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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi tag: Piazza Erbe

La città che cambia: la Rotonda di San Lorenzo tra vedere e non vedere

24 lunedì Ago 2026

Posted by mantovastoria in Curiosità, Itinerari, Storia Locale

≈ 3 commenti

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Una città immobile? Solo in apparenza

Noi mantovani abbiamo spesso un’idea molto precisa della città: Mantova è sempre stata così.

Piazza Erbe è sempre stata Piazza Erbe.
La Rotonda di San Lorenzo è sempre stata lì.
La Torre dell’Orologio è sempre stata davanti a noi.
Il profilo della città è quello e non può cambiare.

È un’illusione comprensibile. Le città storiche sembrano immobili perché cambiano lentamente. Ma cambiano. Eccome se cambiano.

A volte cambiano aggiungendo qualcosa.
A volte togliendo.
A volte nascondendo.
A volte facendo riapparire ciò che sembrava perduto.

Mantova è piena di luoghi che funzionano così: li guardiamo come se fossero eterni, ma in realtà sono il risultato di apparizioni, sparizioni, demolizioni, restauri, dimenticanze e riscoperte.

Partiamo ad esempio alla Rotonda di San Lorenzo.

Oggi la vediamo tutti, in Piazza Erbe. Ma non è sempre stato così.

Per secoli c’è chi l’ha vista.
C’è chi non poteva ancora vederla.
C’è chi l’ha vista senza sapere che un giorno sarebbe scomparsa.
C’è chi le è passato accanto senza accorgersi che era nascosta dentro altre case.
E poi ci siamo noi, che la vediamo ogni giorno e rischiamo di non guardarla più.

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La notte di San Lorenzo a Mantova: stelle cadenti, zodiaci e una Rotonda che sembra caduta dal cielo

09 domenica Ago 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Storia Locale

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Una notte con il naso all’insù

Il 10 agosto, giorno di San Lorenzo, succede sempre la stessa cosa: anche chi durante l’anno non guarda mai il cielo diventa improvvisamente astronomo, poeta e cacciatore di desideri.

Si esce, si cerca un posto abbastanza buio, si alzano gli occhi e si aspetta.

Una stella cadente.
Una scia luminosa.
Un segnale.
Un desiderio da esprimere in fretta, prima che sparisca.

La notte di San Lorenzo è una delle poche occasioni in cui il cielo torna a essere una faccenda popolare. Non servono telescopi, formule, mappe stellari o conoscenze da astrofisico. Basta guardare in alto e sperare.

A Mantova, però, il gioco può diventare ancora più interessante. Perché qui San Lorenzo non è soltanto il santo delle stelle cadenti. È anche il nome di una delle chiese più amate della città, la Rotonda di San Lorenzo, e l’occasione per scoprire che Mantova possiede diversi cieli dipinti, zodiaci, costellazioni e segni astrologici nascosti tra palazzi, torri e sale affrescate.

Insomma: il 10 agosto si può guardare il cielo vero.
Ma a Mantova si possono guardare anche i cieli costruiti dagli uomini.

San Lorenzo e le stelle cadenti

Perché le stelle cadenti sono legate a San Lorenzo?

La spiegazione più diffusa le collega alle lacrime del santo, versate durante il martirio e trasformate dalla tradizione popolare in una pioggia luminosa nel cielo di agosto.

C’è però anche una versione più concreta, più ruvida e forse più efficace: le stelle cadenti sarebbero le scintille della graticola che fu uno degli strumenti di tortura cui San Lorenzo fu sottoposto.

Da qui il detto veneto:

“San Lorenzo dei martiri innocenti,
casca dal ciel carboni ardenti.”

È un’immagine fortissima. Le stelle non sono più soltanto lacrime, ma carboni accesi, frammenti di fuoco, scintille che cadono dal cielo. La notte di San Lorenzo diventa così una strana miscela di devozione, astronomia popolare, poesia e brace celeste.

Del resto San Lorenzo è proprio il santo della graticola. Secondo la tradizione, fu martirizzato a Roma il 10 agosto 258, durante le persecuzioni dell’imperatore Valeriano. Ed è curioso pensare che, se molti santi vengono ricordati con attributi eleganti, palme, libri, gigli o spade, Lorenzo resta legato a uno strumento terribile e quotidiano: una graticola.

