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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi tag: Palazzo Ducale

Mantova, 21 storie della buonanotte e un buongiorno gonzaghesco per il regalo di Ferragosto ai lettori di Mantovastoria

15 sabato Ago 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Itinerari, Mantova, Storia Locale

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Carlo V, Charles Quint, Charles V, Cultural tourism, Ducal Palace, Ferrara, Ferrare, Giacomo Cecchin, Gonzaga, Gonzague, histoire locale, local history, Mantoue, Mantova, Mantovastoria, Mathilde de Canossa, Matilda of Canossa, Matilde di Canossa, Palais Ducal, Palazzo Ducale, Renaissance, Rinascimento, Risorgimento, Saint Dominic, saint Dominique, Saint Jacques, Saint James, Saint Laurent, Saint Lawrence, san domenico, San Giacomo, San Lorenzo, Siena, Sienne, Storia Locale, Tourisme culturel, turismo culturale.Mantua

Un piccolo regalo per chi legge Mantovastoria.

In questi anni abbiamo raccontato Mantova in molti modi: attraverso i suoi palazzi, i santi, le piazze, i personaggi, i libri, le battaglie, le curiosità e quelle storie minori che spesso aiutano a capire meglio anche la grande storia.

Per questa estate abbiamo deciso di raccoglierne alcune in una forma nuova.

Nasce così “Mantova, 21 storie della buonanotte e un buongiorno gonzaghesco”: una piccola rivista digitale che vogliamo regalare ai lettori di Mantovastoria.

Ventuno storie da leggere una alla volta, senza fretta. Magari la sera, prima di chiudere la giornata. Oppure durante una pausa, in viaggio, sotto l’ombrellone o semplicemente quando viene voglia di tornare a curiosare tra le strade di Mantova.

Ogni storia è condensata in una scheda: una copertina, un breve racconto, alcune parole chiave e una frase da ricordare. Non vuole sostituire gli articoli del blog, ma offrire un piccolo assaggio di Mantova, da sfogliare con leggerezza e, speriamo, con un po’ di curiosità.

Vuoi riceverla subito?

Compila il modulo e ti invieremo gratuitamente la rivista digitale.

https://forms.gle/eVx6qmwG4FYkoSnBA

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La notte di San Lorenzo a Mantova: stelle cadenti, zodiaci e una Rotonda che sembra caduta dal cielo

09 domenica Ago 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Storia Locale

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Una notte con il naso all’insù

Il 10 agosto, giorno di San Lorenzo, succede sempre la stessa cosa: anche chi durante l’anno non guarda mai il cielo diventa improvvisamente astronomo, poeta e cacciatore di desideri.

Si esce, si cerca un posto abbastanza buio, si alzano gli occhi e si aspetta.

Una stella cadente.
Una scia luminosa.
Un segnale.
Un desiderio da esprimere in fretta, prima che sparisca.

La notte di San Lorenzo è una delle poche occasioni in cui il cielo torna a essere una faccenda popolare. Non servono telescopi, formule, mappe stellari o conoscenze da astrofisico. Basta guardare in alto e sperare.

A Mantova, però, il gioco può diventare ancora più interessante. Perché qui San Lorenzo non è soltanto il santo delle stelle cadenti. È anche il nome di una delle chiese più amate della città, la Rotonda di San Lorenzo, e l’occasione per scoprire che Mantova possiede diversi cieli dipinti, zodiaci, costellazioni e segni astrologici nascosti tra palazzi, torri e sale affrescate.

Insomma: il 10 agosto si può guardare il cielo vero.
Ma a Mantova si possono guardare anche i cieli costruiti dagli uomini.

San Lorenzo e le stelle cadenti

Perché le stelle cadenti sono legate a San Lorenzo?

La spiegazione più diffusa le collega alle lacrime del santo, versate durante il martirio e trasformate dalla tradizione popolare in una pioggia luminosa nel cielo di agosto.

