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Tra lapidi, celle affrescate e antichi conventi trasformati in luoghi di detenzione, Mantova conserva una geografia nascosta della reclusione. Questo itinerario ripercorre le principali prigioni cittadine, intrecciando memoria risorgimentale, storia urbana e testimonianze dei patrioti rinchiusi nei luoghi simbolo della città.

E non perdetevi la possibilità di visitare le carceri all’interno del Castello di San Giorgio recentemente riaperte. In questa doppia pagina di MCG Mantova Chiama Garda alcuni spunti per approfondire.

Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Aprile 2026/Maggio 2026

LE PRIGIONI DI MANTOVA
Un itinerario tra memoria risorgimentale e riaperture storiche
Di Giacomo Cecchin

Mantova è stata nei secoli città di conventi e monasteri, poi città di caserme e infine anche città di carceri. Tra età comunale, dominio gonzaghesco e amministrazione austriaca, la funzione detentiva ha inciso in modo significativo nella configurazione urbana e nella storia cittadina.

Oggi nessuno di questi luoghi è più destinato alla reclusione: di alcuni resta solo un segno nella toponomastica o una lapide, altri sono stati trasformati o attendono interventi di recupero. La riapertura al pubblico delle carceri dei Martiri di Belfiore nel Castello di San Giorgio offre l’occasione per rileggere questo patrimonio attraverso un itinerario che attraversa epoche diverse e restituisce un volto meno noto della città.

CARCERE DELLA MAINOLDA

Del carcere della Mainolda rimane oggi soltanto una lapide in marmo su un muro di via Mainolda. Era la prigione più dura secondo i ricordi di molti prigionieri.

Le condizioni di detenzione erano particolarmente severe e la struttura divenne uno dei principali luoghi di reclusione per i patrioti del Lombardo-Veneto. Tra i detenuti vi fu Luigi Pastro, medico trevigiano vicino agli ambienti mazziniani, arrestato per il suo coinvolgimento nella congiura di Belfiore e tradotto a Mantova. Nelle sue memorie descrisse ambienti angusti, isolamento e scarsa ventilazione. Luigi Pastro non fu giustiziato ma condannato al carcere duro perché non confessò mai e per questo fu chiamato anche “eroe del silenzio”.

Nello stesso carcere fu rinchiuso anche Carlo Poma, mantovano tra i protagonisti della congiura di Belfiore, che ricordò la permanenza alla Mainolda come segnata dall’impossibilità di leggere o scrivere e da un regime detentivo particolarmente rigido.

CASTELLO DI SAN GIORGIO

Le carceri del Castello di San Giorgio sono le più note tra quelle mantovane. Situate all’ultimo piano della fortezza, furono utilizzate dagli austriaci come struttura detentiva di massima sicurezza per i patrioti coinvolti nei moti risorgimentali e nella congiura di Belfiore.

Le celle conservano ancora graffiti e incisioni lasciate dai detenuti, come un emozionante “Viva l’Italia” inciso sul marmo della finestra nel carcere dove fu imprigionato Tito Speri, protagonista delle Dieci giornate di Brescia.

Una delle prigioni più suggestive è quella che vede la volta completamente affrescata con uno zodiaco di epoca gonzaghesca e che ha le pareti a strisce nere e blu. In questa cella, secondo la tradizione, fu imprigionato Ciro Menotti, patriota modenese che passò dal Castello di San Giorgio nel 1831.

Nelle carceri del castello fu rinchiuso anche Felice Orsini, l’unico prigioniero che riuscì a evadere dalle prigioni il 30 marzo 1856, per finire giustiziato a Parigi il 13 marzo 1858 in seguito all’attentato contro Napoleone III.

Nei sotterranei del castello si trovano invece le carceri di epoca gonzaghesca, più antiche e caratterizzate da ambienti bassi e umidi.

TORRE E PALAZZO DEL PODESTÀ

Le carceri del Palazzo del Podestà, affacciate sull’attuale piazza Broletto, sono documentate già in età medievale. La piazza era infatti conosciuta come “piazza delle Carceri”.

