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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi tag: Palazzo Ducale

Il profilo di Mantova: un elettrocardiogramma che racconta la storia di una città unica al mondo

10 venerdì Lug 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità

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Basilica of Sant’Andrea, basilique Saint-André, battement urbain, città d’acqua, città unica, Ducal Palace, elettrocardiogramma urbano, Francesco Borgani, Giancarlo Businelli, Gonzaga, Gonzague, historic skyline, lacs de Mantoue, Laghi di Mantova, Manhattan Padana, Mantoue, Mantova, Mantua, Mantua lakes, Mantua skyline, Mantua towers, Mincio, paesaggio urbano, Palais Ducal, Palazzo Ducale, paysage urbain, Philippe Daverio, Profilo di Mantova, Renaissance de Mantoue, Renaissance Mantua, Rinascimento mantovano, Sant’Andrea Mantova, Skyline, skyline de Mantoue, skyline historique, skyline storica, Torri di Mantova, tours de Mantoue, unique city, urban heartbeat, urban landscape, ville d’eau, ville unique, water city

Ci sono città che si riconoscono da un monumento. Altre da una piazza, da una cupola, da un ponte o da una torre. Mantova, invece, si riconosce da una linea.

Vista da lontano, soprattutto dall’acqua o dalle strade che la raggiungono attraversando la pianura, Mantova non appare come una semplice città distesa all’orizzonte. Appare come un profilo continuo: torri, cupole, campanili, tetti, palazzi e masse murarie si alzano e si abbassano come il tracciato di un elettrocardiogramma.

È un’immagine suggestiva, ma anche precisa. Perché quel profilo non è decorazione: è il battito storico della città. Ogni punto che sale racconta un potere, una fede, una famiglia, una stagione artistica, una trasformazione urbana. La linea di Mantova non registra il cuore di una persona, ma quello di una città.

In passato Philippe Daverio definì Mantova una sorta di “Manhattan padana”. L’espressione è ironica e memorabile. Naturalmente Mantova non ha grattacieli, né traffico newyorkese, né taxi gialli che corrono lungo i laghi. Ma possiede una sua verticalità storica: torri, campanili, cupole e palazzi che, visti da lontano, costruiscono una vera skyline padana.

Una skyline non di vetro e acciaio, ma di acqua, mattoni e cielo.

Che cosa racconta il profilo di Mantova?

Il profilo di Mantova è una specie di calligrafia che rende inconfondibile la città.

La Torre della Gabbia parla della città medievale. La cupola di Sant’Andrea porta nel profilo urbano il segno della fede e della grande architettura rinascimentale. Palazzo Ducale e il Castello di San Giorgio raccontano il potere dei Gonzaga e la corte.

Guardata da lontano, Mantova sembra quasi disegnare la propria autobiografia. Il suo “elettrocardiogramma” sale e scende perché la città ha avuto molte vite: comunale, signorile, ducale, religiosa, militare, museale, turistica, quotidiana.

Una linea piatta sarebbe una città senza scosse. Mantova, invece, ha un profilo mosso. E in quel movimento c’è la sua storia.

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15 curiosità sul Palazzo Ducale di Mantova

05 domenica Lug 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Storia Locale

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Andrea Mantegna, appartamento dei nani, Basilica di Santa Barbara, camera degli sposi, Camera Picta, Castello di San Giorgio, château Saint-Georges, collections Gonzague, collezioni Gonzaga, Corte Nuova, Corte Vecchia, Dove si trova la Camera degli Sposi?, Ducal Palace, Giacomo Cecchin, Giardino pensile, Gonzaga, Gonzaga collections, Gonzague, isabella d'este, L'Appartamento dei Nani era proprio abitato dai nani di corte?, Mantegna, Mantoue, Mantoue Renaissance, Mantova, Mantova rinascimentale, Mantua, Mantua Ducal Palace, musée du Palais Ducal, museo Palazzo Ducale, Palais Ducal, Palais Ducal de Mantoue, Palazzo Ducale, Palazzo ducale di Mantova, Palazzo Ducale museum, Quante chiese ci sono all'interno di Palazzo Ducale?, Quante stanze ha Palazzo Ducale?, Quanti sono i giardini pensili di Palazzo Ducale?, Renaissance Mantua, Saint George Castle

