Storie da gustare: tre serate tra racconti e buona cucina
Mantovastoria, la Trattoria Ca’ Uberti e il maestro di cucina Gianfranco Allari vi invitano a “Storie da gustare”, un ciclo di tre serate speciali dedicate all’incontro tra narrazione, cultura e gastronomia.
Tre appuntamenti pensati per condividere storie, suggestioni e sapori, con i racconti di Giacomo Cecchin accompagnati dalle degustazioni dei piatti del maestro di cucina Gianfranco Allari, nelle sale della Trattoria Ca’ Uberti.
Ogni serata avrà un tema diverso e offrirà un’esperienza che unisce il piacere della tavola alla scoperta di storie e atmosfere.
Gli appuntamenti
La celeste galeria: andata e ritorno – Mercoledì 18 marzo – ore 19.30
Sapori in giallo: da Agatha Christie a Marco Vichi – Giovedì 16 aprile – ore 19.30
L’arte nel piatto: sorprese dallo chef – Mercoledì 6 maggio – ore 19.30
Informazioni – Le serate sono prenotabili singolarmente al costo di 35 euro a persona.
Prenotazione obbligatoria Telefono: 0376 1411328
Un’occasione per incontrarsi, ascoltare storie e lasciarsi sorprendere dai sapori della cucina.
A 230 anni dall’inizio dell’assedio che segnò profondamente la storia di Mantova, Palazzo Te si prepara a rivivere uno degli episodi più significativi dell’epopea napoleonica.
La villa gonzaghesca diventerà il palcoscenico di una rievocazione storica immersiva dedicata agli eventi del 1796-1797, quando la città fu al centro della Prima Campagna d’Italia.
Per l’intera giornata i rievocatori dell’associazione Cultura e Rievocazione Imperi accompagneranno il pubblico tra le sale affrescate del palazzo in un viaggio nel tempo, tra racconti di coraggio, scene di vita quotidiana e testimonianze dedicate ai soldati austriaci e alla popolazione mantovana durante il lungo assedio francese.
L’iniziativa, organizzata da Cultura e Rievocazione Imperi in collaborazione con Fondazione Palazzo Te e cooperativa Charta, con il patrocinio del Comune di Mantova e della sede Unesco cittadina, vuole avvicinare il pubblico alla storia attraverso un’esperienza diretta e coinvolgente. La partecipazione è inclusa nel biglietto d’ingresso ordinario al palazzo ed è gratuita per i possessori della Supercard Cultura.
Il Te sotto “assedio” Domani la rievocazione
Palazzo Te sotto “assedio”. Domani, a 230 anni dall’inizio dell’episodio che segnò la storia cittadina, l’associazione Cultura e Rievocazione Imperi lo riporterà in vita nella villa gonzaghesca. Per l’intera giornata si potrà tornare al 1796 grazie ai rievocatori storici che guideranno i visitatori in un insolito viaggio nel tempo. Emergeranno racconti di coraggio e vita quotidiana, testimonianze sui soldati e sulla popolazione durante il lungo assedio francese del 1796-1797, nel contesto della Prima Campagna d’Italia dell’età napoleonica. L’iniziativa è organizzata da Cultura e Rievocazione Imperi, con Fondazione Te e cooperativa Charta, con il patrocinio del Comune e della sede Unesco la partecipazione all’evento è inclusa nel biglietto d’ingresso ordinario, gratuito con Supercard Cultura.
L’assedio napoleonico della città nella rievocazione a Palazzo Te Le stanze della villa gonzaghesca faranno da scenario per uno speciale viaggio nel tempo. Tra racconti di coraggio e vita quotidiana
A 230 anni dall’inizio dell’assedio che segnò profondamente la storia cittadina, l’Associazione Cultura e Rievocazione Imperi riporta in vita uno degli episodi più celebri dell’epopea napoleonica con un evento culturale nella cornice unica di Palazzo Te a Mantova.
Per l’intera giornata di domani il palazzo gonzaghesco diventerà teatro di un’immersione totale nel 1796, con i rievocatori storici che guideranno i visitatori tra le magnifiche sale affrescate, accompagnandoli in uno speciale viaggio nel tempo.
