femmina, ti accoglie e sconvolge.
Ti vien voglia di attraversarla, di abbracciarla, di mangiarla come lo zucchero filato al luna park.
La nebbia ti fa tornare bambino e per farlo tiri sempre fuori la frase rompighiaccio: “Non ci sono più le nebbie di una volta”.
Chi lo sa dove sono finite le nebbie di una volta. Forse qualcuno ha finalmente spianato il passo del Turchino e ha aperto la finestra sulla pianura Padana, creando la corrente che si è portata via la nebbia. O forse, come i fantasmi, la nebbia è sempre dietro di te e quindi non la vedi. Oppure qualcuno ha creato un grande aspiranebbia senza pensare che dopo aver tolto il vapore, la polvere rimasta non la puoi mettere sotto il tappeto e ci servirebbe anche un grande aspirapolvere.
Eppure la nebbia ancora c’è. Si alza quando meno te lo aspetti, si abbassa quando stai tornando a casa. Se volessimo farla sparire del tutto dovremmo ignorarla come capita al fantasma del racconto di Oscar Wilde: se non ci credi non la vedi.
Però ci sono due modi di affrontare la nebbia: ci si può entrare o puoi osservarla dall’alto.
Nel primo caso è un atto di coraggio. Cosa mi aspetta li dentro? Riuscirò a venirne fuori? E se fosse un’anticamera dell’inferno? La nebbia fa perdere la testa. È come avere la testa tra le nuvole senza staccare i piedi da terra. Ti senti un gigante.
Il secondo modo è salire su un tetto, una torre o un campanile e guardarla dall’alto. Ti senti piccolo come quando da bambino aprivi un pacco di Natale e facevi fatica a trovare il regalo perché era nascosto tra i fili di paglia argentata. La città sotto di te scompare e ti sembra di volare con le nuvole sotto ai tuoi piedi. E invece ti accorgi che potresti avere nuvole sopra e nebbia sotto e tu saresti l’insalata o il salame nel panino. Poi torni a guardare verso il basso e dall’alto osservi i camini e i tetti che diventano trampolini per le piazze trasformate in piscine. Vedi le vie come fiumi burrosi o come rami di un albero di zucchero filato pieni di piccoli frutti luminosi. Oppure capovolgi il punto di vista e sotto i tuoi piedi hai la via lattea con le stelle che sembrano lampioni o i lampioni che sembrano stelle. E’ come un latteo firmamento con le luci dei fanali delle auto che girano e si incrociano come satelliti in orbita.
La nebbia è femmina, ti accoglie e capovolge. E’ come per il vero amore: all’inizio è lo sguardo a farti innamorare ma poi l’involucro scompare e quel che rimane è un’anima e un cuore da amare. La vista non serve, serve sentire.
E allora cos’è questa fumana? E’ il ciel con la sottana. 

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Matilde di Canossa tra Marengo e il Polirone: domenica 13 novembre la conversazione, 27 novembre la visita

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Una conversazione-racconto su Matilde di Canossa, sui suoi viaggi e sulle sue battaglie e poi un percorso di visita a San Benedetto in Polirone, il monastero che fu dimora temporanea per la Gran Contessa dopo la morte.

E’ una iniziativa che si inserisce nel progetto MARENGO VIVE promosso da Anna Zorzella e Catia Manfredini.
Per info e prenotazioni: Catia 3491364992

MARENGO, DOVE TUTTO EBBE INIZIO: MATILDE DI CANOSSA
Domenica 13 novembre ore 16.00 – Ingresso libero
Sala Civica di Marengo – via Bacchelli, 12

E’ una conversazione-racconto su Matilde di Canossa partendo dal matrimonio dei suoi genitori a Marengo, dalla nascita a Mantova e dalla sua vita in viaggio con il piccolo racconto della birra trappista che porta sull’etichetta un chiaro riferimento alla Gran Contessa.

ORA ET LABORA, COME SI VIVEVA IN UN MONASTERO BENEDETTINO
Domenica 27 novembre ore 15.00 – visita a pagamento
Monastero del Polirone – San Benedetto PO

Una visita al monastero del Polirone che con una storia millenaria è la Cluny italiana e ha visto passare papi, imperatori e anche Martin Lutero. Un modo di rivivere la giornata del monaco benedettino e la vita di un’abbazia medioevale per scoprire che alcune delle regole potrebbero funzionare ancora oggi e rendere migliore la nostra vita.

Per approfondire su Matilde e il Polirone su questo blog:
La morte della Gran Contessa
Giacomo Cecchin vi porta Sulle tracce di Matilde di Canossa tra città e provincia con Mantova Segreta
5 passi sulle tracce di Matilde di Canossa a Mantova
Sabbioneta e San Benedetto in Polirone: due sogni tra nebbie e zanzare

Alla scoperta di Andreas Hofer con Giacomo Cecchin e Mantova Segreta

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Forse non tutti sanno che a Porta Giulia esiste uno spazio museale dedicato ad Andreas Hofer, l’eroe del Sud Tirolo che rende Mantova la città italiana più conosciuta in tutto l’Alto Adige. Hofer viene catturato in Val Passiria dai francesi che lo portano a Mantova in catene, lo processano e lo fucilano a Cittadella il 20 febbraio del 1810.

