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Una collezione di arte contemporanea in uno dei palazzi più antichi di Mantova. Chi l’avrebbe mai detto, eppure alla fine è arrivata la Sonnabend collection che presenta opere da Warhol a Liechtenstein, da Rautschenberg a Piero Manzoni. Questo potevo farlo anch’io, dicono molti davanti alle opere esposte. Però al massimo le potevi rifare come diceva Munari e allora perché non farci un salto?

Per prepararvi alla visita ecco una doppia pagina pubblicata su MCG – Mantova Chiama Garda con alcuni spunti sulle opere che mi hanno incuriosito di più.

Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Febbraio 2026/Marzo 2026

L’ARTE CONTEMPORANEA ARRIVA A MANTOVA
A cura di Giacomo Cecchin

“Questo potevo farlo anch’io” è probabilmente la frase più pronunciata davanti a un’opera di arte contemporanea. Viene detta con una certa sicurezza, spesso a braccia conserte, come se bastasse a ristabilire una gerarchia: io, lo spettatore, contro l’artista che se la tira. Poi però succede qualcosa di imprevisto.

Si scopre che quell’opera è stata esposta nei musei più importanti del mondo, che vale cifre a sei o sette zeri e che ha contribuito a cambiare il modo in cui guardiamo la realtà. E allora la frase resta lì, un po’ meno convinta, come una sentenza pronunciata troppo in fretta. Anche perché al massimo la potevi rifare l’opera, visto che qualcuno l’ha fatta prima di te.

L’arrivo a Mantova della Collezione Sonnabend è l’occasione ideale per rimettere in discussione questo riflesso automatico. Perché qui non siamo davanti a una stravaganza locale o a un esperimento isolato, ma a una delle collezioni private più importanti al mondo, capace di raccontare come l’arte contemporanea sia diventata, nel bene e nel male, una delle grandi protagoniste del nostro tempo.

UNA COLLEZIONE, NON UN MUSEO

Prima cosa da chiarire: una collezione non è un museo. Il museo tende all’ordine, alla narrazione ufficiale, alla storia con la “S” maiuscola. Una collezione privata, invece, racconta una visione personale, fatta di scelte, scommesse, colpi di fulmine e intuizioni precoci. La Collezione Sonnabend funziona così: non addolcisce, non spiega troppo, non rassicura.

Viene quasi da pensare che potrebbero mettere i cartellini dei prezzi accanto alle opere. Non per provocare, ma per onestà intellettuale. Perché il mercato, nell’arte contemporanea, non è un effetto collaterale: è parte integrante del discorso. E spesso è proprio il valore economico a costringerci a guardare meglio ciò che avevamo liquidato come una bizzarria.

I GRANDI NOMI CHE (BENE O MALE) CONOSCIAMO TUTTI

Nella Collezione Sonnabend compaiono alcuni dei nomi più iconici dell’arte contemporanea internazionale. Ci sono Andy Warhol, che trasforma la ripetizione in linguaggio; Roy Lichtenstein, che porta il fumetto dentro il museo; Jasper Johns, che tra l’altro è la dimostrazione che l’arte fa bene visti i suoi 95 anni; e Robert Rauschenberg, che mescola pittura, oggetti e immagini quando ancora non era di moda farlo.

Sono artisti che oggi sembrano “classici”, ma che all’epoca erano tutt’altro che rassicuranti. E anche questo aiuta a ridimensionare il famoso “lo potevo fare anch’io”.

L’ARTE POVERA ITALIANA: POCO MATERIALE, MOLTE IDEE

Un capitolo fondamentale della collezione è dedicato all’Arte Povera italiana, uno dei movimenti più radicali del secondo Novecento. Qui l’arte rinuncia volontariamente al virtuosismo e ai materiali nobili per concentrarsi sull’idea, sul gesto, sul rapporto con la natura e con il tempo.

Materiali semplici, quotidiani, spesso deperibili: legno, ferro, terra, stracci, piombo. Lontanissimi dall’idea tradizionale di “opera bella”, ma potentissimi dal punto di vista concettuale. L’Arte Povera non vuole piacere: vuole costringere a pensare. E nella Collezione Sonnabend trova uno spazio coerente, perché dialoga perfettamente con quella tensione tra mercato e anti-mercato che attraversa tutta la raccolta.