Da martirio a proverbio, da proverbio a stelle cadenti, da stelle cadenti a desideri: il passaggio è lungo, ma funziona ancora.

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dicembre 2025: il Teatro Sociale di Mantova

01 lunedì Dic 2025

Posted by mantovastoria in Storia Locale

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Calendario, calendario 2025, dicembre 2025, Giacomo Cecchin, Giovanna Caleffi, Mantovastoria, Piazza Erbe, Piazza Erbe con le luci natalizie

Le luci natalizie trasformano la vista di Piazza Erbe e del Palazzo della Ragione. La piazza da cartolina di Mantova diventa uno sfolgorio di luci che descrivono l’architettura degli edifici medioevali. I portici che alloggiavano magazzini e botteghe e la torre dell’orologio, inserto rinascimentale all’interno del palazzo medioevale dove si amministrava la giustizia. Poco oltre si intravede la mole della Rotonda di San Lorenzo, la chiesa più amata dai mantovani e pù visitata dai turisti. I fili luminosi che partono dall’Orologio collegano in uno scintillio di luci i due lati di Piazza Erbe, creando una volta sfavillante che fa Natale e scalda i cuori dei mantovani e dei turisti.


Tra i santi e le ricorrenze di questo mese legate alla Diocesi ma non solo ricordo:

1 dicembre S.Ansano (patrono di Siena)
4 dicembre Santa Barbara
5 dicembre Beato Bartolomeo Fanti
7 dicembre Sant’Ambrogio
8 dicembre Immacolata Concezione
25 dicembre Santo Natale
26 dicembre Santo Stefano
31 dicembre San Silvestro

Qui trovate i calendari degli anni passati

Calendario 2025 UNA CARTOLINA DA MANTOVA

Calendario 2024 CHIESE E SANTI MANTOVANI

Calendario 2023 MANTOVA SEGRETA

Calendario 2022 I GONZAGA

Buon anno SANTO!

Mantova, città-teatro: quando la storia va in scena

04 giovedì Set 2025

Posted by mantovastoria in Itinerari, Storia Locale

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affreschi, Andrea Mantegna, architecture, architettura, Arlecchino, Arlequin, art, arte, Campogalliani Company, Capitale Européenne du Spectacle, Capitale Europea dello Spettacolo, commedia dell’arte, Compagnia Campogalliani, Compagnie Campogalliani, cultura, Cultural tourism, culture, Ducal Palace, European Capital of Performing Arts, frescoes, fresques, Giulio Romano, Gonzaga, Gonzague, Harlequin, heritage, histoire, history, la mantovana, letteratura, literature, littérature, Little Theatre of Palazzo d’Arco, Ludovico Arioste, Ludovico Ariosto, Mantoue, Mantova, Mantua, Medioevo, Middle Ages, Moyen Âge, music, musica, musique, Orfeo di Poliziano, Orphée de Politien, Palais Ducal, Palais Te, Palazzo Ducale, Palazzo Te, Palazzo Te e la camera dei Giganti, patrimoine, patrimonio, Petit Théâtre du Palais d’Arco, Piazza Broletto, Piazza Canossa, Piazza Erbe, Piazza Leon Battista Alberti, Piazza Sordello, Poliziano’s Orpheus, Renaissance, Rinascimento, scénographie, scenografia, scenography, Shakespeare, Shakespeare a Mantova, Shakespeare e Mantova, Social Theatre, storia, Teatrino di Palazzo d’Arco, teatro, Teatro Bibiena, Teatro Sociale, Teatro Sociale di Mantova, théâtre, Théâtre Bibiena, Théâtre Social, theatre, Tourisme culturel, Turismo culturale

Candida Höfer, Mantova, Teatro Scientifico Bibiena , 2010, 180×225 cm © Candida Höfer

Una città che porta il teatro nel nome

Forse non ci pensiamo, ma in quasi tutti i teatri del mondo si pronuncia il nome di Mantova. Accade quando, indicando il tendaggio che corre sopra il sipario, si parla della mantovana.
Eppure il legame tra la città e il teatro non è solo nominale: basta passeggiare tra le piazze e i palazzi per capire che qui ogni angolo è scenografia, ogni spazio è palcoscenico.

