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Il 24 giugno 1859 (che era un venerdì) non fu una giornata qualsiasi per le colline tra Mantova, Brescia e Verona. Quel giorno si combatté la battaglia di Solferino e San Martino, uno degli scontri decisivi della Seconda guerra d’indipendenza italiana. Da una parte gli austriaci, dall’altra francesi e piemontesi. La Lombardia passò poi al Regno di Sardegna (tutta tranne Mantova) e il Risorgimento fece un passo avanti verso l’Unità d’Italia (come per la Bella Gigogin).
Ma per capire davvero quella giornata non basta ricordare una battaglia. Bisogna attraversare luoghi, torri, ossari, colline, caldo, uniformi, canzoni e vini. Ecco quindi 10 cose per rivivere San Martino e Solferino — e non solo*.
1. Capire che San Martino e Solferino sono la stessa battaglia, ma non proprio
Nei libri troviamo spesso “battaglia di Solferino e San Martino”, come se fosse un solo grande nome. In effetti lo scontro fu unico, combattuto su un fronte molto ampio. Però la memoria ha separato i due luoghi: a San Martino combatterono soprattutto i piemontesi; a Solferino combatterono soprattutto i francesi.
È una distinzione comoda, quasi cinematografica: da una parte i soldati del Regno di Sardegna, dall’altra i francesi di Napoleone III, davanti a tutti gli austriaci di Francesco Giuseppe.
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Oggi 20 agosto si ricorda San Bernardo di Chiaravalle, uno dei santi cattolici più famosi e venerati ma soprattutto un monaco benedettino cistercense. Cosa vuol dire essere benedettino e cistercense?
Quanti libri leggete all’anno? Siete di quelli che “tutto è meglio piuttosto che leggere un libro” oppure “Quanto mi piacerebbe leggere, ma non ho tempo” o infine “Mi chiedo spesso come occupano il tempo le persone che non leggono”.
«Se volessi esprimermi paradossalmente, direi che Caporetto è stata una vittoria, e Vittorio Veneto una sconfitta per l’Italia. Senza paradossi si può dire che Caporetto ci ha fatto bene e Vittorio Veneto del male; che Caporetto ci ha innalzati e Vittorio Veneto ci ha abbassati, perché ci si fa grandi resistendo ad una sventura ed espiando le proprie colpe, e si diventa invece piccoli gonfiandosi con le menzogne e facendo risorgere i cattivi istinti per il fatto di vincere». Giuseppe Prezzolini
Alessandro Barbero parlerà di Caporetto, titolo del suo ultimo libro pubblicato da Laterza, mercoledì 16 maggio alle 21.00 presso Villa Di Bagno a Porto Mantovano (ingresso da Via Bachelet).
Attraverso la vita straordinaria del Generale Giuseppe Govone, Giacomo Cecchin ci racconterà di battaglie e duelli, soldati e fanciulle, comandanti e vignaiuoli, ricordando brani di storia mantovana troppo spesso dimenticati.