La sala dei Cavali di Palazzo Te è l’unico ambiente definito così perché tutti gli altri spazi della villa sono chiamati camere. E’ una sorta di catalogo dei migliori esemplari equini delle scuderie gonzaghesche. A fianco del destriero nell’immagine di copertina si vede una statua dipinta a monocromo di quello che potrebbe essere Saturno o Vulcano.
Tra i santi e le ricorrenze di questo mese legate alla Diocesi ma non solo ricordo: 1 maggio festa del lavoro 3 maggio Santi Filippo e Giacomo 21 maggio Ascensione del Signore Torna la tradizione di esporre i Sacri Vasi in Basilica 24 maggio Pentecoste 26 maggio San Filippo Neri 30 maggio Santa Giovanna d’Arco
Per i mantovani a Maggio recita del Rosario e pellegrinaggio alla Madonna delle Grazie
Domenica 10 maggio 2026 il Cimitero Monumentale di Mantova diventa luogo di incontro, ascolto e scoperta con “Voci e storie al Monumentale”, una giornata speciale dedicata alla musica, alla natura, alla memoria e alle attività per ragazzi.
L’iniziativa, promossa da Gruppo Tea in collaborazione con Comune di Mantova, Officina OCM e l’associazione culturale Segni d’Infanzia, invita cittadini e visitatori a vivere il Monumentale non solo come spazio del ricordo, ma anche come patrimonio culturale, paesaggistico e umano da attraversare con sguardo nuovo.
Un focus speciale: le storie scolpite nella pietra
Tra gli appuntamenti della giornata, un ruolo particolare è affidato al percorso guidato da Giacomo Cecchin, “Storie scolpite nella pietra”, in programma alle 18:30.
La passeggiata tra le epigrafi del Cimitero Monumentale sarà un’occasione per osservare da vicino uno degli elementi più discreti e insieme più eloquenti del luogo: le iscrizioni funerarie. Nomi, date, parole d’affetto, formule religiose, titoli, professioni e dediche compongono un vero archivio diffuso della città, capace di restituire frammenti di vita privata e memoria collettiva.
Attraverso la lettura delle epigrafi, il Monumentale si rivela non solo come spazio del ricordo, ma anche come libro aperto sulla storia di Mantova. Le parole incise nella pietra raccontano legami familiari, appartenenze sociali, sensibilità artistiche e trasformazioni del linguaggio del lutto. Un itinerario per imparare a leggere ciò che spesso resta sullo sfondo, e per riconoscere nelle tracce materiali della memoria una parte viva del patrimonio cittadino.
Il programma della giornata
Il programma si apre alle ore 7:00 con “Sentivo la mia terra vibrare di suoni, era il mio cuore”, un appuntamento musicale a cura di Officina OCM. Le canzoni da Schubert a De André accompagneranno il pubblico in un percorso sonoro intenso e suggestivo, con Alfredo Bruno come voce narrante, Debora Donnarumma al canto e Riccardo Mortara Cauzzi alla chitarra.
Alle ore 10:00 è prevista una passeggiata botanica tra natura e memoria, condotta in compagnia di Fabio Tosi del Servizio Verde pubblico di Mantova Ambiente. Un’occasione per scoprire il valore del verde all’interno del cimitero, tra alberature, presenze vegetali e paesaggio storico.
Nel pomeriggio, alle ore 17:00, spazio a “Tran–qui”, un attraversamento tra generazioni, memorie visibili e invisibili. L’attività, dedicata ai ragazzi, è realizzata in collaborazione con l’associazione culturale Segni d’Infanzia.
La giornata si conclude alle ore 18:30 con “Storie scolpite nella pietra”, una passeggiata tra le epigrafi a cura di Giacomo Cecchin, per leggere il Monumentale attraverso parole, nomi, iscrizioni e tracce di vite custodite nella pietra.
Tutti gli eventi sono gratuiti, con prenotazione obbligatoria scrivendo a relazioni.esterne@teaspa.it. Gli appuntamenti si terranno anche in caso di pioggia. Il punto di incontro è previsto all’ingresso principale del Cimitero Monumentale di Mantova, in via Cremona 40.
“Voci e storie al Monumentale” è un invito a entrare in un luogo carico di storia con attenzione e delicatezza, lasciandosi guidare da suoni, percorsi, racconti e dettagli spesso invisibili. Un modo per riscoprire il Monumentale come parte viva della memoria collettiva mantovana.
Prosegue la tournée dell’Oltrepò Mantovano con la mia seconda tappa a Pegognaga per la visita guidata alla Pieve matildica di San Lorenzo. Vi aspettiamo quindi a:
Visita guidata alla Pieve matildica di San Lorenzo a Pegognaga Domenica 10 maggio 2026: prima visita alle 10.30 e seconda visita alle 15.00
La Pieve matildica di San Lorenzo a Pegognaga in breve
La Pieve di San Lorenzo, di origine altomedievale, fu costruita su resti romani e citata in un documento del re longobardo Liutprando. La tradizione la lega alla ricostruzione voluta da Matilde di Canossa. Abbandonata dal XVII secolo, fu poi restaurata e destinata a Famedio dei Caduti. Presenta una semplice struttura basilicale a tre navate con cripta e presbiterio sopraelevato.
Nel 2026 celebriamo un anniversario straordinario: 510 anni dalla prima pubblicazione dell’“Orlando Furioso”, il poema in ottave di Lodovico Ariosto, stampato a Ferrara il 22 aprile 1516. Un’opera che non solo segna una vetta della letteratura italiana, ma che nasce in un mondo in pieno fermento: proprio in quell’anno Carlo d’Asburgo diventa re di Spagna, preludio a quel vasto impero su cui “non tramontava mai il sole”. È un tempo di scoperte, di guerre, di rinascite artistiche e intellettuali. E, tra Ferrara e Mantova, anche di poesia.
