Tag

, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Una città da leggere a piedi

Ci sono città che si visitano guardando i monumenti.
Altre si capiscono meglio leggendo le parole di chi le ha attraversate.

Mantova appartiene a entrambe le categorie.

È città d’acqua, di palazzi, di piazze, di torri, di cortili e di chiese. Ma è anche una città piena di voci: poeti nati qui, scrittori passati di qui, viaggiatori più o meno benevoli, autori che l’hanno trasformata in luogo letterario, personaggi che l’hanno resa scenario, rifugio, esilio, farmacia, memoria.

Una passeggiata letteraria serve proprio a questo: non soltanto a spostarsi da un luogo all’altro, ma a cambiare modo di guardare.

Non è una visita guidata tradizionale. È una guida nello sguardo.

Le guide letterarie, da Giampaolo Dossena a Maurer e Maurer, hanno insegnato che un luogo può essere letto come una pagina: ci sono frasi da ritrovare, personaggi da evocare, citazioni da verificare, errori da perdonare e dettagli da far parlare. Il post originale di Mantovastoria su Robert Byron ricordava proprio alcuni testi di riferimento per una Mantova letteraria: I luoghi letterari di Giampaolo Dossena, la Guida letteraria dell’Italia di Maurer e Maurer e anche il Fai da te di Dossena, che contiene una passeggiata sulle tracce del Baldus di Teofilo Folengo.

E allora partiamo.

Non dal centro, ma da un ingresso.

Il Ponte dei Mulini: Robert Byron entra in città

Il punto di partenza è il Ponte dei Mulini.

Qui entra in scena Robert Byron, scrittore e viaggiatore inglese, autore di Europe in the Looking Glass, tradotto in italiano come L’Europa vista dal parabrezza.

Nel 1925 Byron arriva a Mantova in automobile. L’ingresso non è proprio poetico nel senso da cartolina. È caotico, rumoroso, quasi animalesco. Byron descrive un “ponte coperto stretto e buio” dove regna una confusione indescrivibile, tra carretti e mandrie spaventate. Quel ponte era il Ponte dei Mulini, poi bombardato durante la Seconda guerra mondiale e mai più ricostruito nella sua forma originaria.

C’è anche una svista irresistibile: Byron scrive di aver attraversato il Po entrando a Mantova, ma naturalmente si trattava del Mincio. Anche i grandi viaggiatori, ogni tanto, sbagliano fiume.

È un inizio perfetto: Mantova appare non come città immobile e silenziosa, ma come luogo vivo, trafficato, rumoroso, confuso. Una città che si conquista entrando, inciampando, osservando male e poi correggendo lo sguardo.

Piazza Virgiliana: il poeta prima della città

Da Ponte dei Mulini si entra verso Piazza Virgiliana.

Qui la presenza è inevitabile: Publio Virgilio Marone.

Mantova può discutere di tutto, ma non del fatto che Virgilio sia il suo grande marchio letterario. È il poeta delle Bucoliche, delle Georgiche, dell’Eneide. È il mantovano che diventa guida di Dante. È una presenza così grande che rischia quasi di diventare invisibile, come accade ai monumenti troppo noti.

Eppure una passeggiata letteraria deve partire anche da lui.

Virgilio non è soltanto “nato a Mantova”. È il modo in cui Mantova entra nella letteratura universale. Il suo nome accompagna la città come un certificato d’origine: prima ancora dei Gonzaga, prima di Mantegna, prima di Giulio Romano, Mantova è già una patria poetica.

Da qui nasce una domanda semplice: quante città possono dire di essere state generate da un poeta e poi raccontate da un altro poeta che lo ha scelto come guida nell’aldilà?

Poche.

Mantova può.

Dante a Mantova: forse, ma abbastanza per camminarci

Arrivando verso il centro, la passeggiata diventa dantesca.

Dante passò davvero da Mantova? La risposta prudente è: probabilmente sì, ma senza documenti definitivi. Dante stesso, nella Quaestio de aqua et terra, fa riferimento a una disputa nata a Mantova; inoltre la descrizione del Mincio nel canto XX dell’Inferno è talmente precisa da rendere difficile immaginare una conoscenza solo indiretta del territorio.

Il percorso dantesco può toccare alcuni luoghi che Dante avrebbe potuto vedere: il campanile romanico del Duomo, la Magna Domus e il Palazzo del Capitano, Piazza Broletto, Piazza Erbe, la Rotonda di San Lorenzo, San Francesco.

