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Un piccolo regalo per chi legge Mantovastoria.

In questi anni abbiamo raccontato Mantova in molti modi: attraverso i suoi palazzi, i santi, le piazze, i personaggi, i libri, le battaglie, le curiosità e quelle storie minori che spesso aiutano a capire meglio anche la grande storia.

Per questa estate abbiamo deciso di raccoglierne alcune in una forma nuova.

Nasce così “Mantova, 21 storie della buonanotte e un buongiorno gonzaghesco”: una piccola rivista digitale che vogliamo regalare ai lettori di Mantovastoria.

Ventuno storie da leggere una alla volta, senza fretta. Magari la sera, prima di chiudere la giornata. Oppure durante una pausa, in viaggio, sotto l’ombrellone o semplicemente quando viene voglia di tornare a curiosare tra le strade di Mantova.

Ogni storia è condensata in una scheda: una copertina, un breve racconto, alcune parole chiave e una frase da ricordare. Non vuole sostituire gli articoli del blog, ma offrire un piccolo assaggio di Mantova, da sfogliare con leggerezza e, speriamo, con un po’ di curiosità.

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Ecco come sono state pensate le sezioni della rivista:

Mantova da guardare

Il primo filo conduttore è lo sguardo.

C’è il profilo della città, che sembra quasi un elettrocardiogramma di torri e cupole; c’è il piacere di andare a zonzo, senza una meta precisa; c’è Mantova vista dagli occhi di una giornalista britannica, che la racconta come una sorta di Firenze senza folla e Venezia senza gondole.

E poi ci sono Palazzo Ducale, una vera città nella città, e Piazza Canossa, capace di trasformarsi in un sorprendente set cinematografico.

Sono storie che partono da ciò che abbiamo davanti agli occhi e provano a farci vedere qualcosa che, proprio perché familiare, rischiamo spesso di non notare più.

Mantova e le sue storie

Il secondo gruppo entra nella memoria della città.

Qui troviamo il progetto, mai davvero concluso, di un Museo della città; tre cieli dipinti che mettono in dialogo Mantova, Parma e Fontanellato; la Mantova estrosa raccontata da Piero Genovesi; e infine una città osservata attraverso un documento insolito: la classificazione dei danni provocati dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale.

Storie molto diverse, unite però dalla stessa domanda: che cosa decidono di ricordare i mantovani?

Mantova non è soltanto ciò che vediamo oggi. È anche ciò che è scomparso, ciò che è stato ricostruito e ciò che qualcuno ha scelto di raccontare e conservare.

Santi, pellegrini e memoria

Poi ci sono i santi. Ma anche qui l’agiografia è soltanto il punto di partenza.

Seguiamo San Domenico attraverso Mantova, Bologna, Firenze, Venezia e Tolosa. Guardiamo il cielo il 10 agosto con San Lorenzo, tra stelle cadenti, zodiaci e una Rotonda che ha attraversato quasi mille anni.

Con San Giacomo partiamo da un nome per arrivare al Cammino di Santiago. Con Sant’Antonio scopriamo miracoli, iconografie, viaggi e tradizioni.

E infine incontriamo San Benedetto e una frase della sua Regola che sembra attraversare i secoli senza perdere forza:

“E della misericordia di Dio non disperare mai.”

Il filo conduttore non è soltanto religioso. È soprattutto il viaggio: di persone, simboli, parole e idee che continuano a lasciare segni nelle città.

Personaggi e potere

Mantova è stata per secoli una piccola capitale europea, e le storie di questa sezione parlano proprio di potere, diplomazia, alleanze e memoria.

Matilde di Canossa ci porta fino all’abbazia di Orval, in Belgio, seguendo la leggenda di un anello restituito da un pesce e finito sull’etichetta di una birra trappista.

Carlo V ci ricorda invece quanto le lingue fossero già nel Cinquecento uno strumento di governo e di diplomazia.

E un singolare episodio del 1340 — quattro matrimoni e un funerale — diventa l’occasione per osservare come una dinastia riuscisse a mettere letteralmente in scena il proprio potere.

Mantova incontra le altre città

L’ultima sezione allarga ancora di più lo sguardo.

Mantova dialoga con Siena, con Ferrara, con San Martino, Solferino e Custoza. E perfino con la vecchia Guida Rossa del Touring Club Italiano, che diventa uno strumento per capire come la città sia stata raccontata ai viaggiatori nel corso del Novecento.

Sono confronti che fanno bene anche alle città.

Perché qualche volta, per capire davvero Mantova, bisogna guardarla da lontano oppure metterla accanto a un altro luogo.

E poi arriva il buongiorno gonzaghesco

Dopo ventuno storie della buonanotte ci sembrava giusto chiudere con un risveglio piuttosto movimentato.

Il 16 agosto 1328 Mantova si sveglia con un nuovo padrone.

Nella notte Luigi Corradi da Gonzaga e i suoi alleati hanno rovesciato i Bonacolsi. Passerino è morto. È cominciata una nuova storia.

Prima di Palazzo Te, della Camera degli Sposi, delle grandi collezioni e della corte rinascimentale, ci fu una congiura.

Una porta, una notte d’agosto e un uomo ormai sessantenne che decide che il suo momento è arrivato.

È questo il nostro buongiorno gonzaghesco: il racconto del giorno in cui Mantova cominciò lentamente a diventare la città dei Gonzaga.

Un regalo per i lettori di Mantovastoria

Questa piccola rivista nasce prima di tutto per questo: ringraziare chi continua a leggere, seguire e condividere le storie di Mantovastoria.

È un modo diverso per raccogliere alcuni dei racconti pubblicati sul blog e portarli con sé, sfogliandoli quando si ha qualche minuto libero.

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Mantua, 21 Bedtime Stories and a Gonzaga Good Morning

A small summer gift for Mantovastoria readers. Mantua, 21 Bedtime Stories and a Gonzaga Good Morning brings together twenty-one illustrated micro-stories devoted to places, people, saints, battles, books and curiosities from Mantua. The stories are grouped into five thematic sections, each following a different thread through the city: ways of seeing Mantua, its memories, pilgrims and saints, power and dynasties, and its connections with the wider world. And after twenty-one “bedtime stories”, the magazine ends with a rather eventful awakening: 16 August 1328, the day Mantua woke up under Gonzaga rule.

Mantoue, 21 histoires du soir et un réveil à la Gonzague

Un petit cadeau d’été pour les lecteurs de Mantovastoria. Mantoue, 21 histoires du soir et un réveil à la Gonzague rassemble vingt et une micro-histoires illustrées consacrées aux lieux, aux personnages, aux saints, aux batailles, aux livres et aux curiosités de Mantoue. Les récits sont répartis en cinq sections thématiques qui suivent autant de fils conducteurs : regarder la ville, explorer sa mémoire, suivre les saints et les pèlerins, comprendre le pouvoir et les dynasties, et découvrir les liens entre Mantoue et le reste du monde. Et après vingt et une « histoires du soir », la revue se termine par un réveil plutôt mouvementé : le 16 août 1328, lorsque Mantoue se réveilla sous le pouvoir des Gonzague.