Il complesso continuò a essere utilizzato anche in epoca austriaca e rimase in funzione fino ai primi anni del Novecento. La dismissione avvenne con il trasferimento dei detenuti nella nuova casa circondariale di via Poma, nella notte tra il 17 e il 18 luglio 1911.

La Gazzetta di Mantova riferiva che “verso le 2.30 di stamane ebbe luogo il passaggio dei trentasei prigionieri detenuti nelle vecchie carceri di piazza Broletto alle nuove di via Poma”, operazione svolta senza incidenti e seguita da numerosi curiosi accorsi nelle ore notturne.

Oggi si possono visitare alcune delle celle delle prigioni comunali durante la visita al Museo Virgilio.

CONVENTO DEI CARMELITANI SCALZI

Il complesso di Santa Teresa, lungo l’attuale via Mazzini, nacque come convento dei Carmelitani scalzi nel XVII secolo. Dopo la soppressione degli ordini religiosi alla fine del Settecento l’edificio fu trasformato in carcere politico durante la dominazione austriaca.

Qui furono rinchiusi i Martiri di Belfiore negli ultimi giorni precedenti l’esecuzione. Le stanze utilizzate come celle sono tuttora riconoscibili all’interno del complesso e costituiscono una testimonianza diretta della fase conclusiva della loro detenzione, documentata anche nel Confortatorio di Luigi Martini.

Il convento è tornato a ospitare i frati carmelitani, anche se di recente è tornato alla gestione del clero secolare per la diminuzione delle vocazioni.

CONVENTO DI SAN DOMENICO

Del convento domenicano, uno dei più grandi di Mantova, rimane oggi il campanile sul Lungorio. In epoca gonzaghesca il complesso era anche sede del carcere dell’Inquisizione mantovana.

Durante la dominazione austriaca fu riutilizzato come carcere politico e accolse diversi patrioti coinvolti nei moti risorgimentali.

Un ripasso risorgimentale nella toponomastica urbana

Camminare oggi per Mantova può diventare anche un modo per ripercorrere idealmente la storia del Risorgimento locale attraverso i nomi delle sue vie.

Via Pastro, dedicata al patriota trevigiano Luigi Pastro, si sviluppa proprio a partire da via Mainolda, dove sorgeva uno dei più duri carceri politici cittadini: un collegamento che rende evidente come memoria storica e spazio urbano si intreccino in modo diretto.

Nel tessuto del centro si incontrano poi via Frattini e via Tazzoli, che richiamano altri protagonisti della congiura di Belfiore e indicano aree della città legate alla vita e alle relazioni dei patrioti mantovani.

Particolarmente singolare appare la coincidenza legata a via Poma: proprio nella strada dove Carlo Poma abitava ha sede ancora oggi la Casa Circondariale di Mantova, attiva dal 1911.

I MARTIRI DI BELFIORE

5 novembre 1851 — don Giovanni Grioli

7 dicembre 1852 — don Enrico Tazzoli, Angelo Scarsellini, Bernardo De Canal, Carlo Poma, Giovanni Zambelli

3 marzo 1853 — don Bartolomeo Grazioli, Carlo Montanari, Tito Speri

19 marzo 1853 — Pietro Frattini

4 luglio 1855 — Pietro Fortunato Calvi

Mantovagando: tutte le pagine pubblicate

La rubrica Mantovagando su Mantova Chiama Garda propone in un’altra veste gli articoli già pubblicati su questo blog sotto la Rubrica de “Le 5 cose da sapere su Mantova e sui Mantovani”. La novità è che in questo caso i testi sono corredati da foto e questo rende gli articoli più facili ed efficaci per i lettori. Mantovagando è stata anche una trasmissione radiofonica andata in onda su Radio Base (qui potete ascoltare i podcast).

Di seguito potete leggere tutte le pagine uscite sul Magazine che trovate in versione integrale sul sito www.mantovachiamagarda.it.