C’è però anche una versione più concreta, più ruvida e forse più efficace: le stelle cadenti sarebbero le scintille della graticola che fu uno degli strumenti di tortura cui San Lorenzo fu sottoposto.

Da qui il detto veneto:

“San Lorenzo dei martiri innocenti,
casca dal ciel carboni ardenti.”

È un’immagine fortissima. Le stelle non sono più soltanto lacrime, ma carboni accesi, frammenti di fuoco, scintille che cadono dal cielo. La notte di San Lorenzo diventa così una strana miscela di devozione, astronomia popolare, poesia e brace celeste.

Del resto San Lorenzo è proprio il santo della graticola. Secondo la tradizione, fu martirizzato a Roma il 10 agosto 258, durante le persecuzioni dell’imperatore Valeriano. Ed è curioso pensare che, se molti santi vengono ricordati con attributi eleganti, palme, libri, gigli o spade, Lorenzo resta legato a uno strumento terribile e quotidiano: una graticola.

Da martirio a proverbio, da proverbio a stelle cadenti, da stelle cadenti a desideri: il passaggio è lungo, ma funziona ancora.

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Mantova, la Firenze low cost che sorprende gli inglesi

04 martedì Ago 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Grand Tour, Itinerari

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Andrea Mantegna, Bridal Chamber, British travel press, camera degli sposi, Chambre des Époux, cucina mantovana, cuisine mantouane, Ducal Palace Mantua, famille Gonzague, Giulio Romano, Gonzaga, Gonzaga family, Histoire de Mantoue, lacs de Mantoue, Laghi di Mantova, Mantoue, Mantova, Mantovastoria, Mantua, Mantua history, Mantua lakes, Mantua tourism, Mantuan cuisine, Palais du Te, Palais Ducal de Mantoue, Palazzo Ducale, Palazzo Te, presse britannique, pumpkin tortelli, Renaissance italienne, Renaissance Italy, Rinascimento, sbrisolona, stampa britannica, tortelli à la courge, Tortelli di zucca, tourisme à Mantoue, turismo a Mantova

Io dico spesso che Mantova è una Firenze low cost.

Non perché valga meno, naturalmente. Ma perché offre palazzi, chiese, affreschi, corti rinascimentali e grandi protagonisti della storia dell’arte senza le folle, le code e i prezzi di Firenze.

In un recente articolo pubblicato sul Times, la giornalista britannica Helen Pickles racconta Mantova come «l’alternativa senza folla a Firenze che probabilmente non avete mai visitato». Il testo, che ho scoperto grazie alla Voce di Mantova, ha questo titolo “The crowd-free alternative to Florence you’ve probably never been to” è stato pubblicato sul Times venerdì 31 luglio 2026 (ecco il link dove leggerlo in originale https://www.thetimes.com/travel/destinations/europe-travel/italy/italy-mantua-lombardy-art-culture-hrqrn639j

Una città «quasi caricaturalmente italiana»

L’articolo si apre con uno sguardo decisamente britannico.

Mantova appare «quasi caricaturalmente italiana»: le automobili percorrono rumorosamente le strade acciottolate, i ciclisti si muovono disinvolti parlando al telefono, cortili monumentali si intravedono dietro portoni anonimi, mentre cupole, torri e merlature compaiono improvvisamente tra gli edifici.

È una descrizione affettuosa, anche se costruita attraverso molti degli elementi che un visitatore straniero associa all’Italia: biciclette, campane, vicoli, piazze, gelati e piccole automobili.

I Gonzaga come i Medici

Il confronto con Firenze è immediato.

Come Firenze ebbe i Medici, Mantova ebbe i Gonzaga: altrettanto potenti, ambiziosi e generosi nel finanziare artisti e opere destinate a celebrare la propria dinastia.

Per quasi quattro secoli i Gonzaga richiamarono a Mantova protagonisti come Andrea Mantegna, Leon Battista Alberti, Giulio Romano e Claudio Monteverdi.

