Un’esposizione di piatti e vasi che vengono direttamente dalle credenze dei Gonzaga e in molti casi disegnati da Giulio Romano. La sala da pranzo di Palazzo Te presenta alle pareti la storia di Amore e Psiche con una serie di episodi mescolati tra loro (da raccontare prima delle 23.30) e una serie di storiacce tra sesso e tradimenti (da giocarsi dopo le 23.30).
Tra i santi e le ricorrenze di questo mese legate alla Diocesi ma non solo ricordo: 2 giugno Festa della Repubblica 18 giugno Beata Osanna Andreasi 21 giugno San Luigi Gonzaga 29 giugno Santi Pietro e Paolo (Pietro è il titolare della cattedrale di Mantova)
Ogni 20 maggio, celebriamo San Bernardino da Siena, un francescano davvero fuori dal comune — e anche per Mantova ha lasciato tracce più consistenti di quelle che spesso pensiamo. Invitato alla nostra città dalla signora Paola Malatesta (moglie di Gianfrancesco Gonzaga) per predicare in Quaresima nel 1421, Bernardino è famoso per le sue prediche che richiamavano folle e anche per essere stato considerato santo dal popolo già in vita.
Chi era Bernardino?
Nasce a Massa Marittima (nel territorio senese) nel 1380, in una nobile famiglia degli Albizzeschi. Rimane orfano da ragazzo e viene educato a Siena, dove si forma anche culturalmente. Nel 1402 entra nell’ordine dei Frati Minori osservanti, aderendo alla “stretta” osservanza della regola di san Francesco. In breve tempo si dedica alla predicazione. Questo santo viaggiatore percorre l’Italia fra XIV e XV secolo, portando da città a città non solo concetti teologici, ma discorsi estremamente concreti per la gente. A differenza di molti predicatori che parlavano in latino o in toni elevatissimi, Bernardino usa immagini — semplici, familiari — per far capire concetti difficili.
Una delle sue “invenzioni” più note è il trigramma IHS (le prime tre lettere del nome di Gesù in greco) che egli voleva fosse esposto come simbolo di unità fra le fazioni in lotta (es: fra guelfi e ghibellini) e per richiamare l’attenzione alla centralità del Nome di Gesù. Bernardino rifiutò la nomina a vescovo per ben tre volte — motivo per cui, nella iconografia, è spesso rappresentato con tre mitrie ai suoi piedi.
Muore il 20 maggio 1444 all’Aquila (nel ducato di Spoleto) ed è canonizzato dal papa Niccolò V nel 1450, a soli sei anni dalla morte.
Oggi 17 maggio 2026 compie gli anni Isabella d’Este (nel 1474 il 17 maggio era un martedì) e ho voluto ricordarla provando a immaginare un’intervista doppia tra lei e il grande Leonardo da Vinci. I due si stimavano sicuramente ma non si amavano o almeno questo possiamo immaginare dalle lettere piccate che Isabella scriveva all’artista richiedendo opere e dal fatto che lui non rispondesse o lo facesse tramite i suoi segretari.
Sono due personaggi che avevano e hanno schiere di seguaci, oggi diremmo fan o follower e quindi si rischia sempre di inimicarsi qualcuno a meno di non scriverne in modo entusiastico. Per questo ho provato a immedesimarmi in un giornalista che avesse la possibilità di metterli a confronto in un’intervista doppia stile le iene.
Provate a leggere e a vedere cosa ne pensate e soprattutto chi alla fine ne esce vincitore: se Isabella, Leonardo o il giornalista.
Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Aprile 2026/Maggio 2026
ISABELLA VS LEONARDO: Quando il Rinascimento diventa pop UN DUELLO IMMAGINARIO TRA AMBIZIONE E GENIALITÀ, TRA CORONE E TACCUINI. A cura di Giacomo Cecchin
Nell’intervista doppia più sorprendente di sempre, Isabella d’Este e Leonardo da Vinci si confrontano su potere, arte, social network e intelligenza artificiale: uno scontro brillante tra passato e presente.
