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Ci sono piazze che sembrano nate per essere attraversate, altre per essere fotografate. Piazza Canossa, invece, sembra nata per essere filmata. Piccola, raccolta, teatrale, con l’edicola al centro, Palazzo Canossa da un lato e la chiesetta della Madonna del Terremoto dall’altro, ha tutto quello che serve a una scena: quinte, fondale, dettagli e atmosfera.

Non stupisce quindi che il cinema l’abbia scelta più volte. Da Novecento a Il portaborse, passando per commedie, drammi e sceneggiati, questa piazza mantovana ha recitato spesso senza dire una parola. E, come capita ai migliori comprimari, a volte basta vederla per riconoscerla.

Una piccola scena urbana tra cinema, edicola liberty, palazzi barocchi e chiesetta del terremoto

Mantova ha un rapporto antico e fortunato con il cinema. Registi, sceneggiatori e direttori della fotografia l’hanno scelta molte volte: per raccontare la città, per trasformarla in un’altra città, per sfruttare quella sua aria un po’ sospesa, storica ma non imbalsamata, padana ma capace di diventare quasi qualsiasi cosa.

Tra le tante location mantovane, però, ce n’è una che merita un posto speciale: Piazza Canossa.

Non è la più grande. Non è la più monumentale. Non ha l’impatto di Piazza Sordello, né la teatralità aperta di Piazza Erbe. Eppure ha una qualità rara: sembra già un set.

È piccola, raccolta, leggermente appartata. Ha un fondale, quinte laterali, un oggetto scenico perfetto come l’edicola liberty e una fontana che sembra messa lì apposta da uno scenografo.

Perché proprio Piazza Canossa?

Il cinema non sceglie i luoghi solo perché sono belli. Li sceglie perché funzionano.

Piazza Canossa funziona benissimo. È uno spazio urbano già costruito come una scena. Da un lato c’è la mole di Palazzo Canossa, movimentata e barocca. Di fronte, la piccola chiesa della Madonna del Terremoto sembra quasi avanzare nella piazza come un personaggio che vuole farsi notare, ma senza esagerare. Sul fondo, la fontana e l’edificio porticato chiudono la prospettiva. In primo piano l’edicola liberty dei giornali.

Per un regista è una fortuna: basta piazzare la macchina da presa nel punto giusto e la piazza comincia a recitare da sola.

Piazza Canossa non è solo uno spazio. È una piccola macchina teatrale. Ha profondità, quinte, scorci, angoli, pieni e vuoti. Ha abbastanza storia per essere credibile e abbastanza intimità per non schiacciare i personaggi. È monumentale senza diventare ingombrante. Insomma: non ruba la scena, ma la tiene in piedi.

Una piazza che sembra un palcoscenico

Il modo migliore per guardare Piazza Canossa è arrivare con calma da via Fratelli Bandiera o da via Verdi e fermarsi prima di entrarci del tutto.

Da quel punto la piazza si lascia leggere come un palcoscenico. La fontana fa da punto di fuga. L’edificio con la loggia chiude la scena. Palazzo Canossa e la chiesetta del terremoto si comportano da quinte laterali. L’edicola è il dettaglio che rende tutto più umano.

Non è un caso se Ercolano Marani descriveva Piazza Canossa come una piazza piccola, pittoresca, teatrale, ricca di chiaroscuri e di sapore mantovano. La definizione resta perfetta: Piazza Canossa non si impone con la grandezza, ma con l’equilibrio.

Certo, poi c’è anche la famosa casa moderna nell’angolo nascosto, quella che ogni mantovano prima o poi guarda con un sopracciglio alzato. Ma pure questa, a suo modo, fa parte del gioco. Ogni scenografia ha bisogno di un piccolo incidente visivo, altrimenti diventa troppo perfetta e ci si insospettisce.

Palazzo Canossa: la quinta barocca

Il protagonista architettonico della piazza è Palazzo Canossa.

