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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi della categoria: Itinerari

Mantova è un mappamondo – giovedì 10 settembre 2026 ore 18.00, una passeggiata che parte da Corso Umberto I, 34 a Mantova

31 lunedì Ago 2026

Posted by mantovastoria in Itinerari

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Durante il Festivaletteratura ma fuori dal Festivaletteratura, una passeggiata disordinata e circolare con Giacomo Cecchin che parte dal negozio MAPPAMONDO di corso Umberto I e finisce al negozio MAPPAMONDO sempre in corso Umberto I a Mantova.

Ecco i dettagli

Mantova è un Mappamondo
Giovedì 10 settembre – h 18:00

Una passeggiata nel centro storico con Giacomo Cecchin, storico e divulgatore culturale, tra nomi, storie e connessioni che legano questa città al resto del mondo. Una sorta di cammino urbano in 10 tappe per riscoprire Mantova.

Ritrovo h. 17:45 in C.so Umberto I, 34 – A seguire, rientro in negozio e aperitivo.

Ingresso libero – prenotazione consigliata – tel: 0376 196 0619 – 340 8122580

MAPPAMONDO – LA BOTTEGA DEL COMMERCIO – EQUO E SOLIDALE – ON EARTH

Mantua Is a Map of the World

A walk through Mantua’s historic centre becomes a journey across the world. Together with Giacomo Cecchin, historian and cultural communicator, participants will discover names, stories, curiosities and unexpected connections linking the city to distant places and cultures. An invitation to look at familiar streets with fresh eyes and discover how much of the world can be found within Mantua.

Mantoue est une mappemonde

Une promenade dans le centre historique de Mantoue se transforme en véritable voyage autour du monde. Avec Giacomo Cecchin, historien et médiateur culturel, les participants découvriront des noms, des histoires, des curiosités et des liens inattendus qui relient la ville à des lieux et des cultures lointaines. Une invitation à regarder les rues familières d’un œil nouveau et à découvrir combien de monde se cache au cœur de Mantoue.

La Vie en road di Andrea Piazza: cammini, storie e cartoline sonore

30 domenica Ago 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Itinerari, Mostre

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Tag

Andrea Piazza, cammini italiani, cammini spirituali, Cammino di San Benedetto, Cammino di Santiago, cartes postales sonores, Cartoline sonore, chemins historiques, chemins italiens, chemins spirituels, cultural trekking, Giacomo Cecchin, historic routes, Italia Coast to Coast, Italian walking routes, La Vie en road, local stories, Mikroradio, pèlerinages, pellegrinaggi, pilgrimages, podcast de randonnée, podcast de voyage, podcast di viaggio, podcast sui cammini, randonnée culturelle, récits des territoires, Sentiero Italia, slow tourism, slow travel, sound postcards, spiritual paths, storie dei territori, tourisme lent, travel podcast, trekking culturale, turismo lento, Via Francigena, Via Vandelli, viaggio lento, vie storiche, voyage lent, walking podcast

Camminare, ascoltare, raccontare

Ci sono viaggi che si fanno con le scarpe.
Altri si fanno con le orecchie.

La Vie en road ideato e condotto da Andrea Piazza è il podcast di Mikroradio dedicato al mondo dei cammini.

Ogni puntata parte da un cammino, una strada storica, un itinerario spirituale o civile. Ma non si limita a dire quanti chilometri sono, dove si parte, dove si arriva e che cosa bisogna mettere nello zaino.

Il podcast prova a fare qualcosa di più interessante: raccontare che cosa succede quando un territorio viene attraversato lentamente.

Perché un cammino non è mai soltanto una linea su una mappa. È un insieme di paesi, santuari, ponti, pievi, boschi, reliquie, battaglie, leggende, cibi, dialetti, incontri e storie che riemergono passo dopo passo.

Dove ascoltare il podcast

Il podcast si può ascoltare dalla pagina ufficiale di Mikroradio:

La Vie en road Podcast
https://www.mikroradio.it/podcast/la-vie-en-road-podcast/

La trasmissione è dedicata ai cammini e accompagna gli ascoltatori tra itinerari, ospiti, consigli, musica e approfondimenti culturali.

Andrea Piazza: la radio accesa lungo il cammino

A condurre La Vie en road è Andrea Piazza.

La sua è una passione nata dall’incontro tra radio, trekking e cammini. Non una radio da studio chiuso, ma una radio che ha bisogno di aria, strada e scarpe sporche.

Andrea porta nel podcast il punto di vista di chi ama mettersi in viaggio davvero: preparare lo zaino, scegliere una traccia, misurare le energie, ascoltare chi ha già camminato prima di noi.

