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Qualche volta la storia salta fuori da una fotografia.
Non da un grande documento diplomatico, non da un memoriale militare, ma da un’immagine vista quasi per caso: una Mantova fotografata dall’alto, con i monumenti principali segnati come luoghi da riconoscere, proteggere, evitare. Per quanto possibile.
La foto, segnalata anni fa dal giornalista Luciano Ghelfi mostra una città ancora precedente all’estate del 1944. Un dettaglio lo conferma: accanto alla basilica di Sant’Andrea è ancora visibile la Casa della Cervetta, destinata a scomparire sotto le bombe pochi mesi dopo.
Quell’immagine racconta una cosa poco nota: durante la Seconda guerra mondiale gli Alleati disponevano di elenchi, istruzioni e mappe per distinguere gli obiettivi militari dai monumenti da salvaguardare. Una specie di guida turistica alla rovescia. Non indicava dove andare, ma dove non colpire. O dove colpire solo se strettamente necessario.
Si potrebbe chiamarla, con un po’ di ironia amara, il “TripAdvisor dei bombardamenti”.
Le città di serie A, B e C
Il 7 aprile 1944 il comando della Mediterranean Allied Air Force emanò istruzioni relative alle città italiane di particolare valore storico e artistico. L’obiettivo dichiarato era evitare, quando possibile, la distruzione di edifici religiosi e monumentali di valore universale. Ma il documento divideva le città in categorie molto diverse tra loro.
Nella prima categoria comparivano Roma, Firenze, Venezia, Fiesole e Torcello: città da non bombardare senza autorizzazione del Quartier Generale.
Nella seconda categoria erano inserite città e centri che il comando riteneva preferibile risparmiare: Ravenna, Assisi, San Gimignano, Pavia, Urbino, Montepulciano, Parma, Aosta, Tivoli, Udine, Gubbio, Volterra, Spoleto, Ascoli Piceno, Como, Pesaro e altri luoghi, compresi alcuni nomi trascritti in modo incerto o curioso.
Nella terza categoria, invece, stavano città nelle quali erano presenti obiettivi militari importanti: Verona, Padova, Bologna, Brescia, Cremona, Ferrara, Vicenza, Pisa, Modena, Rimini, Ancona e molte altre. In questi casi il bombardamento era considerato accettabile, anche se comportava danni collaterali al patrimonio storico.
E Mantova?
Mantova, sorprendentemente, non compare (o almeno io non l’ho trovata).
Essere dimenticati: fortuna o sfortuna?
L’assenza di Mantova da quell’elenco può essere letta in due modi.
Da un lato, forse, fu una fortuna. Mantova non venne classificata come grande obiettivo urbano da colpire sistematicamente, almeno non come Bologna, Verona o Padova, nodi ferroviari e militari di primissimo piano.
Dall’altro lato, però, quella mancanza dice molto. La città dei Gonzaga, di Mantegna, di Leon Battista Alberti e di Giulio Romano non veniva percepita dagli Alleati come un centro artistico da proteggere al pari di Firenze, Venezia o Ravenna. E quando una città non è riconosciuta come patrimonio da salvare, il suo destino dipende molto di più dalla precisione dei piloti, dalla posizione degli obiettivi militari e, spesso, dal caso.
Il caso, a Mantova, passò molto vicino ai suoi luoghi più preziosi.
Nella fotografia aerea si riconoscono infatti alcuni punti sensibili: Palazzo Ducale, il Castello di San Giorgio con la Camera degli Sposi, Sant’Andrea, San Sebastiano, Palazzo Te e probabilmente l’area del ghetto ebraico. Erano luoghi noti, segnati, osservati. Ma questo non impedì che le bombe arrivassero vicinissime.
Il 1944: Mantova sotto le bombe
Mantova era una città d’arte, ma era anche una città strategica. Ferrovie, ponti, collegamenti verso Verona, Modena, Cremona e il Po la rendevano un punto utile per i movimenti tedeschi e quindi un bersaglio per l’aviazione alleata.
Il primo bombardamento sulla città avvenne il 14 febbraio 1944. Fu l’inizio di una lunga serie di incursioni che avrebbero accompagnato Mantova fino alla fine della guerra. Le fonti locali ricordano complessivamente 99 bombardamenti sulla città, 132 morti e 40 case distrutte.