Dante porta con sé due Mantove.

La prima è quella reale: la città medievale, i palazzi comunali, il Mincio, le chiese.
La seconda è quella poetica: la Mantova di Virgilio, di Manto, di Sordello, del paesaggio trasformato in terzine.

In una guida letteraria non è necessario sciogliere tutto. A volte basta camminare dentro l’incertezza.

Piazza Sordello: il trovatore che cambiò nome alla piazza

La tappa naturale è Piazza Sordello.

Oggi sembra impossibile immaginarla con un altro nome. E invece per secoli non si è chiamata così. Il nome originale era piazza Grande di San Pietro. Solo nel 1867 la piazza assunse il nome di Sordello da Goito, scelta perfettamente in linea con il clima laico, letterario e patriottico del nuovo Regno d’Italia.

Sordello è un personaggio strano: trovatore errante, figura irregolare, non proprio il primo nome che verrebbe in mente per battezzare la piazza principale della città. Ma Dante lo rende immortale nel VI canto del Purgatorio, quando l’incontro con Virgilio diventa una delle scene più intense della Commedia.

È qui che la guida letteraria fa il suo lavoro migliore: ci ricorda che i nomi delle strade non sono mai neutri. Sono scelte culturali. Sono monumenti senza marmo.

Piazza Broletto: Virgilio guarda la città

Scendendo verso Piazza Broletto, si incontra la statua di Virgilio sulla facciata del Palazzo del Podestà. La statua risale al 1227 e Dante, se passò da qui, avrebbe certamente reso omaggio al suo modello poetico e guida spirituale.

Qui la passeggiata può fermarsi un momento.

Perché è una scena bellissima: Virgilio guarda Mantova dall’alto, Dante forse passa sotto, i mantovani attraversano la piazza senza pensarci troppo.

Ogni città ha i suoi punti ciechi. Mantova rischia di dimenticare ciò che ha sotto gli occhi: un poeta latino su un palazzo medievale, una memoria antica nel cuore della vita comunale.

La guida letteraria serve anche a questo: a rendere di nuovo visibile ciò che è diventato abitudine.

Anche Petrarca probabilmente passa di qui, lui che procurava libri a Guido Gonzaga e a Mantova li comprava anche.

Il sottoportico dei Lattonai verso Piazza Erbe: Shakespeare, Romeo e la farmacia letteraria

Da Piazza Broletto si arriva in Piazza Erbe attraverso il sottoportico dei lattonai e il tono cambia.

Qui può entrare Shakespeare.

Mantova non è Verona, e questo ogni mantovano lo sa con un certo sollievo. Però in Romeo and Juliet Mantova ha un ruolo decisivo: è il luogo dell’esilio di Romeo, il luogo in cui riceve la notizia sbagliata, oggi fake news, della morte di Giulietta, il luogo in cui compra il veleno dallo speziale. Mantovastoria ha giocato molto bene su questo punto: altro che finti balconi veronesi, Mantova possiede una vera “farmacia letteraria”.

La cosa si fa ancora più interessante se ricordiamo Matteo Bandello, autore della novella che sta alla base della tradizione narrativa poi arrivata a Shakespeare. In questo caso Mantova non è soltanto scenario: è dentro la grande macchina della letteratura europea, tra novella italiana, teatro elisabettiano e mito turistico contemporaneo.

E poi c’è Charles Dickens, che passando da Mantova non fu esattamente tenero. Tra Shakespeare che copia da Bandello e Dickens che ci stronca, Mantova non esce proprio benissimo.

Ma anche le stroncature fanno parte della fortuna letteraria di una città. Meglio essere criticati da Dickens che ignorati da tutti.

Le vie di Folengo: una Mantova maccheronica

Una passeggiata letteraria mantovana non può dimenticare Teofilo Folengo.

Qui bisogna uscire dalla Mantova elegante dei grandi nomi e accettare una lingua più irregolare, comica, impastata, “maccheronica”. Folengo, nato a Mantova nel 1491, è l’autore del Baldus, capolavoro del latino maccheronico.

Ed è proprio qui che torna utile la tradizione delle guide letterarie. Nel Fai da te di Giampaolo Dossena c’è una passeggiata letteraria sulle tracce del Baldus.

