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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi tag: Gonzaga

Attenti a quei due: Mantova 1530, quando la città diventa l’ombelico del mondo (per non tacer di Jovanotti)

05 venerdì Giu 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Storia Locale

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Quando ho scritto per la prima volta questo post me lo immaginavo come la sigla di un telefilm degli anni 70 che ho amato moltissimo: Attenti a quei due o The Persuaders in lingua originale. Si mettevano fianco a fianco le foto e le vite dei due personaggi, un inglese e un americano, interpretati da Roger Moore e da Tony Curtis (in fondo all’articolo trovate un approfondimento sulla serie tv).

Ecco Federico II e Carlo V potrebbero davvero diventare protagonisti di una serie televisiva o di un documentario che metta le loro vite a confronto.

Due ragazzi nati nel 1500

Oggi, a sedici anni, si fanno i compiti, si litiga con i genitori, si sogna il motorino o il monopattino e si guarda il mondo dallo schermo di un telefono. Nel Cinquecento, invece, poteva capitare che a sedici anni uno fosse già re e un altro si stesse preparando a diventare signore di uno Stato.

È il caso di Carlo d’Asburgo e Federico Gonzaga. Il primo nasce a Gand, tra le nebbie e i canali delle Fiandre. Il secondo nasce a Mantova, altra città d’acqua, ma di pianura padana, circondata da laghi, paludi addomesticate e ambizioni molto ben coltivate.

Carlo e Federico nascono entrambi nel 1500. Due coetanei, due adolescenti destinati a non avere un’adolescenza normale. Uno diventerà Carlo V, imperatore del Sacro Romano Impero. L’altro diventerà Federico II Gonzaga, prima marchese e poi duca di Mantova. Le loro strade, apparentemente lontane, finiranno per incrociarsi proprio qui, sulle rive del Mincio.

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Agnese, Isabella, Matilde: Mantova racconta la storia al femminile – a breve altre date per la visita teatralizzata

31 domenica Mag 2026

Posted by mantovastoria in Itinerari

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Agnese Visconti, cultura mantovana, donne di Mantova, Donne nella storia, eventi culturali Mantova, Giacomo Cecchin, Gonzaga, Isabella d’Este, Mantova, Mantova storia, Mantovastoria, Matilde di Canossa, Medioevo, Palazzo Ducale Mantova, percorso teatralizzato, personaggi storici Mantova, Piazza Alberti, piazza pallone, rievocazione storica, Rinascimento, Sottoportico dei Lattonai, Storia al femminile, storia mantovana, teatro a Mantova, visite guidate Mantova

Ci sono storie che non stanno ferme nei libri. Ogni tanto escono dalle pagine, attraversano le piazze, si infilano sotto i portici e tornano a parlare. A Mantova è successo con “Agnese, Isabella, Matilde”, un percorso teatralizzato dedicato a tre grandi figure femminili legate alla città, alla sua memoria e al suo immaginario: Agnese Visconti, Isabella d’Este e Matilde di Canossa.

Per un giorno Mantova si è trasformata in un palcoscenico a cielo aperto. Tra Piazza Pallone, Piazza Alberti e il Sottoportico dei Lattonai, la visita guidata è diventata racconto, teatro, dialogo con il pubblico. Non una semplice passeggiata storica, ma un viaggio tra potere, destino, intelligenza, accuse, leggende e memoria.

A dare corpo e voce alle protagoniste sono state tre attrici: Tecla Dal Forno, interprete di Matilde di Canossa; Chiara Mattiello, nei panni di Agnese Visconti; e Sofia Rebecca Dolci, che ha dato vita a Isabella d’Este. La conduzione è stata affidata a Giacomo Cecchin, che ha accompagnato il pubblico tra aneddoti, storia, ironia e continui rimandi tra passato e presente.

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San Bernardino: tra prediche, pubblicitari… e un miracolo lacustre

19 martedì Mag 2026

Posted by mantovastoria in Curiosità, Storia Locale

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Ogni 20 maggio, celebriamo San Bernardino da Siena, un francescano davvero fuori dal comune — e anche per Mantova ha lasciato tracce più consistenti di quelle che spesso pensiamo.
Invitato alla nostra città dalla signora Paola Malatesta (moglie di Gianfrancesco Gonzaga) per predicare in Quaresima nel 1421, Bernardino è famoso per le sue prediche che richiamavano folle e anche per essere stato considerato santo dal popolo già in vita.


Chi era Bernardino?