PIERO MANZONI: L’ARTE PORTATA AL LIMITE

In questo contesto spicca la presenza di Piero Manzoni, figura chiave dell’arte concettuale italiana e internazionale. Manzoni è l’artista che più di tutti ha spinto l’arte verso il cortocircuito definitivo: l’opera non come oggetto, ma come idea estrema (ve la ricordate la m…a d’artista?).

La sua presenza in mostra è un promemoria fondamentale: l’arte contemporanea non è solo estetica, ma anche provocazione, ironia, riflessione sul sistema dell’arte stesso. “Corpo d’aria” è un kit per trasformare in artista qualsiasi persona. Consiste in una custodia in legno contenente un treppiede articolato, un palloncino sgonfio e un tubicino per gonfiarlo. In dotazione vi erano anche le istruzioni per completare l’opera: bisognava gonfiare il palloncino fino a raggiungere un diametro massimo di 80 cm e poi posizionarlo sul supporto.

DALLA LATTUGA QUOTIDIANA ALLA CHIUSURA SCINTILLANTE

Tra le opere più osservate della collezione ce n’è una che sembra una battuta nonsense, ma che in realtà spiega perfettamente come funziona l’arte contemporanea. È un’opera di Giovanni Anselmo dal titolo provocatorio “Senza titolo” ed è fatta di granito, insalata, filo di rame, segatura. Un’opera in evoluzione continua, visto che occorre cambiare la lattuga periodicamente per mantenerla sempre fresca. Un gesto minimo, ripetitivo, quasi domestico, che diventa parte integrante dell’opera. Qui l’arte non è ciò che resta, ma ciò che accade.

E se l’Arte Povera riduce tutto all’essenziale, la collezione si chiude con l’esatto opposto: Jeff Koons. Con Koons l’oggetto diventa monumentale, lucido, seducente, perfettamente inserito nel meccanismo del desiderio e del mercato. Una chiusura non casuale, ma programmatica: dall’anti-arte al trionfo dell’oggetto, senza soluzione di continuità.

IL PALAZZO DELLA RAGIONE: QUANDO IL CONTENITORE FA METÀ DEL DISCORSO

A rendere l’esperienza ancora più interessante è il luogo che ospita la mostra: il Palazzo della Ragione. Uno degli edifici civici più antichi di Mantova, nato nel XIII secolo come spazio per l’amministrazione della giustizia e della vita pubblica della città.

Le sue pietre medievali, gli affreschi sopravvissuti al tempo e alle trasformazioni urbane creano un contrasto potente con le opere contemporanee. Non un contrasto stridente ma stimolante. Qui il dialogo tra passato e presente diventa evidente: l’arte contemporanea non cancella la storia, la attraversa.

Camminare tra installazioni concettuali e superfici medievali significa accettare che l’arte non è mai fuori luogo, se il luogo è disposto a mettersi in discussione. E Mantova, ancora una volta, dimostra di saper reggere il confronto.

PERCHÉ ANDARCI (ANCHE SE PENSATE CHE NON FACCIA PER VOI)

La Collezione Sonnabend non chiede consenso, ma attenzione. È una mostra che mette in crisi le certezze, smonta i luoghi comuni e obbliga a guardare l’arte contemporanea per quello che è: un terreno di confronto, non una gara di bravura.

Si può uscire entusiasti o perplessi, divertiti o infastiditi. L’importante è uscire diversi da come si è entrati. Perché se è vero che “questo potevo farlo anch’io”, è anche vero che qualcuno, prima di noi, ha avuto il coraggio di farlo davvero.

Sito ufficiale: www.collezionesonnabend.it

Mantovagando: tutte le pagine pubblicate

La rubrica Mantovagando su Mantova Chiama Garda propone in un’altra veste gli articoli già pubblicati su questo blog sotto la Rubrica de “Le 5 cose da sapere su Mantova e sui Mantovani”. La novità è che in questo caso i testi sono corredati da foto e questo rende gli articoli più facili ed efficaci per i lettori. Mantovagando è stata anche una trasmissione radiofonica andata in onda su Radio Base (qui potete ascoltare i podcast).

Di seguito potete leggere tutte le pagine uscite sul Magazine che trovate in versione integrale sul sito www.mantovachiamagarda.it.