Il risultato è una trasmissione che parla a chi cammina, ma anche a chi vorrebbe iniziare; a chi conosce già i grandi itinerari e a chi, invece, scopre che dietro un nome come Via Vandelli, Via Francigena, Cammino di San Benedetto o Sentiero Italia c’è un mondo intero da attraversare.

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Visita alla cupola di Sant’Andrea – Domenica 13 settembre 2026 Visita guidata con Giacomo Cecchin

29 sabato Ago 2026

Posted by mantovastoria in Itinerari

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Tag

Giacomo Cecchin

Ecco un’altra possibilità di VISITA ALLA CUPOLA della Basilica di Sant’Andrea.

DOMENICA 13 SETTEMBRE – Visita guidata con GIACOMO CECCHIN

1° GRUPPO – Ritrovo davanti alla Basilica alle 14:15 – Ingresso ore 14:30

2° GRUPPO – Ritrovo davanti alla Basilica alle 15:45 – Ingresso ore 16:00

LA VISITA
188 gradini per salire a circa 40 metri d’altezza

Visita con elmetto di sicurezza – Caschetto fornito all’ingresso

Accesso al tamburo della cupola – con gli affreschi di Giorgio Anselmi

Camminamento esterno – con panorama a 360° su Mantova

⚠️ NON ADATTO A CHI SOFFRE DI VERTIGINI

Massimo 18 persone per gruppo

COSTO € 20 a persona per ingresso e guida

PRENOTAZIONI E INFORMAZIONI
CATIA – +39 349 1364992

La città che cambia: la Rotonda di San Lorenzo tra vedere e non vedere

24 lunedì Ago 2026

Posted by mantovastoria in Curiosità, Itinerari, Storia Locale

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Andrea Mantegna, Associazione Monumenti domenicani, Casa Andreasi, changing city, Charles Dickens, città che cambia, Clock Tower, Ghetto ebraico di Mantova, ghetto juif de Mantoue, Giacomo Cecchin, Giulio Romano, hidden monuments, histoire urbaine, Jewish Ghetto of Mantua, Leon Battista Alberti, Mantoue, Mantova, Mantova Medievale, Mantua, Mathilde de Canossa, Matilda of Canossa, Matilde di Canossa, medieval Mantua, monumenti nascosti, monuments cachés, Mozart a Mantova, Mozart à Mantoue, Mozart in Mantua, Piazza Erbe, Rotonda di San Lorenzo, Rotonda nascosta, Rotonda of San Lorenzo, Rotonda ricostruita, Rotonda scomparsa, Rotonde de San Lorenzo, seen and unseen, storia urbana, Torre dell’Orologio, Tour de l’Horloge, urban history, vedo non vedo, ville qui change, visible et invisible

Una città immobile? Solo in apparenza

Noi mantovani abbiamo spesso un’idea molto precisa della città: Mantova è sempre stata così.

Piazza Erbe è sempre stata Piazza Erbe.
La Rotonda di San Lorenzo è sempre stata lì.
La Torre dell’Orologio è sempre stata davanti a noi.
Il profilo della città è quello e non può cambiare.

È un’illusione comprensibile. Le città storiche sembrano immobili perché cambiano lentamente. Ma cambiano. Eccome se cambiano.

A volte cambiano aggiungendo qualcosa.
A volte togliendo.
A volte nascondendo.
A volte facendo riapparire ciò che sembrava perduto.

Mantova è piena di luoghi che funzionano così: li guardiamo come se fossero eterni, ma in realtà sono il risultato di apparizioni, sparizioni, demolizioni, restauri, dimenticanze e riscoperte.

Partiamo ad esempio alla Rotonda di San Lorenzo.

Oggi la vediamo tutti, in Piazza Erbe. Ma non è sempre stato così.

Per secoli c’è chi l’ha vista.
C’è chi non poteva ancora vederla.
C’è chi l’ha vista senza sapere che un giorno sarebbe scomparsa.
C’è chi le è passato accanto senza accorgersi che era nascosta dentro altre case.
E poi ci siamo noi, che la vediamo ogni giorno e rischiamo di non guardarla più.

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Mantova letteraria: una passeggiata tra scrittori, viaggiatori e poeti

23 domenica Ago 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Itinerari, Storia Locale

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Una città da leggere a piedi

Ci sono città che si visitano guardando i monumenti.
Altre si capiscono meglio leggendo le parole di chi le ha attraversate.

Mantova appartiene a entrambe le categorie.

