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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi tag: Arte rinascimentale

Giulio Romano. Da Roma a Mantova, il viaggio dell’artista che cambiò le regole del Rinascimento.

19 mercoledì Ago 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Mantova, Storia Locale

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Giulio Romano non è soltanto un nome da incontrare nei manuali di storia dell’arte o nelle sale di Palazzo Te.

È un personaggio da seguire a episodi.

Prima c’è Roma, con la bottega di Raffaello, i grandi cantieri papali, l’ambizione di chi impara presto che l’arte non è mai solo talento, ma anche lavoro, relazioni, incarichi, reputazione.

Poi c’è la competizione, quella vera, con il mondo di Michelangelo, con Sebastiano del Piombo, con una Roma dove ogni parete importante è anche una conquista.

Poi arriva Mantova.

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Giacomo: un santo, un nome, un cammino e qualche buon motivo per festeggiare

25 sabato Lug 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Conferenze, Curiosità

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Un tempo l’onomastico contava quasi quanto il compleanno. A volte anche di più, almeno nelle famiglie in cui il calendario dei santi era consultato con la stessa serietà con cui oggi si controllano le previsioni del tempo.

Il nome non era soltanto una scelta estetica. Spesso veniva dal santo del giorno, da un nonno, da una nonna, da uno zio, da una tradizione familiare. Poi sono arrivati altri criteri: il suono, la moda, il gusto dei genitori, il personaggio di un film, il calciatore, la cantante, il desiderio di originalità. Risultato: l’onomastico è diventato una ricorrenza un po’ laterale, ricordata da qualche parente molto attento e da pochi altri.

Eppure, riscoprire il santo legato al proprio nome può essere un esercizio interessante. Non per forza devozionale in senso stretto, ma culturale, storico, simbolico. Ogni nome porta con sé una piccola biblioteca di storie, immagini, viaggi, leggende, luoghi, feste e tradizioni.

Nel caso di Giacomo, poi, la faccenda si fa subito impegnativa. Perché San Giacomo Maggiore non è un santo qualunque: è apostolo, fratello di Giovanni Evangelista, “figlio del tuono”, primo apostolo martire e patrono dei pellegrini. Insomma, uno che non passa inosservato.

Perché riscoprire il santo del proprio nome?

L’onomastico può sembrare una piccola formalità da calendario. Invece può diventare una domanda: che cosa racconta il mio nome?

Non si tratta di identificarsi completamente con il proprio santo, operazione rischiosa e spesso poco realistica. Se uno si chiama Giacomo non è obbligato a partire domani per Compostela, predicare come un “figlio del tuono” o farsi crescere la barba da apostolo. Sarebbe eccessivo, anche per un onomastico.

Però il nome può diventare un punto di partenza. Dietro Giacomo ci sono la Bibbia, il Medioevo, la Spagna, il pellegrinaggio, la conchiglia, il bordone, le chiese dedicate al santo, le immagini degli artisti, le tradizioni locali e persino qualche modo di dire.

Riscoprire il proprio santo significa anche accorgersi che i nomi non sono etichette neutre. Hanno una storia. Portano con sé viaggi lunghissimi, cambi di lingua, trasformazioni popolari, leggende e memorie familiari. In un tempo in cui scegliamo i nomi soprattutto perché “suonano bene”, non è male ogni tanto chiedersi anche che cosa abbiano da raccontare.

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San Bernardino: tra prediche, pubblicitari… e un miracolo lacustre

19 martedì Mag 2026

Posted by mantovastoria in Curiosità, Storia Locale

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Ogni 20 maggio, celebriamo San Bernardino da Siena, un francescano davvero fuori dal comune — e anche per Mantova ha lasciato tracce più consistenti di quelle che spesso pensiamo.
Invitato alla nostra città dalla signora Paola Malatesta (moglie di Gianfrancesco Gonzaga) per predicare in Quaresima nel 1421, Bernardino è famoso per le sue prediche che richiamavano folle e anche per essere stato considerato santo dal popolo già in vita.


Chi era Bernardino?

