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Durante Festivaletteratura Mantova cambia volto, ma i mantovani restano fedeli alle proprie abitudini. Tra biciclette lanciate nella folla, necrologi letti al bar, lamentele sui parcheggi e antiche ferite mai dimenticate, ecco cinque mosse ironiche per confondersi tra i nativi e vivere il Festival con autentico spirito mantovano.
Provate a leggere e a verificare se siete anche voi mantovani dentro oppure no.
Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Agosto 2026/Settembre 2026
COME SEMBRARE MANTOVANO DURANTE IL FESTIVALETTERATURA
Per chi desiderasse mimetizzarsi tra i nativi proponiamo cinque semplici mosse da mettere in pratica
DI GIACOMO CECCHIN
A settembre Mantova entrerà nel pieno della trentesima edizione di Festivaletteratura. Per cinque giorni il centro storico cambierà volto: le piazze si riempiranno di incontri, i cortili dei palazzi accoglieranno scrittori e lettori e persino le code sembreranno accettabili.
Gli autori ospiti, gli editori, i volontari e soprattutto i lettori non mantovani si riconoscono facilmente. Passeggiano per il centro con il programma stretto tra le mani, lo sguardo sognante e una certa apprensione per l’evento successivo.
È quasi impossibile scambiarli per abitanti del posto. Per chi desiderasse mimetizzarsi tra i nativi e non essere immediatamente identificato come forestiero, proponiamo dunque cinque semplici mosse da mettere in pratica.
Il suggerimento è di sperimentarne almeno una al giorno, così da arrivare preparati alla prossima edizione.
Leggere la Gazzetta o la Voce partendo dal fondo
Un mantovano autentico si riconosce dal modo in cui affronta il giornale locale. Non comincia dalla prima pagina, ma si dirige senza esitazione verso le ultime pagine, dove sono pubblicati i necrologi.
Per qualcuno questo rituale potrà sembrare macabro. In realtà rappresenta un servizio informativo essenziale e soprattutto un inesauribile spunto di conversazione al bar.
La lettura non è mai frettolosa. Si osservano le fotografie e si ricostruiscono parentele e conoscenze. Si dice persino che alcuni aprano il giornale con una certa apprensione, quasi temendo di trovare la propria fotografia nella penultima pagina — l’ultima è dedicata alla pubblicità.
Esercizio: entrare in un bar, ordinare un cappuccino, aprire il giornale direttamente alla pagina dei necrologi.
Attraversare il centro in sella alla bicicletta
Le vie di Mantova non sono enormi e durante Festivaletteratura anche le piazze sembrano restringersi. Tra tavolini, code, volontari con la maglietta blu e lettori muoversi può diventare complicato.
Il mantovano, però, non rinuncia alla bicicletta. La usa sempre e si muove privilegiando i sensi contrari e anche qualche tratto di marciapiede.
Naturalmente anche i turisti possono utilizzare la bicicletta. Come distinguere allora i nativi? Dal fatto che i mantovani raramente scendono di sella. Fendono la folla con traiettorie millimetriche, suonano il campanello e per loro mettere un piede a terra viene vissuto come una sconfitta personale.
Un ultimo suggerimento: la bicicletta ideale deve essere vissuta.
Esercizio: procurarsi una bicicletta locale, imboccare una via affollata in senso contrario scampanellando con energia.
Festivaletteratura ma anche…
Il mantovano trascorre buona parte dell’anno sostenendo di vivere in una città sonnacchiosa, dove non succede mai niente.
Festivaletteratura è considerato l’evento capace più di ogni altro di scuotere la città dal torpore. Il primo giorno, infatti, i mantovani passeggiano soddisfatti per il centro, osservano le code davanti ai palazzi e cercano di stabilire se l’edizione sia più o meno affollata della precedente.
Dal secondo giorno, però, l’entusiasmo comincia a mescolarsi con una lieve irritazione. I portici risultano troppo affollati, i parcheggi sembrano introvabili e i tavolini sono tutti occupati.
Il mantovano doc riesce così nell’impresa di lodare e criticare il Festival quasi nella stessa frase.