È città d’acqua, di palazzi, di piazze, di torri, di cortili e di chiese. Ma è anche una città piena di voci: poeti nati qui, scrittori passati di qui, viaggiatori più o meno benevoli, autori che l’hanno trasformata in luogo letterario, personaggi che l’hanno resa scenario, rifugio, esilio, farmacia, memoria.

Una passeggiata letteraria serve proprio a questo: non soltanto a spostarsi da un luogo all’altro, ma a cambiare modo di guardare.

Non è una visita guidata tradizionale. È una guida nello sguardo.

Le guide letterarie, da Giampaolo Dossena a Maurer e Maurer, hanno insegnato che un luogo può essere letto come una pagina: ci sono frasi da ritrovare, personaggi da evocare, citazioni da verificare, errori da perdonare e dettagli da far parlare. Il post originale di Mantovastoria su Robert Byron ricordava proprio alcuni testi di riferimento per una Mantova letteraria: I luoghi letterari di Giampaolo Dossena, la Guida letteraria dell’Italia di Maurer e Maurer e anche il Fai da te di Dossena, che contiene una passeggiata sulle tracce del Baldus di Teofilo Folengo.

E allora partiamo.

Non dal centro, ma da un ingresso.

Il Ponte dei Mulini: Robert Byron entra in città

Il punto di partenza è il Ponte dei Mulini.

Qui entra in scena Robert Byron, scrittore e viaggiatore inglese, autore di Europe in the Looking Glass, tradotto in italiano come L’Europa vista dal parabrezza.

Nel 1925 Byron arriva a Mantova in automobile. L’ingresso non è proprio poetico nel senso da cartolina. È caotico, rumoroso, quasi animalesco. Byron descrive un “ponte coperto stretto e buio” dove regna una confusione indescrivibile, tra carretti e mandrie spaventate. Quel ponte era il Ponte dei Mulini, poi bombardato durante la Seconda guerra mondiale e mai più ricostruito nella sua forma originaria.

C’è anche una svista irresistibile: Byron scrive di aver attraversato il Po entrando a Mantova, ma naturalmente si trattava del Mincio. Anche i grandi viaggiatori, ogni tanto, sbagliano fiume.

È un inizio perfetto: Mantova appare non come città immobile e silenziosa, ma come luogo vivo, trafficato, rumoroso, confuso. Una città che si conquista entrando, inciampando, osservando male e poi correggendo lo sguardo.

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Mantova, 21 storie della buonanotte e un buongiorno gonzaghesco per il regalo di Ferragosto ai lettori di Mantovastoria

15 sabato Ago 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Itinerari, Mantova, Storia Locale

≈ 2 commenti

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Carlo V, Charles Quint, Charles V, Cultural tourism, Ducal Palace, Ferrara, Ferrare, Giacomo Cecchin, Gonzaga, Gonzague, histoire locale, local history, Mantoue, Mantova, Mantovastoria, Mathilde de Canossa, Matilda of Canossa, Matilde di Canossa, Palais Ducal, Palazzo Ducale, Renaissance, Rinascimento, Risorgimento, Saint Dominic, saint Dominique, Saint Jacques, Saint James, Saint Laurent, Saint Lawrence, san domenico, San Giacomo, San Lorenzo, Siena, Sienne, Storia Locale, Tourisme culturel, turismo culturale.Mantua

Un piccolo regalo per chi legge Mantovastoria.

In questi anni abbiamo raccontato Mantova in molti modi: attraverso i suoi palazzi, i santi, le piazze, i personaggi, i libri, le battaglie, le curiosità e quelle storie minori che spesso aiutano a capire meglio anche la grande storia.

Per questa estate abbiamo deciso di raccoglierne alcune in una forma nuova.

Nasce così “Mantova, 21 storie della buonanotte e un buongiorno gonzaghesco”: una piccola rivista digitale che vogliamo regalare ai lettori di Mantovastoria.

Ventuno storie da leggere una alla volta, senza fretta. Magari la sera, prima di chiudere la giornata. Oppure durante una pausa, in viaggio, sotto l’ombrellone o semplicemente quando viene voglia di tornare a curiosare tra le strade di Mantova.

Ogni storia è condensata in una scheda: una copertina, un breve racconto, alcune parole chiave e una frase da ricordare. Non vuole sostituire gli articoli del blog, ma offrire un piccolo assaggio di Mantova, da sfogliare con leggerezza e, speriamo, con un po’ di curiosità.

Vuoi riceverla subito?

