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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi tag: Virgilio

Mantova letteraria: una passeggiata tra scrittori, viaggiatori e poeti

23 domenica Ago 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Itinerari, Storia Locale

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Una città da leggere a piedi

Ci sono città che si visitano guardando i monumenti.
Altre si capiscono meglio leggendo le parole di chi le ha attraversate.

Mantova appartiene a entrambe le categorie.

È città d’acqua, di palazzi, di piazze, di torri, di cortili e di chiese. Ma è anche una città piena di voci: poeti nati qui, scrittori passati di qui, viaggiatori più o meno benevoli, autori che l’hanno trasformata in luogo letterario, personaggi che l’hanno resa scenario, rifugio, esilio, farmacia, memoria.

Una passeggiata letteraria serve proprio a questo: non soltanto a spostarsi da un luogo all’altro, ma a cambiare modo di guardare.

Non è una visita guidata tradizionale. È una guida nello sguardo.

Le guide letterarie, da Giampaolo Dossena a Maurer e Maurer, hanno insegnato che un luogo può essere letto come una pagina: ci sono frasi da ritrovare, personaggi da evocare, citazioni da verificare, errori da perdonare e dettagli da far parlare. Il post originale di Mantovastoria su Robert Byron ricordava proprio alcuni testi di riferimento per una Mantova letteraria: I luoghi letterari di Giampaolo Dossena, la Guida letteraria dell’Italia di Maurer e Maurer e anche il Fai da te di Dossena, che contiene una passeggiata sulle tracce del Baldus di Teofilo Folengo.

E allora partiamo.

Non dal centro, ma da un ingresso.

Il Ponte dei Mulini: Robert Byron entra in città

Il punto di partenza è il Ponte dei Mulini.

Qui entra in scena Robert Byron, scrittore e viaggiatore inglese, autore di Europe in the Looking Glass, tradotto in italiano come L’Europa vista dal parabrezza.

Nel 1925 Byron arriva a Mantova in automobile. L’ingresso non è proprio poetico nel senso da cartolina. È caotico, rumoroso, quasi animalesco. Byron descrive un “ponte coperto stretto e buio” dove regna una confusione indescrivibile, tra carretti e mandrie spaventate. Quel ponte era il Ponte dei Mulini, poi bombardato durante la Seconda guerra mondiale e mai più ricostruito nella sua forma originaria.

C’è anche una svista irresistibile: Byron scrive di aver attraversato il Po entrando a Mantova, ma naturalmente si trattava del Mincio. Anche i grandi viaggiatori, ogni tanto, sbagliano fiume.

È un inizio perfetto: Mantova appare non come città immobile e silenziosa, ma come luogo vivo, trafficato, rumoroso, confuso. Una città che si conquista entrando, inciampando, osservando male e poi correggendo lo sguardo.

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Il Forte di Pietole: viaggio nel tempo a due passi da Mantova

07 martedì Lug 2026

Posted by mantovastoria in Curiosità, Itinerari, Storia Locale

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Mantova non è soltanto Palazzo Ducale, Palazzo Te, Sant’Andrea e le piazze del centro. La città ha anche un’altra storia, meno visibile ma decisiva: quella delle acque, dei forti e delle opere costruite per trasformare il paesaggio in una macchina strategica.

Tra questi luoghi, il Forte di Pietole occupa un posto speciale. È vicino alla città, ma sembra lontanissimo. Basta arrivare nei pressi del Bosco Virgiliano, seguire la strada verso Pietole e guardare la grande massa verde che nasconde bastioni, fossati, gallerie, casematte e terrapieni. Si ha subito l’impressione di entrare in un tempo diverso.

Il Forte di Pietole è un frammento enorme della Mantova militare ottocentesca, iniziato in età napoleonica, completato dagli Austriaci, usato poi dall’esercito italiano e infine abbandonato per decenni. Oggi, dopo anni di oblio, è tornato al centro di un progetto culturale e ambientale: il Parco Museo Virgilio.

Perché il Forte di Pietole è così importante?

Il Forte di Pietole è uno dei luoghi più sorprendenti del territorio mantovano perché unisce tre storie in una.

La prima è la storia militare. Il forte nasce per difendere Mantova dagli attacchi provenienti da sud e per inserirsi nel grande sistema della piazzaforte mantovana. Non era una costruzione isolata, ma una parte di un dispositivo più ampio, fatto di fortificazioni, acque, strade, argini e controllo del territorio.

La seconda è la storia idraulica. Mantova è una città che ha sempre usato l’acqua come difesa. Il Forte di Pietole aveva un ruolo fondamentale nel controllo della valle del Paiolo: attraverso chiuse e regolazioni delle acque, in caso di necessità si poteva allagare l’area a sud della città e trasformare il paesaggio in una barriera naturale.

