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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi della categoria: Conferenze

Domenica 11 ottobre 2026 a Sustinente: “Di ponti e di altre storie”, ore 10.00 alla Palestra di via Mons. Trazzi

07 mercoledì Ott 2026

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FIDAM, Giacomo Cecchin, Giornata Mondiale degli Amici dei Musei, Mantoue, Sacha Caprianorum, Simone Guidorzi, Sustinente, XXIII Giornata Nazionale FIDAM

Un ponte non serve soltanto a unire due rive. Può collegare luoghi, storie, memorie e comunità.

È da questa idea che prende spunto “Di ponti e di altre storie. Paesaggi, santi, battaglie e forme dell’Oltrepò visto dalle sue rive”, l’incontro in programma domenica 11 ottobre 2026, alle ore 10.00, presso la Palestra di via Mons. Trazzi a Sustinente.

L’iniziativa, promossa da Sacha Caprianorum, rientra nella XXIII Giornata Nazionale FIDAM, che quest’anno coincide anche con la IV Giornata Europea e con la prima Giornata Mondiale degli Amici dei Musei.

Il tema scelto per il 2026 è “Ponti. Infrastrutture, Culture, Comunità”.

A raccontare il territorio saranno Giacomo Cecchin, divulgatore e guida turistica, e Simone Guidorzi, direttore del Museo della Seconda Guerra Mondiale di Felonica, con un percorso tra Po, santi, battaglie, paesaggio e memoria storica.

È previsto anche uno spazio dedicato ai ragazzi, con una piccola attività pratica legata all’equilibrio e alla costruzione di un ponte.

Quando: domenica 11 ottobre 2026
Orario: ore 10.00
Dove: Palestra di via Mons. Trazzi, Sustinente
Ingresso: libero

Per informazioni e partecipazione: Cristina Gerbelli – 338 4312784.

Una Provincia, i Madrelingua – due libri di Massimiliano Boschini e Fabio Veneri – ne parlo con Nicola Sometti – domenica 13 settembre 2026 ore 11.00 presso il Libraccio a Mantova

12 sabato Set 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Conferenze

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carta bianca, Editoriale Sometti, Fabio Veneri, Giacomo Cecchin, I madrelingua, Massimiliano Boschini, Nicola Sometti, una provincia

Domenica 13 settembre alle ore 11 sarò al Libraccio di Mantova, in via Verdi 50, per dialogare insieme a Nicola Sometti con due amici presentando due libri che raccontano, da prospettive diverse, il territorio e le sue storie.

Fabio Veneri ci parlerà de I madrelingua, un romanzo poetico, e Massimiliano Boschini presenterà Una provincia, un itinerario poetico.

Sarà un’occasione per confrontarci su luoghi, memoria, identità e narrazione, ma soprattutto per ascoltare due voci che hanno scelto di raccontare la poesia con sensibilità e linguaggi differenti.

Vi aspetto per una mattinata di libri, storie e conversazioni.

Libraccio Mantova – Via Verdi 50
Domenica 13 settembre
Ore 11

Una voce di silenzio sottile: Ravasi, Festivaletteratura e il valore degli archivi

11 venerdì Set 2026

Posted by mantovastoria in Conferenze

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Ci sono espressioni che ti restano addosso.

Le leggi una volta, magari in un articolo di giornale, e sembrano fatte apposta per aprire una porta. Non spiegano soltanto qualcosa: ti riportano in un luogo, in un momento, in una situazione precisa.

A me è successo con “una voce di silenzio sottile”.

La frase l’ho ritrovata sul Domenicale del Sole 24 Ore, nella rubrica Breviario di Gianfranco Ravasi pubblicata il 22 marzo 2020. Il tema era il silenzio, ma non il silenzio vuoto, non il silenzio come assenza. Ravasi parlava di quel silenzio che permette di ascoltare davvero.

E mentre leggevo, la memoria mi ha riportato al Festivaletteratura.

Ravasi a Festivaletteratura

Era mercoledì 5 settembre 2007, alle 18:15, nel cortile di Palazzo San Sebastiano. L’incontro era il numero 4 del programma di Festivaletteratura e aveva un titolo essenziale, quasi perfetto: “Parola e ascolto”.