La prima domenica del mese Palazzo Ducale di Mantova si può visitare gratuitamente, come tutti i musei statali italiani. È una buona occasione per entrare in una delle regge più grandi d’Europa senza avere scuse: il biglietto non c’è, resta solo il rischio di perdersi tra cortili, sale, giardini pensili e corridoi gonzagheschi.

Per chi invece vuole tornarci con calma, più di una volta e senza l’ansia di “vedere tutto subito”, esiste anche la possibilità dell’abbonamento: una scelta saggia, perché Palazzo Ducale non è un luogo da liquidare in una visita sola. È più simile a una città dentro la città: la prima volta si guarda, la seconda si capisce qualcosa, dalla terza si comincia davvero a orientarsi.

Ecco i costi dell’abbonamento annuale (il biglietto singolo costa 18 euro)
Abbonamento “Amico di Palazzo Ducale” con ingressi illimitati della durata di 365 giorni dalla data di acquisto (con Camera degli Sposi in base alla disponibilità giornaliera) € 25
Abbonamento “Mecenate Ducale” € 100 (oltre agli ingressi illimitati, anche molti altri vantaggi)

E per prepararsi un po’ ecco 15 domande e risposte per orientarsi in un palazzo che voleva essere una città.

1. Palazzo Ducale è davvero un palazzo?

Sì, ma solo se usiamo la parola “palazzo” in un senso molto ampio. Il Palazzo Ducale di Mantova è in realtà un enorme complesso di edifici, cortili, giardini, chiese, corridoi, appartamenti, sale di rappresentanza e passaggi interni realizzato in circa tre secoli.

Più che un singolo edificio, è una città dentro la città. Non a caso viene spesso definito “città-palazzo”. È il risultato di secoli di aggiunte, trasformazioni e collegamenti: ogni generazione ci ha messo mano, ogni Gonzaga ha voluto lasciare un segno, ogni epoca ha aggiunto un pezzo.

Chi entra pensando di visitare “un palazzo” rischia quindi una piccola sorpresa: si tratta di un labirinto vero e proprio.

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Mantova e il “TripAdvisor” dei bombardamenti: quando gli Alleati classificavano le città d’arte

26 venerdì Giu 2026

Posted by mantovastoria in Curiosità, Storia Locale

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air warfare, Alleati, Allied forces, art cities, artistic heritage, bombardamenti, bombardamenti Mantova, bombardements, bombardements de Mantoue, bombings, Buon Natale da Mantovastoria, camera degli sposi, Casa della Cervetta, Chambre des Époux, città d’arte, forces alliées, guerra aerea, guerre aérienne, historical memory, Il Trip advisor dei bombardamenti a Mantova, Luciano Ghelfi, MAAF, Mantoue, Mantoue 1944, Mantova, Mantova 1944, Mantova durante la seconda guerra mondiale, Mantova sotto i bombardamenti, Mantovastoria, Mantua, Mantua 1944, Mantua bombings, mémoire historique, Mediterranean Allied Air Force, memoria storica, Palais Ducal, Palazzo Ducale, patrimoine artistique, patrimonio artistico, Ponte dei Mulini, Second World War, Seconda Guerra Mondiale, Seconde Guerre mondiale, villes d’art

Qualche volta la storia salta fuori da una fotografia.
Non da un grande documento diplomatico, non da un memoriale militare, ma da un’immagine vista quasi per caso: una Mantova fotografata dall’alto, con i monumenti principali segnati come luoghi da riconoscere, proteggere, evitare. Per quanto possibile.

La foto, segnalata anni fa dal giornalista Luciano Ghelfi mostra una città ancora precedente all’estate del 1944. Un dettaglio lo conferma: accanto alla basilica di Sant’Andrea è ancora visibile la Casa della Cervetta, destinata a scomparire sotto le bombe pochi mesi dopo.