La sua facciata occupa un lato importante dello spazio e dà alla piazza una presenza forte, quasi solenne. Costruito a partire dal 1659 per i conti Canossa di Verona, poi marchesi. Sotto le colonne del portale si trovano le due sculture con i cani che sono uno stemma parlante della casata; oltre l’ingresso si nasconde uno scenografico scalone barocco.

È un edificio che non ha bisogno di fare troppo per farsi notare. Ha peso, bugnato, ritmo, dettagli. Nel cinema funziona perché dà subito profondità storica all’inquadratura. Basta un passaggio davanti alla facciata e il personaggio sembra muoversi in una città con una memoria lunga alle spalle.

Palazzo Canossa è la quinta più solida della piazza. Sta lì e regge tutto. Anche quando il film racconta un’altra epoca, un’altra storia o un’altra città, il palazzo fa il suo mestiere: dare consistenza.

La chiesetta della Madonna del Terremoto

Di fronte a Palazzo Canossa c’è la piccola chiesa della Madonna del Terremoto.

È una presenza minuta, ma fondamentale. Senza di lei la piazza sarebbe più aperta, forse più ordinata, ma anche meno interessante. La chiesetta rompe la simmetria, avanza nello spazio, crea un angolo, nasconde e rivela. È una di quelle architetture piccole che fanno un lavoro enorme.

La chiesa fu costruita nel Settecento come ringraziamento per la protezione attribuita alla Madonna durante il terremoto del 1693.

Per il cinema è utilissima: dà alla piazza un tono intimo, quasi devozionale, e allo stesso tempo crea un taglio prospettico perfetto. Se poi ci si mette con le spalle a via Fratelli Bandiera la chiesetta ha anche un merito urbanistico non secondario: copre la famosa casa moderna. A volte la provvidenza prende forme architettoniche molto concrete.

L’edicola: la piccola star della piazza

Poi c’è lei: l’antica edicola dei giornali.

E’ il bene FAI più piccolo al mondo; posta nel 1882 di fronte a Sant’Andrea, fu trasferita in Piazza Canossa nel 1925 e acquistata dal FAI nel 1992 grazie a una sottoscrizione pubblica.

È piccola, ma in fotografia e al cinema funziona come un magnete. Dà subito riconoscibilità all’inquadratura. È un oggetto urbano, ma anche un personaggio: non parla, non si muove, però appena compare si capisce che siamo lì.

In Novecento, ad esempio, l’edicola è riconoscibile mentre i giovani protagonisti attraversano la zona di Palazzo e Piazza Canossa. Non male per un’edicola. Alcuni attori, con molti più dialoghi, hanno lasciato meno traccia.

La piazza più cinematografica di Mantova

Sono tantissimi i film girati in Piazza Canossa e qualsiasi lista è dichiaratamente aperta: qualcosa manca, qualcosa andrebbe ancora verificato, qualcosa forse è rimasto nella memoria dei mantovani più che nelle schede ufficiali. Ma è proprio questo il bello.

Piazza Canossa è una di quelle location che si ricordano anche quando compaiono per poco. Non serve che sia protagonista assoluta. Basta un passaggio, una scena, un’inquadratura. La riconosci per l’edicola, per il fondale, per il taglio della piazza, per quell’aria da salotto urbano in cui può succedere quasi tutto: un incontro, una fuga, una passeggiata, una lite, una macchina distrutta, un matrimonio imminente, un dramma politico.

Mantova è stata usata spesso dal cinema perché ha molti volti. Piazza Canossa, però, ha un volto particolarmente adatto alla macchina da presa. È storica, ma non monumentale fino alla paralisi. È elegante, ma non fredda. È piccola, ma piena di profondità.

In altre parole: è una piazza che sa stare in scena.

I film e le sequenze da rivedere

Ecco alcuni film girati nella piazza con i link alle sequenze video.

Extraconiugale
Film a episodi, 1964.
vedi la sequenza

Il diavolo nel cervello
Film del 1972.
vedi la sequenza

Novecento
Film di Bernardo Bertolucci, 1976.
vedi la sequenza

Il corpo della ragassa
Film del 1979.
vedi la sequenza

Domani mi sposo
Film del 1984.
vedi la sequenza

Il portaborse
Film di Daniele Luchetti, 1991.
vedi la sequenza

Novecento: quando la piazza entra nella grande storia

Tra tutte le apparizioni, quella di Novecento è forse la più importante per peso cinematografico.