Sul palco c’era Gianfranco Ravasi, allora prefetto della Biblioteca Ambrosiana, biblista e studioso capace di una cosa rara: essere coltissimo senza diventare oscuro (oggi Cardinale).

Ravasi parlava di Bibbia, parola, ascolto, silenzio. Ma non dava mai l’impressione di esibire sapere. Sembrava piuttosto aprire una porta. Ti accompagnava dentro parole antiche e, invece di fartele sentire lontane, le rendeva improvvisamente vicine.

È una delle cose più belle che può fare un intellettuale: non usare la cultura per creare distanza, ma per aumentare l’ascolto.

Forse è per questo che quell’incontro mi è rimasto nel cuore.

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E della misericordia di Dio non disperare mai…un viatico per vita e lavoro

02 domenica Ago 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Conferenze, Curiosità, Itinerari

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art de recommencer, art of beginning again, arte di ricominciare, bénédictins, benedettini, Benedictine monasticism, Benedictine spirituality, Benedictines, Cistercensi, Cistercians, cisterciens, Domenicani, European monasteries, Francescani, Gesuiti, God’s mercy, il marketing del monaco, instruments des bonnes œuvres, miséricorde de Dieu, misericordia di Dio, monachesimo benedettino, monachisme bénédictin, monastères européens, monasteri europei, monastic life, monastic tradition, ne jamais désespérer, never despair, non disperare mai, Ora et Labora, ordini religiosi, prayer and work, preghiera e lavoro, prière et travail, Règle de saint Benoît, regola, Regola di San Benedetto, Rule of Saint Benedict, Saint Benedict, saint Benoît, San Benedetto, Silvestrines, silvestrini, silvestrins, spiritualità benedettina, spiritualité bénédictine, strumenti delle buone opere, tools for good works, tradition monastique, tradizione monastica, trappistes, trappisti, Trappists, vie monastique, vita monastica

Una regola, un elenco, una frase che resta

C’è un capitolo della Regola di San Benedetto che sembra scritto apposta per essere riletto durante tutto l’anno.

È il capitolo IV, dedicato agli strumenti delle buone opere. Non è un trattato astratto. È un elenco concreto, diretto, quasi operativo. San Benedetto non parte da grandi visioni mistiche, ma da comportamenti molto semplici e molto difficili:

non odiare,
non essere gelosi,
non assecondare l’invidia,
non amare i litigi,
fuggire l’arroganza,
rispettare gli anziani,
amare i giovani,
pregare per i nemici,
fare pace prima del tramonto del sole.

E poi, alla fine, arriva la frase che cambia tutto:

“E della misericordia di Dio non disperare mai.”

È l’ultimo strumento dell’elenco, ma forse è anche quello che regge tutti gli altri. Perché Benedetto sa benissimo che l’uomo può cadere, sbagliare, ricominciare male, perdere la pazienza, lasciarsi prendere dall’orgoglio, non riuscire a fare pace prima che tramonti il sole. La Regola è esigente, ma non è disperata. Chiede molto, ma non chiude mai la porta.

Anzi, la lascia aperta proprio nel punto in cui uno potrebbe pensare di non farcela più.

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Giacomo: un santo, un nome, un cammino e qualche buon motivo per festeggiare

25 sabato Lug 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Conferenze, Curiosità

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apôtre Jacques, apostle James, Art de la Renaissance, Arte rinascimentale, bâton de pèlerin, bordone del pellegrino, Camino de Santiago, Cammino di Santiago, chemin de Saint-Jacques, Christian iconography, conchiglia di Santiago, coquille Saint-Jacques, Giacomo Alberione, Giacomo apostolo, Giacomo Cecchin, iconografia cristiana, iconographie chrétienne, Jacques Alberione, James Alberione, Lorenzo Lotto, pèlerinage, Pellegrinaggio, pilgrim staff, pilgrimage, Pinacoteca di Recanati, Renaissance art, Saint Jacques le Majeur, Saint James the Greater, Saint-Jacques-de-Compostelle, saints named James, saints nommés Jacques, San Giacomo di Lotto, San Giacomo Maggiore, santi di nome Giacomo, Santiago de Compostela, scallop shell

Un tempo l’onomastico contava quasi quanto il compleanno. A volte anche di più, almeno nelle famiglie in cui il calendario dei santi era consultato con la stessa serietà con cui oggi si controllano le previsioni del tempo.

