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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi tag: Matilde di Canossa

La città che cambia: la Rotonda di San Lorenzo tra vedere e non vedere

24 lunedì Ago 2026

Posted by mantovastoria in Curiosità, Itinerari, Storia Locale

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Una città immobile? Solo in apparenza

Noi mantovani abbiamo spesso un’idea molto precisa della città: Mantova è sempre stata così.

Piazza Erbe è sempre stata Piazza Erbe.
La Rotonda di San Lorenzo è sempre stata lì.
La Torre dell’Orologio è sempre stata davanti a noi.
Il profilo della città è quello e non può cambiare.

È un’illusione comprensibile. Le città storiche sembrano immobili perché cambiano lentamente. Ma cambiano. Eccome se cambiano.

A volte cambiano aggiungendo qualcosa.
A volte togliendo.
A volte nascondendo.
A volte facendo riapparire ciò che sembrava perduto.

Mantova è piena di luoghi che funzionano così: li guardiamo come se fossero eterni, ma in realtà sono il risultato di apparizioni, sparizioni, demolizioni, restauri, dimenticanze e riscoperte.

Partiamo ad esempio alla Rotonda di San Lorenzo.

Oggi la vediamo tutti, in Piazza Erbe. Ma non è sempre stato così.

Per secoli c’è chi l’ha vista.
C’è chi non poteva ancora vederla.
C’è chi l’ha vista senza sapere che un giorno sarebbe scomparsa.
C’è chi le è passato accanto senza accorgersi che era nascosta dentro altre case.
E poi ci siamo noi, che la vediamo ogni giorno e rischiamo di non guardarla più.

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Mantova, 21 storie della buonanotte e un buongiorno gonzaghesco per il regalo di Ferragosto ai lettori di Mantovastoria

15 sabato Ago 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Itinerari, Mantova, Storia Locale

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Un piccolo regalo per chi legge Mantovastoria.

In questi anni abbiamo raccontato Mantova in molti modi: attraverso i suoi palazzi, i santi, le piazze, i personaggi, i libri, le battaglie, le curiosità e quelle storie minori che spesso aiutano a capire meglio anche la grande storia.

Per questa estate abbiamo deciso di raccoglierne alcune in una forma nuova.

Nasce così “Mantova, 21 storie della buonanotte e un buongiorno gonzaghesco”: una piccola rivista digitale che vogliamo regalare ai lettori di Mantovastoria.

Ventuno storie da leggere una alla volta, senza fretta. Magari la sera, prima di chiudere la giornata. Oppure durante una pausa, in viaggio, sotto l’ombrellone o semplicemente quando viene voglia di tornare a curiosare tra le strade di Mantova.

Ogni storia è condensata in una scheda: una copertina, un breve racconto, alcune parole chiave e una frase da ricordare. Non vuole sostituire gli articoli del blog, ma offrire un piccolo assaggio di Mantova, da sfogliare con leggerezza e, speriamo, con un po’ di curiosità.

Vuoi riceverla subito?

Compila il modulo e ti invieremo gratuitamente la rivista digitale.

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La notte di San Lorenzo a Mantova: stelle cadenti, zodiaci e una Rotonda che sembra caduta dal cielo

09 domenica Ago 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Storia Locale

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Una notte con il naso all’insù

Il 10 agosto, giorno di San Lorenzo, succede sempre la stessa cosa: anche chi durante l’anno non guarda mai il cielo diventa improvvisamente astronomo, poeta e cacciatore di desideri.

Si esce, si cerca un posto abbastanza buio, si alzano gli occhi e si aspetta.

Una stella cadente.
Una scia luminosa.
Un segnale.
Un desiderio da esprimere in fretta, prima che sparisca.

La notte di San Lorenzo è una delle poche occasioni in cui il cielo torna a essere una faccenda popolare. Non servono telescopi, formule, mappe stellari o conoscenze da astrofisico. Basta guardare in alto e sperare.