31. Primavera mantovana, MCG – febbraio-marzo 2026
30. Girovagando per presepi, MCG – dicembre-gennaio 2025
29. Alla scoperta del paradiso nella cupola di Sant’Andrea, MCG – ottobre-novembre 2025
28. Un santuario mariano tra stranezze e curiosità, MCG – agosto-settembre 2025
27. La Madonna del Terremoto, una storia di devozione popolare, MCG – Luglio 2025
26. San Benedetto in Polirone, una chiesa tutta da scoprire, MCG – maggio 2025
25. La Basilica di Santa Barbara, nascosta in Palazzo Ducale, MCG Marzo 2025
24. 5 anni da ricordare per la Rotonda di San Lorenzo, su MCG – Ottobre 2024
23. 5 chiese dedicate a Maria, MCG – Aprile-Maggio 2024
22. Camminare a Mantova, MCG – Febbraio-Marzo 2024
21. Rubens a Mantova, MCG – Dicembre 2023
20. Un crossfit culturale a Palazzo Ducale, MCG – Ottobre 2023
19. Il duomo di Mantova, un cocktail architettonico – MCG Luglio 2023
18. I cinque dilemmi dei mantovani – MCG di Maggio 2023
17. I cinque luoghi cavallereschi – MCG di Dicembre 2022
16. Il lato B di Palazzo Te in 5 particolari lascivi – MCG di dicembre/gennaio 2020
15. Napoleone a Mantova: 5 luoghi da ricordare – MCG di ottobre/novembre 2019
14. 5 anni da dimenticare a Mantova – MCG di agosto-settembre 2019
13. 5 anni da ricordare a Mantova – MCG di giugno-luglio 2019
12. Un safari a Palazzo Te – MCG di aprile-maggio 2019
11. Le torri del profilo di Mantova – MCG di febbraio-marzo 2019
10. Come scegliere il santo giusto a Mantova – MCG di dicembre/gennaio2019
9. Spettri a Mantova che, a volte, sembra la Scozia – MCG di ottobre/novembre 2018
8. 5 curiosità che non conoscevi su Palazzo Te – MCG di agosto/settembre 2018
7. Le particolarità di Palazzo Ducale – MCG di giugno/luglio 2018
6. Una Camera con Vista – MCG di aprile/maggio 2018
5. 5 Gonzaga da non dimenticare – MCG di febbraio/marzo 2018
4. 5 donne dei Gonzaga – MCG di dicembre/gennaio 2018
3. I libri da sfogliare dopo essere venuti a Mantova – MCG di ottobre/novembre 2017
2. I libri da leggere prima di venire a Mantova – MCG di agosto/settembre 2017
1. 5 passaggi segreti da scoprire a Mantova – MCG di giugno/luglio 2017

Contemporary Art Comes to Mantua: The Sonnabend Collection at Palazzo della Ragione

The arrival of the Sonnabend Collection in Mantua offers a significant opportunity to reconsider contemporary art beyond common stereotypes and superficial judgments. Rather than functioning as a traditional museum display, the collection reflects a personal and visionary approach shaped by intuition, risk, and historical foresight. The exhibition brings together major international figures such as Andy Warhol, Roy Lichtenstein, Jasper Johns, and Robert Rauschenberg, alongside key representatives of Italian Arte Povera and conceptual art, including Piero Manzoni and Giovanni Anselmo. Through this dialogue, the collection highlights the tension between artistic experimentation, market value, and critical thought. The setting of Palazzo della Ragione strengthens the exhibition’s impact by creating a compelling encounter between medieval architecture and contemporary works. The exhibition ultimately invites visitors to engage with art not as a matter of technical skill alone, but as a space for provocation, reflection, and transformation

L’art contemporain arrive à Mantoue : la Collection Sonnabend au Palazzo della Ragione

L’arrivée de la Collection Sonnabend à Mantoue constitue une occasion importante de reconsidérer l’art contemporain au-delà des clichés et des jugements hâtifs. Plus qu’un parcours muséal traditionnel, la collection exprime une vision personnelle fondée sur l’intuition, le risque et l’anticipation historique. L’exposition réunit de grandes figures internationales telles qu’Andy Warhol, Roy Lichtenstein, Jasper Johns et Robert Rauschenberg, ainsi que des représentants majeurs de l’Arte Povera et de l’art conceptuel italien, comme Piero Manzoni et Giovanni Anselmo. À travers ce dialogue, la collection met en évidence la tension entre expérimentation artistique, valeur marchande et réflexion critique. Le cadre du Palazzo della Ragione renforce encore la portée de l’exposition en créant une rencontre stimulante entre l’architecture médiévale et les œuvres contemporaines. L’exposition invite ainsi le visiteur à considérer l’art non comme une simple démonstration de virtuosité, mais comme un espace de provocation, de réflexion et de transformation.