Il nome non era soltanto una scelta estetica. Spesso veniva dal santo del giorno, da un nonno, da una nonna, da uno zio, da una tradizione familiare. Poi sono arrivati altri criteri: il suono, la moda, il gusto dei genitori, il personaggio di un film, il calciatore, la cantante, il desiderio di originalità. Risultato: l’onomastico è diventato una ricorrenza un po’ laterale, ricordata da qualche parente molto attento e da pochi altri.

Eppure, riscoprire il santo legato al proprio nome può essere un esercizio interessante. Non per forza devozionale in senso stretto, ma culturale, storico, simbolico. Ogni nome porta con sé una piccola biblioteca di storie, immagini, viaggi, leggende, luoghi, feste e tradizioni.

Nel caso di Giacomo, poi, la faccenda si fa subito impegnativa. Perché San Giacomo Maggiore non è un santo qualunque: è apostolo, fratello di Giovanni Evangelista, “figlio del tuono”, primo apostolo martire e patrono dei pellegrini. Insomma, uno che non passa inosservato.

Perché riscoprire il santo del proprio nome?

L’onomastico può sembrare una piccola formalità da calendario. Invece può diventare una domanda: che cosa racconta il mio nome?

Non si tratta di identificarsi completamente con il proprio santo, operazione rischiosa e spesso poco realistica. Se uno si chiama Giacomo non è obbligato a partire domani per Compostela, predicare come un “figlio del tuono” o farsi crescere la barba da apostolo. Sarebbe eccessivo, anche per un onomastico.

Però il nome può diventare un punto di partenza. Dietro Giacomo ci sono la Bibbia, il Medioevo, la Spagna, il pellegrinaggio, la conchiglia, il bordone, le chiese dedicate al santo, le immagini degli artisti, le tradizioni locali e persino qualche modo di dire.

Riscoprire il proprio santo significa anche accorgersi che i nomi non sono etichette neutre. Hanno una storia. Portano con sé viaggi lunghissimi, cambi di lingua, trasformazioni popolari, leggende e memorie familiari. In un tempo in cui scegliamo i nomi soprattutto perché “suonano bene”, non è male ogni tanto chiedersi anche che cosa abbiano da raccontare.

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Mantova 1530: cinque secoli di qualità – Giovedì 23 luglio – Montanara, Giardini di Corte Spagnola – dalle ore 21.00

08 mercoledì Lug 2026

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cultura mantovana, Curtatone, eventi Curtatone, eventi Mantova, gastronomia mantovana, Giardini di Corte Spagnola, Mantova, Mantova 1530, Montanara, Palazzo Te, prodotti tipici mantovani, sapori mantovani, storia mantovana, tradizione mantovana

Mantova 1530: cinque secoli di qualità è il titolo della serata in programma giovedì 23 luglio, a partire dalle ore 21.00, nella suggestiva cornice dei Giardini di Corte Spagnola a Montanara. Un appuntamento dedicato alla storia, alla cultura e ai sapori del territorio mantovano, pensato per accompagnare il pubblico in un viaggio tra passato e presente, alla scoperta di un patrimonio che continua a raccontare identità, tradizione e qualità.

La serata unirà il racconto storico alla valorizzazione dei prodotti tipici locali, offrendo un’occasione per conoscere più da vicino Mantova, Palazzo Te e le eccellenze gastronomiche che da secoli caratterizzano questo territorio.

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San Luigi Gonzaga, santo benché gesuita, puro benché Gonzaga a Marengo – mercoledì 22 luglio 2026 ore 21.00

06 lunedì Lug 2026

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Giacomo Cecchin, giardino, La Ghiacciaia, Luigi Gonzaga, Marengo, Marengovive, San Luigi Gonzaga

Quest’anno sono tre secoli dalla canonizzazione di San Luigi Gonzaga e molti mantovani hanno detto la solita frase “Come passa il tempo…”. Eppure Luigi è un santo molto attuale nonostante muoia quel 21 giugno del 1591 a Roma.