A Mantova, però, il gioco può diventare ancora più interessante. Perché qui San Lorenzo non è soltanto il santo delle stelle cadenti. È anche il nome di una delle chiese più amate della città, la Rotonda di San Lorenzo, e l’occasione per scoprire che Mantova possiede diversi cieli dipinti, zodiaci, costellazioni e segni astrologici nascosti tra palazzi, torri e sale affrescate.

Insomma: il 10 agosto si può guardare il cielo vero.
Ma a Mantova si possono guardare anche i cieli costruiti dagli uomini.

San Lorenzo e le stelle cadenti

Perché le stelle cadenti sono legate a San Lorenzo?

La spiegazione più diffusa le collega alle lacrime del santo, versate durante il martirio e trasformate dalla tradizione popolare in una pioggia luminosa nel cielo di agosto.

C’è però anche una versione più concreta, più ruvida e forse più efficace: le stelle cadenti sarebbero le scintille della graticola che fu uno degli strumenti di tortura cui San Lorenzo fu sottoposto.

Da qui il detto veneto:

“San Lorenzo dei martiri innocenti,
casca dal ciel carboni ardenti.”

È un’immagine fortissima. Le stelle non sono più soltanto lacrime, ma carboni accesi, frammenti di fuoco, scintille che cadono dal cielo. La notte di San Lorenzo diventa così una strana miscela di devozione, astronomia popolare, poesia e brace celeste.

Del resto San Lorenzo è proprio il santo della graticola. Secondo la tradizione, fu martirizzato a Roma il 10 agosto 258, durante le persecuzioni dell’imperatore Valeriano. Ed è curioso pensare che, se molti santi vengono ricordati con attributi eleganti, palme, libri, gigli o spade, Lorenzo resta legato a uno strumento terribile e quotidiano: una graticola.

Da martirio a proverbio, da proverbio a stelle cadenti, da stelle cadenti a desideri: il passaggio è lungo, ma funziona ancora.

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Matilde di Canossa, Orval e la birra con il pesce sull’etichetta

26 domenica Lug 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Storia Locale

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Quando una leggenda medievale finisce su una bottiglia trappista

A volte le storie migliori non si trovano soltanto negli archivi, nei musei o nei grandi libri di storia. A volte sono davanti a noi, sullo scaffale di un supermercato, dentro un’etichetta, su una bottiglia di birra.

È il caso dell’Orval, una delle birre trappiste più celebri e riconoscibili al mondo. Chi la conosce sa che la sua etichetta mostra un’immagine curiosa: una trota con un anello in bocca. Non è un disegno decorativo messo lì per fare atmosfera. È il cuore di una leggenda che collega il Belgio, un’abbazia cistercense, i monaci trappisti, una birra unica e una delle figure più potenti del Medioevo europeo: Matilde di Canossa.

Secondo la tradizione, Matilde avrebbe perso il proprio anello nuziale in una fonte nei pressi di Orval. Poco dopo, una trota sarebbe emersa dall’acqua restituendole l’anello. Stupita e riconoscente, Matilde avrebbe esclamato qualcosa come: “Questa è davvero una valle d’oro!”. Da qui il nome Orval, cioè “Val d’Or”, valle d’oro.

La storia, come spesso accade, è più complessa della leggenda. Ma è proprio questo il bello. Perché l’Orval non è soltanto una birra: è un piccolo racconto medievale in bottiglia.

Che cosa c’entra Matilde di Canossa con Orval?

Matilde di Canossa è una delle grandi protagoniste dell’XI secolo. Nata probabilmente nel 1046, fu erede di un vastissimo sistema di poteri e territori nell’Italia centro-settentrionale. È nota soprattutto per il suo ruolo nella lotta tra papato e impero e per l’episodio di Canossa del 1077, quando l’imperatore Enrico IV si presentò penitente davanti a papa Gregorio VII, il famoso Perdono di Canossa.

Ma Matilde non appartiene soltanto alla storia italiana. La sua vicenda ha una dimensione europea. Ed è qui che entra in scena il nord.