Nasce a Massa Marittima (nel territorio senese) nel 1380, in una nobile famiglia degli Albizzeschi. Rimane orfano da ragazzo e viene educato a Siena, dove si forma anche culturalmente. Nel 1402 entra nell’ordine dei Frati Minori osservanti, aderendo alla “stretta” osservanza della regola di san Francesco. In breve tempo si dedica alla predicazione.
Questo santo viaggiatore percorre l’Italia fra XIV e XV secolo, portando da città a città non solo concetti teologici, ma discorsi estremamente concreti per la gente. A differenza di molti predicatori che parlavano in latino o in toni elevatissimi, Bernardino usa immagini — semplici, familiari — per far capire concetti difficili.

Una delle sue “invenzioni” più note è il trigramma IHS (le prime tre lettere del nome di Gesù in greco) che egli voleva fosse esposto come simbolo di unità fra le fazioni in lotta (es: fra guelfi e ghibellini) e per richiamare l’attenzione alla centralità del Nome di Gesù. Bernardino rifiutò la nomina a vescovo per ben tre volte — motivo per cui, nella iconografia, è spesso rappresentato con tre mitrie ai suoi piedi.

Muore il 20 maggio 1444 all’Aquila (nel ducato di Spoleto) ed è canonizzato dal papa Niccolò V nel 1450, a soli sei anni dalla morte.

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Luigi, santo benché gesuita, puro benché Gonzaga, Giacomo Cecchin torna al MAST di Castel Goffredo per parlare di San Luigi – mercoledì 27 maggio 2026 ore 20.30

18 lunedì Mag 2026

Posted by mantovastoria in Conferenze, Itinerari

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Aloisiani, Barbara D’Attoma, canonizzazione, Castel Goffredo, conferenza, devozione popolare, Eventi culturali, Gesuiti, Giacomo Cecchin, Giancarlo Mattioli, Gonzaga, Mantova, Marco Busca, Mariano Vignoli, Mast Castel Goffredo, Mast Museo di Castel Goffredo, Michele Garini, Museo della Città, Museo della città Castel Goffredo, Oliviero Filippini, percorso culturale, San Luigi Gonzaga, San Luigi Gonzaga Aloisiani Castel Goffredo Giacomo Cecchin MAST Castel Goffredo Gonzaga Gesuiti Storia mantovana Mantova Canonizzazione Museo della Città Eventi culturali Devozione popolare, storia mantovana, terzo centenario

Che bello tornare al Mast Castel Goffredo (www.mastcastelgoffredo.it) per parlare di San Luigi Gonzaga, un santo famosissimo e per questo poco conosciuto davvero. Giacomo Cecchin lo racconta sullo sfondo di un secolo che ha visto la riforma luterana e la nascita di ordini come quello dei gesuiti, dei cappuccini e degli oratoriani. Senza dimenticare la famiglia Gonzaga che forse nei rami cadetti ha espresso le personalità più interessanti.

Luigi santo benché gesuita, puro benché Gonzaga
Mercoledì 27 maggio 2026 – ore 20.30 – MAST Castel Goffredo – Museo della Città

A cura di Giacomo Cecchin, giornalista e divulgatore con la passione per la storia.
Partecipazione gratuita fino a esaurimento posti

L’incontro si inserisce nel percorso Aloisiani a Castel Goffredo – Terzo centenario della canonizzazione di san Luigi Gonzaga

Scoprite il programma completo leggendo oltre.

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Isabella d’Este Vs Leonardo da Vinci: un’intervista doppia su MCG – Mantova Chiama Garda

17 domenica Mag 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Mantovagando, Storia Locale

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Oggi 17 maggio 2026 compie gli anni Isabella d’Este (nel 1474 il 17 maggio era un martedì) e ho voluto ricordarla provando a immaginare un’intervista doppia tra lei e il grande Leonardo da Vinci. I due si stimavano sicuramente ma non si amavano o almeno questo possiamo immaginare dalle lettere piccate che Isabella scriveva all’artista richiedendo opere e dal fatto che lui non rispondesse o lo facesse tramite i suoi segretari.

Sono due personaggi che avevano e hanno schiere di seguaci, oggi diremmo fan o follower e quindi si rischia sempre di inimicarsi qualcuno a meno di non scriverne in modo entusiastico. Per questo ho provato a immedesimarmi in un giornalista che avesse la possibilità di metterli a confronto in un’intervista doppia stile le iene.

Provate a leggere e a vedere cosa ne pensate e soprattutto chi alla fine ne esce vincitore: se Isabella, Leonardo o il giornalista.

Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Aprile 2026/Maggio 2026

ISABELLA VS LEONARDO: Quando il Rinascimento diventa pop
UN DUELLO IMMAGINARIO TRA AMBIZIONE E GENIALITÀ, TRA CORONE E TACCUINI.
A cura di Giacomo Cecchin

Nell’intervista doppia più sorprendente di sempre, Isabella d’Este e Leonardo da Vinci si confrontano su potere, arte, social network e intelligenza artificiale: uno scontro brillante tra passato e presente.