Ecco perché diventa interessante provare a fare una sintesi della sua vita tra miracoli, storie familiari e ordini religiosi.
Vi aspettiamo a

LUIGI, SANTO BENCHE’ GESUITA, PURO BENCHE’ GONZAGA con Giacomo Cecchin
Mercoledì 22 luglio 2026 ore 21.00 – Giardino della Ghiacciaia – Marengo (MN)
INGRESSO LIBERO

La storia dei Gonzaga è affascinante perché c’è dentro tutto: dai valorosi ai lestofanti, dai furfanti ai santi. E san Luigi è un personaggio che spicca in questa storia perché diventa santo nonostante: nonostante sia il primogenito con un destino già scritto, nonostante sia un gesuita che è un ordine controverso, nonostante non ci siano più i Gonzaga a spingere per la canonizzazione. Raccontiamo allora in breve la storia di un ragazzo che diventa prima uomo, poi santo e oggi ci dice ancora che scegliere si può e si deve.

Durata 60 minuti

L’incontro è inserito nell’ambito della Rassegna MARENGO VIVE.

Andare a Marengo è ormai una tradizione: ecco gli eventi degli anni scorsi

– Oh che bel castello…a Marengo Vive – mercoledì 16 luglio 2025 ore 21.00

– Mantova, 5 foto che ho di lei, martedì 4 febbraio 2025 ore 21.00 una serata con mostra incorporata

– Come si diventa santi in 60 minuti a Marengo Vive – martedì 9 luglio 2024 ore 21.00

– “I figli del Capitano Verne”: sabato 3 febbraio alle 20.30 a Marengo presso l’Oratorio

– La forza del teatro: raccontare Shakespeare a Marengo Vive – venerdì 14 luglio ore 21.00

– Quando il Mincio mormorava – venerdì 15 luglio ore 21.00 a Marengo

– Mantova, 5 cose che so di lei – venerdì 30 luglio ore 21 a Marengo

Ecco il programma generale

Luigi e Francesco: una scelta che diventa missione – giovedì 18 giugno ore 21.00 al Convento di Santa Maria a Castiglione delle Stiviere

14 domenica Giu 2026

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Anno Aloisiano 2026, Antonio D’Alessandro, Castiglione delle Stiviere, chitarra classica, Città di Castiglione delle Stiviere, Convento di Santa Maria, Festa di San Luigi Gonzaga 2026, Festa San Luigi Gonzaga Castiglione 2026, Fondazione Comunità Mantovana, gesuiti e francescani, Giacomo Cecchin, Gruppo Gruppo Stivense, ingresso gratuito., la scelta che diventa missione, Luigi e Francesco, M° Antonio D’Alessandro, parole e corde, San Francesco d’Assisi, San Luigi Gonzaga

Giacomo Cecchin torna a Castiglione delle Stiviere dopo aver parlato dei Gonzaga di Castiglione delle Stiviere per un focus su San Luigi Gonzaga Mantova in questo Anno Aloisiano (e ringrazio ancora Barbara Bicelli e la parrocchia di Castiglione delle Stiviere per l’invito).

In questa occasione metteremo a confronto Luigi (3 secoli dalla canonizzazione) e Francesco (8 secoli dalla morte) per scoprire che se all’apparenza sono due santi molto lontani anche solo pensando all’ordine Francescano e ai Gesuiti sono molto più simili di quello che si pensa.

Vi aspettiamo quindi a
“LUIGI E FRANCESCO: LA SCELTA DIVENTA MISSIONE” ore 21.00
con Giacomo Cecchin alla voce e il M° Antonio D’Alessandro alle corde
Convento di Santa Maria a Castiglione delle Stiviere
DURATA 60 MINUTI circa

Grazie a Unità Pastorale Aloisiana, Città di Castiglione delle Stiviere, Gruppo Presepe Vivente, Festa di San Luigi Gonzaga, Fondazione Comunità Mantovana

L’iniziativa si svolge nell’ambito dell’Anno Aloisiano 1726/2026

Qui trovate il programma completo https://www.diocesidimantova.it/news/festa-di-san-luigi-gonzaga/