Il film di Bernardo Bertolucci attraversa la storia italiana del Novecento, tra contadini, padroni, fascismo, lotte sociali, amicizie e conflitti. Ci sono diverse location mantovane e precisa che le scorribande dei giovani Olmo e Alfredo li portano nel centro storico di Mantova, in particolare a Palazzo e Piazza Canossa, dove si riconosce l’edicola liberty.

Il portaborse: la piazza in versione notturna

Un altro passaggio memorabile è quello del Portaborse di Daniele Luchetti. Il film è stato girato in gran parte a Mantova, in interni ed esterni, e si chiude con la famosa scena notturna in Piazza Canossa con la distruzione della macchina.

Qui Piazza Canossa cambia tono. Non è più solo elegante, raccolta, quasi parigina. Diventa teatro di tensione, rabbia, politica, nervosismo. La notte la rende più chiusa, più teatrale, più drammatica.

Come guardare Piazza Canossa dopo aver visto i film

Dopo aver visto le sequenze, vale la pena tornare in piazza.

Non per fare il gioco troppo facile del “qui c’era l’attore”, “qui passava la macchina”, “qui si vede l’edicola”. Quello è divertente, certo. Ma il passo successivo è più interessante: capire perché quei registi abbiano scelto proprio questo luogo.

Bisogna guardare le proporzioni. La piazza è abbastanza piccola da controllare l’inquadratura, ma abbastanza articolata da non risultare piatta. Ha una profondità naturale. Offre punti di fuga. Permette di far entrare e uscire i personaggi da più direzioni. Ha oggetti riconoscibili, ma non invadenti. Ha ombra, luce, pietra, vetro, acqua vicina, memoria.

È una piazza che aiuta il cinema senza pretendere di sostituirsi alla storia. E questo non è poco.

Il punto di vista migliore

A chi volesse andare in piazza Canossa diamo un consiglio pratico: osservare la piazza con le spalle a via Fratelli Bandiera. Da lì la chiesetta della Madonna del Terremoto nasconde la casa ultramoderna all’angolo, e la piazza recupera una sua armonia scenografica.

È un suggerimento da prendere sul serio. Ogni piazza ha un punto di vista migliore. Non perché gli altri siano sbagliati, ma perché alcuni luoghi hanno bisogno di essere guardati dal lato giusto per rivelare il loro equilibrio.

Piazza Canossa, vista così, sembra davvero una scena pronta. Il fondale chiude, le quinte laterali accompagnano, l’edicola fa da dettaglio centrale, la fontana tiene insieme la prospettiva.

Poi, naturalmente, si può anche cambiare angolo e guardare la piazza nella sua realtà meno perfetta. Anche quello serve. Le città vere non sono mai scenografie impeccabili. Hanno aggiunte, errori, ferite, rifacimenti, stonature. Il cinema spesso le corregge con l’inquadratura. La storia, invece, ce le lascia tutte.

Una piazza da mantovani e da turisti

Piazza Canossa piace ai turisti, ma resta molto mantovana.

I turisti la scoprono spesso per caso, passando tra Piazza Erbe, via Verdi e le vie del centro. Si fermano per l’edicola, per la chiesetta, per il palazzo, per la fontana. I mantovani, invece, la attraversano con un misto di affetto e abitudine. Sanno che è bella, ma proprio perché la conoscono rischiano di guardarla meno.

Ecco perché il cinema può essere utile. Ci restituisce uno sguardo esterno su un luogo quotidiano. Guardare Piazza Canossa in un film significa rivederla come se non fosse scontata. Significa accorgersi che quella piazzetta, su cui magari passiamo distratti, ha abbastanza carattere da essere scelta da registi, troupe, scenografi e direttori della fotografia.