La terza è la storia virgiliana. Pietole corrisponde all’antica Andes, il luogo che la tradizione indica come patria natale di Virgilio. Così, nello stesso spazio, convivono il poeta latino, Napoleone, gli Austriaci, l’esercito italiano, la natura del Mincio e la memoria del territorio. Non male per un posto che per anni molti hanno considerato soltanto “una zona abbandonata”.

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Virgilio e Sordello, un’intervista doppia nel backstage del VI Canto del Purgatorio

17 domenica Ago 2025

Posted by mantovastoria in Intervista doppia

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Dante, Dante Alighieri, Giacomo Cecchin, Intervista doppia, Intervista doppia Virgilio Sordello, Publio Virgilio Marone, VI canto, VI canto del purgatorio, Virgilio

Sordello da Goito e Virgilio a confronto in un'intervista doppia

Provate a immaginare di poter entrare nel dietro le quinte della Divina Commedia…
Siamo nel VI canto del Purgatorio e prima che Dante cominci a scrivere Virgilio e Sordello vengono coinvolti in un’intervista doppia stile programma “Le Iene”.

Sono tutte e due poeti; sono tutte e due di Mantova o meglio, precisiamo, della provincia di Mantova; appartengono ad epoche diverse e hanno curriculum opposti sia come stile che come vita. E poi si incrociano in Purgatorio e, se all’inizio Sordello è un po’ sdegnoso come dice Dante poi si abbracciano come se fossero amici da sempre.

Ecco la mia intervista doppia impossibile a Virgilio e Sordello da Goito:

1. Come ti chiami?

  • Virgilio: Publio Virgilio Marone, ma per gli amici… no, in realtà non ho mai avuto un soprannome.
  • Sordello: Sordello da Goito. Nome corto, ma curriculum lungo.

2. Da dove vieni?

  • Virgilio: Dalla campagna mantovana, mica dal centro. Le oche erano più numerose delle persone.
  • Sordello: Da Goito, provincia della provincia. Altro che Mantova città: qui la campagna ti entra in casa senza bussare.

3. Come sei finito in Purgatorio?

  • Virgilio: Tecnicamente… non ci sono finito, sto solo accompagnando Dante. Io sono l’unica guida turistica abilitata del Tour Inferno-Purgatorio.
  • Sordello: Io invece sono di casa. Ma ho una bella vista e faccio un figurone nel canto VI della Divina Commedia.

4. Cosa ricordi di Mantova?

  • Virgilio: Di averla resa famosa… e che non mi hanno dedicato una via o una piazza fino al 1800. Grazie, eh.
  • Sordello: Io invece do il nome alla piazza principale. A volte la vita è questione di marketing.

5. Chi dei due è più importante?

  • Virgilio: A scuola, io.
  • Sordello: Sulla mappa di Mantova, io.

6. Single o ammogliato?

  • Virgilio: Celibe, senza gossip.
  • Sordello: Diciamo… impegnato in missioni diplomatiche sentimentali. Chiedete a Cunizza.

7. Cosa preferite tra la pace e la guerra?

  • Virgilio: Pace, raccontata come fosse guerra.
  • Sordello: Guerra, raccontata come fosse una canzone.

8. Come hai riconosciuto che l’altro era mantovano?

  • Virgilio: Stavo per dire “Mantova…” e lui è saltato su come se avesse sentito l’inno nazionale.
  • Sordello: Oh, quando uno dice “Mantova” ti scatta subito la mantovanità, anche in Purgatorio.

9. Pronuncia una frase in dialetto mantovano

  • Virgilio: “Mi staghi semper dla banda dal furmentùn”.
  • Sordello: “Mi sun quel dal furmài”

10. Com’è Dante dal vivo?

  • Virgilio: Appassionato, un po’ logorroico.
  • Sordello: Ti fa due domande e poi parte con un comizio.

11. Di chi è stata l’idea dell’abbraccio?

  • Virgilio: “Io ho solo detto ‘Mantova’ e mi sono trovato un trovatore addosso.”
  • Sordello: “Colpa mia. In Purgatorio non capita spesso di incontrare un vicino di casa di mille anni prima.”

12. A Mantova ci sono due musei dedicati a Virgilio e nessuno a Sordello: cosa ci racconta questa situazione?

  • Virgilio: Che alla fine la cultura paga.
  • Sordello: Che avrei dovuto scrivere un poema epico invece di rapire Cunizza.

13. Quale sarebbe la prima cosa che faresti se tornassi a Mantova?

  • Virgilio: Mangiare una sbrisolona in riva al lago.
  • Sordello: Parcheggiare in piazza Sordello, tanto è mia.

