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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi tag: Castello di San Giorgio

15 curiosità sul Palazzo Ducale di Mantova

05 domenica Lug 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Storia Locale

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Andrea Mantegna, appartamento dei nani, Basilica di Santa Barbara, camera degli sposi, Camera Picta, Castello di San Giorgio, château Saint-Georges, collections Gonzague, collezioni Gonzaga, Corte Nuova, Corte Vecchia, Dove si trova la Camera degli Sposi?, Ducal Palace, Giacomo Cecchin, Giardino pensile, Gonzaga, Gonzaga collections, Gonzague, isabella d'este, L'Appartamento dei Nani era proprio abitato dai nani di corte?, Mantegna, Mantoue, Mantoue Renaissance, Mantova, Mantova rinascimentale, Mantua, Mantua Ducal Palace, musée du Palais Ducal, museo Palazzo Ducale, Palais Ducal, Palais Ducal de Mantoue, Palazzo Ducale, Palazzo ducale di Mantova, Palazzo Ducale museum, Quante chiese ci sono all'interno di Palazzo Ducale?, Quante stanze ha Palazzo Ducale?, Quanti sono i giardini pensili di Palazzo Ducale?, Renaissance Mantua, Saint George Castle

La prima domenica del mese Palazzo Ducale di Mantova si può visitare gratuitamente, come tutti i musei statali italiani. È una buona occasione per entrare in una delle regge più grandi d’Europa senza avere scuse: il biglietto non c’è, resta solo il rischio di perdersi tra cortili, sale, giardini pensili e corridoi gonzagheschi.

Per chi invece vuole tornarci con calma, più di una volta e senza l’ansia di “vedere tutto subito”, esiste anche la possibilità dell’abbonamento: una scelta saggia, perché Palazzo Ducale non è un luogo da liquidare in una visita sola. È più simile a una città dentro la città: la prima volta si guarda, la seconda si capisce qualcosa, dalla terza si comincia davvero a orientarsi.

Ecco i costi dell’abbonamento annuale (il biglietto singolo costa 18 euro)
Abbonamento “Amico di Palazzo Ducale” con ingressi illimitati della durata di 365 giorni dalla data di acquisto (con Camera degli Sposi in base alla disponibilità giornaliera) € 25
Abbonamento “Mecenate Ducale” € 100 (oltre agli ingressi illimitati, anche molti altri vantaggi)

E per prepararsi un po’ ecco 15 domande e risposte per orientarsi in un palazzo che voleva essere una città.

1. Palazzo Ducale è davvero un palazzo?

Sì, ma solo se usiamo la parola “palazzo” in un senso molto ampio. Il Palazzo Ducale di Mantova è in realtà un enorme complesso di edifici, cortili, giardini, chiese, corridoi, appartamenti, sale di rappresentanza e passaggi interni realizzato in circa tre secoli.

Più che un singolo edificio, è una città dentro la città. Non a caso viene spesso definito “città-palazzo”. È il risultato di secoli di aggiunte, trasformazioni e collegamenti: ogni generazione ci ha messo mano, ogni Gonzaga ha voluto lasciare un segno, ogni epoca ha aggiunto un pezzo.

Chi entra pensando di visitare “un palazzo” rischia quindi una piccola sorpresa: si tratta di un labirinto vero e proprio.

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Il cielo in tre stanze tra Mantova, Parma e Fontanellato

03 venerdì Lug 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Itinerari

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affreschi rinascimentali, Andrea Mantegna, Antonio Allegri, art history, art italien, art itinerary, arte italiana, Bagno di Paola Gonzaga, camera degli sposi, Camera della Badessa, Camera di San Paolo, Camera Picta, Castello di San Giorgio, chambres peintes, ciel dans une chambre, cielo in una stanza, Correggio, Diana and Actaeon, Diane et Actéon, Fontanellato, Francesco Mazzola, fresques Renaissance, histoire de l’art, illusionistic painting, Italian art, Italian Renaissance, itinéraire artistique, itinerario d’arte, lieux de la Renaissance, luoghi del Rinascimento, Maniérisme, Manierismo, Mannerism, Mantegna, Mantoue, Mantova, Mantua, mito di Diana e Atteone, painted rooms, Palazzo Ducale Mantova, Parma, Parme, Parmigianino, peinture illusionniste, pittura illusionistica, pittura padana, Po Valley Renaissance, Renaissance, Renaissance frescoes, Renaissance italienne, Renaissance padane, Renaissance places, Rinascimento, Rocca Sanvitale, Saletta di Diana e Atteone, sky in a room, stanze dipinte, storia dell’arte

Mantova, Parma e Fontanellato: tre capolavori dipinti da Mantegna, Correggio e Parmigianino

Ci sono stanze che non sembrano fatte per restare chiuse. Ambienti raccolti, intimi, persino piccoli, che la pittura trasforma in spazi aperti. Basta alzare lo sguardo e il soffitto scompare: entra il cielo, entrano il mito, la natura, il teatro della corte, il gioco dell’illusione.