C’è un momento nella storia del Rinascimento dove Isabella d’Este e Leonardo da Vinci si trovano nello stesso luogo: a Mantova. L’artista è in fuga da Milano, la marchesana non vede l’ora che le faccia un ritratto. Siamo nell’inverno del 1499, in un momento cruciale per la storia d’Italia e non solo.
Per Leonardo termina il suo periodo milanese, uno dei più intensi e produttivi e per Isabella è l’occasione della vita: avere un ritratto realizzato dal più grande artista del mondo che possa eguagliare la bellezza della Dama con l’ermellino ovvero Cecilia Gallerani, l’amante di Ludovico il Moro. Ma forse non è il momento giusto per nessuno dei due: il pittore è assillato dalla preoccupazione per il suo futuro e sopporta sempre meno il fatto di dover sottostare alle imposizioni dei suoi committenti. Isabella è in dolce attesa e molto nervosa perché non è ancora riuscita a dare un erede al marito Francesco II Gonzaga (Federico, il primo figlio maschio, nascerà il 17 maggio del 1500).
L’incontro a Mantova tra Leonardo e Isabella sarà indimenticabile per entrambi. Ecco perché ho provato ad immaginare un’intervista doppia stile “Le Iene” realizzata nella Camera degli Sposi del Castello di San Giorgio. Ecco il risultato.
Tra lapidi, celle affrescate e antichi conventi trasformati in luoghi di detenzione, Mantova conserva una geografia nascosta della reclusione. Questo itinerario ripercorre le principali prigioni cittadine, intrecciando memoria risorgimentale, storia urbana e testimonianze dei patrioti rinchiusi nei luoghi simbolo della città.
E non perdetevi la possibilità di visitare le carceri all’interno del Castello di San Giorgio recentemente riaperte. In questa doppia pagina di MCG Mantova Chiama Garda alcuni spunti per approfondire.
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La sala dei Cavali di Palazzo Te è l’unico ambiente definito così perché tutti gli altri spazi della villa sono chiamati camere. E’ una sorta di catalogo dei migliori esemplari equini delle scuderie gonzaghesche. A fianco del destriero nell’immagine di copertina si vede una statua dipinta a monocromo di quello che potrebbe essere Saturno o Vulcano.
Tra i santi e le ricorrenze di questo mese legate alla Diocesi ma non solo ricordo: 1 maggio festa del lavoro 3 maggio Santi Filippo e Giacomo 21 maggio Ascensione del Signore Torna la tradizione di esporre i Sacri Vasi in Basilica 24 maggio Pentecoste 26 maggio San Filippo Neri 30 maggio Santa Giovanna d’Arco
Per i mantovani a Maggio recita del Rosario e pellegrinaggio alla Madonna delle Grazie
Nel 2026 celebriamo un anniversario straordinario: 510 anni dalla prima pubblicazione dell’“Orlando Furioso”, il poema in ottave di Lodovico Ariosto, stampato a Ferrara il 22 aprile 1516. Un’opera che non solo segna una vetta della letteratura italiana, ma che nasce in un mondo in pieno fermento: proprio in quell’anno Carlo d’Asburgo diventa re di Spagna, preludio a quel vasto impero su cui “non tramontava mai il sole”. È un tempo di scoperte, di guerre, di rinascite artistiche e intellettuali. E, tra Ferrara e Mantova, anche di poesia.
Ariosto e la corte di Isabella d’Este
Lodovico Ariosto, gentiluomo ferrarese e cortigiano al servizio del cardinale Ippolito d’Este, era legato a Mantova e alla sua raffinata corte. Si racconta che Isabella d’Este, marchesa e mecenate colta e coetanea del poeta, ascoltasse in anteprima alcuni canti dell’Orlando Furioso letti dalla viva voce di Ariosto. Ludovico soggiorna a Mantova nella primavera del 1516, portando con sé una “capsa di libri” appena stampati.
