Sulla Cupola di sant’Andrea con Giacomo Cecchin – sabato 16 maggio 2026 saliamo alle ore 16.00

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Cosa ne dite di salire insieme a Giacomo Cecchin sulla Cupola di Sant’Andrea a Mantova?
Ecco la prossima data per vivere l’esperienza:

Sabato 16 maggio 2026 ore 16.00

ISCRIVETEVI QUI – https://forms.gle/ePKewWWTi1aqZ6sk8

La durata della visita è di circa 1 ora e 30 minuti

E’ anche possibile organizzare dei percorsi dedicati a gruppi di persone già formati compatibilmente con le disponibilità di tempi e di biglietti)

Maggio 2025: la sala dei Cavalli

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La sala dei Cavali di Palazzo Te è l’unico ambiente definito così perché tutti gli altri spazi della villa sono chiamati camere. E’ una sorta di catalogo dei migliori esemplari equini delle scuderie gonzaghesche. A fianco del destriero nell’immagine di copertina si vede una statua dipinta a monocromo di quello che potrebbe essere Saturno o Vulcano.

Tra i santi e le ricorrenze di questo mese legate alla Diocesi ma non solo ricordo:
1 maggio festa del lavoro
3 maggio Santi Filippo e Giacomo
21 maggio Ascensione del Signore Torna la tradizione di esporre i Sacri Vasi in Basilica
24 maggio Pentecoste

26 maggio San Filippo Neri
30 maggio Santa Giovanna d’Arco

Per i mantovani a Maggio recita del Rosario e pellegrinaggio alla Madonna delle Grazie

Qui trovate i calendari degli anni passati

Calendario 2025 UNA CARTOLINA DA MANTOVA

Calendario 2024 CHIESE E SANTI MANTOVANI

Calendario 2023 MANTOVA SEGRETA

Calendario 2022 I GONZAGA

Buon anno SANTO!

Voci e storie al Monumentale: una giornata tra musica, natura e memoria – domenica 10 maggio 2026

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Domenica 10 maggio 2026 il Cimitero Monumentale di Mantova diventa luogo di incontro, ascolto e scoperta con “Voci e storie al Monumentale”, una giornata speciale dedicata alla musica, alla natura, alla memoria e alle attività per ragazzi.

L’iniziativa, promossa da Gruppo Tea in collaborazione con Comune di Mantova, Officina OCM e l’associazione culturale Segni d’Infanzia, invita cittadini e visitatori a vivere il Monumentale non solo come spazio del ricordo, ma anche come patrimonio culturale, paesaggistico e umano da attraversare con sguardo nuovo.

Un focus speciale: le storie scolpite nella pietra

Tra gli appuntamenti della giornata, un ruolo particolare è affidato al percorso guidato da Giacomo Cecchin, “Storie scolpite nella pietra”, in programma alle 18:30.

La passeggiata tra le epigrafi del Cimitero Monumentale sarà un’occasione per osservare da vicino uno degli elementi più discreti e insieme più eloquenti del luogo: le iscrizioni funerarie. Nomi, date, parole d’affetto, formule religiose, titoli, professioni e dediche compongono un vero archivio diffuso della città, capace di restituire frammenti di vita privata e memoria collettiva.

Attraverso la lettura delle epigrafi, il Monumentale si rivela non solo come spazio del ricordo, ma anche come libro aperto sulla storia di Mantova. Le parole incise nella pietra raccontano legami familiari, appartenenze sociali, sensibilità artistiche e trasformazioni del linguaggio del lutto. Un itinerario per imparare a leggere ciò che spesso resta sullo sfondo, e per riconoscere nelle tracce materiali della memoria una parte viva del patrimonio cittadino.

Il programma della giornata

Il programma si apre alle ore 7:00 con “Sentivo la mia terra vibrare di suoni, era il mio cuore”, un appuntamento musicale a cura di Officina OCM. Le canzoni da Schubert a De André accompagneranno il pubblico in un percorso sonoro intenso e suggestivo, con Alfredo Bruno come voce narrante, Debora Donnarumma al canto e Riccardo Mortara Cauzzi alla chitarra.

Alle ore 10:00 è prevista una passeggiata botanica tra natura e memoria, condotta in compagnia di Fabio Tosi del Servizio Verde pubblico di Mantova Ambiente. Un’occasione per scoprire il valore del verde all’interno del cimitero, tra alberature, presenze vegetali e paesaggio storico.

Nel pomeriggio, alle ore 17:00, spazio a “Tran–qui”, un attraversamento tra generazioni, memorie visibili e invisibili. L’attività, dedicata ai ragazzi, è realizzata in collaborazione con l’associazione culturale Segni d’Infanzia.

La giornata si conclude alle ore 18:30 con “Storie scolpite nella pietra”, una passeggiata tra le epigrafi a cura di Giacomo Cecchin, per leggere il Monumentale attraverso parole, nomi, iscrizioni e tracce di vite custodite nella pietra.