Questo è un passaggio importante: la Mantova letteraria non è fatta solo di statue solenni e versi immortali. È fatta anche di comicità, mescolanze, lingue basse e alte, parodie, invenzioni. Folengo ci ricorda che la letteratura non deve sempre camminare in punta di piedi.

A volte entra in città ridendo e soprattutto a distanza di 5 secoli le strade sono ancora nello stesso posto.

La corte dei Gonzaga: poeti, cavalieri e fiabe

Se allarghiamo la passeggiata ai palazzi gonzagheschi, sia il Ducale che Palazzo Te incrociamo alcuni tra i più famosi poeti italiani richiamati a Mantova dai Gonzaga.

Tra questi c’è Ludovico Ariosto, passato più volte per Mantova, come attestano lettere e documenti d’archivio.

Accanto ad Ariosto possiamo evocare Boiardo, Marino, Basile: autori diversi, per lingua, epoca e fortuna, ma tutti utili per capire che la Mantova dei Gonzaga non è solo arte figurativa. È anche una città che consuma, ospita, commissiona, legge e usa letteratura.

E da ultimo Torquato Tasso che arriva in città e secondo la tradizione scrive quello che fino ad ora è il commento su Mantova che funziona meglio sui social: “Questa è una bellissima città e degna c’un si muova mille miglia per vederla”

I libri da leggere prima di venire a Mantova

Una guida letteraria non è solo una passeggiata. È anche una bibliografia in movimento.

Per capire una città mai visitata prima, i romanzi possono essere meglio delle guide, perché fanno sentire emozioni, odori, atmosfere e modi di fare che sfuggono alle guide turistiche più concentrate sui monumenti.

Tra i libri consigliati prima di venire a Mantova ci sono Maria Bellonci con Tu vipera gentile, Dante con il canto XX dell’Inferno, Giovannino Guareschi per il mondo della Bassa, Giovanni Nuvoletti con Un matrimonio mantovano, Fausto Coen con Quel che vide il Màt Cùssi.

Questa parte può diventare una tappa ideale, magari verso la fine del percorso: non solo luoghi da vedere, ma libri da mettere nello zaino.

Perché la letteratura non serve a sostituire la visita. Serve a prepararla, complicarla, renderla più profonda.

La Biblioteca Baratta: dove la passeggiata diventa lettura

L’arrivo naturale è la Biblioteca Baratta.

Non perché sia il monumento più antico o il luogo più letterario in senso classico. Ma perché una passeggiata dedicata agli scrittori deve finire in una biblioteca.

Si parte da un ponte e si arriva ai libri.

È un percorso perfetto: ingresso, città, piazze, palazzi, nomi, citazioni, voci, e infine uno spazio dove quelle voci possono essere cercate, lette, rilette, verificate.

La Biblioteca Baratta diventa così il punto in cui la camminata si trasforma in lettura. Dopo aver attraversato Mantova con Byron, Virgilio, Dante, Sordello, Shakespeare, Dickens, Folengo, Ariosto, Bellonci e gli altri, resta una cosa da fare: prendere un libro in mano.

Le città si visitano con gli occhi.
Ma si capiscono anche con le pagine.

Mantova come guida letteraria aperta

Alla fine, una Mantova letteraria non è un percorso chiuso. È una guida aperta.

Ogni tappa può generare una deviazione.
Ogni autore può aprire un’altra strada.
Ogni citazione può diventare una caccia al tesoro.
Ogni errore, perfino quello di Byron che scambia il Mincio per il Po, può diventare un modo per guardare meglio.

La tradizione delle guide letterarie ci insegna proprio questo: una città non è fatta soltanto da ciò che è accaduto, ma anche da ciò che è stato scritto, immaginato, frainteso, celebrato o criticato.

Mantova, in questo senso, è un libro molto comodo: si legge camminando.

E, come tutti i libri migliori, non finisce all’ultima pagina. Invita a ricominciare da capo, magari da un’altra strada, da un altro ponte, da un altro autore.