Piazza Sordello: il potere in scena

Oggi è il cuore monumentale della città, ma nel Trecento Piazza Sordello non esisteva: c’era il sagrato del duomo e un quartiere medioevale che occupava questo spazio. La piazza la vediamo nella Cacciata dei Bonacolsi di Domenico Morone, dipinto nel 1494 e quindi dopo che i Gonzaga avevano creato lo slargo chiamato all’epoca Piazza Grande di San Pietro. Da sempre Piazza Sordello è un doppio teatro: luogo del potere politico e sagrato della Cattedrale. Un tempo era chiusa da un’esedra cinquecentesca che collegava Duomo e Palazzo Ducale: immaginate l’effetto scenografico… oggi purtroppo perduto.

piazza Broletto e piazza Erbe: le cartoline della Mantova comunale

Le piazze più vissute sono però Broletto ed Erbe, collegate dal sottoportico dei Lattonai che attraversa il Palazzo del Podestà. Qui c’è Virgilio che osserva sornione il mercato dalla sua cattedra universitaria, la torre civica che un tempo era carcere e le tracce di tortura medievale negli anelli posti sotto l’Arengario.
Attraversando il passaggio del sottoportico dei lattonai si fa un viaggio al tempo della Mantova medioevale, quella dove il Romeo di Shakespeare langue per la usa Giulietta. Sbucando in piazza Erbe la storia incontra il mercato, il palazzo della Ragione, l’orologio astronomico e la Rotonda di San Lorenzo oltre alla casa del Mercante e al cupolone di Sant’Andrea che custodisce la reliquia del Sangue di Cristo e incombe sui portici che sono il teatro della vita quotidiana.

Giancarlo Businelli – olio su tela
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5 formelle dei Sacri Vasi da riscoprire a Mantova (più una nel giardino segreto)

30 sabato Mar 2024

Posted by mantovastoria in Curiosità, Itinerari, Storia Locale

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Beata Osanna Andreasi, Casa Andreasi, Corso Pradella, Corso Vittorio Emanuele II, Mantova, Palazzo della Ragione, Piazza Canossa, Piazza Erbe, Reliquie, reliquie della passione, Sacri Vasi, Sangue di Cristo, spugna, venerdì santo, via accademia, via canove

I Sacri Vasi non sono solo la reliquia venerata nella cripta della Basilica di Sant’Andrea. I Sacri Vasi sono una sorta di sigillo sulla città di Mantova e secondo mons. Roberto Brunelli la vera scintilla all’origine della diocesi e di tutto quello che è venuto dopo.

Oggi lo chiamerebbero BRAND, utilizzato non solo nel sigillo della diocesi mantovana, ma anche dai Gonzaga sulle monete e un po’ ovunque in città sotto forma di formelle e non solo. Questa reliquia del Sangue di Cristo o, per essere più precisi, la terra del calvario imbevuta del sangue del redentore è la più antica esistente e per il simbolo a cui rimanda la più importante per i cristiani.

Per provare a riscoprire il legame tra i Sacri Vasi e Mantova ecco allora un itinerario per le vie alla scoperta delle formelle che ricordano la reliquia e che si trovano in giro per le vie e non solo. Per trovarle è sufficiente provare ad osservare i muri, i portoni dei palazzi e non farsi accecare dalla forza dell’abitudine.

Vi propongo un viaggio in 5 tappe più un giardino segreto per approfondire la storia della Reliquia in questi giorni di Pasqua.

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Di piazza in piazza con Mantova Segreta: Giacomo Cecchin vi racconta i luoghi più frequentati eppure meno conosciuti

05 lunedì Ago 2019

Posted by mantovastoria in Mantova Segreta

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Di piazza in piazza, Giacomo Cecchin, Mantova Segreta, Piazza Anconetta, Piazza Canossa, Piazza d'Arco, Piazza dei mille, Piazza della Fiera, Piazza Erbe, Piazza grande di San Pietro, Piazza Leon Battista Alberti, Piazza Mantegna, Piazza Paccagnini, Piazza Paradiso, Piazza Sordello, Piazza Virgiliana, Telemantova