C’è un momento nella storia del Rinascimento dove Isabella d’Este e Leonardo da Vinci si trovano nello stesso luogo: a Mantova. L’artista è in fuga da Milano, la marchesana non vede l’ora che le faccia un ritratto. Siamo nell’inverno del 1499, in un momento cruciale per la storia d’Italia e non solo.

Per Leonardo termina il suo periodo milanese, uno dei più intensi e produttivi e per Isabella è l’occasione della vita: avere un ritratto realizzato dal più grande artista del mondo che possa eguagliare la bellezza della Dama con l’ermellino ovvero Cecilia Gallerani, l’amante di Ludovico il Moro. Ma forse non è il momento giusto per nessuno dei due: il pittore è assillato dalla preoccupazione per il suo futuro e sopporta sempre meno il fatto di dover sottostare alle imposizioni dei suoi committenti. Isabella è in dolce attesa e molto nervosa perché non è ancora riuscita a dare un erede al marito Francesco II Gonzaga (Federico, il primo figlio maschio, nascerà il 17 maggio del 1500).

L’incontro a Mantova tra Leonardo e Isabella sarà indimenticabile per entrambi. Ecco perché ho provato ad immaginare un’intervista doppia stile “Le Iene” realizzata nella Camera degli Sposi del Castello di San Giorgio.
Ecco il risultato.

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Da Piazza San Pietro a “Piazza Bordello”: storia (seria) di un nome mantovano (per non tacere del correttore di Word)

27 martedì Gen 2026

Posted by mantovastoria in Curiosità, Gonzaga, Storia Locale

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Quando i nomi delle piazze raccontano la storia

La toponomastica – cioè l’insieme dei nomi attribuiti a strade, piazze e luoghi – racconta spesso la storia dei territori meglio di molti libri. I nomi cambiano nel tempo seguendo i mutamenti politici, religiosi e culturali: celebrano personaggi, cancellano memorie scomode, segnano l’inizio di nuove epoche.
Ogni variazione non è mai neutra, ma riflette equilibri di potere, ideologie dominanti e persino mode del momento.

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Buon Natale da Giacomo Cecchin e Mantovastoria con una Natività di Lorenzo Lotto (che un tempo era a Mantova)

24 mercoledì Dic 2025

Posted by mantovastoria in Articoli

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E’ tornato Natale e come di consueto colgo l’occasione per fare gli auguri ai lettori di Mantovastoria con una immagine della natività. Stavolta ho scelto un’opera di Lorenzo Lotto, che forse proviene da Mantova, è conservata a Siena e può essere vista fino al 1 febbraio 2026 a Milano.

Ogni Natale il Museo Diocesano di Milano fa una scelta controcorrente. Nessun accumulo di capolavori, ma un solo dipinto, spesso di piccole dimensioni, talvolta poco noto, sempre capace di catturare l’attenzione. È una formula ormai riconoscibile, che invita il pubblico a ragionare di qualità e non di quantità.

E anche quest’anno la scelta sorprende e convince allo stesso tempo con la Natività di Lorenzo Lotto, proveniente dalla Pinacoteca Nazionale di Siena e protagonista di Un capolavoro per Milano.

Una Natività diversa e suggestiva

Quella dipinta da Lotto nel 1525 non è una Natività nel senso consueto del termine. L’artista sceglie di rappresentare un episodio raro, ispirato ai Vangeli apocrifi: il primo bagno di Gesù bambino. Maria è chinata sulla tinozza, concentrata in un gesto di cura quotidiana; il neonato si ritrae dall’acqua fredda con un movimento naturale, quasi improvviso. Accanto a loro compare una figura insolita, un’anziana levatrice, assente nei Vangeli canonici ma centrale nella scena.

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Romeo, Giulietta e Mantova: Bandello inventa, Shakespeare copia e Dickens… ci stronca

12 venerdì Set 2025

Posted by mantovastoria in Curiosità, Shakespeariana, Storia Locale

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Mantova entra di diritto nella tragedia di Romeo e Giulietta secondo William Shakespeare: qui Romeo si rifugia in esilio, compra il veleno e riceve la “fake news”, la notizia più sbagliata della storia del teatro. Ma tra Shakespeare che copia da Bandello e Dickens che ci stronca, Mantova non esce proprio benissimo.

Lo sapevi che a Mantova Romeo compra il veleno?