La vera sorpresa, per l’autrice, è che una città con un simile patrimonio rinascimentale sia ancora così poco conosciuta dal turismo internazionale.

Ed è forse proprio questo il suo vantaggio.

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Il profilo di Mantova: un elettrocardiogramma che racconta la storia di una città unica al mondo

10 venerdì Lug 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità

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Ci sono città che si riconoscono da un monumento. Altre da una piazza, da una cupola, da un ponte o da una torre. Mantova, invece, si riconosce da una linea.

Vista da lontano, soprattutto dall’acqua o dalle strade che la raggiungono attraversando la pianura, Mantova non appare come una semplice città distesa all’orizzonte. Appare come un profilo continuo: torri, cupole, campanili, tetti, palazzi e masse murarie si alzano e si abbassano come il tracciato di un elettrocardiogramma.

È un’immagine suggestiva, ma anche precisa. Perché quel profilo non è decorazione: è il battito storico della città. Ogni punto che sale racconta un potere, una fede, una famiglia, una stagione artistica, una trasformazione urbana. La linea di Mantova non registra il cuore di una persona, ma quello di una città.

In passato Philippe Daverio definì Mantova una sorta di “Manhattan padana”. L’espressione è ironica e memorabile. Naturalmente Mantova non ha grattacieli, né traffico newyorkese, né taxi gialli che corrono lungo i laghi. Ma possiede una sua verticalità storica: torri, campanili, cupole e palazzi che, visti da lontano, costruiscono una vera skyline padana.

Una skyline non di vetro e acciaio, ma di acqua, mattoni e cielo.

Che cosa racconta il profilo di Mantova?

Il profilo di Mantova è una specie di calligrafia che rende inconfondibile la città.

La Torre della Gabbia parla della città medievale. La cupola di Sant’Andrea porta nel profilo urbano il segno della fede e della grande architettura rinascimentale. Palazzo Ducale e il Castello di San Giorgio raccontano il potere dei Gonzaga e la corte.

Guardata da lontano, Mantova sembra quasi disegnare la propria autobiografia. Il suo “elettrocardiogramma” sale e scende perché la città ha avuto molte vite: comunale, signorile, ducale, religiosa, militare, museale, turistica, quotidiana.

Una linea piatta sarebbe una città senza scosse. Mantova, invece, ha un profilo mosso. E in quel movimento c’è la sua storia.

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15 curiosità sul Palazzo Ducale di Mantova

05 domenica Lug 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Storia Locale

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La prima domenica del mese Palazzo Ducale di Mantova si può visitare gratuitamente, come tutti i musei statali italiani. È una buona occasione per entrare in una delle regge più grandi d’Europa senza avere scuse: il biglietto non c’è, resta solo il rischio di perdersi tra cortili, sale, giardini pensili e corridoi gonzagheschi.

Per chi invece vuole tornarci con calma, più di una volta e senza l’ansia di “vedere tutto subito”, esiste anche la possibilità dell’abbonamento: una scelta saggia, perché Palazzo Ducale non è un luogo da liquidare in una visita sola. È più simile a una città dentro la città: la prima volta si guarda, la seconda si capisce qualcosa, dalla terza si comincia davvero a orientarsi.

Ecco i costi dell’abbonamento annuale (il biglietto singolo costa 18 euro)
Abbonamento “Amico di Palazzo Ducale” con ingressi illimitati della durata di 365 giorni dalla data di acquisto (con Camera degli Sposi in base alla disponibilità giornaliera) € 25
Abbonamento “Mecenate Ducale” € 100 (oltre agli ingressi illimitati, anche molti altri vantaggi)

E per prepararsi un po’ ecco 15 domande e risposte per orientarsi in un palazzo che voleva essere una città.

1. Palazzo Ducale è davvero un palazzo?

Sì, ma solo se usiamo la parola “palazzo” in un senso molto ampio. Il Palazzo Ducale di Mantova è in realtà un enorme complesso di edifici, cortili, giardini, chiese, corridoi, appartamenti, sale di rappresentanza e passaggi interni realizzato in circa tre secoli.

