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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi tag: iconografia cristiana

Giacomo: un santo, un nome, un cammino e qualche buon motivo per festeggiare

25 sabato Lug 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Conferenze, Curiosità

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Un tempo l’onomastico contava quasi quanto il compleanno. A volte anche di più, almeno nelle famiglie in cui il calendario dei santi era consultato con la stessa serietà con cui oggi si controllano le previsioni del tempo.

Il nome non era soltanto una scelta estetica. Spesso veniva dal santo del giorno, da un nonno, da una nonna, da uno zio, da una tradizione familiare. Poi sono arrivati altri criteri: il suono, la moda, il gusto dei genitori, il personaggio di un film, il calciatore, la cantante, il desiderio di originalità. Risultato: l’onomastico è diventato una ricorrenza un po’ laterale, ricordata da qualche parente molto attento e da pochi altri.

Eppure, riscoprire il santo legato al proprio nome può essere un esercizio interessante. Non per forza devozionale in senso stretto, ma culturale, storico, simbolico. Ogni nome porta con sé una piccola biblioteca di storie, immagini, viaggi, leggende, luoghi, feste e tradizioni.

Nel caso di Giacomo, poi, la faccenda si fa subito impegnativa. Perché San Giacomo Maggiore non è un santo qualunque: è apostolo, fratello di Giovanni Evangelista, “figlio del tuono”, primo apostolo martire e patrono dei pellegrini. Insomma, uno che non passa inosservato.

Perché riscoprire il santo del proprio nome?

L’onomastico può sembrare una piccola formalità da calendario. Invece può diventare una domanda: che cosa racconta il mio nome?

Non si tratta di identificarsi completamente con il proprio santo, operazione rischiosa e spesso poco realistica. Se uno si chiama Giacomo non è obbligato a partire domani per Compostela, predicare come un “figlio del tuono” o farsi crescere la barba da apostolo. Sarebbe eccessivo, anche per un onomastico.

Però il nome può diventare un punto di partenza. Dietro Giacomo ci sono la Bibbia, il Medioevo, la Spagna, il pellegrinaggio, la conchiglia, il bordone, le chiese dedicate al santo, le immagini degli artisti, le tradizioni locali e persino qualche modo di dire.

Riscoprire il proprio santo significa anche accorgersi che i nomi non sono etichette neutre. Hanno una storia. Portano con sé viaggi lunghissimi, cambi di lingua, trasformazioni popolari, leggende e memorie familiari. In un tempo in cui scegliamo i nomi soprattutto perché “suonano bene”, non è male ogni tanto chiedersi anche che cosa abbiano da raccontare.

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L’Annunciazione: quando il limite diventa creatività

25 mercoledì Mar 2026

Posted by mantovastoria in Curiosità, Storia Locale

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Annonciation, Annunciation, Annunciazione, art history, art sacré, arte sacra, Christian iconography, Fermo Ghisoni, histoire de l’art, iconografia cristiana, iconographie chrétienne, Italian Renaissance, Léonard de Vinci, Leonardo da Vinci, Lorenzo Lotto, Piero della Francesca, Renaissance italienne, Rinascimento italiano, sacred art, storia dell’arte, Tintoretto

25 marzo, festa dell’Annunciazione della Vergine

Oggi, 25 marzo, la Chiesa celebra la festa dell’Annunciazione della Vergine, uno degli episodi più rappresentati della storia dell’arte occidentale. Pochi elementi essenziali – l’angelo, Maria, l’annuncio divino – costituiscono una struttura narrativa rigidissima, ripetuta per secoli. Ed è proprio questo limite iconografico ad aver generato una straordinaria varietà di soluzioni artistiche, dimostrando come i vincoli non soffochino la creatività, ma la stimolino.

A Mantova non occorre andare lontano per incontrare un’Annunciazione di grande intensità. Basta entrare nella Basilica Palatina di Santa Barbara, dove le ante dell’organo dipinte da Fermo Ghisoni, collaboratore di Giulio Romano, offrono una lettura raffinata e colta del tema. Mons. Roberto Brunelli, in un saggio pubblicato nei Quaderni di San Lorenzo, descrive l’opera come «un angelo di elegante levità e una Vergine quasi annichilita dal suo strepitoso annuncio». È un’Annunciazione giocata sul silenzio, sulla sospensione emotiva, sull’interiorità del momento.

Lo stesso episodio, però, può essere rappresentato in modi radicalmente diversi.

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