Un viaggio tra arte, storia, natura e spiritualità nel cuore della Lombardia, alla scoperta di due straordinari complessi monastici cistercensi.
Domenica 1° novembre 2026 è in programma una gita culturale dedicata a due luoghi ricchi di fascino e storia: l’Abbazia di Morimondo e l’Abbazia di Chiaravalle, testimonianze preziose della presenza dei monaci cistercensi in Lombardia.
Accompagnati da Giacomo Cecchin, conduttore della trasmissione “Mantova Segreta” in un inedito percorso teatralizzato tra le piazze di Mantova alla scoperta dei più affascinanti e misteriosi delitti al femminile che hanno segnato la storia della città di Mantova. Sul cammino incontrerete volti, voci e presenze del passato che vi trascineranno tra intrighi di corte, passioni proibite e segreti custoditi tra le mura della città.
Torna a Mantova un viaggio al femminile nella città dei Gonzaga dove le protagoniste raccontano il loro punto di vista sulle loro storie.
Lungo il cammino, i partecipanti incontreranno tre presenze che hanno attraversato secoli diversi, ma che ancora sembrano custodire segreti tra le pietre della città. Una giovane donna arrivata da una grande dinastia del Nord, intrappolata in un matrimonio politico e in un’accusa fatale, tornerà a far sentire il peso di una sentenza consumata tra sospetti, tradimenti e silenzi di corte.
Più avanti, apparirà l’eco di una signora raffinata e colta, capace di trasformare il potere in eleganza, diplomazia e arte. Le sue stanze, i suoi libri, i suoi ritratti e le sue lettere racconteranno l’intelligenza di chi seppe governare senza indossare una corona, lasciando un’impronta destinata a superare il tempo.
Infine, dal passato più antico emergerà la figura di una donna abituata a trattare con papi, imperatori e castelli. Una presenza fiera, legata alla terra, alla fede e alla politica, il cui nome riecheggia ancora come simbolo di autorità, coraggio e mediazione in un mondo dominato dagli uomini.
Tra delitti, alleanze, passioni proibite e memorie custodite nelle mura, il percorso accompagnerà il pubblico alla scoperta di tre destini femminili che hanno segnato, ognuno a suo modo, la storia di Mantova. I loro nomi non saranno svelati subito: saranno gli indizi, le parole e le apparizioni lungo la visita a guidare i partecipanti verso il riconoscimento.
Ci sono luoghi davanti ai quali passiamo decine di volte senza sapere davvero cosa custodiscano. E poi ci sono giorni in cui, finalmente, quelle porte si aprono.
Sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026 tornano le Giornate FAI d’Autunno e a Castiglione delle Stiviere sarà possibile entrare in tre luoghi che raccontano pagine diverse della storia della città: il Collegio dei Gesuiti, oggi Municipio, la Chiesa e il Chiostro del Convento di San Pietro e il Convento di Santa Maria.
Tre tappe molto diverse tra loro, ma legate da un filo comune: la presenza degli ordini religiosi e il ruolo che conventi, collegi e comunità hanno avuto per secoli nella vita culturale, educativa e sociale di Castiglione.
Un’occasione particolarmente interessante perché non si tratta soltanto di visitare edifici storici, ma di entrare in spazi che normalmente vediamo solo in parte o che, come nel caso di Santa Maria, saranno visitabili esclusivamente nella giornata di domenica.
Sono passati ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. Per ricordarlo possiamo andare ad Assisi, alla Verna o a Greccio. Oppure possiamo cominciare da casa nostra, perché cercando bene qualche traccia di Francesco si trova anche a Mantova. E non soltanto nella chiesa che porta il suo nome.
Oggi è il 4 ottobre e quest’anno la festa di San Francesco ha qualcosa di particolare: sono passati ottocento anni dalla morte del poverello di Assisi.
Avevo già segnato questo anniversario tra quelli da ricordare nel 2026, ma arrivati alla data mi è venuta voglia di fare un piccolo esperimento molto da Mantovastoria: invece di raccontare ancora una volta la vita di Francesco, provare a cercarlo a Mantova.