Quell’immagine racconta una cosa poco nota: durante la Seconda guerra mondiale gli Alleati disponevano di elenchi, istruzioni e mappe per distinguere gli obiettivi militari dai monumenti da salvaguardare. Una specie di guida turistica alla rovescia. Non indicava dove andare, ma dove non colpire. O dove colpire solo se strettamente necessario.

Si potrebbe chiamarla, con un po’ di ironia amara, il “TripAdvisor dei bombardamenti”.

Le città di serie A, B e C

Il 7 aprile 1944 il comando della Mediterranean Allied Air Force emanò istruzioni relative alle città italiane di particolare valore storico e artistico. L’obiettivo dichiarato era evitare, quando possibile, la distruzione di edifici religiosi e monumentali di valore universale. Ma il documento divideva le città in categorie molto diverse tra loro.

Nella prima categoria comparivano Roma, Firenze, Venezia, Fiesole e Torcello: città da non bombardare senza autorizzazione del Quartier Generale.

Nella seconda categoria erano inserite città e centri che il comando riteneva preferibile risparmiare: Ravenna, Assisi, San Gimignano, Pavia, Urbino, Montepulciano, Parma, Aosta, Tivoli, Udine, Gubbio, Volterra, Spoleto, Ascoli Piceno, Como, Pesaro e altri luoghi, compresi alcuni nomi trascritti in modo incerto o curioso.

Nella terza categoria, invece, stavano città nelle quali erano presenti obiettivi militari importanti: Verona, Padova, Bologna, Brescia, Cremona, Ferrara, Vicenza, Pisa, Modena, Rimini, Ancona e molte altre. In questi casi il bombardamento era considerato accettabile, anche se comportava danni collaterali al patrimonio storico.

E Mantova?

Mantova, sorprendentemente, non compare (o almeno io non l’ho trovata).

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La Rossa a Mantova: guida seria, dettagli comici e custodi con le chiavi in mano

16 martedì Giu 2026

Posted by mantovastoria in Curiosità, Gonzaga, Storia Locale

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appartamento dei nani, Appartement des Nains, art cities, art history, città d’arte, cultural heritage, Cultural tourism, custodi, Ducal Palace, Dwarfs’ Apartment, Gonzaga, Gonzague, Guida Rossa, Guide Rosse, Guide Rouge, histoire de l’art, historical irony, I custodi, I gradini piccoli, ironia storica, ironie historique, Mantoue, Mantova, Mantova 1914, Mantua, Mantua 1914, musées, musei, museum keepers, museums, Palais Ducal, Palazzo Ducale, patrimoine culturel, patrimonio culturale, Red Guide, Red Guides, restauration, restauro, restoration, storia dell’arte, TCI, Touring Club Italiano, Tourisme culturel, travel in Italy, Turismo culturale, viaggi in Italia, villes d’art, Voyage en Italie

C’è un modo infallibile per capire quanto una città sia complicata: affidarla a una guida turistica molto seria. Nel 1914 il Touring Club Italiano ci prova con Mantova, armato della sua prima Guida Rossa, di grande precisione, ottime intenzioni e una fiducia quasi commovente nella possibilità di mettere ordine tra Gonzaga, restauri, scalette, sale chiuse e custodi poco numerosi.

Il risultato è una piccola meraviglia: una Mantova descritta con rigore, ma attraversata da dettagli che oggi fanno sorridere. C’è il Palazzo Ducale in restauro, ci sono gli ambienti dell’Appartamento dei Nani, ci sono le guide che vorrebbero raccontare tutto e i custodi che, invece, “tendono ad accorciare”. Insomma: il patrimonio è immenso, il personale è poco, e la storia dell’arte, quando vuole, sa essere più comica di una commedia.

