Tag
art and power, Art de la Renaissance, art et pouvoir, art history, arte e potere, Arte rinascimentale, atelier de Raphaël, bottega di Raffaello, Camera dei Giganti, Chamber of the Giants, Chambre des Géants, corte dei Gonzaga, cour des Gonzague, Federico II Gonzaga, Frédéric II Gonzague, Frederick II Gonzaga, Giacomo Cecchin, Giulio Romano, Gonzaga, Gonzaga court, Gonzague, histoire de l’art, Jules Romain, Maniérisme, maniérisme mantouan, Manierismo, Manierismo mantovano, Mannerism, Mantoue, Mantova, Mantovastoria, Mantua, Mantuan Mannerism, Palais Te, Palazzo Te, Raffaello, Raphael’s workshop, Renaissance, Renaissance art, Renaissance italienne, Rinascimento, Roma, Rome, storia dell’arte

Giulio Romano non è soltanto un nome da incontrare nei manuali di storia dell’arte o nelle sale di Palazzo Te.
È un personaggio da seguire a episodi.
Prima c’è Roma, con la bottega di Raffaello, i grandi cantieri papali, l’ambizione di chi impara presto che l’arte non è mai solo talento, ma anche lavoro, relazioni, incarichi, reputazione.
Poi c’è la competizione, quella vera, con il mondo di Michelangelo, con Sebastiano del Piombo, con una Roma dove ogni parete importante è anche una conquista.
Poi arriva Mantova.
Continua a leggere