Perché San Francesco lo puoi trovare naturalmente ad Assisi, alla Porziuncola, a Greccio o alla Verna, ma se cominci a seguire le sue tracce scopri che qualche impronta arriva anche da noi. Ci sono un convento, le tombe dei Gonzaga, un santuario con un coccodrillo appeso al soffitto, un santo che attraversa il lago sopra il mantello, Dante e perfino il presepe che tanti mantovani ricordano nella chiesa di San Francesco.
Del resto Francesco è un santo che ha camminato moltissimo e forse il modo migliore per ricordarlo è proprio mettersi in cammino.
Partiamo dal Rio: San Francesco era alle porte della città
Se Mantova fosse Venezia, ho scritto qualche tempo fa, il Rio sarebbe il Canal Grande. E seguendo il nostro piccolo canale si incontravano due dei conventi più importanti della città medievale: da una parte i francescani e dall’altra, poco più avanti, i domenicani.
Il convento di San Francesco non era quindi costruito in un luogo casuale. All’epoca la città arrivava più o meno al Rio e oltre cominciavano il suburbio, gli orti e la campagna. I francescani si sistemarono proprio lì, in un punto di passaggio, perché erano frati mendicanti e predicatori e avevano bisogno delle persone molto più di quanto avessero bisogno della solitudine.
Nomi, cambiamenti e storie: perché la toponomastica può raccontare Mantova meglio di una guida
Uno stradario oggi sembra quasi un oggetto archeologico.
Per trovare una via abbiamo Google Maps, il navigatore dell’automobile, lo smartphone. Scriviamo un indirizzo e una voce ci dice dove girare. Eppure c’è stato un tempo, neppure troppo lontano, in cui per orientarsi bisognava aprire un libro.
Ed è proprio uno di questi libri che continuo a considerare tra i più interessanti per conoscere Mantova: lo Stradario della città di Mantova di Gilberto Scuderi ed Enrico Grazioli.
Non perché serva ancora per trovare una strada. Ma perché permette di capire come la città è cambiata.
Il volume arrivava infatti fino al dicembre 1983. Inevitabilmente, quindi, oggi contiene assenze, nomi modificati, strade che allora non esistevano ancora o che successivamente hanno ricevuto una nuova intitolazione. Facciamo l’esempio di via Maria Bellonci: la scrittrice morì nel 1986 e quindi non poteva comparire in quello stradario. Oppure del ponte Alexander Langer, il ponte ciclopedonale di porto Catena.
Quello che sembrerebbe un limite diventa invece la sua qualità più interessante.
Prosegue la tournée dell’Oltrepò Mantovano con la mia terza tappa a San Benedetto Po per la visita guidata alla chiesetta di Valverde. Vi aspettiamo quindi a:
Visita guidata alla Chiesa di Santa Maria in Valverde a San Benedetto Po Domenica 20 settembre 2026: prima visita alle 10.30 e seconda visita alle 15.00
La Chiesa di Santa Maria in Valverde a San Benedetto Po in breve
La chiesa di Santa Maria in Valverde, legata all’Abbazia di Polirone, sorge nel paesaggio rurale di San Benedetto Po. Restaurata nel 1445 in forme rinascimentali, conserva elementi gotico-romanici come il portale in cotto. Accanto al campanile quattrocentesco si trova l’abside con affreschi del XV secolo attribuiti a Michele da Pavia. In passato ospitò monaci anziani o malati.
Accompagnati da Giacomo Cecchin, conduttore della trasmissione “Mantova Segreta” un inedito percorso teatralizzato in collaborazione con Terre Visibili tra le piazze di Palazzo Ducale alla scoperta di delitti misteriosi. A guidarvi nel passato saranno anche alcuni personaggi della famiglia Gonzaga… naturalmente interpretati da attori, pronti a far rivivere per una sera le storie e i segreti della Mantova rinascimentale.
DELITTOUR DI MANTOVA 19 SETTEMBRE 2026ORE 18:30 – 20:30
Per la prima volta a Mantova un viaggio nel lato oscuro della città, dove la bellezza rinascimentale si intreccia con intrighi, sangue e segreti mai del tutto svelati. Tra le ombre della potente famiglia Gonzaga emergono storie di congiure, vendette e lotte per il potere: delitti consumati nel silenzio dei corridoi, misteriose sparizioni, condanne senza appello e decapitazioni che hanno segnato il destino della corte.