Ariosto e la corte di Isabella d’Este
Lodovico Ariosto, gentiluomo ferrarese e cortigiano al servizio del cardinale Ippolito d’Este, era legato a Mantova e alla sua raffinata corte. Si racconta che Isabella d’Este, marchesa e mecenate colta e coetanea del poeta, ascoltasse in anteprima alcuni canti dell’Orlando Furioso letti dalla viva voce di Ariosto. Ludovico soggiorna a Mantova nella primavera del 1516, portando con sé una “capsa di libri” appena stampati.
Lo racconta una lettera del 5 maggio 1516 di Ippolito Calandra a Federico Gonzaga, allora sedicenne e futuro marchese e poi duca di Mantova:
“Non eri l’altro in questa terra mess. Ludovico Ariosto, gentilhomo ferrarese, quale à portato una capsa di libri la quale à composto sopra Orlando […] et lui l’à intitulato l’Orlando furioso, quale è un bello libro, più bello che l’Innamoramento di Orlando.”
Una piccola ma eloquente testimonianza di come, già nel Rinascimento, gli autori sapessero autopromuoversi e autodistribuire le proprie opere – una sorta di “self publishing” ante litteram.
E se ogni piatto fosse un’opera d’arte? Chi preferireste avere come chef? Un impressionista o un cubista? Un piatto dada o una pop art? Vi daremo la possibilità di scegliere tra le ricette di un menù a sorpresa pensato dal maestro di cucina Gianfranco Allari e condito dalle storie di Giacomo Cecchin. Alla fine la cucina è un arte e le ricette a volte sorprendono, a volte ti mettono in difficoltà ma come accade per le opere d’arte contemporanee ti fanno sempre imparare qualcosa.
Per chi vuole giocare a fare l’artista con Giacomo Cecchin, mangiare un’opera d’arte di Gianfranco Allari e passare una serata sotto gli splendidi affreschi di Ca’ Uberti ecco la serata giusta:
L’arte nel piatto, sorprese dello chef LA CUCINA E’ UN’ARTE IN DIRETTA Mercoledì 6 maggio 2026 ore 19.30 a Ca’ Uberti in piazza Sordello a Mantova
L’arte nel piatto: sorprese dallo chef Dai Dada a Marcel Duchamp, dalla Pop Art di Andy Warhol alle seduzioni lucide di Jeff Koons, fino all’ironia radicale di Piero Manzoni: la Collezione Sonnabend racconta un’arte che sorprende e divide. Davanti a queste opere viene da dire: “Questo potevo farlo anch’io”. Ma, come nella cucina stellata, l’idea conta quanto l’esecuzione, e il successo nasce anche dal riconoscimento del pubblico e del mercato. Una serata tra racconto e cena leggera per scoprire che intuizione, visione e gusto sono ingredienti decisivi, nell’arte come ai fornelli.
Costo di 35 euro a persona – È RICHIESTA LA PRENOTAZIONE: 0376.1411328
Una collezione di arte contemporanea in uno dei palazzi più antichi di Mantova. Chi l’avrebbe mai detto, eppure alla fine è arrivata la Sonnabend collection che presenta opere da Warhol a Liechtenstein, da Rautschenberg a Piero Manzoni. Questo potevo farlo anch’io, dicono molti davanti alle opere esposte. Però al massimo le potevi rifare come diceva Munari e allora perché non farci un salto?
Per prepararvi alla visita ecco una doppia pagina pubblicata su MCG – Mantova Chiama Garda con alcuni spunti sulle opere che mi hanno incuriosito di più.
Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Febbraio 2026/Marzo 2026
Cosa ne dite di una visita alle Carceri dei Martiri di Belfiore con la sorpresa di una salita al mastio del Castello di San Giorgio per godere di una vista incredibile di Mantova e dei suoi laghi.
Vi aspettiamo insieme a Giacomo Cecchin per una visita a CARCERI DEI MARTIRI DI BELFIORE E SALITA ALLA TORRE DEL MASTIO Castello di San Giorgio
Oggi è il lunedì dell’Angelo o Pasquetta come la chiamiamo in Italia, è il momento dell’apparizione dell’Angelo al sepolcro vuoto del Cristo.
Io però oggi vorrei ricordare un altro episodio, Emmaus, e soprattutto le due versioni che ne trae Caravaggio.
Il racconto, presente nel Vangelo secondo Luca, che si svolge dopo la crocifissione. Due discepoli stanno lasciando Gerusalemme, delusi e disorientati. Lungo la strada incontrano un viandante e iniziano a parlare con lui. Non lo riconoscono. Arrivati a Emmaus, si fermano a cena. Ed è lì, in un gesto semplice — lo spezzare il pane — che accade qualcosa: improvvisamente capiscono che quell’uomo è Cristo risorto.
Ma nello stesso istante… scompare. È una scena potentissima perché parla di riconoscimento tardivo: non vediamo davvero finché non siamo pronti a farlo.
Ed è esattamente questo momento che Caravaggio sceglie — e reinventa — nelle sue due versioni.
C’è una lezione su come cambiamo noi. Creatività: stessa scena, due verità Londra (1601–1602, commissione di Ciriaco Mattei) Milano (1606, durante la fuga da Roma, senza committenza documentata)
Nella prima: gesto teatrale luce intensa dettagli ricchi È il momento della rivelazione.
Nella seconda: gesti trattenuti luce più scura meno elementi È il momento del dopo. Più umano, più silenzioso.