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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi tag: Buon Natale da Mantovastoria

Mantova e il “TripAdvisor” dei bombardamenti: quando gli Alleati classificavano le città d’arte

26 venerdì Giu 2026

Posted by mantovastoria in Curiosità, Storia Locale

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Qualche volta la storia salta fuori da una fotografia.
Non da un grande documento diplomatico, non da un memoriale militare, ma da un’immagine vista quasi per caso: una Mantova fotografata dall’alto, con i monumenti principali segnati come luoghi da riconoscere, proteggere, evitare. Per quanto possibile.

La foto, segnalata anni fa dal giornalista Luciano Ghelfi mostra una città ancora precedente all’estate del 1944. Un dettaglio lo conferma: accanto alla basilica di Sant’Andrea è ancora visibile la Casa della Cervetta, destinata a scomparire sotto le bombe pochi mesi dopo.

Quell’immagine racconta una cosa poco nota: durante la Seconda guerra mondiale gli Alleati disponevano di elenchi, istruzioni e mappe per distinguere gli obiettivi militari dai monumenti da salvaguardare. Una specie di guida turistica alla rovescia. Non indicava dove andare, ma dove non colpire. O dove colpire solo se strettamente necessario.

Si potrebbe chiamarla, con un po’ di ironia amara, il “TripAdvisor dei bombardamenti”.

Le città di serie A, B e C

Il 7 aprile 1944 il comando della Mediterranean Allied Air Force emanò istruzioni relative alle città italiane di particolare valore storico e artistico. L’obiettivo dichiarato era evitare, quando possibile, la distruzione di edifici religiosi e monumentali di valore universale. Ma il documento divideva le città in categorie molto diverse tra loro.

Nella prima categoria comparivano Roma, Firenze, Venezia, Fiesole e Torcello: città da non bombardare senza autorizzazione del Quartier Generale.

Nella seconda categoria erano inserite città e centri che il comando riteneva preferibile risparmiare: Ravenna, Assisi, San Gimignano, Pavia, Urbino, Montepulciano, Parma, Aosta, Tivoli, Udine, Gubbio, Volterra, Spoleto, Ascoli Piceno, Como, Pesaro e altri luoghi, compresi alcuni nomi trascritti in modo incerto o curioso.

Nella terza categoria, invece, stavano città nelle quali erano presenti obiettivi militari importanti: Verona, Padova, Bologna, Brescia, Cremona, Ferrara, Vicenza, Pisa, Modena, Rimini, Ancona e molte altre. In questi casi il bombardamento era considerato accettabile, anche se comportava danni collaterali al patrimonio storico.

E Mantova?

Mantova, sorprendentemente, non compare (o almeno io non l’ho trovata).

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Buon Natale da Giacomo Cecchin e Mantovastoria con una Natività di Lorenzo Lotto (che un tempo era a Mantova)

24 mercoledì Dic 2025

Posted by mantovastoria in Articoli

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E’ tornato Natale e come di consueto colgo l’occasione per fare gli auguri ai lettori di Mantovastoria con una immagine della natività. Stavolta ho scelto un’opera di Lorenzo Lotto, che forse proviene da Mantova, è conservata a Siena e può essere vista fino al 1 febbraio 2026 a Milano.

Ogni Natale il Museo Diocesano di Milano fa una scelta controcorrente. Nessun accumulo di capolavori, ma un solo dipinto, spesso di piccole dimensioni, talvolta poco noto, sempre capace di catturare l’attenzione. È una formula ormai riconoscibile, che invita il pubblico a ragionare di qualità e non di quantità.

E anche quest’anno la scelta sorprende e convince allo stesso tempo con la Natività di Lorenzo Lotto, proveniente dalla Pinacoteca Nazionale di Siena e protagonista di Un capolavoro per Milano.

Una Natività diversa e suggestiva

Quella dipinta da Lotto nel 1525 non è una Natività nel senso consueto del termine. L’artista sceglie di rappresentare un episodio raro, ispirato ai Vangeli apocrifi: il primo bagno di Gesù bambino. Maria è chinata sulla tinozza, concentrata in un gesto di cura quotidiana; il neonato si ritrae dall’acqua fredda con un movimento naturale, quasi improvviso. Accanto a loro compare una figura insolita, un’anziana levatrice, assente nei Vangeli canonici ma centrale nella scena.

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Buon Natale da Giacomo Cecchin e Mantovastoria con l’Adorazione dei Pastori di Girolamo Bonsignori dal Palazzo Ducale di Mantova

24 martedì Dic 2024

Posted by mantovastoria in Articoli

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Buon Natale da Mantovastoria, Fra' Girolamo Bonsignori, Giacomo Cecchin, Girolamo Bonsignori, Il Rinascimento al Castello di San Giorgio, Mantova Segreta, Mantovastoria, Palazzo ducale di Mantova, Stefano L'Occaso

Palazzo Ducale di Mantova. Girolamo Bonsignori, Adorazione dei pastori

Gli auguri di Natale sono una tradizione per il mio blog. E’ un momento dove tutti hanno più tempo per goderseli e soprattutto per ascoltare delle belle storie. E questa è proprio una delle notizie che tutti vorremmo leggere.

Il museo del Palazzo Ducale di Mantova ha acquisito un piccolo grande capolavoro di Girolamo Bonsignori, un’Adorazione dei Pastori che è piena di poesia e di dettagli meravigliosi. Quando si pensa al Museo come ad un luogo rigido e polveroso basta camminare per il Palazzo Ducale a Mantova per rendersi conto quante cose possono cambiare nel corso del tempo.

Girolamo Bonsignori, Adorazione dei pastori (1526-1529; olio su tela, 89,5 x 96,5 cm; Mantova, Palazzo Ducale)

Il nuovo allestimento dedicato al Rinascimento dell’appartamento al piano terra del Castello di San Giorgio è un regalo splendido per la città, per i mantovani e per i turisti. E’ lì che troviamo questo capolavoro di Girolamo Bonsignori, frate domenicano che ha lavorato a Mantova ed è ricordato soprattutto per la tela dell’Ultima Cena e gli affreschi che le fanno cornice nel refettorio del monastero di San Benedetto in Polirone.

Queste le parole del direttore Stefano L’Occaso «Questo nuovo allestimento è per me motivo di particolare orgoglio. Deriva da un progetto che avevo lanciato nel 2022, ma i colleghi hanno raccolto la sfida e l’hanno trasformata, con enorme bravura e capacità, in qualcosa che va ben oltre le mie aspettative. A loro va il mio ringraziamento; abbiamo finalmente reso omaggio a una stagione che ha reso Mantova celebre nel mondo: il Rinascimento.» . A questo link trovate il post integrale.

Non perdete l’occasione di andare a vedere l’opera in questa pausa natalizia e di prendervi tutto il tempo per osservarla con attenzione.

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