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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi tag: Festivaletteratura Mantova

Una voce di silenzio sottile: Ravasi, Festivaletteratura e il valore degli archivi

11 venerdì Set 2026

Posted by mantovastoria in Conferenze

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Ci sono espressioni che ti restano addosso.

Le leggi una volta, magari in un articolo di giornale, e sembrano fatte apposta per aprire una porta. Non spiegano soltanto qualcosa: ti riportano in un luogo, in un momento, in una situazione precisa.

A me è successo con “una voce di silenzio sottile”.

La frase l’ho ritrovata sul Domenicale del Sole 24 Ore, nella rubrica Breviario di Gianfranco Ravasi pubblicata il 22 marzo 2020. Il tema era il silenzio, ma non il silenzio vuoto, non il silenzio come assenza. Ravasi parlava di quel silenzio che permette di ascoltare davvero.

E mentre leggevo, la memoria mi ha riportato al Festivaletteratura.

Ravasi a Festivaletteratura

Era mercoledì 5 settembre 2007, alle 18:15, nel cortile di Palazzo San Sebastiano. L’incontro era il numero 4 del programma di Festivaletteratura e aveva un titolo essenziale, quasi perfetto: “Parola e ascolto”.

Sul palco c’era Gianfranco Ravasi, allora prefetto della Biblioteca Ambrosiana, biblista e studioso capace di una cosa rara: essere coltissimo senza diventare oscuro (oggi Cardinale).

Ravasi parlava di Bibbia, parola, ascolto, silenzio. Ma non dava mai l’impressione di esibire sapere. Sembrava piuttosto aprire una porta. Ti accompagnava dentro parole antiche e, invece di fartele sentire lontane, le rendeva improvvisamente vicine.

È una delle cose più belle che può fare un intellettuale: non usare la cultura per creare distanza, ma per aumentare l’ascolto.

Forse è per questo che quell’incontro mi è rimasto nel cuore.

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Quelli che il Festivaletteratura…una pagina doppia su MCG – Mantova Chiama Garda

12 venerdì Giu 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Mantovagando, Storia Locale

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Quest’anno il Festivaletteratura compie 30 anni e ne è passata di acqua sotto i ponti da quel 1997 quando si tenne la prima edizione. Però alcune cose non cambiano mai come ad esempio il rapporto di amore (assoluto) e odio (intermittente) per la manifestazione. Mi sono divertito allora a raccogliere alcune frasi fatte che al Festivaletteratura si sentono quasi ogni anno.

Provate a leggere e a vedere se anche voi ne avete pronunciata almeno qualcuna o se ne aggiungereste altre.

Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Giugno 2026/Luglio 2026

QUELLI CHE IL FESTIVALETTERATURA

5 frasi che si sentono spesso a Mantova…

di Giacomo Cecchin

Nei cinque giorni del Festivaletteratura Mantova viene inondata da una marea di gente che si muove all’unisono al ritmo degli incontri e della fiumana dei volontari in maglietta blu. La manifestazione è arrivata alla edizione n. 30 eppure tra i mantovani continuano a sentirsi delle frasi che, ripetute ogni anno, raccontano una sorta di fenomenologia dei “nativi” al Festivaletteratura. Ecco 5 gruppi di lettori o non lettori individuati dalle frasi che ne rappresentano l’essenza. Sono categorie mobili, perché il mantovano può passare dall’una all’altra in una mattina, secondo la coda trovata, il caldo, l’autore ascoltato e il posto libero al bar.

Quelli che il Festival era meglio l’anno scorso

Il Festival migliore è sempre quello dell’anno prima: più gente, più volontari, autori più famosi. I mantovani di questa categoria ne parlano come quando per stigmatizzare i cambiamenti climatici si dice “Non ci sono più le mezze stagioni”. Non è importante che in effetti l’edizione precedente sia stata davvero migliore (e come si fa a fare una vera classifica?) ma fondamentale è poter vivere in questa atmosfera nostalgica e soprattutto far capire a chi viene per la prima volta a Mantova che “Sì, il Festival è un successo, ma se l’avessi visto gli anni scorsi o quelli prima…”. Pronunciano la frase con un programma piegato in quattro, fingendo di non guardarlo, perché loro sanno già tutto e ricordano un incontro leggendario in cui, giurano, non si trovava nemmeno una sedia libera.
Categoria: I Nostalgici, quelli del “non ci sono più le mezze stagioni”.