Una guida rossa, molto rossa

Nel 1914 il Touring Club Italiano pubblica la sua Guida d’Italia dedicata a Piemonte, Lombardia e Canton Ticino. Una guida rossa, naturalmente: rossa di copertina, rossa di ambizione e, per chi ama le minuzie storico-artistiche, quasi rossa di emozione. Perché dentro quelle pagine non c’è soltanto un elenco di cose da vedere, ma un modo molto preciso di guardare l’Italia: con il metro, la lente, la pazienza e quella sottile fiducia novecentesca secondo cui ogni città, se descritta bene, diventa più ordinata. Illusione nobilissima, soprattutto a Mantova.

Mantova con le mura, la fossa magistrale e il Rio tutto scoperto

Le pagine dedicate alla nostra città sono da leggere assolutamente. Non solo per la curiosità di ritrovare luoghi noti con nomi, percorsi e attenzioni di un secolo fa, ma anche per riscoprire una Mantova che, alla vigilia della Prima guerra mondiale, è ancora una città diversa da quella che attraversiamo oggi. Ci sono le mura, c’è la fossa magistrale, c’è un Palazzo Ducale in piena stagione di restauri, giudicati dal Touring lenti ma intelligenti. Che già basterebbe come formula da incidere all’ingresso di qualunque cantiere pubblico: lenti, sì, ma intelligenti. Quando poi sono solo lenti, purtroppo, manca la parte migliore.

A muovere quella stagione di interventi ci sono figure importanti come l’architetto Achille Patricolo e l’intendente Clinio Cottafavi, impegnati in un lavoro di recupero che oggi possiamo guardare con il senno di poi, cioè con quel comodo strumento che rende tutti bravissimi restauratori, urbanisti e direttori di museo, purché a distanza di almeno cento anni.

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STORIE AL FEMMINILE: da Matilde a Isabella passando per Agnese, domenica 24 maggio 2026 due turni ore 14:30 – 16:30

10 domenica Mag 2026

Posted by mantovastoria in Itinerari

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Delittour, Giacomo Cecchin, Mantova, Mantova Segreta, Mantovastoria, Palazzo Ducale, Piazza Canossa, Piazza Leon Battista Alberto, piazza pallone, Piazza Sordello, Storia al femminile, Terre visibili

Accompagnati da Giacomo Cecchin, conduttore della trasmissione “Mantova Segreta” in un inedito percorso teatralizzato tra le piazze di Palazzo Ducale alla scoperta dei più affascinanti e misteriosi delitti al femminile che hanno segnato la storia della città di Mantova. Sul cammino incontrerete volti, voci e presenze del passato che vi trascineranno tra intrighi di corte, passioni proibite e segreti custoditi tra le mura della città.

Prenotazioni su terrevisibili@gmail.com cell. 3661646266 (dopo le 19.00)

Per la prima volta a Mantova un viaggio al femminile nella città dei Gonzaga dove le protagoniste raccontano il loro punto di vista sulle loro storie.

Lungo il cammino, i partecipanti incontreranno tre presenze che hanno attraversato secoli diversi, ma che ancora sembrano custodire segreti tra le pietre della città. Una giovane donna arrivata da una grande dinastia del Nord, intrappolata in un matrimonio politico e in un’accusa fatale, tornerà a far sentire il peso di una sentenza consumata tra sospetti, tradimenti e silenzi di corte.

Più avanti, apparirà l’eco di una signora raffinata e colta, capace di trasformare il potere in eleganza, diplomazia e arte. Le sue stanze, i suoi libri, i suoi ritratti e le sue lettere racconteranno l’intelligenza di chi seppe governare senza indossare una corona, lasciando un’impronta destinata a superare il tempo.

Infine, dal passato più antico emergerà la figura di una donna abituata a trattare con papi, imperatori e castelli. Una presenza fiera, legata alla terra, alla fede e alla politica, il cui nome riecheggia ancora come simbolo di autorità, coraggio e mediazione in un mondo dominato dagli uomini.