Il 14 luglio 1944 fu una delle giornate più tragiche. I bombardamenti colpirono duramente l’area dei ponti e in particolare il sistema del Ponte dei Mulini e del vicino ponte ferroviario. Il vecchio ponte, legato per secoli al rapporto tra Mantova e le sue acque, venne devastato; il ponte ferroviario fu distrutto. Fu anche il bombardamento più cruento per la popolazione, con decine di vittime e centinaia di sfollati.
Pochi giorni dopo, il 3 agosto 1944, toccò alla Casa della Cervetta. L’edificio quattrocentesco, attribuito a Luca Fancelli e riconosciuto monumento storico già prima della guerra, venne colpito e completamente demolito. La sua perdita cambiò per sempre l’angolo tra piazza delle Erbe e piazza Andrea Mantegna. L’edificio attuale, ricostruito nel dopoguerra, non ripropose l’antico andamento curvilineo della facciata.
E qui forse l’errore fu dovuto al fatto che gli alleati volevano colpire la caserma di San Sebastiano che era di fianco alla chiesa di San Sebastiano, progettata da Leon Battista Alberti. A Mantova però le chiese progettate da Leon Battista Alberti erano due e chi ci dice che il pilota nell’indecisione decise di lanciare le bombe su quella sbagliata, sfiorando la basilica di Sant’Andrea.
I danni al patrimonio artistico mantovano
Nel dopoguerra la relazione “Works of Art in Italy – Losses and Survivals in the War” registrò i danni subiti dai monumenti italiani. Per Mantova il quadro era contraddittorio: “danni sparsi”, ma con perdite pesantissime.
Il Duomo e Sant’Andrea risultavano indenni. Palazzo Te era praticamente intatto. Ma San Francesco era quasi interamente distrutta: restavano la facciata, parti delle pareti e alcune cappelle laterali, con frammenti di affreschi salvabili. San Leonardo aveva perso il tetto, pur conservando facciata, abside e gran parte del campanile. Sant’Orsola era ridotta alla facciata e a parte della cupola. Palazzo Canossa aveva subito danni alla decorazione della facciata. Palazzo Ducale, per una bomba caduta nei pressi del Castello, riportò una lesione nella parete della Camera degli Sposi, oltre alla perdita dei vetri e a danni verso il lago.
E poi, naturalmente, la Cervetta: cancellata.
Mantova dunque non fu distrutta come altre città italiane, ma fu ferita in punti delicatissimi. La sua storia artistica non venne spezzata; venne però scheggiata, incrinata, mutilata.
Padova, Verona, Bologna: quando l’obiettivo militare coincide con la città d’arte
Il caso di Mantova diventa ancora più chiaro se lo si confronta con altre città.
Padova era nella terza categoria del documento alleato. L’11 marzo 1944 venne bombardata in varie zone; tra gli edifici colpiti ci fu la chiesa degli Eremitani. La Cappella Ovetari, affrescata da Andrea Mantegna, fu distrutta. È uno degli esempi più dolorosi di come la guerra aerea potesse cancellare in pochi secondi secoli di arte.
Bologna, nodo ferroviario fondamentale, subì decine di incursioni. Il bombardamento del 25 settembre 1943 fu il più devastante per numero di vittime civili: in meno di un’ora vennero sganciate centinaia di bombe, colpendo centro e periferia. La città pagò la propria posizione strategica con distruzioni enormi.
Torino e Milano furono bersagli industriali e simbolici. Roma fu bombardata il 19 luglio 1943: San Lorenzo diventò il simbolo della guerra arrivata nella capitale. Anche lì, sulle mappe alleate, monumenti e ospedali erano indicati come luoghi da non colpire. Ma la distanza tra una mappa e una città reale, vista dall’alto, in guerra, poteva essere tragicamente grande.
La guerra vista dall’alto
La fotografia aerea di Mantova ci obbliga a guardare la città con gli occhi di chi la osservava dal cielo: ponti, ferrovie, caserme, scali, magazzini, fabbriche, linee di comunicazione. Ma sotto quella geometria militare c’erano case, chiese, portici, cortili, archivi, famiglie, bambini, opere d’arte.