Più che un singolo edificio, è una città dentro la città. Non a caso viene spesso definito “città-palazzo”. È il risultato di secoli di aggiunte, trasformazioni e collegamenti: ogni generazione ci ha messo mano, ogni Gonzaga ha voluto lasciare un segno, ogni epoca ha aggiunto un pezzo.

Chi entra pensando di visitare “un palazzo” rischia quindi una piccola sorpresa: si tratta di un labirinto vero e proprio.

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Mantova e il “TripAdvisor” dei bombardamenti: quando gli Alleati classificavano le città d’arte

26 venerdì Giu 2026

Posted by mantovastoria in Curiosità, Storia Locale

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Qualche volta la storia salta fuori da una fotografia.
Non da un grande documento diplomatico, non da un memoriale militare, ma da un’immagine vista quasi per caso: una Mantova fotografata dall’alto, con i monumenti principali segnati come luoghi da riconoscere, proteggere, evitare. Per quanto possibile.

La foto, segnalata anni fa dal giornalista Luciano Ghelfi mostra una città ancora precedente all’estate del 1944. Un dettaglio lo conferma: accanto alla basilica di Sant’Andrea è ancora visibile la Casa della Cervetta, destinata a scomparire sotto le bombe pochi mesi dopo.

Quell’immagine racconta una cosa poco nota: durante la Seconda guerra mondiale gli Alleati disponevano di elenchi, istruzioni e mappe per distinguere gli obiettivi militari dai monumenti da salvaguardare. Una specie di guida turistica alla rovescia. Non indicava dove andare, ma dove non colpire. O dove colpire solo se strettamente necessario.

Si potrebbe chiamarla, con un po’ di ironia amara, il “TripAdvisor dei bombardamenti”.

Le città di serie A, B e C

Il 7 aprile 1944 il comando della Mediterranean Allied Air Force emanò istruzioni relative alle città italiane di particolare valore storico e artistico. L’obiettivo dichiarato era evitare, quando possibile, la distruzione di edifici religiosi e monumentali di valore universale. Ma il documento divideva le città in categorie molto diverse tra loro.

Nella prima categoria comparivano Roma, Firenze, Venezia, Fiesole e Torcello: città da non bombardare senza autorizzazione del Quartier Generale.

Nella seconda categoria erano inserite città e centri che il comando riteneva preferibile risparmiare: Ravenna, Assisi, San Gimignano, Pavia, Urbino, Montepulciano, Parma, Aosta, Tivoli, Udine, Gubbio, Volterra, Spoleto, Ascoli Piceno, Como, Pesaro e altri luoghi, compresi alcuni nomi trascritti in modo incerto o curioso.

Nella terza categoria, invece, stavano città nelle quali erano presenti obiettivi militari importanti: Verona, Padova, Bologna, Brescia, Cremona, Ferrara, Vicenza, Pisa, Modena, Rimini, Ancona e molte altre. In questi casi il bombardamento era considerato accettabile, anche se comportava danni collaterali al patrimonio storico.

E Mantova?

Mantova, sorprendentemente, non compare (o almeno io non l’ho trovata).

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La Rossa a Mantova: guida seria, dettagli comici e custodi con le chiavi in mano

16 martedì Giu 2026

Posted by mantovastoria in Curiosità, Gonzaga, Storia Locale

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C’è un modo infallibile per capire quanto una città sia complicata: affidarla a una guida turistica molto seria. Nel 1914 il Touring Club Italiano ci prova con Mantova, armato della sua prima Guida Rossa, di grande precisione, ottime intenzioni e una fiducia quasi commovente nella possibilità di mettere ordine tra Gonzaga, restauri, scalette, sale chiuse e custodi poco numerosi.

