Tag

, , , , , ,

Sono molto orgoglioso di partecipare alle celebrazioni della battaglia di Curtatone e Montanara.

E’ un momento importantissimo del Risorgimento e spesso ridotto ad un evento agiografico con forti dosi di retorica.

Invece questa battaglia ha tutti gli elementi che ci portano a capire meglio questo periodo fondativo per il nostro Paese. Il sentimento popolare è ancora forte e pieno di entusiasmo dopo l’esito delle Cinque giornate di Milano, il ritiro di Radetzky e l’entrata in guerra del Piemonte.

I soldati che combattono a Curtatone e Montanara sono toscani, napoletani, siciliani e ci sono anche gli studenti universitari di Siena e Pisa. Un insieme eterogeneo che però regge all’urto dell’esercito migliore del mondo in quel momento, quello austriaco.

Nella mia orazione proverò a spiegare perché il Risorgimento è presentato come un libro con la copertina sbagliata e come possiamo fare a raccontarlo in modo efficace.

TESTO INTEGRALE DELL’INTERVENTO

Buongiorno a tutti,
lasciatemi iniziare con i ringraziamenti e con una dedica.

Ringrazio il sindaco Carlo Bottani per avermi voluto qui insieme a lui in questo giorno di maggio e voi che partecipate insieme a noi a questo momento dove raccontiamo una storia.


Dedico invece questo intervento ai miei genitori che mi hanno dato la libertà di scegliere la mia strada che è quella del raccontare.

Oggi però non racconterò la battaglia,
ci sono moltissimi libri e anche un docufilm sul
29 maggio del 1848 e sarebbe solo un ripetere cose già sentite.
Vorrei invece farvi riflettere su tre punti per me fondamentali: il territorio, i documenti e gli studenti.

Il territorio è ciò che ci circonda ogni giorno e che l’abitudine ci impedisce di vedere.
Certo è molto cambiato da quel maggio del 1848.
E’ stata una delle difficoltà maggiori quando abbiamo girato le riprese del docufilm “La Gloriosa sventura”.
E’ stato difficile trovare il giusto modo di riprendere i luoghi dei combattimenti che sono oggi così diversi.
Però alcuni elementi sono rimasti e si possono vedere tutt’ora.
L’Osone che scorre qui a fianco e il ponte che lo attraversa. E’ per quello che si combatte qui.
Ogni battaglia è fatta da un esercito che vuole fare una certa cosa e un altro che vuole impedirglierlo. Radetzky voleva passare il ponte sull’Osone per prendere alle spalle i piemontesi a Peschiera.
E De Laugier voleva impedirglielo.
Se ci pensiamo l’Osone diventa un vero e proprio fossato che collega Curtatone e Montanara. Qui si attestano i toscani, i napoletani, i siciliani e gli studenti senesi e pisani.
E fermano uno degli eserciti più potenti del mondo.


Come facciamo allora a compiere un viaggio nel tempo? Cosa ci aiuta a vedere i luoghi con gli occhi di chi ha combattuto? Sono i documenti.
E siamo fortunati perché ce ne sono molti: stampe, quadri, articoli di giornale, libri ma soprattutto lettere. Le lettere che i soldati spedivano a casa.
Lì troviamo anche quello che non si trova nei resoconti ufficiali dei generali.
Quanto era dura combattere sotto il sole cocente. Quanto era pesante la prigionia dopo la cattura da parte degli austriaci.
Quanta paura per il battesimo del fuoco.
Quanto diversa è la guerra quando la si fa davvero e non la si legge nei poemi e nei romanzi.
Questi documenti ci fanno sentire le voci di chi
a Curtatone e Montanara ha combattuto davvero.
E ci fa capire la grande differenza tra noi che conosciamo la storia e sappiamo come andrà a finire e loro che non avevano certezza.
Radetzky era convinto di riuscire a passare.
De Laugier non sapeva quanto avrebbero resistito i suoi.
Tra i soldati oltre ai regolari e ai volontari c’erano gli studenti che non avevano mai combattuto eppure resistono e non cedono, anzi presi dalla loro incoscienza giovanile corrono verso la prima linea e molti moriranno proprio per questa foga di andare avanti.