Tra racconti di coraggio e vita quotidiana, ma anche curiosità e testimonianze sui soldati austriaci e sulla popolazione mantovana durante il lungo assedio francese del 1796-1797, nel contesto più ampio della Prima Campagna d’Italia dell’età napoleonica, l’evento sarà un’occasione unica per riscoprire uno dei momenti più significativi della storia mantovana, in un’esperienza immersiva pensata per famiglie, studenti, appassionati di storia, gruppi di amici, turisti e fotografi.
L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Cultura e Rievocazione Imperi, in collaborazione con la Fondazione Palazzo Te e la Cooperativa Sociale Charta, con il patrocinio del Comune di Mantova, della sede Unesco di Mantova e di Mantova Città d’Arte e di Cultura.
Le finalità associative di Acrimperi corrispondono a quelle alla base della manifestazione in programma: divulgare la storia e farla vivere non solo sotto forma di racconto, ma come esperienza e interazione diretta, capace di coinvolgere ed emozionare un pubblico numeroso e di tutte le età.
Commentano Giovanni Pasetti e Alessandra Riccadonna: «Un’iniziativa nuova e interessante che coinvolge in modo massiccio le scuole di Mantova e che, in sintonia con il Comune di Mantova, Palazzo Te ha deciso di ospitare nella sua prima edizione perché capace di illuminare e divulgare un periodo storico mantovano di solito trascurato».
Il programma della giornata di venerdì 6 marzo sarà diviso tra mattinata e pomeriggio. Tra le 9.00 e le 13.00 i rievocatori storici accoglieranno a Palazzo Te una dozzina di classi di istituti superiori e licei della città, provviste di un accesso speciale per compiere un percorso di visita dedicato.
Tra le 14.00 e le 18.30 si svolgeranno visite guidate tematizzate aperte al pubblico.
La partecipazione all’evento è inclusa nel biglietto d’ingresso ordinario di Palazzo Te, senza supplemento, ed è gratuita per i possessori della Supercard Cultura di Mantova.
Un percorso al Cimitero Monumentale di Mantova per rileggere la memoria attraverso lo sguardo delle donne e delle loro storie.
Domenica 8 marzo, a partire dalle ore 10.30, Giacomo Cecchin – giornalista, scrittore e guida turistica – condurrà i visitatori alla scoperta di alcune figure femminili che riposano a Borgo Angeli.
L’evento è gratuito e si terrà anche in caso di pioggia. La partenza è prevista dall’ingresso principale del Monumentale. Per informazioni e prenotazioni relazioni.esterne@teaspa.it
Chi sono i santi taumaturghi che guariscono con un gesto, una reliquia, una preghiera… e perché continuiamo a invocarli nei momenti di bisogno?
Cosa si nasconde dietro il banco dello speziale: rimedi miracolosi, veleni letali o storie capaci di cambiare il destino, come accade a Romeo?
E se le storie fossero medicine invisibili, capaci di curare ferite che nessun farmaco riesce a raggiungere?
Proverò a parlarne alla Farmacia Comunale di Goito durante la conversazione SANTI E SPEZIALI: storie per una farmacia dell’anima e del corpo Venerdì 20 febbraio 2026 alle 20.45 presso la Farmacia Comunale di Goito in via Giovanni Gentile 16D a Goito (MN)
Una conversazione con Giacomo Cecchin sui santi taumaturghi, sugli speziali famosi della storia e della letteratura – come l’enigmatico farmacista che vende il veleno a Romeo – e sul potere curativo delle storie, capaci di agire sull’anima e sul corpo.
Oggi parliamo di via Pastro, che si apre al fianco della chiesetta della Madonna del Terremoto per sbucare in vicolo della Mainolda. Quando la si imbocca da piazza Canossa si ha una splendida vista del cupolone di Sant’Andrea, uno dei tanti scorci che rendono Mantova immediatamente riconoscibile (lo si vede nel quadro di Giancarlo Businelli che fa da copertina a questo post).
Ma forse non tutti sanno chi era Luigi Pastro (1822-1915), una vicenda in cui la grande storia si intreccia con una sorprendente curiosità letteraria.
Piccoli segreti di provincia, presentazione del libro di Fabrizio Binacchi Giovedì 12 febbraio – ore 20.45Teatro SOMS, Castellucchio (MN)
Dialoga con l’autore Giacomo Cecchin Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Una serata dedicata alle storie che si incontrano in un provincia e raccontano i luoghi ma soprattutto le persone, quelle che dai per scontate ma che invece restano nel tempo. Fabrizio Binacchi, giornalista di lungo corso – nato alla Gazzetta di Mantova e con una vita professionale alla Rai tra Roma, Milano, Bologna, Torino e Trieste – presenta il suo libro Piccoli segreti di provincia.