Non tutte le piazze possono dirlo. Alcune sono belle dal vivo ma non reggono lo schermo. Piazza Canossa, invece, sullo schermo ci sta benissimo. Un po’ perché è bella. Un po’ perché è vanitosa. Ma con misura, naturalmente: siamo pur sempre a Mantova.

Conclusione: una piazza che sa recitare

Piazza Canossa è una delle più belle sorprese del centro di Mantova.

Non ha bisogno di essere spiegata troppo. Basta entrarci, fermarsi, scegliere il punto di vista giusto e guardare. Palazzo Canossa, la chiesetta della Madonna del Terremoto, l’edicola FAI, la fontana, il portico di fondo: ogni elemento fa la sua parte.

Il cinema se n’è accorto da tempo. Da Extraconiugale a Novecento, da Il corpo della ragassa a Il portaborse, Piazza Canossa è passata davanti alla macchina da presa più volte, dimostrando una dote rara: essere riconoscibile senza diventare ingombrante.

Forse è questo il segreto delle grandi location. Non devono solo apparire belle. Devono lasciar succedere qualcosa.

Piazza Canossa ci riesce. Sta lì, piccola e teatrale, apparentemente tranquilla, pronta ogni volta a trasformarsi in set.

E quando ci passate, fate una prova: fermatevi un momento, mettetevi con le spalle a via Fratelli Bandiera e guardate la piazza come se stesse per partire una scena.

(Testo di Giacomo Cecchin. Post realizzato grazie alla collaborazione di Marcello Francavilla)

Alcuni link per approdfondire

Piazza Canossa: la piazza più cinematografica di Mantova – Mantovastoria
Il post di partenza, con l’elenco dei film girati nella piazzetta e i link alle sequenze video.
https://mantovastoria.it/2018/08/19/piazza-canossa/

Mantova Segreta: Piazza Canossa è la più cinematografica di Mantova
Video completo con Giacomo Cecchin dedicato a Piazza Canossa, ai suoi dettagli urbani e ai film che l’hanno scelta come location.
https://www.youtube.com/watch?v=h4VLpa4UyXE

Antica edicola dei giornali – FAI
Scheda ufficiale del FAI sull’edicola di Piazza Canossa: realizzata a fine Ottocento, spostata in piazza nel 1925 e acquistata dal FAI nel 1992.
https://fondoambiente.it/luoghi/antica-edicola-dei-giornali

Dove è stato girato Il portaborse – Davinotti
Pagina utile per ricostruire le location del film di Daniele Luchetti, compresa Piazza Matilde di Canossa come luogo della scena dell’auto distrutta.
https://www.davinotti.com/forum/location-verificate/il-portaborse-1991

A Natale si andava al cinema in centro – Mantovastoria
Articolo più ampio sulla Mantova cinematografica, con un focus su Piazza Canossa e sugli otto film che l’hanno usata come set.
https://mantovastoria.it/2020/12/27/a-natale-si-andava-al-cinema/

Il diavolo nel cervello – Davinotti
Scheda del film di Sergio Sollima, utile per le informazioni generali e per il riferimento all’incipit girato a Mantova, tra Piazza Sordello, Piazza Erbe e Piazza Canossa.
https://www.davinotti.com/film/il-diavolo-nel-cervello-1972

Piazza Canossa: Mantua’s Most Cinematic Square

Piazza Canossa is one of Mantua’s most cinematic urban spaces. Small, theatrical and full of character, it brings together Palazzo Canossa, the Church of the Madonna del Terremoto, the fountain and the historic newsstand. Chosen as a location for films and TV productions such as Novecento and Il portaborse, the square reveals the deep connection between Mantua, cinema and urban memory.

Piazza Canossa : la place la plus cinématographique de Mantoue

Piazza Canossa est l’un des espaces urbains les plus cinématographiques de Mantoue. Petite, théâtrale et pleine de caractère, elle réunit le Palazzo Canossa, l’église de la Madonna del Terremoto, la fontaine et l’ancienne édicule à journaux. Choisie comme décor pour des films et séries tels que Novecento et Il portaborse, elle raconte le lien entre Mantoue, le cinéma et la mémoire urbaine.