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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi tag: Sacri Vasi

Mantova e Siena: dieci storie intrecciate

02 giovedì Lug 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Storia Locale

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Oggi 2 luglio 2026 a Siena si corre il Palio della Madonna di Provenzano. Non so perché mi affascina e mi appassiona da sempre questa cometa medioevale che torna per due volte durante l’anno. Forse perché Mantova e Siena sono più legate di quando sembri.

Ecco 10 spunti per osservare da vicino i punti di contatto tra Mantova e Siena.

Dai Sacri Vasi al Palio, da Guidoriccio a Curtatone e Montanara

Mantova e Siena sembrano città lontane. Una è distesa nella pianura, circondata dall’acqua del Mincio e dei suoi laghi; l’altra è raccolta sulle colline toscane, costruita in pietra e mattoni attorno alla forma inconfondibile di Piazza del Campo. Una è stata capitale dei Gonzaga, l’altra grande città comunale e repubblicana. Eppure, se si guarda con attenzione, le due città si incontrano molte volte.

Non le unisce una sola storia, ma una costellazione di personaggi, oggetti, devozioni, cavalli, battaglie e memorie civiche. Alcuni legami sono celebri, altri più curiosi, altri ancora si nascondono nei dettagli: un papa senese che soggiorna a Mantova, un condottiero celebrato nel Palazzo Pubblico di Siena e invitato dai Gonzaga, un santo mantovano devoto a Santa Caterina, studenti senesi caduti o feriti nella pianura mantovana durante il Risorgimento.

Questo articolo prova a mettere in fila dieci passaggi. Non per dimostrare che Mantova e Siena siano città “uguali”, ma per mostrare quanto la storia italiana sia fatta di fili che attraversano territori diversi e li collegano in modi spesso inattesi.

1. Due città d’arte dalla forte identità urbana

Mantova e Siena sono due città che conservano un’immagine storica potentissima. Non sono soltanto luoghi ricchi di monumenti, ma organismi urbani in cui la storia continua a farsi spazio nella vita quotidiana.

Siena è inseparabile da Piazza del Campo, dal Palazzo Pubblico, dalla Torre del Mangia, dalla cattedrale con i pali del carroccio di Montaperti, dalle contrade e dal Palio. La città mantiene ancora oggi una forte impronta medievale, non come semplice scenario turistico, ma come struttura profonda della sua identità.

Mantova, a sua volta, si riconosce nei grandi spazi gonzagheschi: Palazzo Ducale, il Castello di San Giorgio, Piazza Sordello, Sant’Andrea, Palazzo Te, i laghi. Qui il Medioevo comunale si intreccia con la lunga stagione della signoria e poi del ducato dei Gonzaga.

Entrambe sono città da leggere lentamente. Le piazze, le chiese, le strade e i palazzi non sono elementi isolati: compongono un racconto. Siena racconta la forza della città comunale e della sua memoria civica; Mantova racconta la costruzione di una corte rinascimentale padana, aperta all’Europa e capace di attirare artisti, architetti, papi, letterati e ambasciatori.

2. I Sacri Vasi e la spada nella roccia

Uno dei confronti più suggestivi tra Mantova e Siena passa attraverso gli oggetti sacri. Oggetti che non sono soltanto reliquie, ma condensano fede, leggenda, identità e memoria.

Mantova custodisce nella basilica di Sant’Andrea la tradizione dei Sacri Vasi, legati al culto del Preziosissimo Sangue di Cristo. La reliquia ha segnato profondamente la storia religiosa della città e ha contribuito anche alla costruzione della sua immagine monumentale. Non è un caso che proprio Sant’Andrea, progettata da Leon Battista Alberti, sia diventata uno dei luoghi simbolici della Mantova rinascimentale.

Nel territorio senese, invece, l’immaginario medievale trova uno dei suoi simboli più potenti nella spada nella roccia di San Galgano, conservata nella Rotonda di Montesiepi. Anche qui un oggetto diventa racconto: non solo memoria di un santo, ma immagine di conversione, rinuncia, cavalleria e spiritualità.

I Sacri Vasi e la spada nella roccia appartengono a tradizioni molto diverse. Tuttavia parlano entrambi di un Medioevo in cui il sacro prendeva forma in oggetti concreti, visibili, venerabili. Mantova e Siena, in questo senso, condividono la capacità di trasformare una reliquia o un simbolo religioso in parte essenziale della propria identità. Senza dimenticare Artù, il Graal e la spada nella roccia.