Alcuni link per approfondire

Mantovastoria

1. Una Mantova letteraria
Il post di partenza: la passeggiata dal Ponte dei Mulini alla Biblioteca Baratta tra Robert Byron, Virgilio, Dante, Sordello, Folengo e altri riferimenti letterari.
https://mantovastoria.it/2019/06/02/una-mantova-letteraria/ (mantovastoria)

2. 5 luoghi visti da Dante quando passò per Mantova
Microitinerario dantesco a Mantova: Duomo, Palazzo del Capitano, Piazza Broletto, Piazza Erbe, Rotonda di San Lorenzo e San Francesco. Utile per rafforzare la parte su Dante e Virgilio.
https://mantovastoria.it/2021/01/10/5-luoghi-visti-da-dante/ (mantovastoria)

3. 5 libri da leggere prima di venire a Mantova
Una piccola bibliografia mantovana, perfetta per collegare la passeggiata alla tradizione delle guide letterarie e dei libri da portare con sé prima di visitare una città.
https://mantovastoria.it/2025/02/03/5-libri-da-leggere-prima-di-venire-a-mantova/ (mantovastoria)

4. Da Piazza San Pietro a Piazza Sordello
Approfondimento sul nome di Piazza Sordello e sulla scelta, dopo l’Unità d’Italia, di dedicare la piazza al trovatore mantovano reso celebre da Dante.
https://mantovastoria.it/2026/01/27/da-piazza-san-pietro-a-piazza-bordello/ (mantovastoria)

5. Mantova, città-teatro: quando la storia va in scena
Post utile per allargare il discorso alla Mantova scenica e teatrale, con riferimenti a Shakespeare, Piazza Erbe, Palazzo Ducale, Palazzo Te e alla città come palcoscenico.
https://mantovastoria.it/2025/09/04/mantova-citta-teatro-quando-la-storia-va-in-scena/ (mantovastoria)

Link esterni per approfondire

1. Museo Virgilio – sito ufficiale
Riferimento utile per la figura di Virgilio, il rapporto con Mantova e il nuovo percorso museale dedicato al poeta.
https://www.museovirgilio.it/museo (Museo Virgilio)

2. Parco Museo Virgilio
Approfondimento sul luogo legato alla tradizione della nascita di Virgilio ad Andes/Pietole e sul rapporto tra Virgilio, territorio, acqua e identità mantovana.
https://www.parcomuseovirgilio.com/

3. Biblioteca Gino Baratta – Comune di Mantova
Pagina ufficiale della Biblioteca Baratta, punto di arrivo ideale della passeggiata letteraria: dalla città letta camminando alla città letta nei libri.
https://www.comune.mantova.it/index.php/it/vivere/biblioteca-baratta (Comune di Mantova)

4. Treccani – Teofilo Folengo
Scheda autorevole su Folengo, nato a Mantova nel 1491, autore del Baldus e figura fondamentale per raccontare la Mantova maccheronica.
https://www.treccani.it/enciclopedia/teofilo-folengo/ (Treccani)

5. Treccani – Sordello da Goito
Scheda utile per approfondire il trovatore mantovano citato da Dante nel VI canto del Purgatorio e legato alla memoria letteraria di Piazza Sordello.
https://www.treccani.it/enciclopedia/sordello-da-goito_%28Dizionario-Biografico%29/ (Treccani)

Guide letterarie – Bibliografia

Giampaolo Dossena, I luoghi letterari. Paesaggi, opere e personaggi. Italia settentrionale, Milano, Sugar, 1972; nuova edizione Milano, Sylvestre Bonnard, 2004.

Giampaolo Dossena, Fai da te. Saggi di letteratura, turismo e bricolage, Milano, Rizzoli, 1991.

Doris Maurer, Arnold E. Maurer, Guida letteraria dell’Italia, Parma, Guanda.

Literary Mantua: A City to Read While Walking

This article turns Mantua into a literary walk, from Ponte dei Mulini to the Biblioteca Baratta. Along the way, the city is read through the eyes of poets, travellers and writers: Virgil, Dante, Sordello, Teofilo Folengo, Shakespeare, Robert Byron and others. Inspired by the tradition of literary guides, the route shows that a city is made not only of monuments, but also of words, memories, quotations and stories.

Mantoue littéraire : une ville à lire en marchant

Cet article transforme Mantoue en promenade littéraire, du Ponte dei Mulini à la Biblioteca Baratta. Le parcours traverse la ville à travers les regards de poètes, voyageurs et écrivains : Virgile, Dante, Sordello, Teofilo Folengo, Shakespeare, Robert Byron et d’autres encore. Inspirée par la tradition des guides littéraires, cette promenade montre qu’une ville n’est pas faite seulement de monuments, mais aussi de mots, de souvenirs, de citations et de récits.