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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi tag: Renaissance

Giulio Romano “il moderno”: trasformare senza demolire ovvero il maquillage rinascimentale di Mantova

26 mercoledì Ago 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Mantova, Storia Locale

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Giulio Romano non arriva a Mantova con il piccone.

Arriva con un mestiere molto più difficile: la capacità di guardare quello che esiste già e capire che cosa potrebbe diventare.

Demolire, in fondo, è un gesto semplice. Drastico, rumoroso, qualche volta necessario, ma semplice. Si cancella una cosa e se ne costruisce un’altra. Trasformare invece richiede più attenzione. Bisogna capire dove mettere le mani, quali vincoli rispettare, quali regole forzare, quali parti lasciare in ombra e quali, invece, portare finalmente alla luce.

Giulio Romano fa esattamente questo. Non cancella Mantova e non prova a rifarla a immagine di Roma, che pure era stata la sua grande scuola. Preferisce lavorare su quello che trova: una città di corte, d’acqua e di potere, già ricca di memoria, ma desiderosa di assumere un volto nuovo.

Per questo il termine “maquillage” può essere utile, se non lo intendiamo come una cosa leggera o superficiale. Non si tratta di mettere un po’ di trucco sulle rughe della città. Giulio interviene sull’immagine profonda di Mantova, sul modo in cui la corte gonzaghesca vuole presentarsi, sulla capacità degli edifici e delle stanze di diventare racconto politico.

A Mantova non fa semplicemente il pittore ma il regista. Diventa, poco alla volta, l’uomo che aiuta la città a immaginarsi diversa.

Un moderno che non ha bisogno delle macerie

Quando diciamo “moderno” pensiamo spesso a una rottura. Prima c’è il vecchio, poi arriva il nuovo e spazza via tutto, possibilmente con una certa soddisfazione. È una tentazione molto diffusa anche oggi, quando basta cambiare un logo, una facciata o il nome di un ufficio per sentirsi già proiettati nel futuro. A volte funziona; più spesso il futuro, dopo qualche settimana, assomiglia moltissimo al passato, solo con un carattere tipografico diverso.

Giulio Romano è moderno in un altro modo.

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Giulio Romano. Da Roma a Mantova, il viaggio dell’artista che cambiò le regole del Rinascimento.

19 mercoledì Ago 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Mantova, Storia Locale

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art and power, Art de la Renaissance, art et pouvoir, art history, arte e potere, Arte rinascimentale, atelier de Raphaël, bottega di Raffaello, Camera dei Giganti, Chamber of the Giants, Chambre des Géants, corte dei Gonzaga, cour des Gonzague, Federico II Gonzaga, Frédéric II Gonzague, Frederick II Gonzaga, Giacomo Cecchin, Giulio Romano, Gonzaga, Gonzaga court, Gonzague, histoire de l’art, Jules Romain, Maniérisme, maniérisme mantouan, Manierismo, Manierismo mantovano, Mannerism, Mantoue, Mantova, Mantovastoria, Mantua, Mantuan Mannerism, Palais Te, Palazzo Te, Raffaello, Raphael’s workshop, Renaissance, Renaissance art, Renaissance italienne, Rinascimento, Roma, Rome, storia dell’arte

Giulio Romano non è soltanto un nome da incontrare nei manuali di storia dell’arte o nelle sale di Palazzo Te.

È un personaggio da seguire a episodi.

Prima c’è Roma, con la bottega di Raffaello, i grandi cantieri papali, l’ambizione di chi impara presto che l’arte non è mai solo talento, ma anche lavoro, relazioni, incarichi, reputazione.

Poi c’è la competizione, quella vera, con il mondo di Michelangelo, con Sebastiano del Piombo, con una Roma dove ogni parete importante è anche una conquista.

Poi arriva Mantova.

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Mantova, 21 storie della buonanotte e un buongiorno gonzaghesco per il regalo di Ferragosto ai lettori di Mantovastoria

15 sabato Ago 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Itinerari, Mantova, Storia Locale

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Un piccolo regalo per chi legge Mantovastoria.

In questi anni abbiamo raccontato Mantova in molti modi: attraverso i suoi palazzi, i santi, le piazze, i personaggi, i libri, le battaglie, le curiosità e quelle storie minori che spesso aiutano a capire meglio anche la grande storia.

Per questa estate abbiamo deciso di raccoglierne alcune in una forma nuova.

Nasce così “Mantova, 21 storie della buonanotte e un buongiorno gonzaghesco”: una piccola rivista digitale che vogliamo regalare ai lettori di Mantovastoria.

Ventuno storie da leggere una alla volta, senza fretta. Magari la sera, prima di chiudere la giornata. Oppure durante una pausa, in viaggio, sotto l’ombrellone o semplicemente quando viene voglia di tornare a curiosare tra le strade di Mantova.

Ogni storia è condensata in una scheda: una copertina, un breve racconto, alcune parole chiave e una frase da ricordare. Non vuole sostituire gli articoli del blog, ma offrire un piccolo assaggio di Mantova, da sfogliare con leggerezza e, speriamo, con un po’ di curiosità.