È questo il filo che unisce tre capolavori del Rinascimento padano: la Camera degli Sposi, la Camera della Badessa e la Saletta di Diana e Atteone. Tre stanze diverse, custodite a Mantova, Parma e Fontanellato, ma accomunate dalla stessa meraviglia: la capacità della pittura di spalancare lo spazio e portare altrove chi guarda.

La Camera degli Sposi di Andrea Mantegna a Mantova

La Camera degli Sposi, detta anche Camera Picta, è una delle stanze dipinte più celebri del Rinascimento italiano. L’ambiente è interamente trasformato dalla pittura: le pareti raccontano la corte dei Gonzaga, mentre la volta si apre nel celebre oculo, una finta apertura verso il cielo da cui si affacciano putti, donne, animali e figure curiose.

Qui il soffitto non è più un limite, ma una soglia. La stanza diventa teatro, celebrazione dinastica dei Gonzaga, esperimento prospettico e meraviglia visiva. Chi entra non si trova semplicemente davanti a degli affreschi, ma dentro un dispositivo illusionistico che modifica la percezione dello spazio.

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Mantova e Ferrara, capitali lente del Rinascimento padano

19 venerdì Giu 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Itinerari, Libri, Storia Locale

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addizione erculea, anima padana, Bartolino da Novara, bicicletta, cappellacci di zucca, Castelli, Castello di San Giorgio, Castello estense, città d’acqua, città padane, comunità ebraica, corti rinascimentali, cotechino, Delizie Estensi, Este, Estensi, Ferrara, Ferrara UNESCO, Ghetto ebraico, Gonzaga, Mantova, Mantova e Ferrara, Mantova e Ferrara: una faccia, Mantova UNESCO, Mincio, Nebbia, Palazzo Ducale Mantova, Palazzo Te, patrimonio culturale, pianura padana, Po, Rinascimento, Rinascimento padano, salama da sugo, storia di Ferrara, storia di mantova, Tortelli di zucca, Turismo culturale, una razza, Unesco

Mantova e Ferrara sono città che sembrano guardarsi da lontano, separate da confini regionali, dinastie diverse e traiettorie storiche autonome. Eppure, appena si comincia a osservarle più da vicino, emergono legami profondi: l’acqua, i castelli, le corti rinascimentali, le comunità ebraiche, le biciclette, la nebbia, la cucina di zucca e di maiale, il Po come grande orizzonte comune.

Una è città del Mincio e dei Gonzaga, l’altra del Po e degli Este. Una appartiene alla Lombardia, l’altra all’Emilia-Romagna. Ma entrambe condividono una stessa grammatica padana, fatta di lentezza, memoria, urbanistica raffinata e paesaggi d’acqua.

Questo articolo prova a raccontare Mantova e Ferrara non come due città isolate, ma come due capitali sorelle della pianura: diverse nella forma, simili nell’anima. Quindici punti per scoprire ciò che le unisce, dai castelli alle cattedrali, dai tortelli di zucca ai cappellacci, fino al riconoscimento UNESCO che ne conferma il valore universale.

Questo post nasce da una piccola pubblicazione che avevo scritto per evidenziare i punti di contatto tra Mantova e Ferrara.

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Isabella d’Este Vs Leonardo da Vinci: un’intervista doppia su MCG – Mantova Chiama Garda

17 domenica Mag 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Mantovagando, Storia Locale

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Oggi 17 maggio 2026 compie gli anni Isabella d’Este (nel 1474 il 17 maggio era un martedì) e ho voluto ricordarla provando a immaginare un’intervista doppia tra lei e il grande Leonardo da Vinci. I due si stimavano sicuramente ma non si amavano o almeno questo possiamo immaginare dalle lettere piccate che Isabella scriveva all’artista richiedendo opere e dal fatto che lui non rispondesse o lo facesse tramite i suoi segretari.