E ci sarò anch’io visto che molti dei luoghi che racconta Fabrizio Binacchi e molte delle persone le ho incontrate e conosciute.
Come negli antichi almanacchi, Binacchi raccoglie racconti, storie di riti antichi, fiabe popolari, personaggi istrionici e bizzarri, custodite in una memoria collettiva fatta di dettagli, atmosfere e silenzi. Dalla Bassa mantovana sotto il Po, dove l’autore è cresciuto, ai salotti di Castellucchio, dagli angoli di Mantova ai treni e alle littorine, dalla fiera delle Grazie agli argini e ai fossi: dietro ogni curva affiorano ricordi e figure che hanno incarnato pezzi di territorio un po’ come faceva Guareschi in quella fettaccia di terra tra il Po e l’appennino che chi ci ha vissuto chiama “la bassa”.
Perché i luoghi sono importanti ma le persone di più. E, a ben guardare e a ben pensare, la provincia è una questione di cuore e non solo di territori.
Un appuntamento imperdibile per chi ama la storia locale, la memoria e i racconti che danno senso ai territori.
Ci sono opere d’arte che non raccontano soltanto una storia religiosa o artistica, ma parlano dell’essere umano, delle sue scelte, dei suoi tentativi e dei suoi errori. Il Cenacolo di Leonardo da Vinci, custodito nel refettorio di Santa Maria delle Grazie, è una di queste. Un capolavoro universalmente riconosciuto che, paradossalmente, nasce da una scelta tecnica sbagliata e da un esperimento fallito.
Ed è proprio questo fallimento a renderlo ancora oggi così profondamente umano.
La toponomastica – cioè l’insieme dei nomi attribuiti a strade, piazze e luoghi – racconta spesso la storia dei territori meglio di molti libri. I nomi cambiano nel tempo seguendo i mutamenti politici, religiosi e culturali: celebrano personaggi, cancellano memorie scomode, segnano l’inizio di nuove epoche. Ogni variazione non è mai neutra, ma riflette equilibri di potere, ideologie dominanti e persino mode del momento.
Quando si entra nella Camera degli Sposi si ha sempre paura di disturbare. I personaggi sulla parete sono impegnati in un dialogo silenzioso e solo la piccola nana ci osserva curiosa fissandoci negli occhi. Il vero protagonista è in ogni caso il marchese Ludovico II, seduto in veste da camera con il suo cane Rubino che sbuca da sotto la sedia.
Alzi la mano chi non ha mai sognato di interagire con lui e con gli altri personaggi affrescati da Anfrea Mantegna. Ecco perché ho immaginato di riuscire a strappargli un’intervista durante l’ultima edizione del Festivaletteratura. Di seguito trovate il testo integrale dell’intervista pubblicata su La Voce di Mantova di lunedì 8 settembre 2025 a pagina 11 .
Mantova e il Festivaletteratura visti da Ludovico II Gonzaga
“Bello l’evento, ma gli scrittori passano senza lasciare traccia. In città c’è troppo silenzio”
L’INTERVISTA IMPOSSIBILE di Giacomo Cecchin
C’è chi, durante Festivaletteratura, si aggira tra piazze e cortili con il badge al collo e chi invece preferisce osservarci dall’alto, incorniciato per sempre negli affreschi di Mantegna. Quest’anno però la curiosità di vedere Mantova “in diretta”, ha convinto Ludovico II Gonzaga a scendere un momento dalla parete della Camera degli Sposi. Si è sistemato la veste, ha dato una carezza a Rubino, il cane fedele che veglia sotto la sedia, e si è infilato tra le vie e tra i lettori, i volontari con le magliette blu e gli scrittori. A noi della Voce di Mantova è toccata la fortuna di incontrarlo per una chiacchierata informale. Il marchese, con la calma di chi ha visto passare papi, imperatori e artisti geniali ma intrattabili, ha accettato di raccontarci cosa pensa della città di oggi e del Festival. Il tono? Lo stesso di cinque secoli fa: diretto, ironico e con quel pizzico di nostalgia che solo un Gonzaga può concedersi.