3. Guidoriccio da Fogliano, tra Siena e il mondo dei Gonzaga

Guidoriccio da Fogliano è una figura che appartiene innanzitutto alla memoria senese. Nato nel territorio reggiano, divenne capitano al soldo di Siena e fu celebrato nell’affresco del Palazzo Pubblico tradizionalmente attribuito a Simone Martini, dove appare a cavallo nel paesaggio di Montemassi.

L’immagine di Guidoriccio è una delle più celebri del Medioevo italiano: il cavaliere solitario, l’armatura, il profilo elegante del cavallo, le colline, gli accampamenti, le bandiere. È una sintesi visiva dell’ideale cavalleresco e della propaganda politica senese.

Il legame con Mantova passa dall’arrivo di Guidoriccio in città per i quattro matrimoni gonzagheschi. Il fondatore Luigi Gonzaga lo invitò a Mantova in occasione delle sue nozze con Novella Malaspina. È un episodio che mette in contatto il celebre condottiero legato a Siena con la corte gonzaghesca nascente. In quel momento, Mantova e Siena si incontrano non attraverso un trattato o una reliquia, ma attraverso il mondo cavalleresco, le armi, le nozze dinastiche e la politica delle signorie.

4. Pio II e la Dieta di Mantova

Uno dei legami più forti tra Siena e Mantova passa da Enea Silvio Piccolomini, nato nel territorio senese e divenuto papa con il nome di Pio II.

Pio II fu umanista, scrittore, diplomatico e pontefice. Il suo nome è legato in modo indissolubile a Pienza, la città ideale nata dalla trasformazione del borgo natale di Corsignano. Ma la sua storia incrocia in modo decisivo anche Mantova.

Nel 1459 Pio II convocò a Mantova una Dieta per promuovere una crociata contro i Turchi dopo la caduta di Costantinopoli. Il progetto non ebbe l’esito sperato, ma per Mantova l’evento fu importantissimo. Per mesi la città divenne un centro della diplomazia europea e ospitò il papa, cardinali, ambasciatori e principi.

Il soggiorno di Pio II ebbe conseguenze profonde. La presenza del papa contribuì a rafforzare il prestigio dei Gonzaga e della città. Mantova cambiò veste per accogliere il pontefice: i Gonzaga lasciarono il Palazzo del Capitano al papa e si trasferirono nel castello. In quegli anni si concentrano episodi fondamentali per l’immagine rinascimentale della città, dalla stagione di Mantegna alla progettazione albertiana di Sant’Andrea e San Sebastiano.

Il papa senese ebbe anche un rapporto diretto con la devozione mantovana. Secondo la tradizione, prestò particolare venerazione ai Sacri Vasi e collegò la reliquia a una sua guarigione dalla podagra. Siena, attraverso Pio II, entra così nel cuore della Mantova rinascimentale: nella politica, nella devozione, nell’arte e nell’architettura.

5. Le collezioni Gonzaga arrivate a Siena

Le città si incontrano anche attraverso gli oggetti. Le opere d’arte viaggiano, passano di mano, vengono vendute, ereditate, disperse, ricomposte in nuove raccolte. Nel caso di Mantova, la dispersione delle collezioni gonzaghesche è uno dei capitoli più dolorosi e affascinanti della sua storia culturale.

Dopo il sacco di Mantova del 1630, il patrimonio artistico della città subì perdite gravissime. Tra le figure che compaiono in questa vicenda c’è Ottavio Piccolomini, generale imperiale, incaricato di registrare danni e perdite subite dalla reggia gonzaghesca. Al suo seguito troviamo il nipote Enea Silvio Piccolomini, nome che richiama inevitabilmente quello del papa senese.

Proprio Enea Silvio Piccolomini acquistò dai lanzichenecchi luterani pezzi importanti delle collezioni gonzaghesche. Alcune di queste opere sono oggi conservate a Siena nella raccolta Spannocchi-Piccolomini.

È un legame concreto e materiale. Non si tratta soltanto di personaggi che passano da una città all’altra, ma di opere nate o raccolte nell’orbita mantovana e poi confluite nel patrimonio senese. In questo modo, una parte della memoria dei Gonzaga continua a vivere lontano da Mantova, dentro un altro racconto urbano e museale.

6. Il Palio e i cavalli dei Gonzaga

Il Palio di Siena è una delle feste popolari più famose d’Italia. Ma nella storia dei palii italiani compare anche Mantova, grazie ai cavalli dei Gonzaga.

La corte mantovana fu celebre per l’allevamento dei cavalli. I Gonzaga investirono molto in questa tradizione, non solo per ragioni militari o di prestigio cortigiano, ma anche per la partecipazione alle corse e ai palii. I cavalli mantovani erano apprezzati e potevano correre in varie città italiane.