Lo racconta una lettera del 5 maggio 1516 di Ippolito Calandra a Federico Gonzaga, allora sedicenne e futuro marchese e poi duca di Mantova:
“Non eri l’altro in questa terra mess. Ludovico Ariosto, gentilhomo ferrarese, quale à portato una capsa di libri la quale à composto sopra Orlando […] et lui l’à intitulato l’Orlando furioso, quale è un bello libro, più bello che l’Innamoramento di Orlando.”
Una piccola ma eloquente testimonianza di come, già nel Rinascimento, gli autori sapessero autopromuoversi e autodistribuire le proprie opere – una sorta di “self publishing” ante litteram.
Una collezione di arte contemporanea in uno dei palazzi più antichi di Mantova. Chi l’avrebbe mai detto, eppure alla fine è arrivata la Sonnabend collection che presenta opere da Warhol a Liechtenstein, da Rautschenberg a Piero Manzoni. Questo potevo farlo anch’io, dicono molti davanti alle opere esposte. Però al massimo le potevi rifare come diceva Munari e allora perché non farci un salto?
Per prepararvi alla visita ecco una doppia pagina pubblicata su MCG – Mantova Chiama Garda con alcuni spunti sulle opere che mi hanno incuriosito di più.
Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Febbraio 2026/Marzo 2026
E’ un dettaglio della volta della camera dei Venti o dello Zodiaco che si trova tra la camera di Amore e Psiche e quella delle Aquile. Era lo studiolo dell’appartamento di Federico II Gonzaga a Palazzo Te.
Tra i santi e le ricorrenze di questo mese legate alla Diocesi ma non solo ricordo: 3 aprile Esposizione dei Sacri Vasi in Basilica 5 aprile Pasqua del Signore 6 aprile Lunedì dell’Angelo 6 aprile San Celestino Papa 17 aprile Beato Battista Spagnoli 23 aprile San Giorgio 25 aprile San Marco
Oggi, 25 marzo, la Chiesa celebra la festa dell’Annunciazione della Vergine, uno degli episodi più rappresentati della storia dell’arte occidentale. Pochi elementi essenziali – l’angelo, Maria, l’annuncio divino – costituiscono una struttura narrativa rigidissima, ripetuta per secoli. Ed è proprio questo limite iconografico ad aver generato una straordinaria varietà di soluzioni artistiche, dimostrando come i vincoli non soffochino la creatività, ma la stimolino.
A Mantova non occorre andare lontano per incontrare un’Annunciazione di grande intensità. Basta entrare nella Basilica Palatina di Santa Barbara, dove le ante dell’organo dipinte da Fermo Ghisoni, collaboratore di Giulio Romano, offrono una lettura raffinata e colta del tema. Mons. Roberto Brunelli, in un saggio pubblicato nei Quaderni di San Lorenzo, descrive l’opera come «un angelo di elegante levità e una Vergine quasi annichilita dal suo strepitoso annuncio». È un’Annunciazione giocata sul silenzio, sulla sospensione emotiva, sull’interiorità del momento.
Lo stesso episodio, però, può essere rappresentato in modi radicalmente diversi.
Quando arriva marzo l’aria di primavera invita i mantovani e non solo a uscire di casa. Perché allora non girovagare per la provincia alla scoperta di meraviglie e tesori che spesso non si apprezzano perché troppo vicini?
Ecco allora 5 proposte da realizzare facilmente a piedi, in bicicletta, in auto o addirittura in barca. Preparatevi un quaderno per gli appunti, una macchina fotografica e abituate gli occhi alla bellezza e alla meraviglia. Vi ho descritto le tappe in questa doppia pagina pubblicata su MCG – Mantova Chiama Garda.
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