Un viaggio tra arte, storia, natura e spiritualità nel cuore della Lombardia, alla scoperta di due straordinari complessi monastici cistercensi.
Domenica 1° novembre 2026 è in programma una gita culturale dedicata a due luoghi ricchi di fascino e storia: l’Abbazia di Morimondo e l’Abbazia di Chiaravalle, testimonianze preziose della presenza dei monaci cistercensi in Lombardia.
C’è un capitolo della Regola di San Benedetto che sembra scritto apposta per essere riletto durante tutto l’anno.
È il capitolo IV, dedicato agli strumenti delle buone opere. Non è un trattato astratto. È un elenco concreto, diretto, quasi operativo. San Benedetto non parte da grandi visioni mistiche, ma da comportamenti molto semplici e molto difficili:
non odiare, non essere gelosi, non assecondare l’invidia, non amare i litigi, fuggire l’arroganza, rispettare gli anziani, amare i giovani, pregare per i nemici, fare pace prima del tramonto del sole.
E poi, alla fine, arriva la frase che cambia tutto:
“E della misericordia di Dio non disperare mai.”
È l’ultimo strumento dell’elenco, ma forse è anche quello che regge tutti gli altri. Perché Benedetto sa benissimo che l’uomo può cadere, sbagliare, ricominciare male, perdere la pazienza, lasciarsi prendere dall’orgoglio, non riuscire a fare pace prima che tramonti il sole. La Regola è esigente, ma non è disperata. Chiede molto, ma non chiude mai la porta.
Anzi, la lascia aperta proprio nel punto in cui uno potrebbe pensare di non farcela più.
Oggi 20 agosto si ricorda San Bernardo di Chiaravalle, uno dei santi cattolici più famosi e venerati ma soprattutto un monaco benedettino cistercense. Cosa vuol dire essere benedettino e cistercense?
I cistercensi vengono fondati nel da 1098 da Roberto di Molesme che predica un ritorno al rispetto dello spirito autentico della regola benedettina (a suo parere non così praticata nei monasteri cluniacensi). Il luogo di fondazione della prima abbazia è Citeaux.
San Bernardo entra nell’ordine cistercense nel 1112 e ne diventa uno dei principali esponenti, fondando l’abbazia di Clairvaux da cui prenderà il nome. E’ un grande predicatore, particolarmente devoto alla Vergine Maria, e sarà vicino all’Ordine dei Templari promuovendo la II Crociata.
Ma cosa c’entra San Bernardo con la creazione del brand cistercense? Per essere immediatamente riconoscibili e diversi rispetto ai monaci cluniacensi San Bernardo critica la ricca decorazione della chiesa abbaziale di Cluny e le forme stravaganti e mostruose dei capitelli del chiostro. A questo punto ecco i tre elementi base del brand cistercense: Continua a leggere →