Compila il modulo e ti invieremo gratuitamente la rivista digitale.

https://forms.gle/eVx6qmwG4FYkoSnBA

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San Domenico, un santo da riconoscere: simboli, storie e cinque luoghi per ritrovarlo (anche a Mantova)

08 sabato Ago 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Itinerari, Storia Locale

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A Mantova San Domenico bisogna quasi andarlo a cercare.

Della grande chiesa e del convento che occupavano una parte importante della città è rimasto soprattutto un campanile. Sta lì, lungo il Rio, apparentemente fuori posto rispetto agli edifici che lo circondano. Io lo chiamo il “campanile distratto” proprio perché sembra essersi dimenticato della chiesa alla quale apparteneva.

Eppure quel campanile è una traccia concreta di una presenza che a Mantova fu tutt’altro che marginale.

I Domenicani hanno lasciato segni nella struttura urbana, nella vita religiosa e nella storia della città. Basta pensare alla Beata Osanna Andreasi, laica domenicana e consigliera dei Gonzaga, oppure spostarsi fino a Borgo Angeli, dove sopravvive la chiesa di Santa Maria degli Angeli, appartenuta a un convento domenicano.

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Mantova, la Firenze low cost che sorprende gli inglesi

04 martedì Ago 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Grand Tour, Itinerari

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Io dico spesso che Mantova è una Firenze low cost.

Non perché valga meno, naturalmente. Ma perché offre palazzi, chiese, affreschi, corti rinascimentali e grandi protagonisti della storia dell’arte senza le folle, le code e i prezzi di Firenze.

In un recente articolo pubblicato sul Times, la giornalista britannica Helen Pickles racconta Mantova come «l’alternativa senza folla a Firenze che probabilmente non avete mai visitato». Il testo, che ho scoperto grazie alla Voce di Mantova, ha questo titolo “The crowd-free alternative to Florence you’ve probably never been to” è stato pubblicato sul Times venerdì 31 luglio 2026 (ecco il link dove leggerlo in originale https://www.thetimes.com/travel/destinations/europe-travel/italy/italy-mantua-lombardy-art-culture-hrqrn639j

Una città «quasi caricaturalmente italiana»

L’articolo si apre con uno sguardo decisamente britannico.

Mantova appare «quasi caricaturalmente italiana»: le automobili percorrono rumorosamente le strade acciottolate, i ciclisti si muovono disinvolti parlando al telefono, cortili monumentali si intravedono dietro portoni anonimi, mentre cupole, torri e merlature compaiono improvvisamente tra gli edifici.

È una descrizione affettuosa, anche se costruita attraverso molti degli elementi che un visitatore straniero associa all’Italia: biciclette, campane, vicoli, piazze, gelati e piccole automobili.

I Gonzaga come i Medici

Il confronto con Firenze è immediato.

Come Firenze ebbe i Medici, Mantova ebbe i Gonzaga: altrettanto potenti, ambiziosi e generosi nel finanziare artisti e opere destinate a celebrare la propria dinastia.

Per quasi quattro secoli i Gonzaga richiamarono a Mantova protagonisti come Andrea Mantegna, Leon Battista Alberti, Giulio Romano e Claudio Monteverdi.

La vera sorpresa, per l’autrice, è che una città con un simile patrimonio rinascimentale sia ancora così poco conosciuta dal turismo internazionale.

Ed è forse proprio questo il suo vantaggio.

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E della misericordia di Dio non disperare mai…un viatico per vita e lavoro

02 domenica Ago 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Conferenze, Curiosità, Itinerari

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art de recommencer, art of beginning again, arte di ricominciare, bénédictins, benedettini, Benedictine monasticism, Benedictine spirituality, Benedictines, Cistercensi, Cistercians, cisterciens, Domenicani, European monasteries, Francescani, Gesuiti, God’s mercy, il marketing del monaco, instruments des bonnes œuvres, miséricorde de Dieu, misericordia di Dio, monachesimo benedettino, monachisme bénédictin, monastères européens, monasteri europei, monastic life, monastic tradition, ne jamais désespérer, never despair, non disperare mai, Ora et Labora, ordini religiosi, prayer and work, preghiera e lavoro, prière et travail, Règle de saint Benoît, regola, Regola di San Benedetto, Rule of Saint Benedict, Saint Benedict, saint Benoît, San Benedetto, Silvestrines, silvestrini, silvestrins, spiritualità benedettina, spiritualité bénédictine, strumenti delle buone opere, tools for good works, tradition monastique, tradizione monastica, trappistes, trappisti, Trappists, vie monastique, vita monastica

Una regola, un elenco, una frase che resta

C’è un capitolo della Regola di San Benedetto che sembra scritto apposta per essere riletto durante tutto l’anno.