Chi tradiva pagava con la vita. Chi sapeva troppo… spesso spariva.
A guidarvi in questo viaggio nel tempo saranno proprio i protagonisti di queste vicende che prenderanno voce grazie ad attori, pronti a far rivivere i drammi e i segreti della Mantova rinascimentale.
Un’esperienza immersiva tra storia e teatro, dove ogni angolo può nascondere una verità scomoda… o un delitto dimenticato.
Durante il Festivaletteratura ma fuori dal Festivaletteratura, una passeggiata disordinata e circolare con Giacomo Cecchin che parte dal negozio MAPPAMONDO di corso Umberto I e finisce al negozio MAPPAMONDO sempre in corso Umberto I a Mantova.
Ecco i dettagli
Mantova è un Mappamondo Giovedì 10 settembre – h 18:00
Una passeggiata nel centro storico con Giacomo Cecchin, storico e divulgatore culturale, tra nomi, storie e connessioni che legano questa città al resto del mondo. Una sorta di cammino urbano in 10 tappe per riscoprire Mantova.
Ritrovo h. 17:45 in C.so Umberto I, 34 – A seguire, rientro in negozio e aperitivo.
MAPPAMONDO – LA BOTTEGA DEL COMMERCIO – EQUO E SOLIDALE – ON EARTH
Mantua Is a Map of the World
A walk through Mantua’s historic centre becomes a journey across the world. Together with Giacomo Cecchin, historian and cultural communicator, participants will discover names, stories, curiosities and unexpected connections linking the city to distant places and cultures. An invitation to look at familiar streets with fresh eyes and discover how much of the world can be found within Mantua.
Mantoue est une mappemonde
Une promenade dans le centre historique de Mantoue se transforme en véritable voyage autour du monde. Avec Giacomo Cecchin, historien et médiateur culturel, les participants découvriront des noms, des histoires, des curiosités et des liens inattendus qui relient la ville à des lieux et des cultures lointaines. Une invitation à regarder les rues familières d’un œil nouveau et à découvrir combien de monde se cache au cœur de Mantoue.
Ci sono viaggi che si fanno con le scarpe. Altri si fanno con le orecchie.
La Vie en road ideato e condotto da Andrea Piazza è il podcast di Mikroradio dedicato al mondo dei cammini.
Ogni puntata parte da un cammino, una strada storica, un itinerario spirituale o civile. Ma non si limita a dire quanti chilometri sono, dove si parte, dove si arriva e che cosa bisogna mettere nello zaino.
Il podcast prova a fare qualcosa di più interessante: raccontare che cosa succede quando un territorio viene attraversato lentamente.
Perché un cammino non è mai soltanto una linea su una mappa. È un insieme di paesi, santuari, ponti, pievi, boschi, reliquie, battaglie, leggende, cibi, dialetti, incontri e storie che riemergono passo dopo passo.
Dove ascoltare il podcast
Il podcast si può ascoltare dalla pagina ufficiale di Mikroradio:
La trasmissione è dedicata ai cammini e accompagna gli ascoltatori tra itinerari, ospiti, consigli, musica e approfondimenti culturali.
Andrea Piazza: la radio accesa lungo il cammino
A condurre La Vie en road è Andrea Piazza.
La sua è una passione nata dall’incontro tra radio, trekking e cammini. Non una radio da studio chiuso, ma una radio che ha bisogno di aria, strada e scarpe sporche.
Andrea porta nel podcast il punto di vista di chi ama mettersi in viaggio davvero: preparare lo zaino, scegliere una traccia, misurare le energie, ascoltare chi ha già camminato prima di noi.
Il risultato è una trasmissione che parla a chi cammina, ma anche a chi vorrebbe iniziare; a chi conosce già i grandi itinerari e a chi, invece, scopre che dietro un nome come Via Vandelli, Via Francigena, Cammino di San Benedetto o Sentiero Italia c’è un mondo intero da attraversare.