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Quest’anno il Festivaletteratura compie 30 anni e ne è passata di acqua sotto i ponti da quel 1997 quando si tenne la prima edizione. Però alcune cose non cambiano mai come ad esempio il rapporto di amore (assoluto) e odio (intermittente) per la manifestazione. Mi sono divertito allora a raccogliere alcune frasi fatte che al Festivaletteratura si sentono quasi ogni anno.

Provate a leggere e a vedere se anche voi ne avete pronunciata almeno qualcuna o se ne aggiungereste altre.

Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Giugno 2026/Luglio 2026

QUELLI CHE IL FESTIVALETTERATURA

5 frasi che si sentono spesso a Mantova…

di Giacomo Cecchin

Nei cinque giorni del Festivaletteratura Mantova viene inondata da una marea di gente che si muove all’unisono al ritmo degli incontri e della fiumana dei volontari in maglietta blu. La manifestazione è arrivata alla edizione n. 30 eppure tra i mantovani continuano a sentirsi delle frasi che, ripetute ogni anno, raccontano una sorta di fenomenologia dei “nativi” al Festivaletteratura. Ecco 5 gruppi di lettori o non lettori individuati dalle frasi che ne rappresentano l’essenza. Sono categorie mobili, perché il mantovano può passare dall’una all’altra in una mattina, secondo la coda trovata, il caldo, l’autore ascoltato e il posto libero al bar.

Quelli che il Festival era meglio l’anno scorso

Il Festival migliore è sempre quello dell’anno prima: più gente, più volontari, autori più famosi. I mantovani di questa categoria ne parlano come quando per stigmatizzare i cambiamenti climatici si dice “Non ci sono più le mezze stagioni”. Non è importante che in effetti l’edizione precedente sia stata davvero migliore (e come si fa a fare una vera classifica?) ma fondamentale è poter vivere in questa atmosfera nostalgica e soprattutto far capire a chi viene per la prima volta a Mantova che “Sì, il Festival è un successo, ma se l’avessi visto gli anni scorsi o quelli prima…”. Pronunciano la frase con un programma piegato in quattro, fingendo di non guardarlo, perché loro sanno già tutto e ricordano un incontro leggendario in cui, giurano, non si trovava nemmeno una sedia libera.
Categoria: I Nostalgici, quelli del “non ci sono più le mezze stagioni”.

Quelli che il Festival migliore sarà il prossimo…se ci sarà

E’ una sorta di ottimismo/pessimismo. Molti mantovani sono convinti che il Festival migliore sia quello che deve ancora venire: perché finalmente arriverà quell’autore che piace solo a loro ma darà carattere al Festival; perché Mantova avrà risolto i suoi problemi e il Festival esploderà con i fuochi d’artificio; perché i mantovani saranno diventati tutti scrittori e lettori e il Festival diventerà finalmente specchio del territorio. Ma a questo ottimismo si aggiunge sempre il pessimismo di pensare che il Festival, come tutte le cose belle, debba avere una fine e allora… vediamo se ce la faranno ancora una volta! In questi mantovani convivono l’entusiasmo dell’abbonato fedele e l’ansia del parente che domanda ogni anno se l’organizzazione reggerà, se i volontari basteranno, se il tempo sarà clemente e se i problemi del mondo potranno restare fuori dalle mura.
Categoria: I Pessimisti, del doman non v’è certezza

Quelli che per il Festival non si trova parcheggio

Questi sono i mantovani più incredibili. Dare la colpa al Festival perché non si trova parcheggio vuol dire che giri in bicicletta per 11 mesi e tre settimane all’anno e solo in quei 5 giorni di settembre entri a Mantova in macchina e vuoi trovare posto sul retro del Palazzo della Ragione. E’ vero che i parcheggi sono un problema ma a Mantova lo sono tutto l’anno e poi occorre ragionare come i mantovani di Mantova centro. Il parcheggio esiste solo se si trova a 10 metri da dove abiti e soprattutto se è libero nel momento in cui ti serve davvero. Il loro sogno sarebbe un teletrasporto per auto: schiacci il bottone e l’automobile che occupa il tuo parcheggio viene automaticamente portata a Sparafucile, in doppia fila. Nel frattempo osservano con sospetto ogni targa forestiera, certi che dietro quel parabrezza ci sia qualcuno venuto apposta per rubargli l’ultimo parcheggio utile.
Categoria: Fatalisti, è il karma bellezza

Quelli che NO Severgnini NO Festival

Un Festivaletteratura senza Severgnini è davvero un Festivaletteratura? Per molti mantovani no. E’ come una Formula 1 senza Ferrari, un risotto alla Pilota senza salamella (la salsiccia), il santuario delle Grazie senza cotechino. Eppure per me i Festival migliori sono quelli dove leggi il programma e ti chiedi da dove escano tutti questi scrittori di cui non hai mai sentito parlare. Le sorprese e le delusioni sono dietro l’angolo, ma così è una splendida metafora della vita. Eppure per quelli che valutano il Festivaletteratura sulla base dei nomi e dei ritorni il Festival perfetto sarebbe quello uguale a quello dell’anno prima perché è stato il migliore che ci potesse aspettare (vedi Quelli che il Festival era meglio l’anno scorso). Sfogliano il programma cercando volti rassicuranti, firme già viste, presenze capaci di garantire che il mondo non sia cambiato troppo: poi magari finiscono per innamorarsi di un autore islandese, ma non lo ammetteranno mai.
Categoria: Abitudinari, si stava meglio quando si stava peggio

Quelli che “sì, c’è gente al Festival ma ci sono più scrittori che lettori”