Il legame con Siena è particolarmente suggestivo. Il Palio non era soltanto una gara: era spettacolo pubblico, festa cittadina, competizione simbolica. Far correre un cavallo legato alla corte gonzaghesca significava portare il nome di Mantova dentro uno degli spazi rituali più intensi della vita senese.

È un collegamento diverso dagli altri, meno istituzionale e più vivido. Qui non ci sono soltanto papi, santi o condottieri, ma cavalli, folla, colori, rumore di zoccoli, orgoglio cittadino. Mantova entra a Siena attraverso la festa e la competizione, con il prestigio dei suoi allevamenti e della sua corte.

7. Risorgimento: gli studenti senesi a Curtatone e Montanara

Nel Risorgimento il legame tra Mantova e Siena assume un tono civile e patriottico. La battaglia di Curtatone e Montanara, combattuta il 29 maggio 1848, è uno degli episodi più importanti della Prima guerra d’indipendenza.

In territorio mantovano combatterono volontari toscani, tra cui studenti universitari senesi. Nell’aprile del 1848 professori, assistenti e studenti dell’Università di Siena formarono una compagnia della Guardia Universitaria per partecipare alla guerra. A Curtatone e Montanara il Battaglione Universitario Toscano fu sconfitto e costretto a ripiegare, ma riuscì a ritardare l’avanzata austriaca, contribuendo indirettamente alla vittoria piemontese di Goito del giorno successivo.

Questa pagina unisce Mantova e Siena in modo profondo. La pianura mantovana diventa luogo di sacrificio per giovani provenienti dalla Toscana. La memoria senese entra così nella storia risorgimentale mantovana.

Ancora oggi questa vicenda vive nei monumenti, nelle lapidi, nelle commemorazioni. È una memoria di studenti, professori e volontari che lasciarono le aule universitarie per prendere parte alla costruzione dell’Italia. In questo caso il filo tra le due città non passa dalla corte o dalla Chiesa, ma dall’idea moderna di patria.

8. Santa Caterina, Osanna Andreasi e San Luigi Gonzaga

Il rapporto religioso tra Siena e Mantova è ricchissimo. Al centro c’è anzitutto Santa Caterina da Siena, una delle figure più importanti della spiritualità italiana ed europea. Mistica domenicana, donna di preghiera ma anche di azione politica, Caterina scrisse lettere a papi, sovrani e autorità, intervenne nelle questioni del suo tempo e divenne un modello di santità attiva.

A Mantova, una figura che può essere accostata a Caterina è la beata Osanna Andreasi. Anche Osanna fu laica domenicana, mistica, donna di intensa spiritualità e di forte presenza nella vita cittadina. Fu legata alla corte dei Gonzaga e, secondo la tradizione, ebbe un ruolo di consigliera morale e spirituale. Venne beatificata nel 1515 anche grazie all’impegno di Isabella d’Este.

L’accostamento tra Caterina e Osanna mostra una linea comune: la spiritualità femminile che non resta chiusa nello spazio privato, ma entra nella città, nella politica, nella carità, nella memoria collettiva.

A questo legame si aggiunge un episodio particolarmente bello: il passaggio di San Luigi Gonzaga a Siena. Il giovane principe mantovano, futuro santo gesuita, fu grande devoto di Santa Caterina. Durante un suo viaggio verso Roma, sostò a Siena e rese omaggio alla santa. Secondo la tradizione, servì messa nell’oratorio accanto alla cella di Caterina e parlò a un gruppo di giovani con grande fervore.

9. Bernardino da Siena a Mantova

Un altro legame diretto tra le due città passa da San Bernardino da Siena. Nato a Massa Marittima da famiglia senese, Bernardino fu uno dei più grandi predicatori francescani del Quattrocento. Viaggiò instancabilmente per l’Italia, parlando nelle piazze, richiamando alla pace, alla carità, alla lotta contro l’usura e alla riforma dei costumi.

Bernardino fu chiamato a Mantova nel 1421 da Paola Malatesta, moglie di Gianfrancesco Gonzaga, per predicare la Quaresima. Le sue prediche ebbero grande risonanza in città e nel contado. Il suo passaggio lasciò segni nella memoria urbana, a cominciare dal trigramma IHS, il nome di Gesù iscritto nel sole, ancora visibile in alcuni punti della città.

La presenza di Bernardino a Mantova è importante anche per il rapporto con la corte gonzaghesca. Paola Malatesta progettò con lui il convento delle Clarisse e la chiesa di Santa Paola, dedicata al Corpus Domini.