Nasce a Massa Marittima (nel territorio senese) nel 1380, in una nobile famiglia degli Albizzeschi. Rimane orfano da ragazzo e viene educato a Siena, dove si forma anche culturalmente. Nel 1402 entra nell’ordine dei Frati Minori osservanti, aderendo alla “stretta” osservanza della regola di san Francesco. In breve tempo si dedica alla predicazione.
Questo santo viaggiatore percorre l’Italia fra XIV e XV secolo, portando da città a città non solo concetti teologici, ma discorsi estremamente concreti per la gente. A differenza di molti predicatori che parlavano in latino o in toni elevatissimi, Bernardino usa immagini — semplici, familiari — per far capire concetti difficili.

Una delle sue “invenzioni” più note è il trigramma IHS (le prime tre lettere del nome di Gesù in greco) che egli voleva fosse esposto come simbolo di unità fra le fazioni in lotta (es: fra guelfi e ghibellini) e per richiamare l’attenzione alla centralità del Nome di Gesù. Bernardino rifiutò la nomina a vescovo per ben tre volte — motivo per cui, nella iconografia, è spesso rappresentato con tre mitrie ai suoi piedi.

Muore il 20 maggio 1444 all’Aquila (nel ducato di Spoleto) ed è canonizzato dal papa Niccolò V nel 1450, a soli sei anni dalla morte.

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Isabella d’Este Vs Leonardo da Vinci: un’intervista doppia su MCG – Mantova Chiama Garda

17 domenica Mag 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Mantovagando, Storia Locale

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Oggi 17 maggio 2026 compie gli anni Isabella d’Este (nel 1474 il 17 maggio era un martedì) e ho voluto ricordarla provando a immaginare un’intervista doppia tra lei e il grande Leonardo da Vinci. I due si stimavano sicuramente ma non si amavano o almeno questo possiamo immaginare dalle lettere piccate che Isabella scriveva all’artista richiedendo opere e dal fatto che lui non rispondesse o lo facesse tramite i suoi segretari.

Sono due personaggi che avevano e hanno schiere di seguaci, oggi diremmo fan o follower e quindi si rischia sempre di inimicarsi qualcuno a meno di non scriverne in modo entusiastico. Per questo ho provato a immedesimarmi in un giornalista che avesse la possibilità di metterli a confronto in un’intervista doppia stile le iene.

Provate a leggere e a vedere cosa ne pensate e soprattutto chi alla fine ne esce vincitore: se Isabella, Leonardo o il giornalista.

Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Aprile 2026/Maggio 2026

ISABELLA VS LEONARDO: Quando il Rinascimento diventa pop
UN DUELLO IMMAGINARIO TRA AMBIZIONE E GENIALITÀ, TRA CORONE E TACCUINI.
A cura di Giacomo Cecchin

Nell’intervista doppia più sorprendente di sempre, Isabella d’Este e Leonardo da Vinci si confrontano su potere, arte, social network e intelligenza artificiale: uno scontro brillante tra passato e presente.

C’è un momento nella storia del Rinascimento dove Isabella d’Este e Leonardo da Vinci si trovano nello stesso luogo: a Mantova. L’artista è in fuga da Milano, la marchesana non vede l’ora che le faccia un ritratto. Siamo nell’inverno del 1499, in un momento cruciale per la storia d’Italia e non solo.

Per Leonardo termina il suo periodo milanese, uno dei più intensi e produttivi e per Isabella è l’occasione della vita: avere un ritratto realizzato dal più grande artista del mondo che possa eguagliare la bellezza della Dama con l’ermellino ovvero Cecilia Gallerani, l’amante di Ludovico il Moro. Ma forse non è il momento giusto per nessuno dei due: il pittore è assillato dalla preoccupazione per il suo futuro e sopporta sempre meno il fatto di dover sottostare alle imposizioni dei suoi committenti. Isabella è in dolce attesa e molto nervosa perché non è ancora riuscita a dare un erede al marito Francesco II Gonzaga (Federico, il primo figlio maschio, nascerà il 17 maggio del 1500).

L’incontro a Mantova tra Leonardo e Isabella sarà indimenticabile per entrambi. Ecco perché ho provato ad immaginare un’intervista doppia stile “Le Iene” realizzata nella Camera degli Sposi del Castello di San Giorgio.
Ecco il risultato.

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