Tutti gli eventi sono gratuiti, con prenotazione obbligatoria scrivendo a relazioni.esterne@teaspa.it. Gli appuntamenti si terranno anche in caso di pioggia. Il punto di incontro è previsto all’ingresso principale del Cimitero Monumentale di Mantova, in via Cremona 40.

“Voci e storie al Monumentale” è un invito a entrare in un luogo carico di storia con attenzione e delicatezza, lasciandosi guidare da suoni, percorsi, racconti e dettagli spesso invisibili. Un modo per riscoprire il Monumentale come parte viva della memoria collettiva mantovana.

Qui trovate la precedente edizione di passeggiate al Cimitero Monumentale
Memorie di donne: una passeggiata al Cimitero Monumentale – domenica 8 marzo 2026 ore 10.30

Le Pievi in Tour dell’Oltrepò Mantovano: io sarò alla Pieve matildica di San Lorenzo a Pegognaga domenica 10 maggio 2026 alle 10.30 e alle 15.00

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Prosegue la tournée dell’Oltrepò Mantovano con la mia seconda tappa a Pegognaga per la visita guidata alla Pieve matildica di San Lorenzo. Vi aspettiamo quindi a:

Visita guidata alla Pieve matildica di San Lorenzo a Pegognaga
Domenica 10 maggio 2026: prima visita alle 10.30 e seconda visita alle 15.00

Le visite sono gratuite è vanno prenotate a questo link http://bit.ly/4uxOezo

La Pieve matildica di San Lorenzo a Pegognaga in breve

La Pieve di San Lorenzo, di origine altomedievale, fu costruita su resti romani e citata in un documento del re longobardo Liutprando. La tradizione la lega alla ricostruzione voluta da Matilde di Canossa. Abbandonata dal XVII secolo, fu poi restaurata e destinata a Famedio dei Caduti. Presenta una semplice struttura basilicale a tre navate con cripta e presbiterio sopraelevato.

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510 anni di meraviglia: la prima edizione dell’Orlando Furioso e la Mantova di Isabella d’Este (22 aprile 1516)

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Nel 2026 celebriamo un anniversario straordinario: 510 anni dalla prima pubblicazione dell’“Orlando Furioso”, il poema in ottave di Lodovico Ariosto, stampato a Ferrara il 22 aprile 1516. Un’opera che non solo segna una vetta della letteratura italiana, ma che nasce in un mondo in pieno fermento: proprio in quell’anno Carlo d’Asburgo diventa re di Spagna, preludio a quel vasto impero su cui “non tramontava mai il sole”. È un tempo di scoperte, di guerre, di rinascite artistiche e intellettuali.
E, tra Ferrara e Mantova, anche di poesia.

Ariosto e la corte di Isabella d’Este

Lodovico Ariosto, gentiluomo ferrarese e cortigiano al servizio del cardinale Ippolito d’Este, era legato a Mantova e alla sua raffinata corte.
Si racconta che Isabella d’Este, marchesa e mecenate colta e coetanea del poeta, ascoltasse in anteprima alcuni canti dell’Orlando Furioso letti dalla viva voce di Ariosto. Ludovico soggiorna a Mantova nella primavera del 1516, portando con sé una “capsa di libri” appena stampati.

Lo racconta una lettera del 5 maggio 1516 di Ippolito Calandra a Federico Gonzaga, allora sedicenne e futuro marchese e poi duca di Mantova:

“Non eri l’altro in questa terra mess. Ludovico Ariosto, gentilhomo ferrarese, quale à portato una capsa di libri la quale à composto sopra Orlando […] et lui l’à intitulato l’Orlando furioso, quale è un bello libro, più bello che l’Innamoramento di Orlando.”

Una piccola ma eloquente testimonianza di come, già nel Rinascimento, gli autori sapessero autopromuoversi e autodistribuire le proprie opere – una sorta di “self publishing” ante litteram.

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L’arte nel piatto, da Andy Warhol a Jeff Koons, una serata a tema con Giacomo Cecchin e Gianfranco Allari – mercoledì 6 maggio 2026 ore 19.30

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E se ogni piatto fosse un’opera d’arte? Chi preferireste avere come chef? Un impressionista o un cubista? Un piatto dada o una pop art? Vi daremo la possibilità di scegliere tra le ricette di un menù a sorpresa pensato dal maestro di cucina Gianfranco Allari e condito dalle storie di Giacomo Cecchin. Alla fine la cucina è un arte e le ricette a volte sorprendono, a volte ti mettono in difficoltà ma come accade per le opere d’arte contemporanee ti fanno sempre imparare qualcosa.

Per chi vuole giocare a fare l’artista con Giacomo Cecchin, mangiare un’opera d’arte di Gianfranco Allari e passare una serata sotto gli splendidi affreschi di Ca’ Uberti ecco la serata giusta:

L’arte nel piatto, sorprese dello chef
LA CUCINA E’ UN’ARTE IN DIRETTA
Mercoledì 6 maggio 2026 ore 19.30 a Ca’ Uberti in piazza Sordello a Mantova

L’arte nel piatto: sorprese dallo chef
Dai Dada a Marcel Duchamp, dalla Pop Art di Andy Warhol alle seduzioni lucide di Jeff Koons, fino all’ironia radicale di Piero Manzoni: la Collezione Sonnabend racconta un’arte che sorprende e divide. Davanti a queste opere viene da dire: “Questo potevo farlo anch’io”. Ma, come nella cucina stellata, l’idea conta quanto l’esecuzione, e il successo nasce anche dal riconoscimento del pubblico e del mercato. Una serata tra racconto e cena leggera per scoprire che intuizione, visione e gusto sono ingredienti decisivi, nell’arte come ai fornelli.