I segreti meglio custoditi sono quelli sotto gli occhi di tutti. Ed è proprio così per le piazze di Mantova che sono tra i luoghi più frequentati eppure tra i meno conosciuti perché difficilmente uno si ferma ad osservarne i particolari. Giacomo Cecchin vi porta a scoprire alcune delle sue piazze preferite: da quelle del mercato a quelle che erano dei sagrati per arrivare a camminare virtualmente sulle acque dove i porti furono interrati. Mantova Segreta ancora una volta vi conduce a riscoprire le piazze di Mantova per coglierne particolari inediti ed apprezzarle sotto vari punti di vista.
Qui potete vedere l’intera puntata mentre a questo link potete invece guardare tutte le puntate già andate in onda.
Di seguito trovate invece l’incipit della puntata e l’elenco di quelle già pubblicate su questo sito. Continua a leggere →

5 fontane mantovane da assaporare tra piazze, giardini e nasi

02 domenica Ott 2016

Posted by mantovastoria in Itinerari, le 5 cose...

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Analisi delle acque, Corso Garibaldi, Fontane, fontane di Mantova, Giovannino Guareschi, l'acqua è roba fatta per rimanere orizzontale, Nasello, Nasone, Piazza Broletto, Piazza Canossa, Piazza dei mille, Piazza Erbe, potabilità, sommelier dell'acqua

fontana_piazza_mille

L’estate a Mantova finisce con Festivaletteratura. Spesso infatti si sente dire anche nei luoghi di lavoro: ne parliamo dopo il festival, ci risentiamo dopo il festival. E durante i 5 giorni della manifestazione tra file, eventi e attese può venir voglia di dissetarsi non solo con la letteratura ma anche con l’acqua di una delle tante fontane sparse per la città*. Bisogna dire che quelle mantovane sono fontane discrete, mai trionfali né fenomeni da baraccone (come avrebbe detto Giovannino Guareschi). Tra tutte le fontane di città ce ne sono alcune che sono un po’ più speciali delle altre, almeno per me. Eccovene 5 da riscoprire anche durante l’anno…

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5 luoghi frequentati da Romeo durante l’esilio mantovano

24 domenica Apr 2016

Posted by mantovastoria in Curiosità, le 5 cose..., Shakespeariana

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Casa dello speziale, Convento di San Francesco, La torre degli Zuccaro, Mantova e Shakespeare, Piazza Erbe, Ponte dei Mulini, Romeo a Mantova

ponte_mulini

Anche oggi restiamo in tema Shakespeare & Co. Certo la storia di Romeo e Giulietta è di William Shakespeare ma forse non tutti sanno che si rifà tra gli altri ad una novella di Matteo Bandello, scrittore che lavora per i Gonzaga alla corte di Castel Goffredo. E’ una storia inventata ma come accade per i capolavori i personaggi e le città che frequentano prendono vita. A Verona ci sono il balcone e la tomba di Giulietta ma perché non immaginare quali luoghi avrebbe potuto frequentare Romeo durante il suo esilio mantovano? Eccovene 5? Avete qualche altra idea?

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5 scorciatoie da scoprire ovvero passaggi segreti urbani tra ghetto, S.Andrea e Cattedrale

17 domenica Gen 2016

Posted by mantovastoria in Curiosità, le 5 cose..., Mantova2016 - Mantova 1516

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Lungolago, passaggi segreti, passaggi segreti urbani, Piazza Alberti, Piazza Broletto, Piazza Canonica di San Pietro, Piazza Erbe, Piazza Mantegna, Piazza Sermide, Piazza Sordello, Piazza Viterbi, Via Bertani, Via Giustiziati

Piazza Viterbi vista da Vicolo Varrone
Piazza Viterbi vista da Vicolo Varrone

In una città ci sono scorciatoie che conoscono solo gli abitanti e a volte neanche loro. Se fossimo a Lione li chiamerebbero traboules, per i mantovani invece sono passaggi segreti urbani che ti consentono di passare da una piazza all’altra, da una via a un vicolo a volte anche attraversando una chiesa. Eccone 5 tra quelli che mi piace di più percorrere ma ce ne sono molti altri, basta avere voglia di scoprirli. E voi? Li usate mai?

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