Nella tragedia più famosa del mondo, l’esilio di Romeo lo porta diritto a Mantova.
Qui riceve la notizia della morte (finta) di Giulietta e qui da uno speziale mantovano acquista la pozione micidiale che lo condanna (forse merito anche della grande rivalità tra Mantova e Verona visto che la vendita del veleno era vietata soprattutto se non avevi la ricetta).
Altro che finti balconi veronesi: noi abbiamo una vera farmacia letteraria (che nella città del Festivaletteratura non può mancare).

Frate Lorenzo non aveva WhatsApp

Se Shakespeare avesse scritto oggi la storia di Romeo e Giuletta, la tragedia durerebbe la metà.
Un messaggino del frate Lorenzo e Romeo avrebbe saputo che Giulietta non era morta.
Ma senza quel “piccolo dettaglio”, addio capolavoro shakespiriano.
Morale: i drammi del Bardo funzionano solo offline.

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Ercolano Marani: la voce (pacata) delle strade di Mantova

08 lunedì Set 2025

Posted by mantovastoria in Curiosità, Libri, Storia Locale

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Sono passati più di trent’anni dalla sua scomparsa, ma chi per mestiere o per semplice passione mette le mani nella storia di Mantova prima o poi lo incontra, in una nota, in un articolo, in una citazione. Parliamo di Ercolano Marani: il suo nome spunta quasi in ogni bibliografia, ricompare sulla rivista Civiltà Mantovana, riaffiora negli stradari. E anche nel mio ricordo è legato a due pubblicazioni fondamentali: i saggi su Vie e piazze di Mantova usciti su Civiltà Mantovana e la sua Guida illustrata che ancora oggi mi accompagna nella mia attività di guida turistica.

Un professore in cammino

Marani nasce a Castellucchio nel 1914 e muore a Mantova nel 1994, a 80 anni. Una vita spesa a mettere ordine — con pazienza certosina — nella toponomastica della città ma non solo: toponimi, vicoli, contrade, palazzi e case minori, come i tasselli di un puzzle che se completato racconta un centro storico. Nel 2015 il Comune ha presentato un quaderno che raccoglie i suoi testi sulle vie e piazze (pubblicazioni 1966–1984, poi interrotte dalla malattia) e ha inventariato le sue carte, censendo 59 toponimi con note storiche e d’arte.

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Mantova, città-teatro: quando la storia va in scena

04 giovedì Set 2025

Posted by mantovastoria in Itinerari, Storia Locale

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Candida Höfer, Mantova, Teatro Scientifico Bibiena , 2010, 180×225 cm © Candida Höfer

Una città che porta il teatro nel nome

Forse non ci pensiamo, ma in quasi tutti i teatri del mondo si pronuncia il nome di Mantova. Accade quando, indicando il tendaggio che corre sopra il sipario, si parla della mantovana.
Eppure il legame tra la città e il teatro non è solo nominale: basta passeggiare tra le piazze e i palazzi per capire che qui ogni angolo è scenografia, ogni spazio è palcoscenico.

Piazza Sordello: il potere in scena

Oggi è il cuore monumentale della città, ma nel Trecento Piazza Sordello non esisteva: c’era il sagrato del duomo e un quartiere medioevale che occupava questo spazio. La piazza la vediamo nella Cacciata dei Bonacolsi di Domenico Morone, dipinto nel 1494 e quindi dopo che i Gonzaga avevano creato lo slargo chiamato all’epoca Piazza Grande di San Pietro. Da sempre Piazza Sordello è un doppio teatro: luogo del potere politico e sagrato della Cattedrale. Un tempo era chiusa da un’esedra cinquecentesca che collegava Duomo e Palazzo Ducale: immaginate l’effetto scenografico… oggi purtroppo perduto.

piazza Broletto e piazza Erbe: le cartoline della Mantova comunale

Le piazze più vissute sono però Broletto ed Erbe, collegate dal sottoportico dei Lattonai che attraversa il Palazzo del Podestà. Qui c’è Virgilio che osserva sornione il mercato dalla sua cattedra universitaria, la torre civica che un tempo era carcere e le tracce di tortura medievale negli anelli posti sotto l’Arengario.
Attraversando il passaggio del sottoportico dei lattonai si fa un viaggio al tempo della Mantova medioevale, quella dove il Romeo di Shakespeare langue per la usa Giulietta. Sbucando in piazza Erbe la storia incontra il mercato, il palazzo della Ragione, l’orologio astronomico e la Rotonda di San Lorenzo oltre alla casa del Mercante e al cupolone di Sant’Andrea che custodisce la reliquia del Sangue di Cristo e incombe sui portici che sono il teatro della vita quotidiana.

Giancarlo Businelli – olio su tela
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