Tra delitti, alleanze, passioni proibite e memorie custodite nelle mura, il percorso accompagnerà il pubblico alla scoperta di tre destini femminili che hanno segnato, ognuno a suo modo, la storia di Mantova. I loro nomi non saranno svelati subito: saranno gli indizi, le parole e le apparizioni lungo la visita a guidare i partecipanti verso il riconoscimento.

Scopri la precedente edizione del Delittour a Mantova:

Delittour a Mantova: Luigi Corradi, Francesco I Gonzaga e James Crichton

DELITTOUR DI MANTOVA, domenica12 aprile 2026 due turni ore 14:30 – 16:30

27 venerdì Mar 2026

Posted by mantovastoria in Itinerari

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Congiure, decapitazioni, Delitti, Delittour, Giacomo Cecchin, Mantova, Mantova Segreta, Mantovastoria, Palazzo Ducale, Terre visibili

Accompagnati da Giacomo Cecchin, conduttore della trasmissione “Mantova Segreta” un inedito percorso teatralizzato in collaborazione con Terre Visibili tra le piazze di Palazzo Ducale alla scoperta di delitti misteriosi. A guidarvi nel passato saranno anche alcuni personaggi della famiglia Gonzaga… naturalmente interpretati da attori, pronti a far rivivere per una sera le storie e i segreti della Mantova rinascimentale.

Prenotazioni su prenotazioni.east@gmail.com cell. 3661646266 (dopo le 19.00)

Per la prima volta a Mantova un viaggio nel lato oscuro della città, dove la bellezza rinascimentale si intreccia con intrighi, sangue e segreti mai del tutto svelati. Tra le ombre della potente famiglia Gonzaga emergono storie di congiure, vendette e lotte per il potere: delitti consumati nel silenzio dei corridoi, misteriose sparizioni, condanne senza appello e decapitazioni che hanno segnato il destino della corte.

Chi tradiva pagava con la vita. Chi sapeva troppo… spesso spariva.

A guidarvi in questo viaggio nel tempo saranno proprio i protagonisti di queste vicende che prenderanno voce grazie ad attori, pronti a far rivivere i drammi e i segreti della Mantova rinascimentale.

Un’esperienza immersiva tra storia e teatro, dove ogni angolo può nascondere una verità scomoda… o un delitto dimenticato.

La Camera degli Sposi: un capolavoro assoluto del Rinascimento

20 martedì Gen 2026

Posted by mantovastoria in Curiosità, Gonzaga, Storia Locale

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affreschi rinascimentali, Andrea Mantegna, Art de la Renaissance, arte a Mantova, camera degli sposi, Camera of the Spouses, Camera Picta, Chambre des Époux, famille Gonzague, fresques de Mantoue, Gonzaga family, Gonzaga Mantova, Italian Renaissance art, La mela, Ludovico II Gonzaga, Mantegna oculus, Mantua art history, oculo Mantegna, oculus de Mantegna, Palais Ducal de Mantoue, Palazzo Ducale, Palazzo ducale di Mantova, Renaissance illusionism, Renaissance italienne, Rinascimento italiano

La Camera degli Sposi – conosciuta anche come Camera Picta – è un ambiente del Palazzo Ducale di Mantova affrescato da Andrea Mantegna tra il 1465 e il 1474. È considerata una delle realizzazioni più alte e innovative del Quattrocento italiano, non solo per la perfezione del linguaggio prospettico, ma anche per la profondità narrativa delle scene che coinvolgono la famiglia Gonzaga e la loro corte in un racconto figurativo unico.

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Ercolano Marani: la voce (pacata) delle strade di Mantova

08 lunedì Set 2025

Posted by mantovastoria in Curiosità, Libri, Storia Locale

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archives Marani, archivio Marani, art historian, Biblioteca Teresiana, Bibliothèque Teresiana, Castellucchio, Civiltà Mantovana, cultural heritage, Ercolano Marani, Fondo Marani, Fonds Marani, Giacomo Cecchin, Gonzaga, Gonzague, guida illustrata, Guida turistica, guide illustré, guide touristique, guidebook, histoire locale, histoire urbaine, historien de l’art Italiano: Ercolano Marani, illustrated guide, La Reggia 1994, local history, Luigi Pescasio, Mantoue, Mantova, Mantua, Marani archive, nomi delle strade, noms de rues, Palais Ducal, Palazzo Ducale, patrimoine culturel, patrimonio culturale, rues et places, Storia Locale, storia urbana, storico dell’arte, street names, streets and squares, toponomastica, toponymie, toponymy, urban history, vie e piazze