Sono due personaggi che avevano e hanno schiere di seguaci, oggi diremmo fan o follower e quindi si rischia sempre di inimicarsi qualcuno a meno di non scriverne in modo entusiastico. Per questo ho provato a immedesimarmi in un giornalista che avesse la possibilità di metterli a confronto in un’intervista doppia stile le iene.

Provate a leggere e a vedere cosa ne pensate e soprattutto chi alla fine ne esce vincitore: se Isabella, Leonardo o il giornalista.

Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Aprile 2026/Maggio 2026

ISABELLA VS LEONARDO: Quando il Rinascimento diventa pop
UN DUELLO IMMAGINARIO TRA AMBIZIONE E GENIALITÀ, TRA CORONE E TACCUINI.
A cura di Giacomo Cecchin

Nell’intervista doppia più sorprendente di sempre, Isabella d’Este e Leonardo da Vinci si confrontano su potere, arte, social network e intelligenza artificiale: uno scontro brillante tra passato e presente.

C’è un momento nella storia del Rinascimento dove Isabella d’Este e Leonardo da Vinci si trovano nello stesso luogo: a Mantova. L’artista è in fuga da Milano, la marchesana non vede l’ora che le faccia un ritratto. Siamo nell’inverno del 1499, in un momento cruciale per la storia d’Italia e non solo.

Per Leonardo termina il suo periodo milanese, uno dei più intensi e produttivi e per Isabella è l’occasione della vita: avere un ritratto realizzato dal più grande artista del mondo che possa eguagliare la bellezza della Dama con l’ermellino ovvero Cecilia Gallerani, l’amante di Ludovico il Moro. Ma forse non è il momento giusto per nessuno dei due: il pittore è assillato dalla preoccupazione per il suo futuro e sopporta sempre meno il fatto di dover sottostare alle imposizioni dei suoi committenti. Isabella è in dolce attesa e molto nervosa perché non è ancora riuscita a dare un erede al marito Francesco II Gonzaga (Federico, il primo figlio maschio, nascerà il 17 maggio del 1500).

L’incontro a Mantova tra Leonardo e Isabella sarà indimenticabile per entrambi. Ecco perché ho provato ad immaginare un’intervista doppia stile “Le Iene” realizzata nella Camera degli Sposi del Castello di San Giorgio.
Ecco il risultato.

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Agosto 2025: una vista di Palazzo Ducale dal Castello di San Giorgio

01 venerdì Ago 2025

Posted by mantovastoria in Storia Locale

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Agosto 2025, Calendario, calendario 2025, Campanile di santa barbara, Castello di San Giorgio, Giacomo Cecchin, Giovanna Caleffi, Mantovastoria, Palazzo Ducale, Palazzo ducale di Mantova

Una vista di Palazzo Ducale presa da una delle finestre all’ultimo piano del Castello di San Giorgio. Qui si trovano le Carceri dei Martiri di Belfiore e si gode di uno scorcio inedito e suggestivo e del campanile di Santa Barbara. Lo spazio che si trova tra la basilica e piazza Castello è il cosiddetto Vòlto oscuro, il passaggio da cui i Lanzichenecchi entrarono a Palazzo Ducale per saccheggiarlo nel luglio del 1630. All’inizio del percorso si nota il passetto aereo che consentiva ai Gonzaga di entrare nella basilica senza uscire dal Palazzo Ducale.

Sullo sfondo si intravede la torre dello Zuccaro.

Tra i santi e le ricorrenze di questo mese legate alla Diocesi ma non solo ricordo:

8 agosto San Domenico
15 agosto Festa dell’Assunta
16 Agosto San Rocco e Palio dell’Assunta
18 agosto Beata Paola Montaldi
21 agosto San Pio X

Qui trovate i calendari degli anni passati

Calendario 2025 UNA CARTOLINA DA MANTOVA

Calendario 2024 CHIESE E SANTI MANTOVANI

Calendario 2023 MANTOVA SEGRETA

Calendario 2022 I GONZAGA

Buon anno SANTO!