Vuoi riceverla subito?

Compila il modulo e ti invieremo gratuitamente la rivista digitale.

https://forms.gle/eVx6qmwG4FYkoSnBA

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Il cielo in tre stanze tra Mantova, Parma e Fontanellato

03 venerdì Lug 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Itinerari

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Mantova, Parma e Fontanellato: tre capolavori dipinti da Mantegna, Correggio e Parmigianino

Ci sono stanze che non sembrano fatte per restare chiuse. Ambienti raccolti, intimi, persino piccoli, che la pittura trasforma in spazi aperti. Basta alzare lo sguardo e il soffitto scompare: entra il cielo, entrano il mito, la natura, il teatro della corte, il gioco dell’illusione.

È questo il filo che unisce tre capolavori del Rinascimento padano: la Camera degli Sposi, la Camera della Badessa e la Saletta di Diana e Atteone. Tre stanze diverse, custodite a Mantova, Parma e Fontanellato, ma accomunate dalla stessa meraviglia: la capacità della pittura di spalancare lo spazio e portare altrove chi guarda.

La Camera degli Sposi di Andrea Mantegna a Mantova

La Camera degli Sposi, detta anche Camera Picta, è una delle stanze dipinte più celebri del Rinascimento italiano. L’ambiente è interamente trasformato dalla pittura: le pareti raccontano la corte dei Gonzaga, mentre la volta si apre nel celebre oculo, una finta apertura verso il cielo da cui si affacciano putti, donne, animali e figure curiose.

Qui il soffitto non è più un limite, ma una soglia. La stanza diventa teatro, celebrazione dinastica dei Gonzaga, esperimento prospettico e meraviglia visiva. Chi entra non si trova semplicemente davanti a degli affreschi, ma dentro un dispositivo illusionistico che modifica la percezione dello spazio.

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Attenti a quei due: Mantova 1530, quando la città diventa l’ombelico del mondo (per non tacer di Jovanotti)

05 venerdì Giu 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Storia Locale

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Amicalement vôtre, Attenti a quei due, Camera dei Giganti, Carlo V, Carlo V a Mantova, Chambre des Géants, Charles Quint, Charles Quint à Mantoue, Charles V, Charles V in Mantua, famille Gonzague, Federico Gonzaga, Federico II Gonzaga, Frédéric II Gonzague, Giulio Romano, Gonzaga, Gonzaga family, Histoire de Mantoue, Holy Roman Empire, Isabella d’Este, Isabelle d’Este, Jovanotti, Jules Romain, L’ombelico del mondo, Mantoue, Mantoue 1530, Mantova, Mantova 1530, Mantua, Mantua 1530, Mantua history, Mantuan Renaissance, Palais Te, Palazzo Te, Renaissance, Renaissance mantouane, Rinascimento, Rinascimento mantovano, Roger Moore, Sacro Romano Impero, Saint-Empire romain germanique, Sala dei Giganti, storia di mantova, The Navel of the World, The Persuaders, Tony Curtis

Quando ho scritto per la prima volta questo post me lo immaginavo come la sigla di un telefilm degli anni 70 che ho amato moltissimo: Attenti a quei due o The Persuaders in lingua originale. Si mettevano fianco a fianco le foto e le vite dei due personaggi, un inglese e un americano, interpretati da Roger Moore e da Tony Curtis (in fondo all’articolo trovate un approfondimento sulla serie tv).

Ecco Federico II e Carlo V potrebbero davvero diventare protagonisti di una serie televisiva o di un documentario che metta le loro vite a confronto.

Due ragazzi nati nel 1500

Oggi, a sedici anni, si fanno i compiti, si litiga con i genitori, si sogna il motorino o il monopattino e si guarda il mondo dallo schermo di un telefono. Nel Cinquecento, invece, poteva capitare che a sedici anni uno fosse già re e un altro si stesse preparando a diventare signore di uno Stato.

È il caso di Carlo d’Asburgo e Federico Gonzaga. Il primo nasce a Gand, tra le nebbie e i canali delle Fiandre. Il secondo nasce a Mantova, altra città d’acqua, ma di pianura padana, circondata da laghi, paludi addomesticate e ambizioni molto ben coltivate.

Carlo e Federico nascono entrambi nel 1500. Due coetanei, due adolescenti destinati a non avere un’adolescenza normale. Uno diventerà Carlo V, imperatore del Sacro Romano Impero. L’altro diventerà Federico II Gonzaga, prima marchese e poi duca di Mantova. Le loro strade, apparentemente lontane, finiranno per incrociarsi proprio qui, sulle rive del Mincio.

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Isabella d’Este Vs Leonardo da Vinci: un’intervista doppia su MCG – Mantova Chiama Garda

17 domenica Mag 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Mantovagando, Storia Locale

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Oggi 17 maggio 2026 compie gli anni Isabella d’Este (nel 1474 il 17 maggio era un martedì) e ho voluto ricordarla provando a immaginare un’intervista doppia tra lei e il grande Leonardo da Vinci. I due si stimavano sicuramente ma non si amavano o almeno questo possiamo immaginare dalle lettere piccate che Isabella scriveva all’artista richiedendo opere e dal fatto che lui non rispondesse o lo facesse tramite i suoi segretari.