Esercizio: sorridere ai visitatori magnificando il festival e subito dopo sospirare perché «non si riesce più nemmeno a passare».
Parlare del Sacco con le lacrime agli occhi
Il Sacco di Mantova del 1630 ad opera dei Lanzichenecchi rappresenta ancora oggi una ferita aperta nell’immaginario cittadino.
Provate a chiedere informazioni sul Sacco a un mantovano e vedrete cambiare immediatamente la sua espressione. Gli occhi diventeranno umidi, il tono più grave e il racconto assumerà la partecipazione emotiva riservata solitamente agli avvenimenti accaduti la settimana precedente.
Vi verrà spiegato che Mantova era una delle corti più splendide d’Europa, che le collezioni dei Gonzaga erano straordinarie e che molte opere finirono disperse. Quando penserete che il racconto sia concluso, arriverà l’appendice napoleonica. Perché nella memoria mantovana le spoliazioni non finiscono mai: cambiano soltanto esercito e secolo.
Esercizio: assumere un’espressione sconsolata e, alla prima occasione, raccontare ai turisti il Sacco di Mantova come se fosse una cronaca in diretta.
Palazzo Te è fuori città
I mantovani offrono generalmente informazioni ai turisti con grande disponibilità. Indicano chiese, piazze, ristoranti e percorsi con dovizia di particolari. Esiste tuttavia un caso in cui le loro indicazioni possono risultare involontariamente fuorvianti: Palazzo Te.
Chi, trovandosi davanti alla Basilica di Sant’Andrea, domandi dove si trovi la villa realizzata da Giulio Romano per Federico II Gonzaga, potrebbe sentirsi rispondere che Palazzo Te è «fuori città». L’espressione suggerisce distanze considerevoli e può indurre il visitatore a cercare un autobus o a valutare l’ipotesi di un taxi.
In realtà basta una passeggiata di circa un quarto d’ora per raggiungerlo. Il problema è che i mantovani continuano idealmente a percepire le antiche mura, abbattute tra Ottocento e Novecento. Palazzo Te sorgeva davvero al di fuori della cinta urbana, in una zona separata dal centro e legata all’isola del Tejeto.
Mantova si è allargata e Palazzo Te è ormai perfettamente inserito nel tessuto urbano. Eppure, per molti abitanti, continua a trovarsi laggiù, in campagna, appena oltre un confine invisibile.
Esercizio: sedersi nei pressi di Sant’Andrea e, quando qualcuno chiederà informazioni, rispondere con aria pensosa: «Palazzo Te? È fuori città, meglio che prenda un mezzo».
A questo punto il travestimento può dirsi completo. Non sarete ancora mantovani autentici, naturalmente. Per quello servono anni di allenamento, una certa familiarità con la nebbia e la capacità di discutere a lungo sulla ricetta corretta dei tortelli di zucca. Ma almeno, durante Festivaletteratura, potrete confondervi tra la folla senza sentirvi completamente pesci fuor d’acqua.
Per consultare il programma e tutte le informazioni sull’edizione del Festival:
www.festivaletteratura.it



Mantovagando: tutte le pagine pubblicate
La rubrica Mantovagando su Mantova Chiama Garda propone in un’altra veste gli articoli già pubblicati su questo blog sotto la Rubrica de “Le 5 cose da sapere su Mantova e sui Mantovani”. La novità è che in questo caso i testi sono corredati da foto e questo rende gli articoli più facili ed efficaci per i lettori. Mantovagando è stata anche una trasmissione radiofonica andata in onda su Radio Base (qui potete ascoltare i podcast).
Di seguito potete leggere tutte le pagine uscite sul Magazine che trovate in versione integrale sul sito www.mantovachiamagarda.it.