Lo Spazio Hofer racconta questa storia attraverso ricostruzioni di com’era la cittadella all’epoca della fucilazione del patriota, oggetti d’epoca e articoli di giornale. E’ davvero un viaggio nel tempo attraversare le sale di questo museo che è stato aperto nel 2020.

Mantova Segreta vi porta nelle sale dello Spazio Hofer per scoprire un’altra delle tante storie che rendono la nostra città unica al mondo.

Un ringraziamento particolare va all’Associazione Porta Giulia Hofer e al suo presidente Paolo Predella per la grande disponibilità dimostrata.

Mantova Segreta alla scoperta dello SPAZIO HOFER a Porta Giulia

L’idea per questa puntata nasce dalla voglia di raccontare una Mantova sotto la dominazione francese che quasi per caso entra nella grande storia europea e in quella del Sud Tirolo quando il patriota Andreas Hofer viene processato e fucilato nei dintorni di Porta Giulia a Cittadella.

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“I figli del Capitano Verne”: sabato 26 novembre alle 18.30 spettacolo+apericena alla Boaria Bassa di Castel D’Ario

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Se ve lo siete persi è il momento per recuperare, soprattutto quest’anno quando ricorrono i 150 anni della pubblicazione de Il Giro del Mondo in 80 giorni”.

Vi aspettiamo allo spettacolo dove si parla di Giulio Verne e dei suoi personaggi che si mettono in gara per conquistare il primo posto tra i romanzi scritti dal narratore. Lo abbiamo scritto io e Elena Benazzi (da cui è partita l’idea) e l’abbiamo intitolato:
I FIGLI DEL CAPITANO VERNEDove si racconta delle imprese dei figli e di un padre che viaggia in poltrona.
Sabato 26 novembre ore 18.30 all’Agriturismo Boaria Bassa di Castel d’Ario in via Don Doride Bertoldi, 18.

Il costo per spettacolo+apericena è di 20 euro. Obbligatoria la prenotazione allo: 0376664479 o 3485227814. 

Autori, regia e interpreti: Elena Benazzi e Giacomo Cecchin

Provate a guardare il trailer e poi ditemi se non vi viene voglia di prenotarvi

Ecco lo spettacolo in sintesi:
Lo scrittore di romanzi d’avventura e padre della moderna fantascienza Jules Verne si ritrova faccia a faccia con alcune delle sue creature letterarie: Samuel Fergusson di “Cinque settimane in pallone”, Otto Lidenbrock de “Viaggio al centro della terra”, Nemo di “Ventimila leghe sotto i mari”, Michele Strogoff e Passepartout de “Il giro del mondo in 80 giorni”, tornate a trovarlo per spingerlo a scegliere tra loro il  “figlio” prediletto. I ricordi dell’autore si intrecciano con le vite dei suoi personaggi, e tra testimonianze d’affetto, improbabili elementi scenografici assemblati al momento e  racconti di episodi avventurosi, si snoda il metaforico viaggio dell’autore ( e dell’eroe) tra aria, fuoco, acqua, terra, e una quinta dimensione, il tempo. E chi sceglierà papà Jules Verne? E’ difficile dirlo perchè basta mettersi nei suoi panni. Se i vostri figli venissero da voi a chiedervi di scegliere il migliore cosa fareste? Ebbene la stessa cosa farà lo scrittore.

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Finalmente a Correggio per la prima presentazione con Silver di Mantova 5 cose che so di lei – in biblioteca sabato 5 novembre ore 17.00

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Finalmente si va a casa di Silver, l’autore della copertina e della prefazione, che tanta fortuna ha regalato a Mantova, 5 cose che so di lei.

Ci aspetta una grande emozione per almeno due motivi: per la prima volta presentiamo il libro insieme a Silver, sempre evocato in assenza in tutte le altre presentazioni e per la prima volta andiamo fuori provincia. Chi lo sa cosa succederà: ci sarà pubblico, i lettori emiliani risponderanno a questo invito? Non lo sappiamo ma forse finalmente avremo la risposta all’annosa domanda “I mantovani sono emiliani di cattivo umore?”

Insieme a me ci saranno l’immarcescibile Nicola Sometti, l’editore che tutti vorrebbero avere, il fantasmagorico Silver, il fumettista che tutti vorrebbero conoscere, e Pierluigi Senatore, il giornalista che conosceremo sabato.

Mantova, 5 cose che so di lei a Correggio
Sabato 5 novembre ore 17.00 presso Sala Conferenze A.Recordati – Palazzo dei Principi a Correggio

Ringrazio Graziano Marani, il comune e la biblioteca di Correggio per aver inserito questa presentazione nella rassegna Libri nel Borgo, incontri e confronti a Correggio.

Ci vediamo alla prossima tappa di una tournée che ci sta portando in giro per biblioteche, scuole e pro loco.

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