Così Siena arriva a Mantova attraverso una voce: quella di un predicatore capace di parlare alle folle, di usare immagini semplici e potenti, di trasformare la predicazione in intervento sulla vita concreta della città.

10. I Monti di Pietà

L’ultimo legame riguarda un tema meno appariscente, ma fondamentale per capire la vita urbana: il credito, l’usura, la povertà e la carità.

Nel Quattrocento i Monti di Pietà nacquero come istituzioni pensate per offrire prestiti su pegno a basso interesse, cercando di contrastare l’usura. Erano luoghi in cui economia, religione e politica cittadina si incontravano.

A Mantova il Monte di Pietà fu fondato nel 1484 da fra’ Bernardino da Feltre, con il concorso finanziario di Francesco II Gonzaga, di nobili e mercanti. L’obiettivo era offrire un’alternativa ai prestiti usurari e intervenire in modo concreto su un problema sociale molto sentito.

A Siena, già nel 1476, era nato il Monte Pio, poi destinato a entrare nella lunga storia del Monte dei Paschi. Anche qui si vede come le città italiane cercassero strumenti per regolare il credito, sostenere chi era in difficoltà e controllare un settore delicatissimo della vita economica.

Mantova e Siena condividono dunque anche questa storia: non solo grandi personaggi e grandi eventi, ma istituzioni nate per rispondere ai bisogni concreti delle persone. La storia delle città passa anche da qui: dai debiti, dai pegni, dalle botteghe, dai banchi, dalle famiglie in difficoltà, dalle soluzioni inventate per tenere insieme economia e solidarietà.

Conclusione: seguire i fili

Mantova e Siena non sono città gemelle. Hanno paesaggi diversi, storie politiche diverse, forme urbane diverse. Proprio per questo il loro dialogo è interessante.

A unirle non è una somiglianza immediata, ma una rete di fili: i Sacri Vasi e la spada nella roccia, Guidoriccio e il mondo dei condottieri, Pio II e la Dieta di Mantova, le collezioni gonzaghesche arrivate a Siena, i cavalli dei Gonzaga nel clima dei palii, gli studenti senesi a Curtatone e Montanara, Santa Caterina, Osanna Andreasi, San Luigi Gonzaga, Bernardino da Siena, i Monti di Pietà.

Sono storie diverse, ma insieme costruiscono una mappa. Una mappa fatta di viaggi, devozioni, battaglie, opere d’arte, reliquie, cavalli, predicatori e memorie civiche.

Forse il modo migliore per raccontare il rapporto tra Mantova e Siena è proprio questo: non cercare una sola origine, ma seguire gli intrecci. Perché la storia delle città italiane è spesso così: non una linea dritta, ma una trama fitta, piena di ritorni, coincidenze e scoperte.

Giacomo Cecchin

Alcuni link per approfondire

Mantova e Siena: due città, una storia parallela
Un precedente approfondimento di Mantova Storia sui legami tra le due città, con una cronologia parallela tra santi, Gonzaga, Bernardino da Siena e Monti di Pietà.
https://mantovastoria.it/2016/02/27/mantova-e-siena-due-citta-una-storia-parallela/

Preziosissimo Sangue e Sacri Vasi – Diocesi di Mantova
Pagina della Diocesi di Mantova dedicata alla reliquia del Preziosissimo Sangue di Cristo e ai Sacri Vasi conservati nella basilica di Sant’Andrea.
https://www.diocesidimantova.it/storia-e-territorio/preziosissimo-sangue-e-sacri-vasi/

San Galgano e la spada nella roccia
Approfondimento sull’eremo di Montesiepi, l’abbazia di San Galgano e la tradizione della spada nella roccia nel territorio senese.
https://www.sangalgano.info/spada_it.html

Guidoriccio da Fogliano – Museo Civico di Siena
Scheda del Museo Civico di Siena dedicata al celebre affresco di Guidoriccio da Fogliano all’assedio di Montemassi, nella Sala del Mappamondo del Palazzo Pubblico.
https://museocivico.comune.siena.it/opere/guidoriccio-fogliano-assedio-montemassi

Pio II e la Dieta di Mantova nei Registri Vaticani
Approfondimento del Centro Studi Pientini sulla Dieta di Mantova del 1459, convocata da papa Pio II per promuovere la crociata contro gli Ottomani.
https://www.centrostudipientini.it/wordpress/la-dieta-di-mantova-nei-registri-vaticani/