Ecco allora il terzo punto: gli studenti.
Sui quasi 6.000 combattenti italiani, e poi tornerò su questo mio definirli italiani, gli studenti delle Università di Siena e Pisa erano poco più di 300.
Eppure ricordiamo soprattutto loro, anche in questo monumento dedicato alla battaglia. Erano una sorta di “meglio gioventù” dell’epoca.
Erano ricchi, avevano studiato, avevano davanti a loro una vita senza problemi. Eppure decidono di venire qui a combattere rischiando la vita e giocandosi il tutto per tutto.
E’ un modo di impegnarsi a favore dei propri ideali.
E’ come se fossero un lievito che fa crescere e da sapore a tutto l’esercito che combatte a Curtatone e Montanara.
Un esercito che non possiamo definire tecnicamente italiano perché l’Italia non c’era ancora.
Eppure questi toscani, napoletani e siciliani che vengono qui a combattere lo fanno in nome dell’Italia.
E quindi possiamo dire che a Curtatone e Montanara ci sono gli italiani a combattere, non per nazione ma perché si sentono tali.


Il Risorgimento è fatto così, come noi italiani.
Quando abbiamo le spalle al muro tiriamo fuori il meglio di noi.
Il Risorgimento secondo me è come un libro con la copertina sbagliata.
Molti di noi pensano solo alla retorica delle statue e dei monumenti equestri. Vivono il Risorgimento con i luoghi comuni del Re Galantuomo, dell’eroe dei due mondi, del Quadrato di Villafranca.
E invece il risorgimento è un’avventura fatta di gloria e di sventura, di eroi e di incapaci, di slanci in avanti e di clamorose ritirate.
E’ un po’ come la vita che è come un copione teatrale e che tu devi riuscire ad interpretare al meglio.


E allora occasioni come quella di oggi servono per farvi venire voglia di andare a cercare la storia per guardarla in faccia.
Non date mai nulla per scontato.
Andate a verificare sul campo.
Provate a guardare il territorio come se fosse la prima volta. E quindi quando attraverserete questo ponte finalmente vi accorgerete che c’è e lo farete vedere anche agli altri.
Direte: “Questo è il ponte di Curtatone e questo è l’Osone. E’ per questo che il Risorgimento è passato di qui.
E poi andate a leggervi i libri ma soprattutto i documenti e in particolare le lettere che sono la voce di chi ha vissuto davvero la battaglia di Curtatone e Montanara.


I documenti aumentano il vostro spirito critico, vi invitano ad approfondire e a capovolgere i vostri pregiudizi.


Da ultimo parlo agli studenti che sono davvero il futuro di questo Paese.
Quando mi presentano come un esperto o uno studioso mi viene un brivido freddo.

L’esperto sa tutto e non ha più voglia di approfondire.
Lo studioso è una persona che ha dedicato tutta la sua vita ad un tema e spesso non riesce a guardare oltre, a trovare le intersezioni tra le varie storie.
Io mi ritengo uno studente, che è una persona che ha ancora molto da imparare ed il vero divertimento è proprio qui.


Gli studenti delle Università di Siena e Pisa hanno deciso di aiutare l’Italia andando a combattere.
Oggi che per fortuna di guerre in Italia non ce ne sono gli studenti devono impegnarsi a studiare, studiare e ancora studiare.
Solo così potranno poi applicarsi nel lavoro scegliendo la strada che meglio può valorizzare i loro talenti.


Non sono così sicuro che studiare la storia serva davvero ad evitare di ripetere gli errori che abbiamo già commesso.
Sono però convinto che non studiarla sia peggio.
Se non conosci la storia vivi il territorio senza conoscerlo.
Se non conosci la storia, non leggi i documenti e quindi perdi ogni senso critico.
Come possiamo sentirci italiani se non sappiamo da dove veniamo?
E come possiamo provare a decifrare il futuro senza conoscere la nostra storia?

A Curtatone e Montanara chi ha vinto e chi ha perso?
Qual è stato il significato di questa battaglia per l’Unità d’Italia?
Le risposte a queste domande le potete trovare solo studiando la storia e i documenti e scoprirete una cosa che forse potrebbe scoraggiarvi ma non deve essere così.


A ogni risposta che troverete si aggiungerà una nuova domanda.
Ed è questa la cosa bella: che non si finisce mai di imparare.


Il che è bello e istruttivo, come diceva Giovannino Guareschi!

Per approfondire su questo blog

La Gloriosa Sventura: il docufilm sulla battaglia di Curtatone e Montanara

A Curtatone e Montanara morì l’ideale del Risorgimento popolare: oggi 29 maggio 1848

Per approfondire sul web

– La pagina su wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Curtatone_e_Montanara

Il monumento sul sito del Parco del Mincio