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Dalla dieta di Mantova al Festivaletteratura. Intervista impossibile al marchese Ludovico II Gonzaga

25 domenica Gen 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Interviste impossibili, Storia Locale

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Quando si entra nella Camera degli Sposi si ha sempre paura di disturbare. I personaggi sulla parete sono impegnati in un dialogo silenzioso e solo la piccola nana ci osserva curiosa fissandoci negli occhi. Il vero protagonista è in ogni caso il marchese Ludovico II, seduto in veste da camera con il suo cane Rubino che sbuca da sotto la sedia.

Alzi la mano chi non ha mai sognato di interagire con lui e con gli altri personaggi affrescati da Anfrea Mantegna. Ecco perché ho immaginato di riuscire a strappargli un’intervista durante l’ultima edizione del Festivaletteratura. Di seguito trovate il testo integrale dell’intervista pubblicata su La Voce di Mantova di lunedì 8 settembre 2025 a pagina 11 .

Mantova e il Festivaletteratura visti da Ludovico II Gonzaga

“Bello l’evento, ma gli scrittori passano senza lasciare traccia. In città c’è troppo silenzio”

L’INTERVISTA IMPOSSIBILE
di Giacomo Cecchin

C’è chi, durante Festivaletteratura, si aggira tra piazze e cortili con il badge al collo e chi invece preferisce osservarci dall’alto, incorniciato per sempre negli affreschi di Mantegna. Quest’anno però la curiosità di vedere Mantova “in diretta”, ha convinto Ludovico II Gonzaga a scendere un momento dalla parete della Camera degli Sposi. Si è sistemato la veste, ha dato una carezza a Rubino, il cane fedele che veglia sotto la sedia, e si è infilato tra le vie e tra i lettori, i volontari con le magliette blu e gli scrittori. A noi della Voce di Mantova è toccata la fortuna di incontrarlo per una chiacchierata informale. Il marchese, con la calma di chi ha visto passare papi, imperatori e artisti geniali ma intrattabili, ha accettato di raccontarci cosa pensa della città di oggi e del Festival. Il tono? Lo stesso di cinque secoli fa: diretto, ironico e con quel pizzico di nostalgia che solo un Gonzaga può concedersi.

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Matteo Maria Boiardo, chi era costui? scopriamolo in un’intervista impossibile a Festivaletteratura

18 domenica Gen 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Interviste impossibili, Storia Locale

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Tutti o quasi conoscono l’Orlando Furioso e Ludovico Ariosto, meno, molti meno conoscono Matteo Maria Boiardo e il suo Innamoramento di Orlando. Eppure questo poema è davvero molto godibile e il suo autore che era Conte di Scandiano un personaggio davvero divertente.

Ho provato a immaginarlo a spasso per Mantova durante il Festivaletteratura e che mi concedesse un’intervista tra la via Emilia e il West. Di seguito trovate il testo integrale dell’intervista pubblicata su La Voce di Mantova di domenica 7 settembre 2025 a pagina 17 .

L’INTERVISTA IMPOSSIBILE a Matteo Maria Boiardo

di Giacomo Cecchin

MANTOVA In città girano scrittori, lettori, appassionati e curiosi: è il Festivaletteratura, bellezza direbbe qualcuno. E tra un tendone e l’altro in piazza Sordello ecco arrivare quello che sembra un cosplayer del Rinascimento. Qualcuno si ferma, lo osserva e poi dice: “Ma tu sei Ludovico Ariosto…”.
Lui lo guarda con sdegno e prova ad andarsene ma noi Matteo Maria Boiardo riusciamo a fermarlo e a convincerlo a rispondere a qualche domanda promettendogli di non fare domande sull’Orlando Furioso (ma si sa come sono i giornalisti…).

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