Sono passati più di trent’anni dalla sua scomparsa, ma chi per mestiere o per semplice passione mette le mani nella storia di Mantova prima o poi lo incontra, in una nota, in un articolo, in una citazione. Parliamo di Ercolano Marani: il suo nome spunta quasi in ogni bibliografia, ricompare sulla rivista Civiltà Mantovana, riaffiora negli stradari. E anche nel mio ricordo è legato a due pubblicazioni fondamentali: i saggi su Vie e piazze di Mantova usciti su Civiltà Mantovana e la sua Guida illustrata che ancora oggi mi accompagna nella mia attività di guida turistica.

Un professore in cammino

Marani nasce a Castellucchio nel 1914 e muore a Mantova nel 1994, a 80 anni. Una vita spesa a mettere ordine — con pazienza certosina — nella toponomastica della città ma non solo: toponimi, vicoli, contrade, palazzi e case minori, come i tasselli di un puzzle che se completato racconta un centro storico. Nel 2015 il Comune ha presentato un quaderno che raccoglie i suoi testi sulle vie e piazze (pubblicazioni 1966–1984, poi interrotte dalla malattia) e ha inventariato le sue carte, censendo 59 toponimi con note storiche e d’arte.

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Mantova, città-teatro: quando la storia va in scena

04 giovedì Set 2025

Posted by mantovastoria in Itinerari, Storia Locale

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affreschi, Andrea Mantegna, architecture, architettura, Arlecchino, Arlequin, art, arte, Campogalliani Company, Capitale Européenne du Spectacle, Capitale Europea dello Spettacolo, commedia dell’arte, Compagnia Campogalliani, Compagnie Campogalliani, cultura, Cultural tourism, culture, Ducal Palace, European Capital of Performing Arts, frescoes, fresques, Giulio Romano, Gonzaga, Gonzague, Harlequin, heritage, histoire, history, la mantovana, letteratura, literature, littérature, Little Theatre of Palazzo d’Arco, Ludovico Arioste, Ludovico Ariosto, Mantoue, Mantova, Mantua, Medioevo, Middle Ages, Moyen Âge, music, musica, musique, Orfeo di Poliziano, Orphée de Politien, Palais Ducal, Palais Te, Palazzo Ducale, Palazzo Te, Palazzo Te e la camera dei Giganti, patrimoine, patrimonio, Petit Théâtre du Palais d’Arco, Piazza Broletto, Piazza Canossa, Piazza Erbe, Piazza Leon Battista Alberti, Piazza Sordello, Poliziano’s Orpheus, Renaissance, Rinascimento, scénographie, scenografia, scenography, Shakespeare, Shakespeare a Mantova, Shakespeare e Mantova, Social Theatre, storia, Teatrino di Palazzo d’Arco, teatro, Teatro Bibiena, Teatro Sociale, Teatro Sociale di Mantova, théâtre, Théâtre Bibiena, Théâtre Social, theatre, Tourisme culturel, Turismo culturale

Candida Höfer, Mantova, Teatro Scientifico Bibiena , 2010, 180×225 cm © Candida Höfer

Una città che porta il teatro nel nome

Forse non ci pensiamo, ma in quasi tutti i teatri del mondo si pronuncia il nome di Mantova. Accade quando, indicando il tendaggio che corre sopra il sipario, si parla della mantovana.
Eppure il legame tra la città e il teatro non è solo nominale: basta passeggiare tra le piazze e i palazzi per capire che qui ogni angolo è scenografia, ogni spazio è palcoscenico.