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Luigi, santo benché gesuita, puro benché Gonzaga, Giacomo Cecchin torna al MAST di Castel Goffredo per parlare di San Luigi – mercoledì 27 maggio 2026 ore 20.30

18 lunedì Mag 2026

Posted by mantovastoria in Conferenze, Itinerari

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Aloisiani, Barbara D’Attoma, canonizzazione, Castel Goffredo, conferenza, devozione popolare, Eventi culturali, Gesuiti, Giacomo Cecchin, Giancarlo Mattioli, Gonzaga, Mantova, Marco Busca, Mariano Vignoli, Mast Castel Goffredo, Mast Museo di Castel Goffredo, Michele Garini, Museo della Città, Museo della città Castel Goffredo, Oliviero Filippini, percorso culturale, San Luigi Gonzaga, San Luigi Gonzaga Aloisiani Castel Goffredo Giacomo Cecchin MAST Castel Goffredo Gonzaga Gesuiti Storia mantovana Mantova Canonizzazione Museo della Città Eventi culturali Devozione popolare, storia mantovana, terzo centenario

Che bello tornare al Mast Castel Goffredo (www.mastcastelgoffredo.it) per parlare di San Luigi Gonzaga, un santo famosissimo e per questo poco conosciuto davvero. Giacomo Cecchin lo racconta sullo sfondo di un secolo che ha visto la riforma luterana e la nascita di ordini come quello dei gesuiti, dei cappuccini e degli oratoriani. Senza dimenticare la famiglia Gonzaga che forse nei rami cadetti ha espresso le personalità più interessanti.

Luigi santo benché gesuita, puro benché Gonzaga
Mercoledì 27 maggio 2026 – ore 20.30 – MAST Castel Goffredo – Museo della Città

A cura di Giacomo Cecchin, giornalista e divulgatore con la passione per la storia.
Partecipazione gratuita fino a esaurimento posti

L’incontro si inserisce nel percorso Aloisiani a Castel Goffredo – Terzo centenario della canonizzazione di san Luigi Gonzaga

Scoprite il programma completo leggendo oltre.

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L’arte nel piatto, da Andy Warhol a Jeff Koons, una serata a tema con Giacomo Cecchin e Gianfranco Allari – mercoledì 6 maggio 2026 ore 19.30

21 martedì Apr 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Conferenze

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Andy Warhol, Ca' Uberti, Giacomo Cecchin, Gianfranco Allari, Jasper Johns, Jeff Koons, l'arte nel piatto, Piero Manzoni, Rautschenberg

E se ogni piatto fosse un’opera d’arte? Chi preferireste avere come chef? Un impressionista o un cubista? Un piatto dada o una pop art? Vi daremo la possibilità di scegliere tra le ricette di un menù a sorpresa pensato dal maestro di cucina Gianfranco Allari e condito dalle storie di Giacomo Cecchin. Alla fine la cucina è un arte e le ricette a volte sorprendono, a volte ti mettono in difficoltà ma come accade per le opere d’arte contemporanee ti fanno sempre imparare qualcosa.

Per chi vuole giocare a fare l’artista con Giacomo Cecchin, mangiare un’opera d’arte di Gianfranco Allari e passare una serata sotto gli splendidi affreschi di Ca’ Uberti ecco la serata giusta:

L’arte nel piatto, sorprese dello chef
LA CUCINA E’ UN’ARTE IN DIRETTA
Mercoledì 6 maggio 2026 ore 19.30 a Ca’ Uberti in piazza Sordello a Mantova

L’arte nel piatto: sorprese dallo chef
Dai Dada a Marcel Duchamp, dalla Pop Art di Andy Warhol alle seduzioni lucide di Jeff Koons, fino all’ironia radicale di Piero Manzoni: la Collezione Sonnabend racconta un’arte che sorprende e divide. Davanti a queste opere viene da dire: “Questo potevo farlo anch’io”. Ma, come nella cucina stellata, l’idea conta quanto l’esecuzione, e il successo nasce anche dal riconoscimento del pubblico e del mercato. Una serata tra racconto e cena leggera per scoprire che intuizione, visione e gusto sono ingredienti decisivi, nell’arte come ai fornelli.

Costo di 35 euro a persona – È RICHIESTA LA PRENOTAZIONE: 0376.1411328

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