Andrea Mantegna inizia a dipingere la Camera degli Sposi (era domenica) – i 10 giorni che cambiarono la storia di Mantova

25 domenica Ago 2024

Posted by mantovastoria in Articoli, Storia Locale

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16 giugno 1465, Andrea Mantegna, camera degli sposi, Camera Picta, Castello di San Giorgio, finto graffito, Giacomo Cecchin, i 10 giorni che cambiarono la storia di Mantova, Mantegna, Mantova

Camera degli Sposi o Camera Picta? Entrambe le definizioni sono corrette per questo ambiente del Castello di San Giorgio dipinto da Andrea Mantegna su incarico del marchese Ludovico II Gonzaga. Oggi lo definiremmo uno spazio multipotenziale perché rispondeva a più funzioni: studiolo, stanza per ricevere gli ospiti illustri, camera da letto. Con la Camera degli Sposi il Rinascimento è ufficialmente arrivato a Mantova. Un ambiente così pieno di storie, personaggi, curiosità che ogni volta che lo si visita si scoprono dettagli diversi.

E’ per tutti questi motivi che ho scelto quella domenica 16 giugno del 1465 come uno dei 10 giorni che ha cambiato la storia di Mantova.

Perché Andrea Mantegna a Mantova? Cercava il posto fisso…

Andrea Mantegna è il più grande pittore del quattrocento italiano. Nasce ad Isola di Carturo probabilmente nel 1431, il padre lo manda a scuola di pittura dallo Squarcione a Padova e lì il ragazzo inizia una carriera folgorante che poi lo porterà a Mantova nel 1460. Ma perché un artista del suo calibro decide di diventare pittore di corte dei Gonzaga? Io scherzando dico che cercava un posto fisso perché non ne poteva più dei clienti che non capivano la sua arte come accade con Imperatrice Ovetari che gli fa causa per il cantiere della chiesa degli Eremitani a Padova.

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Il Castello di San Giorgio dal ponte levatoio alle torri passando per la Camera degli Sposi

02 domenica Gen 2022

Posted by mantovastoria in Articoli, Palazzo Ducale, Storia Locale

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camera degli sposi, Carceri dei martiri di Belfiore, Castello di San Giorgio, il piano nobile del Castello di San Giorgio, Il ponte levatoio, Prigioni dei Martiri di Belfiore

Il Castello di San Giorgio è uno degli elementi più significativi e suggestivi di tutto il Palazzo Ducale di Mantova. Eppure è anche uno dei meno visitabili. Oggi infatti si vede quasi esclusivamente la Camera degli Sposi di Andrea Mantegna.

La Camera Picta è un vero capolavoro ma forse gli appassionati di storia militare preferirebbero salire sulle torri merlate e i nostalgici del Risorgimento entrare nelle Carceri dei Martiri di Belfiore.

E’ in atto un progetto di restauro che dovrebbe consentire di restituire il Castello di San Giorgio ai visitatori, regalandogli sorprese ed emozioni.

In attesa di questo evento vi regaliamo alcuni spunti per approfondire la storia del castello, insieme a quattro puntate di Mantova Segreta che vi accompagneranno dal ponte levatoio alle torri merlate.
– Giacomo Cecchin racconta i ponti levatoi del Castello di San Giorgio a Mantova Segreta
– Il piano nobile del Castello di San Giorgio con Giacomo Cecchin a Mantova Segreta
– Giacomo Cecchin racconta le Carceri dei Martiri di Belfiore su Mantova Segreta
– Il cielo in una stanza: Giacomo Cecchin racconta la Camera degli Sposi su Mantova Segreta
– Due castelli e una chiesa: l’archistar Bartolino e il santuario delle Grazie

Giacomo Cecchin racconta le Carceri dei Martiri di Belfiore su Mantova Segreta

19 martedì Gen 2021

Posted by mantovastoria in Mantova Segreta

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1852 Martiri di Belfiore, Carceri Castello di San Giorgio, Castello di San Giorgio, Giacomo Cecchin, Mantova Segreta, martiri di belfiore, Palazzo Ducale, Palazzo ducale di Mantova, Telemantova

C’era un tempo in cui nessuno desiderava entrare nelle Carceri del Castello di San Giorgio, mentre oggi sono tra i luoghi più interessanti, commuoventi e misteriosi da visitare. All’ultimo piano del castello troviamo camaroni affrescati con lo zodiaco, viste mozzafiato dalle finestre con le grate, passeggiate sui camminamenti di ronda e graffiti che inneggiano all’Italia.