32. L’arte contemporanea arriva a Mantova – MCG – aprile-maggio 2026
31. Primavera mantovana, MCG – febbraio-marzo 2026
30. Girovagando per presepi, MCG – dicembre-gennaio 2025
29. Alla scoperta del paradiso nella cupola di Sant’Andrea, MCG – ottobre-novembre 2025
28. Un santuario mariano tra stranezze e curiosità, MCG – agosto-settembre 2025
27. La Madonna del Terremoto, una storia di devozione popolare, MCG – Luglio 2025
26. San Benedetto in Polirone, una chiesa tutta da scoprire, MCG – maggio 2025
25. La Basilica di Santa Barbara, nascosta in Palazzo Ducale, MCG Marzo 2025
24. 5 anni da ricordare per la Rotonda di San Lorenzo, su MCG – Ottobre 2024
23. 5 chiese dedicate a Maria, MCG – Aprile-Maggio 2024
22. Camminare a Mantova, MCG – Febbraio-Marzo 2024
21. Rubens a Mantova, MCG – Dicembre 2023
20. Un crossfit culturale a Palazzo Ducale, MCG – Ottobre 2023
19. Il duomo di Mantova, un cocktail architettonico – MCG Luglio 2023
18. I cinque dilemmi dei mantovani – MCG di Maggio 2023
17. I cinque luoghi cavallereschi – MCG di Dicembre 2022
16. Il lato B di Palazzo Te in 5 particolari lascivi – MCG di dicembre/gennaio 2020
15. Napoleone a Mantova: 5 luoghi da ricordare – MCG di ottobre/novembre 2019
14. 5 anni da dimenticare a Mantova – MCG di agosto-settembre 2019
13. 5 anni da ricordare a Mantova – MCG di giugno-luglio 2019
12. Un safari a Palazzo Te – MCG di aprile-maggio 2019
11. Le torri del profilo di Mantova – MCG di febbraio-marzo 2019
10. Come scegliere il santo giusto a Mantova – MCG di dicembre/gennaio2019
9. Spettri a Mantova che, a volte, sembra la Scozia – MCG di ottobre/novembre 2018
8. 5 curiosità che non conoscevi su Palazzo Te – MCG di agosto/settembre 2018
7. Le particolarità di Palazzo Ducale – MCG di giugno/luglio 2018
6. Una Camera con Vista – MCG di aprile/maggio 2018
5. 5 Gonzaga da non dimenticare – MCG di febbraio/marzo 2018
4. 5 donne dei Gonzaga – MCG di dicembre/gennaio 2018
3. I libri da sfogliare dopo essere venuti a Mantova – MCG di ottobre/novembre 2017
2. I libri da leggere prima di venire a Mantova – MCG di agosto/settembre 2017
1. 5 passaggi segreti da scoprire a Mantova – MCG di giugno/luglio 2017

The Prisons of Mantua: A Journey Through Risorgimento Memory and Historic Reopenings

This article explores the history of Mantua through its former prisons, tracing a lesser-known urban and political geography shaped by centuries of detention. From the harsh prison of the Mainolda to the cells of the Castello di San Giorgio, the Palazzo del Podestà, and former convents converted into jails, the itinerary reveals how imprisonment marked the city under communal, Gonzaga, and Austrian rule. Special attention is given to the patriots of the Risorgimento and the Martyrs of Belfiore, whose imprisonment turned these places into lasting sites of memory. Today, although these buildings no longer serve a penal function, they remain powerful witnesses to Mantua’s civic history and historical identity.

Les prisons de Mantoue : itinéraire entre mémoire du Risorgimento et réouvertures historiques

Cet article retrace l’histoire de Mantoue à travers ses anciennes prisons, en mettant en lumière une géographie urbaine et politique souvent méconnue. De la prison sévère de la Mainolda aux cellules du château Saint-Georges, du Palazzo del Podestà aux anciens couvents transformés en lieux de détention, l’itinéraire montre comment l’enfermement a marqué la ville sous les époques communale, gonzaguesque et autrichienne. Une attention particulière est portée aux patriotes du Risorgimento et aux Martyrs de Belfiore, dont la captivité a transformé ces lieux en espaces durables de mémoire. Aujourd’hui, même si ces bâtiments n’ont plus de fonction carcérale, ils restent des témoins précieux de l’histoire civique et de l’identité historique de Mantoue.