I cavalli dei Gonzaga – Centro Palazzo Te
Pagina dedicata al mito dei cavalli gonzagheschi, elemento centrale del prestigio della corte mantovana e della cultura equestre rinascimentale.
https://www.centropalazzote.it/il-mito-dei-cavalli-gonzagheschi-2/

Il Palio di Siena – sito ufficiale del Comune di Siena
Pagina ufficiale dedicata al Palio, con sezioni su storia, corse, contrade, tutela del cavallo, palii recenti e guida ufficiale.
https://palio.comune.siena.it/

Curtatone e Montanara – Università di Siena
Pagina dell’Università di Siena dedicata alla memoria ottocentesca dell’Ateneo, con riferimento agli studenti senesi e alla battaglia di Curtatone e Montanara.
https://www.unisi.it/ateneo/storia-dellateneo/il-percorso-storico-museale/sala-5-lottocento-la-citt%C3%A0-si-stringe-attorno

San Bernardino da Siena a Mantova
Approfondimento sul passaggio di San Bernardino a Mantova nel 1421, chiamato da Paola Malatesta Gonzaga per predicare la Quaresima.
https://www.sanfrancescomantova.it/bernardino-e-paola/

Monte di Pietà di Mantova
Scheda storica sul Monte di Pietà di Mantova, fondato nel 1484 dopo la predicazione di Bernardino da Feltre.
https://www.monspietatis.org/it/montipieta/view/monte_pieta_mantova.html?p=6

Mantua and Siena, Interwoven Histories

Mantua and Siena are linked by a surprising network of people, symbols and memories. From the Holy Vessels to the sword in the stone of San Galgano, from Pius II and Guidoriccio da Fogliano to the Gonzaga horses racing in the Palio, the two cities meet across the centuries. Their connection continues into the Risorgimento, with the Senese students who fought at Curtatone and Montanara.

Mantoue et Sienne, histoires croisées

Mantoue et Sienne sont unies par un réseau inattendu de personnages, de symboles et de mémoires. Des Saints Vases à l’épée dans la roche de San Galgano, de Pie II à Guidoriccio da Fogliano, des chevaux des Gonzague courant au Palio jusqu’aux étudiants siennois engagés à Curtatone et Montanara, les deux villes se rencontrent à travers les siècles.

La sagrestia segreta del Preziosissimo Sangue nella Basilica di Sant’Andrea su Mantova segreta

05 domenica Gen 2025

Posted by mantovastoria in Mantova Segreta

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Basilica di Sant'Andrea, Compagnia del Preziosissimo Sangue, Concattedrale di Sant'Andrea, Giacomo Cecchin, I Sacri Vasi, Il preziosissimo sangue di Cristo, La reliquia dei Sacri Vasi, Mantova Segreta, Rosanna Golinelli, Sacri Vasi, Sagrestia della Compagnia del Preziosissimo Sangue, Sagrestia segreta, Telemantova

Ci sono ancora segreti da scoprire a Mantova? Ebbene sì ed uno di questi lo troviamo nella Basilica di Sant’Andrea che è al centro di questa puntata n. 9 della quarta stagione di Mantova Segreta.

Insieme a Rosanna Golinelli della Compagnia del Preziosissimo Sangue scopriamo la sagrestia che un tempo era utilizzata da proprio dai componenti della Compagnia e che si trova dietro l’ancona lignea della seconda cappella grande a sinistra della Basilica. Da una piccola porticina si entra in un ambiente in via di restauro che ha accolto una mostra legata alle immagini dei Sacri Vasi.

Pochi sono a conoscenza di questa sagrestia segreta eppure gli indizi ci sono come ad esempio il fatto che ci sia la statua di San Longino con la lancia e al centro dell’ancona l’immagine dei Sacri Vasi.

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La basilica di Sant’Andrea, la più amata dai mantovani, una doppia pagina su MCG – Mantova Chiama Garda

26 giovedì Dic 2024

Posted by mantovastoria in Articoli, Mantovagando

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Basilica, Basilica di Sant'Andrea, concattedrale, cupola, Cupola di Sant'Andrea, Giacomo Cecchin, I Sacri Vasi, Il campanile, La cripta, la facciata, La reliquia dei Sacri Vasi, Leon Battista Alberti, Mantova Chiama Garda, Marco Morelli, MCG, Sacri Vasi, Sant'Andrea

Doppia pagina sulla Basilica di Sant'Andrea su MCG

Se chiedete ad un mantovano di scegliere tra Sant’Andrea e il Duomo sceglierà sempre la basilica (se è un vero mantovano). Il capolavoro di Leon Battista Alberti colpisce per bellezza, fascino, dimensioni e storia ed è il perfetto esempio del Rinascimento italiano. Ecco allora alcuni dettagli da non perdere la prossima volta che visiterete la basilica in questa doppia pagina pubblicata su MCG – Mantova Chiama Garda.

Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Dicembre 2024/Gennaio 2025

La Basilica di Sant’Andrea, la più amata dai mantovani
Tra Sacri Vasi e Rinascimento una concattedrale capolavoro

“I Monsignori gli (al Duomo n.d.r.) preferiscono Sant’Andrea, che, come San Pietro, può contenere ogni cerimonia, anche un’incoronazione: ma il 18 marzo festa di Sant’Anselmo, patrono della città, per omnia saecula, il Duomo riprende il suo primato.” Guida estrosa di Mantova pag. 41 In questo divertentissimo testo di Piero Genovesi si enuncia una verità assoluta sui mantovani (e non solo i monsignori): la preferenza per la basilica di Sant’Andrea rispetto al Duomo ovvero la cattedrale di San Pietro. Quest’ultima chiesa viene infatti considerata più “disordinata” rispetto all’altra e, prima degli ultimi restauri, molto più buia. La basilica di Sant’Andrea invece è lineare e imponente, un capolavoro del Rinascimento che lascia senza parole. Eppure anche la concattedrale, il tempio progettato da Leon Battista Alberti per custodire la reliquia del sangue di Cristo, a guardarlo bene è un palinsesto, un insieme di elementi dovuti ad interventi ed idee diverse rispetto al progetto iniziale.

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Auguri di buona Pasqua con un pellegrinaggio sulle tracce dei Sacri Vasi a Mantova

31 domenica Mar 2024

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Itinerari

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Auguri di buona Pasqua, Basilica di Sant'Andrea, Basilica palatina di Santa Barbara, Cattedrale di San Pietro, Chiesa di Santa Maria del Gradaro, Duomo, La reliquia dei Sacri Vasi, Rotonda di San Lorenzo, Sacri Vasi, Sangue di Cristo

E’ bello ogni anno provare a trovare un modo nuovo per farvi gli auguri di Pasqua. E’ sempre un invito a camminare per Mantova e a scoprire qualcuno dei suoi tesori o delle curiosità. Per questo 2024 ho pensato di proporvi una passeggiata sulle tracce dei Sacri Vasi.

Il punto di partenza è la chiesa di Santa Maria del Gradaro e quello di arrivo la basilica palatina di Santa Barbara. Per tutto il percorso ci sono dettagli, curiosità e storie che rimandano alla reliquia dei Sacri Vasi. E’ come se fosse un pellegrinaggio, un viaggio alla scoperta della storia di Mantova.

In futuro sarebbe bello pensare a costruire una sorta di Via Crucis che attraverso la città consenta di recuperare la memoria della reliquia, costruendo una serie di formelle in terracotta appese ai muri che costituiscano delle tappe del cammino.

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5 formelle dei Sacri Vasi da riscoprire a Mantova (più una nel giardino segreto)

30 sabato Mar 2024

Posted by mantovastoria in Curiosità, Itinerari, Storia Locale

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Beata Osanna Andreasi, Casa Andreasi, Corso Pradella, Corso Vittorio Emanuele II, Mantova, Palazzo della Ragione, Piazza Canossa, Piazza Erbe, Reliquie, reliquie della passione, Sacri Vasi, Sangue di Cristo, spugna, venerdì santo, via accademia, via canove

I Sacri Vasi non sono solo la reliquia venerata nella cripta della Basilica di Sant’Andrea. I Sacri Vasi sono una sorta di sigillo sulla città di Mantova e secondo mons. Roberto Brunelli la vera scintilla all’origine della diocesi e di tutto quello che è venuto dopo.

Oggi lo chiamerebbero BRAND, utilizzato non solo nel sigillo della diocesi mantovana, ma anche dai Gonzaga sulle monete e un po’ ovunque in città sotto forma di formelle e non solo. Questa reliquia del Sangue di Cristo o, per essere più precisi, la terra del calvario imbevuta del sangue del redentore è la più antica esistente e per il simbolo a cui rimanda la più importante per i cristiani.

Per provare a riscoprire il legame tra i Sacri Vasi e Mantova ecco allora un itinerario per le vie alla scoperta delle formelle che ricordano la reliquia e che si trovano in giro per le vie e non solo. Per trovarle è sufficiente provare ad osservare i muri, i portoni dei palazzi e non farsi accecare dalla forza dell’abitudine.