Le prigioni del Castello di San Giorgio erano nel periodo austriaco un carcere politico di massima sicurezza e i patrioti che vi venivano rinchiusi erano considerati degli irriducibili. Giacomo Cecchin vi porta dentro le celle che hanno ospitato i Martiri di Belfiore raccontando episodi, personaggi e curiosità di uno dei luoghi più suggestivi del Palazzo Ducale.

Qui potete vedere l’intera puntata mentre di seguito guardate l’anticipazione andata in onda nel TG di Telemantova.

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Il cielo in una stanza: Giacomo Cecchin racconta la Camera degli Sposi su Mantova Segreta

12 martedì Gen 2021

Posted by mantovastoria in Mantova Segreta

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Andrea Mantegna, Castello di San Giorgio, Dettagli della Camera degli Sposi, Dove si trova la Camera degli Sposi?, Giacomo Cecchin, i putti dalle ali di farfalla, Il cielo in una stanza, La Camera degli Sposi, Mantova Segreta, Palazzo Ducale, Palazzo ducale di Mantova, Telemantova

Qual è la camera più bella del mondo? Per i mantovani, ma non solo, la Camera degli Sposi dipinta da Andrea Mantegna tra il 1465 e il 1474 in una torre del Castello di San Giorgio. L’occhio della volta fa entrare il cielo in una stanza ed è forse la prima prospettiva aerea della storia dell’arte.

In questa puntata di Mantova Segreta Giacomo Cecchin vi fa scoprire alcuni dettagli che rendono la Camera Picta unica al mondo e vi porta a contatto con i membri della famiglia Gonzaga affrescati sulle pareti.

Senza dimenticare i cani e i cavalli, i putti con le ali di farfalla, una pantofola e un misterioso indice che chiude la puntata.

Qui potete vedere l’intera puntata mentre di seguito guardate il trailer andato in onda sul TG di Telemantova.

Per approfondire sulla Camera degli Sposi:
– Il cielo in una stanza: curiosità, dettagli e storie dalla Camera degli Sposi un articolo su MCG
– 5 modi diversi per guardare la Camera degli Sposi
– 5 particolari da non perdere nella Camera degli Sposi tra mele, scritte e un indice isolato
– Il cielo in una stanza: la Camera degli Sposi di Andrea Mantegna
– Tre stanze vista Paradiso: tra Mantegna, Correggio e Parmigianino

Francesco I Gonzaga e il “mal della pietra” del quarto capitano del popolo di Mantova

04 lunedì Gen 2021

Posted by mantovastoria in Gonzaga

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Agnese Visconti, Bartolino da Novara, Castello di San Giorgio, Dalle Masegne, Duomo di Mantova, Francesco I, Francesco I Gonzaga, I Gonzaga, IV Capitano del Popolo, La decapitazione di Agnese Visconti, Santuario delle Grazie

Francesco I Gonzaga è il quarto capitano del popolo ed è uno dei primi della famiglia a soffrire del “mal della pietra”. Si tratta di una volontà di costruire edifici che trasformano il volto della corte e dei Mantova: ricordiamo infatti il Castello di San Giorgio, il rinnovamento del Duomo di Mantova e il Santuario delle Grazie. Viene però spesso ricordato per il suo matrimonio finito male con Agnese Visconti: Francesco la accusa di adulterio e la fa decapitare. Le vere colpe della moglie: una disputa con i Visconti e il non avere dato un figlio maschio (la primogenita fu chiamata Alda, come la nonna).

Mantovastoria prosegue la pubblicazione di una serie di ritratti dei Gonzaga dal capostipite della dinastia Luigi e fino a Ferdinando Carlo, l’ultimo che chiuse la porta su un dominio durato 4 secoli. Dopo l’ultima puntata sarà possibile scaricare una piccola pubblicazione su vita, morte, e in qualche caso miracoli, dei Corradi da Gonzaga.
Un costruttore seriale
E’ il figlio di Ludovico e Alda d’Este e succederà al padre a soli 16 anni (era già sposato da due anni con Agnese Visconti). E’ forse il primo dei Gonzaga a soffrire del “mal della pietra” ovvero della voglia incessante di costruire e di trasformare Mantova in una città sempre più importante. Durante il suo governo come Capitano del Popolo di Mantova (il quarto a rivestire questo ruolo) Francesco I fa costruire il Santuario delle Grazie, rimodernare il duomo dai fratelli Dalle Masegne (ne rimane il fianco gotico e commissiona a Bartolino da Novara il Castello di San Giorgio.

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