Il risultato è una piccola meraviglia: una Mantova descritta con rigore, ma attraversata da dettagli che oggi fanno sorridere. C’è il Palazzo Ducale in restauro, ci sono gli ambienti dell’Appartamento dei Nani, ci sono le guide che vorrebbero raccontare tutto e i custodi che, invece, “tendono ad accorciare”. Insomma: il patrimonio è immenso, il personale è poco, e la storia dell’arte, quando vuole, sa essere più comica di una commedia.

Una guida rossa, molto rossa

Nel 1914 il Touring Club Italiano pubblica la sua Guida d’Italia dedicata a Piemonte, Lombardia e Canton Ticino. Una guida rossa, naturalmente: rossa di copertina, rossa di ambizione e, per chi ama le minuzie storico-artistiche, quasi rossa di emozione. Perché dentro quelle pagine non c’è soltanto un elenco di cose da vedere, ma un modo molto preciso di guardare l’Italia: con il metro, la lente, la pazienza e quella sottile fiducia novecentesca secondo cui ogni città, se descritta bene, diventa più ordinata. Illusione nobilissima, soprattutto a Mantova.

Mantova con le mura, la fossa magistrale e il Rio tutto scoperto

Le pagine dedicate alla nostra città sono da leggere assolutamente. Non solo per la curiosità di ritrovare luoghi noti con nomi, percorsi e attenzioni di un secolo fa, ma anche per riscoprire una Mantova che, alla vigilia della Prima guerra mondiale, è ancora una città diversa da quella che attraversiamo oggi. Ci sono le mura, c’è la fossa magistrale, c’è un Palazzo Ducale in piena stagione di restauri, giudicati dal Touring lenti ma intelligenti. Che già basterebbe come formula da incidere all’ingresso di qualunque cantiere pubblico: lenti, sì, ma intelligenti. Quando poi sono solo lenti, purtroppo, manca la parte migliore.

A muovere quella stagione di interventi ci sono figure importanti come l’architetto Achille Patricolo e l’intendente Clinio Cottafavi, impegnati in un lavoro di recupero che oggi possiamo guardare con il senno di poi, cioè con quel comodo strumento che rende tutti bravissimi restauratori, urbanisti e direttori di museo, purché a distanza di almeno cento anni.

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STORIE AL FEMMINILE: da Matilde a Isabella passando per Agnese, domenica 24 maggio 2026 due turni ore 14:30 – 16:30

10 domenica Mag 2026

Posted by mantovastoria in Itinerari

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Delittour, Giacomo Cecchin, Mantova, Mantova Segreta, Mantovastoria, Palazzo Ducale, Piazza Canossa, Piazza Leon Battista Alberto, piazza pallone, Piazza Sordello, Storia al femminile, Terre visibili

Accompagnati da Giacomo Cecchin, conduttore della trasmissione “Mantova Segreta” in un inedito percorso teatralizzato tra le piazze di Palazzo Ducale alla scoperta dei più affascinanti e misteriosi delitti al femminile che hanno segnato la storia della città di Mantova. Sul cammino incontrerete volti, voci e presenze del passato che vi trascineranno tra intrighi di corte, passioni proibite e segreti custoditi tra le mura della città.

Prenotazioni su terrevisibili@gmail.com cell. 3661646266 (dopo le 19.00)

Per la prima volta a Mantova un viaggio al femminile nella città dei Gonzaga dove le protagoniste raccontano il loro punto di vista sulle loro storie.

Lungo il cammino, i partecipanti incontreranno tre presenze che hanno attraversato secoli diversi, ma che ancora sembrano custodire segreti tra le pietre della città. Una giovane donna arrivata da una grande dinastia del Nord, intrappolata in un matrimonio politico e in un’accusa fatale, tornerà a far sentire il peso di una sentenza consumata tra sospetti, tradimenti e silenzi di corte.

Più avanti, apparirà l’eco di una signora raffinata e colta, capace di trasformare il potere in eleganza, diplomazia e arte. Le sue stanze, i suoi libri, i suoi ritratti e le sue lettere racconteranno l’intelligenza di chi seppe governare senza indossare una corona, lasciando un’impronta destinata a superare il tempo.