È questo il paradosso della guerra aerea: più diventa tecnica, più rischia di diventare astratta. Una città diventa una mappa. Un quartiere diventa un bersaglio. Un monumento diventa un punto da evitare, se possibile. Una casa, spesso, non diventa nulla: non entra neppure nella legenda.
Forse è proprio per questo che quella fotografia colpisce ancora. Perché mostra una Mantova da salvare, ma anche una Mantova vulnerabile. Una città guardata dall’alto, mentre la sua storia millenaria dipendeva dal margine d’errore di una bomba.
Giacomo Cecchin
Ecco alcune citazioni direttamente dai documenti
Per chi vuole approfondire il caso Mantova diventa interessante andare sulla foto originale in alta definizione (la trovate a questo link) per vedere quali sono gli obiettivi da evitare. Troviamo:
1. Palazzo ducale nel suo complesso
2. Castello di San Giorgio con la Camera degli Sposi
3. Basilica di S.Andrea
4. San Sebastiano di Leon Battista Alberti
5. Palazzo Te
6. La zona è quella dell’ex Ghetto Ebraico e sarebbe interessante capire cos’era indicato nella legenda
Vi riporto anche il dettaglio della relazione WORKS OF ART IN ITALY – Losses and Survivals in the War (1945 che potete scaricare qui) dove a pag. 50 si parla dei danni mantovani con alcune cose da chiarire. Ad esempio parla di un San Maurizio completamente distrutto (e non mi sembra sia così) e di un Oratorio di S.Gottardo adiacente alla chiesa di San Leonardo che non rientra oggi tra i luoghi più conosciuti della città e fu sepolcro della famiglia Cavriani).
MANTOVA
The city suffered scattered damage.
The DUOMO and S. ANDREA are undamaged.
The FILIPPINI was almost completely destroyed.
*The monumental Gothic CHURCH of S. FRANCESCO is almost entirely destroyed. All that remains is the facade (propped up with beams), parts of the north wall of the nave and parts of the south aisle wall with the Chapels. There are some remains of
frescoes (thirteenth-fifteenth-century) including some by STEFANO DA ZEVIO, which may be detached and saved.
S. LEONARDO. The roof has gone completely, but the facade and apse are standing. The greater part of the thirteenth-century Campanile is intact. A fresco attributed to LORENZO COSTA the Elder in the adjacent ORATORIO DI S. GOTTARDO is
unharmed.
S. MAURIZIO was completely destroyed.
S. MARIA DI GRADARA was slightly damaged.
S. ORSOLA. Only the facade and part of the dome remain standing.
PALAZZO CANOSSA. The stucco decoration of the facade facing the Piazza Canossa was damaged by shell-fire.
PALAZZO DUCALE. Bombing near the Castello caused a crack in the wall of the Sala degli Sposi on which is depicted the family of the Marchese Ludovico Gonzaga, by MANTEGNA; but this can be repaired. All the window-glass has gone, and a loggia facing the lake was damaged.
The PALAZZO TE, erected on the site of a stud-farm of the GONZAGAS as a country home for Federico II in 1525-1535 by GIULIO ROMANO, is virtually intact.
CASA DELLA CERVETTA. Bombing in August, 1944, completely destroyed this house, which was built about 1495 by the pharmacists GROPPELLI.
Qui invece trovate il “tripadvisor” dei bombardamenti nelle Istruzioni del Comandante del Quartier Generale della MAAF (Mediterranean Allied Air Force) del 7 aprile 1944.
Scrive il Comando militare MAAF: “Obiettivo di questa istruzione è di assicurare che edifici storici e religiosi di sempiterno valore per la Civiltà nel nome della quale stiamo lottando, non siano distrutti, a meno che la loro distruzione non sia essenziale al successo delle operazioni. Le principali città sono, come segue, divise in tre categorie:
I categoria: ROMA, FIESOLE, FIRENZE, VENEZIA, TORCELLO Queste città non vanno in alcuna circostanza bombardate senza l’autorizzazione di questo Quartier Generale.