Vi propongo un viaggio in 5 tappe più un giardino segreto per approfondire la storia della Reliquia in questi giorni di Pasqua.

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PELLEGRINI SULLE TRACCE DEL GRAAL – Domenica 12 marzo 2023 ore 15.00

05 domenica Mar 2023

Posted by mantovastoria in Itinerari

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Giacomo Cecchin, La reliquia dei Sacri Vasi, Pellegrini, Sacri Vasi, Santo Graal

Cosa ne dite di una passeggiata alla scoperta delle storie legate alla Reliquia dei Sacri Vasi? Un percorso di circa 2 ore che parte dalla chiesa del Gradaro e termina in piazza Sordello.

La storia della Reliquia dei Sacri Vasi è così intrecciata a quella di Mantova che se ne trovano tracce in ogni dove: dalle lapidi votive alle cattedrali, dai nomi delle vie e dei vicoli alle colonne “erranti”. Un percorso che vi porta a leggere la storia della “Roma sulle rive del Mincio” alla luce della scoperta del Sangue di Cristo tra reliquie, papi e imperatori senza dimenticare il Santo Graal, i templari e il Codice Da Vinci.Una passeggiata alla riscoperta delle storie legate alla reliquia dei Sacri Vasi camminando per le vie di una Mantova che riserva sorprese, scoperte e riscoperte.

Costo di partecipazione – 15 euro a persona  – PRENOTATEVI QUI https://forms.gle/Ed1fsDaNhfgxUKnr8

Auguri di Pasqua con la Crocifissione dipinta da Rinaldo Mantovano nella Basilica di Sant’Andrea

17 domenica Apr 2022

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Storia Locale

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Basilica di Sant'Andrea a Mantova, Basilica di Sant'Andrea, Giacomo Cecchin, Giulio Romano, Longino, Reliquia del Sangue di Cristo, Reliquie dei Sacri Vasi, Rinaldo Mantovano, Sacri Vasi, San Longino

La Basilica di Sant’Andrea è un continuo richiamo alla Passione di Cristo anche perché possiamo considerarla un enorme reliquiario che contiene la reliquia più importante della cristianità: il Santissimo Sangue di Cristo.

La storia della reliquia mantovana è tra le più antiche e si fa risalire a Longino, il soldato romano che ferì Cristo al costato.

Una delle immagini più rappresentative di questa storia è proprio nella Basilica di Sant’Andrea, nella terza cappella grande sulla destra della navata, guardando l’altare.

E’ un affresco di Rinaldo Mantovano su disegno di Giulio Romano (post 1536 probabilmente) e rappresenta Longino, nelle vesti di un centurione romano, inginocchiato ai piedi della croce mentre con una coppa raccoglie il Sangue di Cristo.

Eccovi alcuni particolari interessanti da osservare la prossima volta che andrete nella Basilica di Sant’Andrea.

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Mantova e Torino nel segno della reliquia del Sangue di Cristo e di San Giovanni Bosco

31 lunedì Gen 2022

Posted by mantovastoria in Curiosità, Storia Locale

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Bollettino Salesiano, don Giovanni Bosco, don Mario Morra sdb, Il sangue laterale di Cristo, Mantova, Reliquia del Sangue di Cristo, Sacri Vasi, San Giovanni Bosco, San Longino, Sangue di Cristo, Santa Maria Ausiliatrice, Torino

Immagine presa dal sito della Basilica di Santa Maria Ausiliatrice https://basilicamariaausiliatrice.it/

Oggi 31 gennaio è la festa di San Giovanni Bosco, il fondatore dei Salesiani che hanno la loro casa madre a Torino, nei pressi della basilica di Santa Maria Ausiliatrice.

Il legame con Mantova e la reliquia dei Sacri Vasi

Forse non tutti sanno che esiste un legame molto stretto tra Mantova e Torino che sono unite non solo dal fatto che ospitano due importantissime reliquie, i Sacri Vasi e la Sindone. ma anche da una donazione che arrivò ai Salesiani da mons. Giuseppe Sarto, allora vescovo di Mantova e poi papa con il nome di Pio X e oggi santo.

Se leggiamo infatti quanto c’è scritto nel Bollettino Salesiano del 1° novembre 1953 si parla proprio di una particella della reliquia del Sangue di Cristo conservato a Mantova e conservata nella cripta delle reliquie nella Basilica di Santa Maria Ausiliatrice.