14. Definisci cosa è per te il fiume Mincio

  • Virgilio: Il filo d’acqua che lega i miei versi alla mia terra.
  • Sordello: Un’ottima scusa per fare battaglie… e grigliate.

15. Se un mantovano ti dice “Tafat”, tu come rispondi?

  • Virgilio: Con un mezzo sorriso e un “tafat anca ti”, perché a certe cose si risponde d’istinto.
  • Sordello: Io invece lo prendo come sfida: o parte una battuta, o parte un colpo di spada, dipende dall’umore.

16. Quest’anno il Mantova sarà promosso in serie A?

  • Virgilio: “Magari… ma anche Enea ci ha messo dieci anni per arrivare a destinazione.”
  • Sordello: “Se serve, scendo in campo in armatura. Magari spavento il portiere avversario.”

Le altre interviste doppie su questo blog

– Luigi Corradi de’ Gonzaga e Cangrande della Scala: un’intervista doppia tutta da scoprire

Le interviste doppie dal vivo dell’Oltrepò

– L’estro del lato destro: gli artisti!

– L’estro del lato destro: i produttori!

– L’estro del lato destro: le internazionali!

– L’estro del lato destro: i naturalisti!

– L’estro del lato destro: i museali!

Tutti i testi del blog http://www.mantovastoria.it sono opera di Giacomo Cecchin

5 anni da dimenticare a Mantova: torna MCG con Giacomo Cecchin e la rubrica Mantovagando

18 domenica Ago 2019

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, le 5 cose..., Storia Locale

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Cosa ne dite di proseguire il gioco sulla storia di Mantova? Ma stavolta meglio non averla la macchina del tempo perché gli anni di cui vi raccontiamo oggi sono quelli da dimenticare. Eccovi la mia personale scelta sugli anni tragici per la storia di Mantova. E’ il tema della pagina Mantovagando sull’ultimo numero della rivista MCG (qui potete sfogliare tutto il numero).
Qui trovate le uscite precedenti:

13. 5 anni da ricordare a Mantova – MCG di giugno-luglio 2019
12. Un safari a Palazzo Te – MCG di aprile-maggio 2019
11. Le torri del profilo di Mantova – MCG di febbraio-marzo 2019
10. Come scegliere il santo giusto a Mantova – MCG di dicembre/gennaio2019
9. Spettri a Mantova che, a volte, sembra la Scozia – MCG di ottobre/novembre 2018
8. 5 curiosità che non conoscevi su Palazzo Te – MCG di agosto/settembre 2018
7. Le particolarità di Palazzo Ducale – MCG di giugno/luglio 2018
6. Una Camera con Vista – MCG di aprile/maggio 2018
5. 5 Gonzaga da non dimenticare – MCG di febbraio/marzo 2018
4. 5 donne dei Gonzaga – MCG di dicembre/gennaio 2018
3. I libri da sfogliare dopo essere venuti a Mantova – MCG di ottobre/novembre 2017
2. I libri da leggere prima di venire a Mantova – MCG di agosto/settembre 2017
1. 5 passaggi segreti da scoprire a Mantova – MCG di giugno/luglio 2017

Ecco qui anche i testi e le foto.
5 anni da dimenticare a Mantova

Ci sono dei momenti nella storia delle città in cui gli abitanti avrebbero voluto essere altrove magari in occasione di saccheggi, pestilenze o invasioni. In quei casi gli unici che invece avrebbero voluto partecipare sono normalmente gli storici e i giornalisti per raccogliere informazioni di prima mano e per capire come stavano davvero le cose. Perché allora non giocare un po’ con la storia pensando a quei momenti storici in cui sarebbe stato meglio non essere a Mantova? Queste sono le mie 5 scelte tra romani, ungari, peste, lanzichenecchi ed austriaci ma naturalmente il gioco può continuare. E voi? Quali evitereste?
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A caccia di statue di Virgilio con Mantova Segreta: Giacomo Cecchin faccia a faccia con “la Vecia”

16 martedì Lug 2019

Posted by mantovastoria in Itinerari, Mantova Segreta, Storia Locale

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Bosco Virgiliano, Giacomo Cecchin, Giardino Cavriani, La Vecia, Mantova Segreta, Museo della Città, Palazzo di San Sebastiano, Piazza Broletto, Piazza Virgiliana, Pietole, Publio Virgilio Marone, Telemantova, Virgilio