II categoria: RAVENNA, ASSISI, SAN GEMEGNANO [sic!], PAVIA, URBINO, MONTEPULCIANO, PARMA, AOSTA, TIVOLI, UDINE, GUBBIO, VOLTERRA, SPOLETO, BORGO [sic!], SAN SPOLONE [sic!], ASCOLI PICENO, COMO, PESARO, AQIA [sic!], le città della costa dalmata: SPALATO, RAGUSA: Il bombardamento non è al presente di alcuna importanza militare, dovrebbe, se possibile, essere evitato […]. Nel caso fosse ritenuto essenziale per ragioni operative […] non esitate a farlo e me ne assumerò piena responsabilità.
III categoria: PISTOIA, MODENA, BRESCIA, CREMONA, ZARA, SIENA, PISA, PADUA, VERONA, BOLOGNA, AREZZO, ORVIETO, FERRARA, VICENZA, PRATO, VITERBO, CORTONA, PIACENZA, LUCCA, RIMINI, FRASCATI, BRACCIANO, PERUGIA, ANCONA. Vi sono importanti obiettivi militari all’interno o nelle vicinanze di queste città. Questi devono essere bombardati e ogni danno che ne derivi è accettato”.
A questo link l’articolo completo.
Mantova: bombardamenti, monumenti, fotografie
Mantovastoria – post originale
Il punto di partenza: foto aerea, lista dei monumenti segnalati e trascrizione delle istruzioni alleate sulle città d’arte italiane.
https://mantovastoria.it/2016/12/03/mantova-e-il-trip-advisor-dei-bombardamenti-durante-la-seconda-guerra-mondiale/
Impronte nel tempo – “Mantova, Scatti di guerra”
Utile per il quadro generale: primo bombardamento il 14 febbraio 1944, totale di 99 bombardamenti, 132 morti e 40 case distrutte.
https://www.impronteneltempo.org/mantova—scatti-di-guerra.html
Catalogo Beni Culturali – Casa della Cervetta
Scheda molto utile perché data la distruzione al 3 agosto 1944 e ricorda il riconoscimento della Cervetta come monumento storico prima della guerra.
https://catalogo.beniculturali.it/detail/PhotographicHeritage/0303253282
Lombardia Beni Culturali – Casa della Cervetta / Architettura del ’900
Interessante per raccontare anche la ricostruzione del dopoguerra e il valore architettonico dell’edificio perduto.
https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture900/schede/p3010-00164/
Lombardia Beni Culturali – Ponte dei Mulini distrutto dai bombardamenti
Scheda fotografica con immagine storica del Ponte dei Mulini distrutto nel 1944; molto utile per corredare l’articolo.
https://www.lombardiabeniculturali.it/fotografie/schede/IMM-2s010-0003045/
Catalogo Beni Culturali – Palazzo Ducale, protezioni durante la guerra
Scheda interessante sulle protezioni predisposte nel complesso ducale, con riferimento anche alla Camera Picta / Camera degli Sposi.
https://catalogo.beniculturali.it/detail/PhotographicHeritage/0303230332
AIPO – Relazione tecnica sul Ponte dei Mulini
Fonte tecnica che ricorda il bombardamento del 14 luglio 1944, la devastazione del Ponte dei Mulini e la distruzione del vicino ponte ferroviario.
https://www.agenziapo.it/sites/default/files/allegati/03.a.3_D07_180910_Lotto%20A.pdf
Provincia di Mantova
Provincia di Mantova – “Sotto le bombe. Missione 861”
Approfondimento sul bombardamento di San Giacomo delle Segnate, 16 aprile 1945, collegato alla presenza dell’Alto Comando della XIV Armata tedesca nel Mantovano.
https://www.provincia.mantova.it/extendedsearch_thematic_news.jsp?COL0001=6&IDCTX=12321&ID_LINK=1243&area=102&id_context=12321&page=943
Patrimonio artistico italiano e protezione dei monumenti
Works of Art in Italy – Losses and Survivals in the War
Documento fondamentale: elenca danni e sopravvivenze del patrimonio artistico italiano dopo la guerra; contiene anche la sezione su Mantova.