Il momento in cui vengono comunicate le presenze dei lettori al Festival è un indice spettacolare per dividere i mantovani tra chi ama la manifestazione al di là del bene e del male e chi invece la considera un momento di follia collettiva in città da sopportare almeno una volta all’anno. Spesso si sente dire che in giro si sono visti più scrittori che lettori; che a Mantova non si legge di più da quando c’è il Festival; che in città sono diminuite le librerie. D’altra parte occorre dire che forse una verità c’è in questa frase fatta: l’Italia è il Paese dove escono più libri e i lettori sono sempre meno. Alzi la mano chi non ha almeno un romanzo inedito nel cassetto. Allora forse è vero che ci sono più scrittori che lettori ma non è divertente anche così… In fondo il Festival serve anche a questo: a ricordarci che leggere è un gesto privato ma parlarne in piazza è un esercizio collettivo, e che persino chi brontola contribuisce alla conversazione generale.
Categoria: Incontentabili, quelli del: “sì, però…”

E poi, finita la conta delle categorie, resta la città. Mantova sopporta, accoglie, sbuffa e si mette in posa; nei bar si commentano gli incontri, sotto i portici si incrociano borse di libri, in coda nascono amicizie da dieci minuti e giudizi definitivi. È forse questa la magia del Festivaletteratura: trasformare per cinque giorni anche il lamento più locale in partecipazione culturale.

Ecco il sito ufficiale del Festivaletteratura
www.festivaletteratura.it

Mantovagando: tutte le pagine pubblicate

La rubrica Mantovagando su Mantova Chiama Garda propone in un’altra veste gli articoli già pubblicati su questo blog sotto la Rubrica de “Le 5 cose da sapere su Mantova e sui Mantovani”. La novità è che in questo caso i testi sono corredati da foto e questo rende gli articoli più facili ed efficaci per i lettori. Mantovagando è stata anche una trasmissione radiofonica andata in onda su Radio Base (qui potete ascoltare i podcast).

Di seguito potete leggere tutte le pagine uscite sul Magazine che trovate in versione integrale sul sito www.mantovachiamagarda.it.

34. Intervista doppia a Isabella d’Este e Leonardo da Vinci – MCG – Aprile Maggio 2026
33. Le prigioni di Mantova – MCG – aprile Maggio 2026
32. L’arte contemporanea arriva a Mantova – MCG – febbraio-marzo 2026
31. Primavera mantovana, MCG – febbraio-marzo 2026
30. Girovagando per presepi, MCG – dicembre-gennaio 2025
29. Alla scoperta del paradiso nella cupola di Sant’Andrea, MCG – ottobre-novembre 2025
28. Un santuario mariano tra stranezze e curiosità, MCG – agosto-settembre 2025
27. La Madonna del Terremoto, una storia di devozione popolare, MCG – Luglio 2025
26. San Benedetto in Polirone, una chiesa tutta da scoprire, MCG – maggio 2025
25. La Basilica di Santa Barbara, nascosta in Palazzo Ducale, MCG Marzo 2025
24. 5 anni da ricordare per la Rotonda di San Lorenzo, su MCG – Ottobre 2024
23. 5 chiese dedicate a Maria, MCG – Aprile-Maggio 2024
22. Camminare a Mantova, MCG – Febbraio-Marzo 2024
21. Rubens a Mantova, MCG – Dicembre 2023
20. Un crossfit culturale a Palazzo Ducale, MCG – Ottobre 2023
19. Il duomo di Mantova, un cocktail architettonico – MCG Luglio 2023
18. I cinque dilemmi dei mantovani – MCG di Maggio 2023
17. I cinque luoghi cavallereschi – MCG di Dicembre 2022
16. Il lato B di Palazzo Te in 5 particolari lascivi – MCG di dicembre/gennaio 2020
15. Napoleone a Mantova: 5 luoghi da ricordare – MCG di ottobre/novembre 2019
14. 5 anni da dimenticare a Mantova – MCG di agosto-settembre 2019
13. 5 anni da ricordare a Mantova – MCG di giugno-luglio 2019
12. Un safari a Palazzo Te – MCG di aprile-maggio 2019
11. Le torri del profilo di Mantova – MCG di febbraio-marzo 2019
10. Come scegliere il santo giusto a Mantova – MCG di dicembre/gennaio2019
9. Spettri a Mantova che, a volte, sembra la Scozia – MCG di ottobre/novembre 2018
8. 5 curiosità che non conoscevi su Palazzo Te – MCG di agosto/settembre 2018
7. Le particolarità di Palazzo Ducale – MCG di giugno/luglio 2018
6. Una Camera con Vista – MCG di aprile/maggio 2018
5. 5 Gonzaga da non dimenticare – MCG di febbraio/marzo 2018
4. 5 donne dei Gonzaga – MCG di dicembre/gennaio 2018
3. I libri da sfogliare dopo essere venuti a Mantova – MCG di ottobre/novembre 2017
2. I libri da leggere prima di venire a Mantova – MCG di agosto/settembre 2017
1. 5 passaggi segreti da scoprire a Mantova – MCG di giugno/luglio 2017

The 5 Typical Mantuan Phrases About Festivaletteratura

Festivaletteratura Mantova reaches its 30th edition: an ironic look at the most common phrases heard among locals during the festival, from nostalgia and parking complaints to famous authors, readers, writers and the city’s cultural spirit.

Les 5 phrases typiques des Mantouans sur Festivaletteratura

Festivaletteratura Mantova fête sa 30e édition : un regard ironique sur les phrases les plus courantes des habitants pendant le festival, entre nostalgie, problèmes de stationnement, grands auteurs, lecteurs, écrivains et esprit culturel de la ville.