È il capitolo IV, dedicato agli strumenti delle buone opere. Non è un trattato astratto. È un elenco concreto, diretto, quasi operativo. San Benedetto non parte da grandi visioni mistiche, ma da comportamenti molto semplici e molto difficili:

non odiare,
non essere gelosi,
non assecondare l’invidia,
non amare i litigi,
fuggire l’arroganza,
rispettare gli anziani,
amare i giovani,
pregare per i nemici,
fare pace prima del tramonto del sole.

E poi, alla fine, arriva la frase che cambia tutto:

“E della misericordia di Dio non disperare mai.”

È l’ultimo strumento dell’elenco, ma forse è anche quello che regge tutti gli altri. Perché Benedetto sa benissimo che l’uomo può cadere, sbagliare, ricominciare male, perdere la pazienza, lasciarsi prendere dall’orgoglio, non riuscire a fare pace prima che tramonti il sole. La Regola è esigente, ma non è disperata. Chiede molto, ma non chiude mai la porta.

Anzi, la lascia aperta proprio nel punto in cui uno potrebbe pensare di non farcela più.

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A zonzo per Mantova: piccolo manuale di flânerie padana e meraviglia quotidiana

12 domenica Lug 2026

Posted by mantovastoria in Curiosità, Itinerari

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andare a zonzo, émerveillement quotidien, camminare a Mantova, città da scoprire, city to discover, dérive, dérive situationniste, Ecce Homo, everyday wonder, flâner, flânerie urbaine, flâneur, flâneur urbain, Friedrich Nietzsche, Gironzolare, Mantoue, Mantova, Mantua, Mantua Rio, marcher à Mantoue, mémoire urbaine, memoria urbana, meraviglia quotidiana, Nietzsche, passeggiata urbana, Porto Catena, promenade urbaine, psicogeografia, psychogéographie, psychogeography, randonnée urbaine, regard urbain, Rio de Mantoue, Rio di Mantova, San Francesco Mantova, sguardo urbano, Situationist dérive, slow tourism, tourisme lent, Trekking Urbano, turismo lento, urban flaneur, urban gaze, urban memory, urban trekking, urban walk, urban wandering, ville à découvrir, walking in Mantua

C’è un modo classico di attraversare una città: uscire, andare da qualche parte, fare quello che si deve fare, tornare. È efficiente ma è anche il modo migliore per smettere di vedere davvero il posto in cui si vive.

Poi c’è un altro modo: andare a zonzo.

Andare a zonzo non significa perdere tempo. O meglio: significa anche perdere tempo, ma perderlo bene e quindi in realtà investirlo. Significa camminare senza una meta rigida, lasciare spazio alla deviazione, al dettaglio, all’errore di strada, alla sosta inutile che poi inutile non era. È un esercizio semplice e difficile insieme.

Mantova è perfetta per questo. Non è una metropoli da attraversare in apnea, né un centro storico da consumare come una lista di monumenti. È una città raccolta, stratificata, piena di soglie: ponti, cortili, portici, piazze, rive, vicoli, campanili, lapidi, affacci sull’acqua. Una città che non urla sempre la propria bellezza, ma la dissemina. Chi va di fretta vede Palazzo Ducale, Sant’Andrea, Palazzo Te. Chi va a zonzo comincia a vedere anche tutto il resto.

Che cosa vuol dire davvero andare a zonzo?

“Andare a zonzo” sembra una cosa leggera, quasi da domenica pomeriggio. In realtà è una disciplina dello sguardo. Vuol dire smettere di usare la città soltanto come corridoio tra due impegni e ricominciare a leggerla come un testo.

Le città, infatti, si possono leggere. Si leggono nei nomi delle vie, nelle facciate che hanno “digerito male i cambiamenti”, nelle finestre murate, nelle lapidi, nelle curve improvvise, nei ponti, nei vuoti, nei negozi scomparsi, nei campanelli di chi oggi abita dove altri hanno abitato prima. Ogni città è un libro riscritto molte volte. Il problema è che, abitando sempre nello stesso posto, finiamo per saltare le pagine.

Andare a zonzo serve a questo: riaprire il libro per leggerlo con più calma.

Non occorre un programma complicato. Anzi, il programma a volte rovina tutto. Basta decidere una zona, un tempo minimo e una regola di osservazione. Per esempio: oggi guardo solo in alto. Oppure: oggi seguo l’acqua. Oppure: oggi leggo tutte le lapidi. Oppure: oggi percorro una strada che conosco, ma dall’altro lato.

Sembra poco. È già moltissimo.

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