Costo di 35 euro a personaÈ RICHIESTA LA PRENOTAZIONE: 0376.1411328

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Questo potevo farlo anch’io: la Collezione Sonnabend a Mantova, una doppia pagina su MCG – Mantova Chiama Garda

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Una collezione di arte contemporanea in uno dei palazzi più antichi di Mantova. Chi l’avrebbe mai detto, eppure alla fine è arrivata la Sonnabend collection che presenta opere da Warhol a Liechtenstein, da Rautschenberg a Piero Manzoni. Questo potevo farlo anch’io, dicono molti davanti alle opere esposte. Però al massimo le potevi rifare come diceva Munari e allora perché non farci un salto?

Per prepararvi alla visita ecco una doppia pagina pubblicata su MCG – Mantova Chiama Garda con alcuni spunti sulle opere che mi hanno incuriosito di più.

Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Febbraio 2026/Marzo 2026

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Alle Carceri dei Martiri di Belfiore con salita al Mastio del Castello di San Giorgio con Giacomo Cecchin – sabato 2 maggio 2026 alle 9.30 e sabato 16 maggio 2026 alle 9.30

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Cosa ne dite di una visita alle Carceri dei Martiri di Belfiore con la sorpresa di una salita al mastio del Castello di San Giorgio per godere di una vista incredibile di Mantova e dei suoi laghi.

Vi aspettiamo insieme a Giacomo Cecchin per una visita a
CARCERI DEI MARTIRI DI BELFIORE E SALITA ALLA TORRE DEL MASTIO
Castello di San Giorgio

ULTIMI 2 POSTI – PRIMA VISITA – Sabato 2 maggio 2026 alle 9.30 – Iscrivetevi quihttps://forms.gle/12KQTv45i1yGkbQD6

SECONDA VISITA – Sabato 16 maggio 2026 alle 9.30 – Iscrivetevi quihttps://forms.gle/fNAxXPxQJFwowhVR7

Il percorso avrà la durata di circa 1 ora

Attenzione: il percorso non è accessibile a persone con difficoltà motorie, sconsigliato per persone con problemi cardiaci o respiratori.

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Sulla Cupola di sant’Andrea con Giacomo Cecchin – venerdì 1 maggio 2026 saliamo alle ore 11.30

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Cosa ne dite di salire insieme a Giacomo Cecchin sulla Cupola di Sant’Andrea a Mantova?
Ecco la prossima data per vivere l’esperienza:

Venerdì 1° maggio 2026


ULTIMI 3 POSTI DISPONIBILI – Ore 11.30 – ISCRIVETEVI QUI – https://forms.gle/bozf5up7fxVLvpaJ7

La durata della visita è di circa 1 ora e 30 minuti

E’ anche possibile organizzare dei percorsi dedicati a gruppi di persone già formati compatibilmente con le disponibilità di tempi e di biglietti)

Due “Cene in Emmaus”, una sola lezione: guardare meglio. Caravaggio tra Londra e Milano

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Oggi è il lunedì dell’Angelo o Pasquetta come la chiamiamo in Italia, è il momento dell’apparizione dell’Angelo al sepolcro vuoto del Cristo.

Io però oggi vorrei ricordare un altro episodio, Emmaus, e soprattutto le due versioni che ne trae Caravaggio.

Il racconto, presente nel Vangelo secondo Luca, che si svolge dopo la crocifissione.
Due discepoli stanno lasciando Gerusalemme, delusi e disorientati.
Lungo la strada incontrano un viandante e iniziano a parlare con lui.
Non lo riconoscono.
Arrivati a Emmaus, si fermano a cena.
Ed è lì, in un gesto semplice — lo spezzare il pane — che accade qualcosa:
improvvisamente capiscono che quell’uomo è Cristo risorto.

Ma nello stesso istante… scompare.
È una scena potentissima perché parla di riconoscimento tardivo:
non vediamo davvero finché non siamo pronti a farlo.

Ed è esattamente questo momento che Caravaggio sceglie — e reinventa — nelle sue due versioni.

C’è una lezione su come cambiamo noi.
Creatività: stessa scena, due verità
Londra (1601–1602, commissione di Ciriaco Mattei)
Milano (1606, durante la fuga da Roma, senza committenza documentata)

Nella prima:
gesto teatrale
luce intensa
dettagli ricchi
È il momento della rivelazione.

Nella seconda:
gesti trattenuti
luce più scura
meno elementi
È il momento del dopo. Più umano, più silenzioso.

Non cambia la storia. Cambia lo sguardo.

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