Nel 1069 Matilde sposò Goffredo il Gobbo, figlio di Goffredo il Barbuto, duca della Bassa Lorena che aveva sposato sua madre Beatrice, rimasta vedova per la morte di Bonifacio di Canossa. La permanenza di Matilde in Lorena fu però breve e difficile. Il rapporto con Goffredo non fu felice, e Matilde tornò presto in Italia. Eppure quel passaggio al nord lasciò tracce profonde nella memoria locale. Orval è una di queste.

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Agnese, Isabella, Matilde: Mantova racconta la storia al femminile – a breve altre date per la visita teatralizzata

31 domenica Mag 2026

Posted by mantovastoria in Itinerari

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Agnese Visconti, cultura mantovana, donne di Mantova, Donne nella storia, eventi culturali Mantova, Giacomo Cecchin, Gonzaga, Isabella d’Este, Mantova, Mantova storia, Mantovastoria, Matilde di Canossa, Medioevo, Palazzo Ducale Mantova, percorso teatralizzato, personaggi storici Mantova, Piazza Alberti, piazza pallone, rievocazione storica, Rinascimento, Sottoportico dei Lattonai, Storia al femminile, storia mantovana, teatro a Mantova, visite guidate Mantova

Ci sono storie che non stanno ferme nei libri. Ogni tanto escono dalle pagine, attraversano le piazze, si infilano sotto i portici e tornano a parlare. A Mantova è successo con “Agnese, Isabella, Matilde”, un percorso teatralizzato dedicato a tre grandi figure femminili legate alla città, alla sua memoria e al suo immaginario: Agnese Visconti, Isabella d’Este e Matilde di Canossa.

Per un giorno Mantova si è trasformata in un palcoscenico a cielo aperto. Tra Piazza Pallone, Piazza Alberti e il Sottoportico dei Lattonai, la visita guidata è diventata racconto, teatro, dialogo con il pubblico. Non una semplice passeggiata storica, ma un viaggio tra potere, destino, intelligenza, accuse, leggende e memoria.

A dare corpo e voce alle protagoniste sono state tre attrici: Tecla Dal Forno, interprete di Matilde di Canossa; Chiara Mattiello, nei panni di Agnese Visconti; e Sofia Rebecca Dolci, che ha dato vita a Isabella d’Este. La conduzione è stata affidata a Giacomo Cecchin, che ha accompagnato il pubblico tra aneddoti, storia, ironia e continui rimandi tra passato e presente.

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San Benedetto in Polirone, una chiesa tutta da scoprire, una doppia pagina su MCG – Mantova Chiama Garda

12 martedì Ago 2025

Posted by mantovastoria in Articoli, Mantovagando

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Basilica, benedettini, Chiesa abbaziale di San Benedetto in Polirone, Giacomo Cecchin, Giulio Romano, Mantova Chiama Garda, Mantovagando, Marco Morelli, Matilde di Canossa, MCG, monaci benedettini, Monastero, Monastero di San Benedetto in Polirone, Napoleone, San Benedetto in Polirone, San Benedetto Po

San Benedetto in Polirone è una scoperta per i turisti ma soprattutto per i mantovani. E’ un monastero benedettino così importante che qualcuno lo chiama “la Montecassino del nord” e altri “la Cluny italiana”. Sono tantissime le storie e i personaggi legati a questo luogo dalle vicende millenarie. Ho provato a condensarle in questa doppia pagina pubblicata su MCG – Mantova Chiama Garda.

Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Aprile 2025/Maggio 2025

San Benedetto in Polirone, una chiesa tutta da scoprire
Dai monaci benedettini a Napoleone passando per Matilde di Canossa e Giulio Romano

Chi entra oggi nella chiesa di San Benedetto Po spesso non immagina che questo grande edificio, monumentale come pochi altri in pianura, è diventato una chiesa parrocchiale solo in un secondo momento. Per secoli è stato il cuore spirituale di un’abbazia benedettina tra le più potenti dell’Italia settentrionale che qualcuno ha definito “La Montecassino del Nord”. Poi arrivò Napoleone e bastò una firma per sopprimere il monastero e disperdere i monaci: era il 9 marzo del 1797. Fu allora che si decise di demolire l’antica chiesa parrocchiale di San Floriano conservandone solo il campanile. La chiesa dell’abbazia divenne allora quella del paese di San Benedetto Po ma basta osservarne le dimensioni e la facciata per capire che la sua storia veniva da lontano, da molto lontano.