Piazza Sordello: il potere in scena

Oggi è il cuore monumentale della città, ma nel Trecento Piazza Sordello non esisteva: c’era il sagrato del duomo e un quartiere medioevale che occupava questo spazio. La piazza la vediamo nella Cacciata dei Bonacolsi di Domenico Morone, dipinto nel 1494 e quindi dopo che i Gonzaga avevano creato lo slargo chiamato all’epoca Piazza Grande di San Pietro. Da sempre Piazza Sordello è un doppio teatro: luogo del potere politico e sagrato della Cattedrale. Un tempo era chiusa da un’esedra cinquecentesca che collegava Duomo e Palazzo Ducale: immaginate l’effetto scenografico… oggi purtroppo perduto.

piazza Broletto e piazza Erbe: le cartoline della Mantova comunale

Le piazze più vissute sono però Broletto ed Erbe, collegate dal sottoportico dei Lattonai che attraversa il Palazzo del Podestà. Qui c’è Virgilio che osserva sornione il mercato dalla sua cattedra universitaria, la torre civica che un tempo era carcere e le tracce di tortura medievale negli anelli posti sotto l’Arengario.
Attraversando il passaggio del sottoportico dei lattonai si fa un viaggio al tempo della Mantova medioevale, quella dove il Romeo di Shakespeare langue per la usa Giulietta. Sbucando in piazza Erbe la storia incontra il mercato, il palazzo della Ragione, l’orologio astronomico e la Rotonda di San Lorenzo oltre alla casa del Mercante e al cupolone di Sant’Andrea che custodisce la reliquia del Sangue di Cristo e incombe sui portici che sono il teatro della vita quotidiana.

Giancarlo Businelli – olio su tela
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La Basilica di Santa Barbara, nascosta in Palazzo Ducale, una doppia pagina su MCG – Mantova Chiama Garda

11 lunedì Ago 2025

Posted by mantovastoria in Articoli, Mantovagando

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Aperti per voi TCI, architetto Giovan Battista Bertani, Basilica, Basilica Palatina, Basilica palatina di Santa Barbara, Diocesi di Mantova, duca Guglielmo Gonzaga, Giacomo Cecchin, Giovan Battista Bertani, Giulio Romano, Guglielmo Gonzaga, Il campanile, le curiosità, Mantova, Mantova Chiama Garda, Mantovagando, Marco Morelli, MCG, Palazzo Ducale

Santa Barbara è una chiesa mantovana spettacolare eppure poco conosciuta perché nascosta all’interno del Palazzo Ducale. E’ una basilica palatina voluta dal duca Guglielmo Gonzaga e costruita su progetto di Giovan Battista Bertani, un architetto eclettico e sorprendente allievo di Giulio Romano. La prossima volta che passate da Mantova non perdete l’occasione di andarla a visitare (qui trovate gli orari di apertura segnalati dal TCI che con i suoi volontari la tiene aperta nei fine settimana) ma se volete delle anticipazioni le trovate in questa doppia pagina pubblicata su MCG – Mantova Chiama Garda.

Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Marzo 2025

La Basilica di Santa Barbara, un gioiello nascosto in Palazzo Ducale

La basilica Palatina di Santa Barbara è la chiesa di corte dei Gonzaga. Molte erano le cappelle all’interno del Palazzo Ducale e c’era persino una chiesa intitolata alla Santa Croce che si trovava vicino agli appartamenti vedovili di Isabella d’Este. La basilica però è un caso a parte anche perché viene costruita in modo molto veloce ed è fatta a immagine e somiglianza del duca che l’ha fortemente voluta, Guglielmo Gonzaga. Inoltre dobbiamo dire che è perfettamente identificabile nel profilo di Mantova per quel suo campanile che, capitozzato dal terremoto del 2012, aveva colpito al cuore i mantovani. Pensate che conosco alcune persone che non sono più entrate in città dal ponte di San Giorgio per evitare di guardare il campanile danneggiato. Se non avete mai visitato Santa Barbara andateci e se ci siete già stati tornateci perché è una basilica tutta da scoprire.

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