Quante sono le statue di Virgilio che troviamo a Mantova? Più di quante crediate probabilmente. Il poeta latino infatti sbuca dai giardini, si trova negli stemmi comunali della Mantova medievale (e anche in quello attuale), osserva sornione dalle piazze e si riposa in musei e teatri. Ebbene Giacomo Cecchin porta la sua Mantova Segreta a caccia delle statue dedicate a Virgilio con una assoluta sorpresa: un incontro a tu per tu con il Virgilio del Palazzo del Podestà, seduto in cattedra come un professore universitario ma che per tutti i mantovani è conosciuto come “La Vecia” (la vecchia).
Qui potete vedere la puntata dedicata alle statue virgiliane mentre a questo link potete invece guardare tutte le puntate già andate in onda Continua a leggere →

Giacomo Cecchin all’inseguimento delle statue che si spostano, in una puntata di Mantova Segreta

29 martedì Gen 2019

Posted by mantovastoria in le 5 cose..., Mantova Segreta

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Belfiore, Dante Alighieri, Giacomo Cecchin, Leoni del Duomo, Mantova Segreta, martiri di belfiore, Ostiglia, Statue erranti, Telemantova, Virgilio

In una Mantova in cui a volte poco si muove, le statue sembrano andare in controtendenza e si spostano da una parte all’altra della città con trasferte anche in provincia. Nella puntata di Mantova Segreta del 28 novembre (la potete vedere qui) Giacomo Cecchin va a caccia di queste statue “erranti”: due leoni sono fuggiti a Quingentole, Dante a Ostiglia e anche Virgilio sembra non avere pace.
Provate a seguire la puntata e andate a verificare sul posto se le storie che vi raccontiamo sono proprio così. Continua a leggere →

Storie d’amore e di viaggio: un percorso tra Gonzaga, Rigoletto e Romeo e Giulietta

25 giovedì Gen 2018

Posted by mantovastoria in Itinerari

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Casa del Rigoletto, Duomo, Giuseppe Verdi, Lungo Rio, Petrarca, Rigoletto, Romeo e Giulietta, Verdi, Virgilio

Domenica 4 febbraio ore 10.00 sul Lungo Rio a Mantova
Il percorso parte dal Lungo Rio per arrivare fino al Duomo, alla casa di Rigoletto e terminare in Palazzo ducale nell’appartamento di Federico II Gonzaga. La passeggiata ci consentirà di ripercorrere le storie d’amore intrecciate alle vicende di Mantova, dei Gonzaga e dei viaggiatori che sono passati di qui. Da Dickens che arriva da Verona sulle tracce di Romeo, a Petrarca innamorato di Virgilio per arrivare a Verdi e Rigoletto e alle donne dei Gonzaga e rispondere alla domanda: ma chi è davvero il duca di Rigoletto.
Per iscriversi è sufficiente compilare il form on-line a questo link.

Mantova2016: 5 statue erranti tra santi, poeti, eroi e martiri di Belfiore

05 domenica Giu 2016

Posted by mantovastoria in Curiosità, le 5 cose..., Mantova2016 - Mantova 1516, Storia Locale

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Dante, Garibaldi, Mantova, martiri di belfiore, Statue erranti, Virgilio

dante in piazza BrolettoMantova non è una mai stata una città di statue almeno fino a tempi recenti ma ha una particolarità tutta sua: quella delle statue erranti. Ci sono infatti molti casi di spostamento dei monumenti all’interno della città, statue ricoverate all’interno di musei o addirittura spostate fuori città (come i leoni stilofori del Duomo di Mantova che oggi si trovano davanti alla chiesa di Quingentole). Immobile come una statua si dice eppure a Mantova è un detto che non si applica. Eccovi 5 casi di statue che in momenti diversi sono andate a spasso per la città e in alcuni casi hanno anche subito una trasformazione materica (da pietra a bronzo). Qualcuno conosce altre statue mantovane erranti? Continua a leggere →

5 statue erranti tra santi, poeti, eroi e martiri di Belfiore

05 domenica Giu 2016

Posted by mantovastoria in Curiosità, le 5 cose..., Mantova2016 - Mantova 1516, Storia Locale

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Dante, Garibaldi, Mantova, martiri di belfiore, Statue erranti, Virgilio

dante in piazza Broletto

Mantova non è una mai stata una città di statue almeno fino a tempi recenti ma ha una particolarità tutta sua: quella delle statue erranti. Ci sono infatti molti casi di spostamento dei monumenti all’interno della città, statue ricoverate all’interno di musei o addirittura spostate fuori città (come i leoni stilofori del Duomo di Mantova che oggi si trovano davanti alla chiesa di Quingentole). Immobile come una statua si dice eppure a Mantova è un detto che non si applica. Eccovi 5 casi di statue che in momenti diversi sono andate a spasso per la città e in alcuni casi hanno anche subito una trasformazione materica (da pietra a bronzo). Qualcuno conosce altre statue mantovane erranti?

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