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5 anni da ricordare per la Rotonda di San Lorenzo, una doppia pagina su MCG – Mantova Chiama Garda

08 domenica Dic 2024

Posted by mantovastoria in Articoli, Mantovagando

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“La chiesa più amata dai mantovani e più visitata dai turisti”: è la Rotonda di San Lorenzo, un meteorite romanico al centro della Mantova rinascimentale. Ecco allora 5 anni da ricordare per condensare la sua storia millenaria in un giro di clessidra in questa doppia pagina pubblicata su MCG – Mantova Chiama Garda.

Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Ottobre/Novembre 2024

5 anni da ricordare per la Rotonda di San Lorenzo
La chiesa più amata dai mantovani e più visitata dai turisti

E’ la chiesa più amata dai mantovani e più frequentata dai turisti che spesso la scambiano per un battistero. La Rotonda di San Lorenzo è un meteorite romanico al centro di Mantova, città che invece vive più di gotico e rinascimento. La storia millenaria di questa chiesa è legata in particolar modo a Matilde di Canossa che, secondo la tradizione, ne volle la costruzione nelle forme del Santo Sepolcro di Gerusalemme per sciogliere un voto fatto dal padre Bonifacio e non realizzato a causa della sua morte improvvisa. Eppure in questi quasi 1000 anni di storia possiamo individuare almeno 5 date fondamentali per ripercorrerne le vicende.

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In viaggio con Matilde di Canossa – domenica 7 maggio ore 17.00 a Rivalta sul Mincio

19 mercoledì Apr 2023

Posted by mantovastoria in Articoli, Conferenze, Storia Locale

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Comune di Rodigo, Giacomo Cecchin, Gruppo Cultura Pietro Morelli, Gruppo Culturale Rivalta, In viaggio con Matilde, La Grancontessa, Mantova, Mantovastoria, Matilde di Canossa, Matilde e il Medioevo, Rivalta sul Mincio, storia di mantova

Torniamo a raccontare la storia di Matilde di Canossa e dei viaggi nel Medioevo.
Il Gruppo cultura Pietro Morelli vi invita a una conversazione con Giacomo Cecchin dal titolo

In viaggio con Matilde di Canossa – domenica 7 maggio 2023 ore 17.00 a Rivalta sul Mincio (Sala Ascari di Corte Mincio)

Ingresso libero e gratuito – per info e prenotazioni: Simona tel. 328 5783684 – e-mail giovannistorti67@gmail.com

Giacomo Cecchin racconterà di Matilde di Canossa e della sua vita avventurosa e in viaggio, del Medioevo e di reliquie, di battaglie, di armi speciali e di una birra che viene dal nord. Un pomeriggio alla scoperta di vita, morte e (forse) miracoli di una delle donne più fantasmagoriche di tutte.

Per approfondire su Matilde di Canossa:
– La morte di Matilde di Canossa – i 10 giorni che cambiarono la storia di Mantova
– In viaggio con Matilde: il 24 luglio 1115 muore a Bondeno di Roncore
– 5 passi sulle tracce di Matilde di Canossa a Mantova

La morte di Matilde di Canossa – i 10 giorni che cambiarono la storia di Mantova

10 martedì Gen 2023

Posted by mantovastoria in Articoli, Storia Locale

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24 luglio 1115, Abbazia di Orval, Abbazia trappista di Orval, Birra Trappista, Birre trappiste, Canossa, i 10 giorni che cambiarono la storia di Mantova, La birra di Matilde, La Grancontessa, Mantova, Matilde di Canossa, Orval la birra di Matilde, sabato 24 luglio 1115

Perché la morte e non la nascita di Matilde di Canossa? Il primo motivo è che non conosciamo il compleanno della grancontessa ma la data della sua dipartita. Il secondo è che Mantova non è una città che ama i Canossa e Matilde men che meno. E’ la grande rivalità tra vecchio mondo e nuovo mondo, tra campagna e città, tra nobili e nuovi ricchi, i mercanti.