https://www.engramma.it/eOS/resources/images/61/WORKS%20OF%20ART%20IN%20ITALY.pdf
HathiTrust – scheda bibliografica di Works of Art in Italy
Utile come riferimento bibliografico: edizione 1947, compilata da rapporti del War Office britannico.
https://catalog.hathitrust.org/Record/000338407
Cathleen Hoeniger – protezione dei monumenti in Italia durante la Seconda guerra mondiale
Articolo accademico recente, utile per contestualizzare sacchi di sabbia, protezioni, piani di salvaguardia e confronto con conflitti contemporanei.
https://www.mdpi.com/2076-0752/13/2/65
Confronti con altre città bombardate
Padova – Cappella Ovetari e Mantegna
Il Bo Live dell’Università di Padova ricorda il bombardamento dell’11 marzo 1944, con la distruzione degli affreschi di Mantegna nella Cappella Ovetari.
https://ilbolive.unipd.it/it/eventi/ricostruzione-mantegna
Padova – bombardamento della chiesa degli Eremitani
Approfondimento divulgativo sulla distruzione della Cappella Ovetari e sul recupero dei frammenti degli affreschi.
https://www.veniceartguide.it/it/2022/03/20/il-bombardamento-della-chiesa-degli-eremitani-a-padova/
Bologna – Biblioteca Salaborsa, bombardamento del 25 settembre 1943
Fonte sintetica e utile: 120 aerei, 840 ordigni e 210 tonnellate di esplosivo; viene indicato come il bombardamento più disastroso per le vittime civili bolognesi.
https://www.bibliotecasalaborsa.it/bolognaonline/objects/un_bombardamento_devastante
Bologna – Storia e Memoria di Bologna
Pagina più ampia sui bombardamenti aerei subiti dalla città tra 1943 e 1945.
https://www.storiaememoriadibologna.it/archivio/eventi/bombardamenti-aerei-subiti-da-bologna
Bologna – Archiginnasio, “Bologna bombardata 1943-1945”
Ottimo per confronti quantitativi: tra il 16 luglio 1943 e il 22 aprile 1945 Bologna subì 94 incursioni aeree, con circa 2.500 civili morti.
https://www.archiginnasio.it/exhibition/bolognabombardata-1943-1945
Roma – Archivio Luce, bombardamento di San Lorenzo
Racconto del bombardamento del 19 luglio 1943; interessante perché cita anche le mappe con monumenti da non bombardare, in parallelo al caso Mantova.
https://www.archivioluce.com/19-luglio-1943-bombe-su-roma/
Roma – Sovrintendenza Capitolina / San Lorenzo
Fonte istituzionale utile per memoria pubblica e commemorazioni del bombardamento di San Lorenzo.
https://www.sovraintendenzaroma.it/per_approfondire/centri_di_documentazione/centro_di_documentazione_dei_cimiteri_storici/anniversario_del_bombardamento_di_san_lorenzo_del_19_luglio_1943
Milano – Geoportale del Comune, bombardamenti del 1943
Risorsa interattiva del Comune di Milano sugli eventi dell’agosto 1943 e sui bombardamenti della RAF.
https://geoportale.comune.milano.it/portal/home/item.html?id=69f3317f7faf4b6ebce6a2bfbb0a5599
Milano – fotografie dei danni, Lombardia Beni Culturali
Scheda fotografica utile per immagini e confronto visivo con le distruzioni milanesi.
https://www.lombardiabeniculturali.it/fotografie/schede/IMM-3g010-0018545/
Mantua and the Allied Bombing Maps
During the Second World War, Mantua was struck by Allied air raids that damaged bridges, churches, historic buildings and civilian life. This article explores the 1944 bombings, the destruction of the Casa della Cervetta, the damage to the Ponte dei Mulini and the surprising absence of Mantua from Allied lists of Italian art cities to be protected.
Mantoue et les cartes alliées des bombardements
Pendant la Seconde Guerre mondiale, Mantoue fut touchée par les bombardements alliés qui endommagèrent ponts, églises, monuments et quartiers civils. Cet article retrace les raids de 1944, la destruction de la Casa della Cervetta, les dégâts au Ponte dei Mulini et l’étonnante absence de Mantoue des listes alliées des villes d’art italiennes à protéger.