37. Il viaggio dell’Ave Maria controcorrente – MCG – Agosto settembre 2026
36. Intervista doppia Luigi Corradi da Gonzaga e Cangrande della Scala – MCG – Giugno-luglio 2026
35. Quelli che il Festivaletteratura – MCG – Giugno-luglio 2026
34. Intervista doppia a Isabella d’Este e Leonardo da Vinci – MCG – Aprile Maggio 2026
33. Le prigioni di Mantova – MCG – aprile Maggio 2026
32. L’arte contemporanea arriva a Mantova – MCG – febbraio-marzo 2026
31. Primavera mantovana, MCG – febbraio-marzo 2026
30. Girovagando per presepi, MCG – dicembre-gennaio 2025
29. Alla scoperta del paradiso nella cupola di Sant’Andrea, MCG – ottobre-novembre 2025
28. Un santuario mariano tra stranezze e curiosità, MCG – agosto-settembre 2025
27. La Madonna del Terremoto, una storia di devozione popolare, MCG – Luglio 2025
26. San Benedetto in Polirone, una chiesa tutta da scoprire, MCG – maggio 2025
25. La Basilica di Santa Barbara, nascosta in Palazzo Ducale, MCG Marzo 2025
24. 5 anni da ricordare per la Rotonda di San Lorenzo, su MCG – Ottobre 2024
23. 5 chiese dedicate a Maria, MCG – Aprile-Maggio 2024
22. Camminare a Mantova, MCG – Febbraio-Marzo 2024
21. Rubens a Mantova, MCG – Dicembre 2023
20. Un crossfit culturale a Palazzo Ducale, MCG – Ottobre 2023
19. Il duomo di Mantova, un cocktail architettonico – MCG Luglio 2023
18. I cinque dilemmi dei mantovani – MCG di Maggio 2023
17. I cinque luoghi cavallereschi – MCG di Dicembre 2022
16. Il lato B di Palazzo Te in 5 particolari lascivi – MCG di dicembre/gennaio 2020
15. Napoleone a Mantova: 5 luoghi da ricordare – MCG di ottobre/novembre 2019
14. 5 anni da dimenticare a Mantova – MCG di agosto-settembre 2019
13. 5 anni da ricordare a Mantova – MCG di giugno-luglio 2019
12. Un safari a Palazzo Te – MCG di aprile-maggio 2019
11. Le torri del profilo di Mantova – MCG di febbraio-marzo 2019
10. Come scegliere il santo giusto a Mantova – MCG di dicembre/gennaio2019
9. Spettri a Mantova che, a volte, sembra la Scozia – MCG di ottobre/novembre 2018
8. 5 curiosità che non conoscevi su Palazzo Te – MCG di agosto/settembre 2018
7. Le particolarità di Palazzo Ducale – MCG di giugno/luglio 2018
6. Una Camera con Vista – MCG di aprile/maggio 2018
5. 5 Gonzaga da non dimenticare – MCG di febbraio/marzo 2018
4. 5 donne dei Gonzaga – MCG di dicembre/gennaio 2018
3. I libri da sfogliare dopo essere venuti a Mantova – MCG di ottobre/novembre 2017
2. I libri da leggere prima di venire a Mantova – MCG di agosto/settembre 2017
1. 5 passaggi segreti da scoprire a Mantova – MCG di giugno/luglio 2017
How to Look Like a Local During Festivaletteratura
Every September, Festivaletteratura transforms Mantua into a lively meeting place for writers, readers and visitors. But how can an outsider blend in with the locals? This ironic guide suggests five unmistakably Mantuan habits: reading the local newspaper from the back, cycling through crowded streets, praising and complaining about the Festival at the same time, recalling the Sack of Mantua with genuine emotion and insisting that Palazzo Te is “outside the city”.
Comment passer pour un Mantouan pendant Festivaletteratura
Chaque mois de septembre, Festivaletteratura transforme Mantoue en un grand lieu de rencontre entre écrivains, lecteurs et visiteurs. Mais comment se fondre parmi les habitants? Ce guide ironique propose cinq habitudes typiquement mantouanes: lire le journal local en commençant par la fin, traverser la foule à vélo, louer et critiquer le Festival dans la même phrase, évoquer avec émotion le sac de Mantoue et affirmer que le Palazzo Te se trouve «hors de la ville».