Ecco perché quando muore Matilde Mantova si sente libera e dopo questo evento arriverà il libero comune, le guerre contro l’imperatore e alla fine i Bonacolsi e i Gonzaga.

Matilde bambina a Mantova

Matilde di Canossa nasce a Mantova nel 1046 secondo la maggior parte degli storici. E’ probabilmente lei che vediamo bambina in braccio alla balia nell’affresco che racconta la seconda scoperta della reliquia dei Sacri Vasi (lo troviamo nella cappella di San Longino, la terza grande sulla destra). Matilde cresce a Mantova di fianco al padre Bonifacio che viene ucciso quando lei ha solo 6 anni. Questa morte che avrebbe potuto interrompere il rapporto con la città la porterà a costruire la Rotonda di San Lorenzo, una chiesa circolare che, nelle forme, ricorda il Santo Sepolcro di Gerusalemme e scioglie idealmente il voto del padre che avrebbe voluto recarsi in Terra Santa come pellegrino.

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La scoperta della reliquia del Sangue di Cristo – i 10 giorni che cambiarono la storia di Mantova

03 martedì Gen 2023

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E se la reliquia dei Sacri Vasi fosse stata scoperta a Rivalta sul Mincio? E’ una domanda che sembra senza senso eppure sarebbe piaciuta a mons. Brunelli. Don Roberto era convinto che fosse stata proprio la scoperta del Sangue di Cristo a Mantova a cambiare la storia della città. E ne sono convinto anch’io: per questo ho scelto l’804 come data fondamentale per Mantova.

Grazie alla reliquia più importante della cristianità a Mantova arriva un conte carolingio e con l’arrivo di un vescovo viene forse fondata la diocesi. Mantova che fino a quel momento era famosa solo per aver dato i natali a Virgilio diventa così importante che arriva un papa Leone III e porta un frammento della reliquia all’imperatore Carlo Magno.

La tradizione della reliquia: la più antica tra quelle conosciute

La reliquia dei Sacri Vasi viene fatta risalire all’arrivo a Mantova di Longino, il soldato che ferì Cristo crocifisso al costato. Questo legionario fu colpito dal sangue misto ad acqua di Gesù e guarì da una malattia agli occhi. Per questo si convertì e raccolse la terra del Calvario imbevuta del Sangue di Cristo e arrivò a Mantova spinto dalla voglia di predicare il Vangelo. Secondo la tradizione Longino fu martirizzato nella zona della chiesa del Gradaro e fece appena in tempo a nascondere la reliquia. Fino all’804 se ne persero le tracce e quando venne scoperta la notizia fu considerata così importante da essere citata nei documenti dell’impero carolingio.

La reliquia perduta e ritrovata il 12 marzo del 1048

Se volessimo un giorno preciso per continuare il gioco delle date dovremmo però andare al 12 marzo del 1048. In quel sabato infatti a Mantova si riscopre la reliquia che era stata perduta ma non dimenticata. I mantovani infatti ricordavano che la reliquia fosse nella loro città ma non sapevano dove fosse celata. Durante il X secolo si decise infatti di nascondere la reliquia per sottrarla ad un possibile furto da parte degli Ungari, i barbari terribili che imperversavano per l’Europa. La nascosero così bene che si dimenticarono il luogo (un po’ come succede quando si parte per le vacanze e la moglie dice al marito dove ha nascosto gli ori salvo poi scoprire al ritorno che tutte e due hanno dimenticato il nascondiglio).

Di questo secondo ritrovamento (la seconda inventio) si trova un’immagine nella basilica di Sant’Andrea, nella cappella di San Longino. Qui tra i personaggi che assistono alla riscoperta troviamo anche una Matilde di Canossa in braccio alla balia (la futura Grancontessa aveva solo 2 anni).

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