Sono due personaggi che avevano e hanno schiere di seguaci, oggi diremmo fan o follower e quindi si rischia sempre di inimicarsi qualcuno a meno di non scriverne in modo entusiastico. Per questo ho provato a immedesimarmi in un giornalista che avesse la possibilità di metterli a confronto in un’intervista doppia stile le iene.

Provate a leggere e a vedere cosa ne pensate e soprattutto chi alla fine ne esce vincitore: se Isabella, Leonardo o il giornalista.

Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Aprile 2026/Maggio 2026

ISABELLA VS LEONARDO: Quando il Rinascimento diventa pop
UN DUELLO IMMAGINARIO TRA AMBIZIONE E GENIALITÀ, TRA CORONE E TACCUINI.
A cura di Giacomo Cecchin

Nell’intervista doppia più sorprendente di sempre, Isabella d’Este e Leonardo da Vinci si confrontano su potere, arte, social network e intelligenza artificiale: uno scontro brillante tra passato e presente.

C’è un momento nella storia del Rinascimento dove Isabella d’Este e Leonardo da Vinci si trovano nello stesso luogo: a Mantova. L’artista è in fuga da Milano, la marchesana non vede l’ora che le faccia un ritratto. Siamo nell’inverno del 1499, in un momento cruciale per la storia d’Italia e non solo.

Per Leonardo termina il suo periodo milanese, uno dei più intensi e produttivi e per Isabella è l’occasione della vita: avere un ritratto realizzato dal più grande artista del mondo che possa eguagliare la bellezza della Dama con l’ermellino ovvero Cecilia Gallerani, l’amante di Ludovico il Moro. Ma forse non è il momento giusto per nessuno dei due: il pittore è assillato dalla preoccupazione per il suo futuro e sopporta sempre meno il fatto di dover sottostare alle imposizioni dei suoi committenti. Isabella è in dolce attesa e molto nervosa perché non è ancora riuscita a dare un erede al marito Francesco II Gonzaga (Federico, il primo figlio maschio, nascerà il 17 maggio del 1500).

L’incontro a Mantova tra Leonardo e Isabella sarà indimenticabile per entrambi. Ecco perché ho provato ad immaginare un’intervista doppia stile “Le Iene” realizzata nella Camera degli Sposi del Castello di San Giorgio.
Ecco il risultato.

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Mantova, città-teatro: quando la storia va in scena

04 giovedì Set 2025

Posted by mantovastoria in Itinerari, Storia Locale

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Candida Höfer, Mantova, Teatro Scientifico Bibiena , 2010, 180×225 cm © Candida Höfer

Una città che porta il teatro nel nome

Forse non ci pensiamo, ma in quasi tutti i teatri del mondo si pronuncia il nome di Mantova. Accade quando, indicando il tendaggio che corre sopra il sipario, si parla della mantovana.
Eppure il legame tra la città e il teatro non è solo nominale: basta passeggiare tra le piazze e i palazzi per capire che qui ogni angolo è scenografia, ogni spazio è palcoscenico.

Piazza Sordello: il potere in scena

Oggi è il cuore monumentale della città, ma nel Trecento Piazza Sordello non esisteva: c’era il sagrato del duomo e un quartiere medioevale che occupava questo spazio. La piazza la vediamo nella Cacciata dei Bonacolsi di Domenico Morone, dipinto nel 1494 e quindi dopo che i Gonzaga avevano creato lo slargo chiamato all’epoca Piazza Grande di San Pietro. Da sempre Piazza Sordello è un doppio teatro: luogo del potere politico e sagrato della Cattedrale. Un tempo era chiusa da un’esedra cinquecentesca che collegava Duomo e Palazzo Ducale: immaginate l’effetto scenografico… oggi purtroppo perduto.

piazza Broletto e piazza Erbe: le cartoline della Mantova comunale

Le piazze più vissute sono però Broletto ed Erbe, collegate dal sottoportico dei Lattonai che attraversa il Palazzo del Podestà. Qui c’è Virgilio che osserva sornione il mercato dalla sua cattedra universitaria, la torre civica che un tempo era carcere e le tracce di tortura medievale negli anelli posti sotto l’Arengario.
Attraversando il passaggio del sottoportico dei lattonai si fa un viaggio al tempo della Mantova medioevale, quella dove il Romeo di Shakespeare langue per la usa Giulietta. Sbucando in piazza Erbe la storia incontra il mercato, il palazzo della Ragione, l’orologio astronomico e la Rotonda di San Lorenzo oltre alla casa del Mercante e al cupolone di Sant’Andrea che custodisce la reliquia del Sangue di Cristo e incombe sui portici che sono il teatro della vita quotidiana.

Giancarlo Businelli – olio su tela
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