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Scoprire i Sacri Vasi con Mantova Segreta: Giacomo Cecchin vi racconta la reliquia più importante della cristianità

27 venerdì Dic 2019

Posted by mantovastoria in Curiosità, le 5 cose..., Libri, Mantova Segreta, Storia Locale

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1048, 804, Basilica di Sant'Andrea, Cattedrale, Compagnia del Preziosissimo Sangue, Cripta, Duomo, Giacomo Cecchin, Longino, Mantova, Mantova Segreta, Preziosissimo Sangue, Priore, Rotonda di San Lorenzo, Sacri Vasi, Sagrestia del Duomo di Mantova, Santa Barbara, Santa Maria del Gradaro, Santo Graal a Mantova, Scoperta del Sangue di Cristo, Telemantova, Zoiolera

I Sacri Vasi sono il fondamento della storia di Mantova non solo dal punto di vista religioso ma anche economico: nell’804 questa piccola cittadina sulle rive del Mincio (fino a quel momento nota per aver dato i natali a Virgilio) riceve la visita del papa Leone III, una notazione nei diari di Carlo Magno e la trasformazione in diocesi (anche se non abbiamo documenti ufficiali). Tutta Mantova ci racconta la storia dei Sacri Vasi che trova il suo culmine nella cripta della basilica di Sant’Andrea.
Giacomo Cecchin porta Mantova Segreta sulle tracce della reliquia più importante della cristianità da Santa Maria del Gradaro alla Rotonda, dalla Basilica di Sant’Andrea al Duomo per chiudere nella basilica palatina di Santa Barbara e nella sede della Compagnia del Preziosissimo Sangue.
Qui potete vedere l’intera puntata mentre  a questo link potete invece guardare tutte le puntate già andate in onda.
Di seguito trovate invece l’incipit della puntata e l’elenco di quelle già pubblicate su questo sito.

Bentornati a Mantova Segreta, un modo diverso per scoprire questa nostra città che è unica al mondo. E oggi parliamo proprio di una di queste singolarità che è la presenza a Mantova del Sangue di Cristo, la reliquia più importante della cristianità. Continua a leggere →

5 anni da ricordare a Mantova: torna MCG con Giacomo Cecchin e la rubrica Mantovagando

13 giovedì Giu 2019

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, le 5 cose..., Storia Locale

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Tag

Cacciata dei Bonacolsi, Camera dei Giganti, Carlo V, Domenico Morone, Federico II, Giulio Romano, III Guerra di Indipendenza, Palazzo Te, Pio II Piccolomini, Reliquie dei Sacri Vasi, Sacri Vasi

Cosa ne dite di fare un gioco sulla storia di Mantova? Se aveste una macchina del tempo dove vi piacerebbe andare? Eccovi la mia personale scelta sugli anni e gli avvenimenti da non perdere nella storia di Mantova. E’ il tema della pagina Mantovagando sull’ultimo numero della rivista MCG (qui potete sfogliare tutto il numero).
Qui trovate le uscite precedenti:

12. Un safari a Palazzo Te – MCG di aprile-maggio 2019
11. Le torri del profilo di Mantova – MCG di febbraio-marzo 2019
10. Come scegliere il santo giusto a Mantova – MCG di dicembre/gennaio2019
9. Spettri a Mantova che, a volte, sembra la Scozia – MCG di ottobre/novembre 2018
8. 5 curiosità che non conoscevi su Palazzo Te – MCG di agosto/settembre 2018
7. Le particolarità di Palazzo Ducale – MCG di giugno/luglio 2018
6. Una Camera con Vista – MCG di aprile/maggio 2018
5. 5 Gonzaga da non dimenticare – MCG di febbraio/marzo 2018
4. 5 donne dei Gonzaga – MCG di dicembre/gennaio 2018
3. I libri da sfogliare dopo essere venuti a Mantova – MCG di ottobre/novembre 2017
2. I libri da leggere prima di venire a Mantova – MCG di agosto/settembre 2017
1. 5 passaggi segreti da scoprire a Mantova – MCG di giugno/luglio 2017

Ecco qui anche i testi e le foto.
5 anni da ricordare a Mantova
A volte ci piacerebbe viaggiare nel tempo per provare a vivere un’esperienza nel Medioevo, nel Rinascimento o nel Risorgimento. E se poteste esprimere un desiderio con riferimento a Mantova? Ci sono eventi che cambiano la storia in modo positivo o negativo. Quali sarebbero i momenti storici in cui sarebbe stato bello essere a Mantova per partecipare all’euforia dei cittadini per un avvenimento importante? Eccovi una scelta di anni fondamentali per la storia della nostra città assolutamente da non perdere. Oggi è un semplice gioco ma se inventassero la macchina del tempo…E voi?Quali scegliereste?
Continua a leggere →

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