Infine, dal passato più antico emergerà la figura di una donna abituata a trattare con papi, imperatori e castelli. Una presenza fiera, legata alla terra, alla fede e alla politica, il cui nome riecheggia ancora come simbolo di autorità, coraggio e mediazione in un mondo dominato dagli uomini.

Tra delitti, alleanze, passioni proibite e memorie custodite nelle mura, il percorso accompagnerà il pubblico alla scoperta di tre destini femminili che hanno segnato, ognuno a suo modo, la storia di Mantova. I loro nomi non saranno svelati subito: saranno gli indizi, le parole e le apparizioni lungo la visita a guidare i partecipanti verso il riconoscimento.

Scopri la precedente edizione del Delittour a Mantova:

Delittour a Mantova: Luigi Corradi, Francesco I Gonzaga e James Crichton

DELITTOUR DI MANTOVA, domenica12 aprile 2026 due turni ore 14:30 – 16:30

27 venerdì Mar 2026

Posted by mantovastoria in Itinerari

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Congiure, decapitazioni, Delitti, Delittour, Giacomo Cecchin, Mantova, Mantova Segreta, Mantovastoria, Palazzo Ducale, Terre visibili

Accompagnati da Giacomo Cecchin, conduttore della trasmissione “Mantova Segreta” un inedito percorso teatralizzato in collaborazione con Terre Visibili tra le piazze di Palazzo Ducale alla scoperta di delitti misteriosi. A guidarvi nel passato saranno anche alcuni personaggi della famiglia Gonzaga… naturalmente interpretati da attori, pronti a far rivivere per una sera le storie e i segreti della Mantova rinascimentale.

Prenotazioni su prenotazioni.east@gmail.com cell. 3661646266 (dopo le 19.00)

Per la prima volta a Mantova un viaggio nel lato oscuro della città, dove la bellezza rinascimentale si intreccia con intrighi, sangue e segreti mai del tutto svelati. Tra le ombre della potente famiglia Gonzaga emergono storie di congiure, vendette e lotte per il potere: delitti consumati nel silenzio dei corridoi, misteriose sparizioni, condanne senza appello e decapitazioni che hanno segnato il destino della corte.

Chi tradiva pagava con la vita. Chi sapeva troppo… spesso spariva.

A guidarvi in questo viaggio nel tempo saranno proprio i protagonisti di queste vicende che prenderanno voce grazie ad attori, pronti a far rivivere i drammi e i segreti della Mantova rinascimentale.

Un’esperienza immersiva tra storia e teatro, dove ogni angolo può nascondere una verità scomoda… o un delitto dimenticato.

La Camera degli Sposi: un capolavoro assoluto del Rinascimento

20 martedì Gen 2026

Posted by mantovastoria in Curiosità, Gonzaga, Storia Locale

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affreschi rinascimentali, Andrea Mantegna, Art de la Renaissance, arte a Mantova, camera degli sposi, Camera of the Spouses, Camera Picta, Chambre des Époux, famille Gonzague, fresques de Mantoue, Gonzaga family, Gonzaga Mantova, Italian Renaissance art, La mela, Ludovico II Gonzaga, Mantegna oculus, Mantua art history, oculo Mantegna, oculus de Mantegna, Palais Ducal de Mantoue, Palazzo Ducale, Palazzo ducale di Mantova, Renaissance illusionism, Renaissance italienne, Rinascimento italiano

La Camera degli Sposi – conosciuta anche come Camera Picta – è un ambiente del Palazzo Ducale di Mantova affrescato da Andrea Mantegna tra il 1465 e il 1474. È considerata una delle realizzazioni più alte e innovative del Quattrocento italiano, non solo per la perfezione del linguaggio prospettico, ma anche per la profondità narrativa delle scene che coinvolgono la famiglia Gonzaga e la loro corte in un racconto figurativo unico.

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