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Oggi per Ferragosto a Mantova la tradizione è di fare il pellegrinaggio al Santuario della Madonna delle Grazie con alcuni piccoli riti come la messa, il panino con il cotechino e il giudizio delle opere dei madonnari (non sempre in quest’ordine).

Per agevolare questo percorso che pur essendo breve per alcuni mantovani diventa epico ho predisposto una breve checklist per partire preparati che mette insieme praticità, tradizione e un po’ di ironia.

Prima di arrivare alla checklist però vi segnalo due cose:

CHECKLIST PER IL PELLEGRINAGGIO ALLE GRAZIE
(Distanza reale: 6 km – Distanza percepita: Santiago di Compostela)

A. PRIMA DI PARTIRE

1. Quale via scegliere – Via acqua, a piedi, in bicicletta, a cavallo, in auto. Da escludere il monopattino elettrico che non dà diritto al panino con il cotechino.

2. Via acqua – Era la via preferita nel passato visto che è vero che i barcaioli erano dei filibustieri ma i banditi sulla strada facevano più paura. Oggi se volete fare i moderni: SUP, canoa o – per i più temerari – a nuoto. Il lago è tornato balneabile e se non vi fidate potete sempre affidarvi all’intercessione della Beata Vergine delle Grazie. Non abbiate paura l’unico coccodrillo è appeso alla navata del santuario.

3. A cavallo – Verificate che il cavallo abbia il pass o la targa appesa alla coda. Chiedete al contadino il permesso di pascolare lungo il lago. Se siete mignon valutate l’alternativa mulo o pony: nel primo caso citate gli alpini, nel secondo meno altezza ma più simpatia.

4. In auto – Portate acqua in caso di code e assicuratevi che l’aria condizionata funzioni. Il car pooling è utile: fa bene all’ambiente, alla vostra reputazione da pellegrino “green” e soprattutto offre la possibilità di conversazione o di recitare il rosario, un mistero a testa se siete in cinque.

5. In bicicletta – Lucchetto antifurto, kit riparazione forature, casco per sentirvi come cavalieri medievali. L’e-bike è superflua, la mountain bike è esagerata. Il tandem è perfetto se vi piace la compagnia… o discutere di continuo. E alla fine se siete patiti delle salite scendete sulla riva del lago e poi tornate su, schivando i pellegrini e sentendovi come Pantani (attenzione la bandana non è per tutti).

6. A piedi – Indispensabili nello zainetto o nel marsupio: mappa per capire dove siete con relativa bussola, cappello anti-insolazione, occhiali scuri per il riverbero, borraccia tipo desert bag con cannuccia incorporata (in alternativa bevanda con integratore o lambrusco d’ordinanza), ombrello per la pioggia, bastoncini per il nordic walking, coroncina del rosario. Torcia per il ritorno, una moneta “che non si sa mai” e – dettaglio tecnico – calibro per misurare la fetta di cotechino.

B. DURANTE IL PELLEGRINAGGIO

7. Non disturbare i madonnari – Avete tante domande, loro tante risposte… ma sono scritte col gesso sul sagrato, non dette a voce.

8. Niente gessetti in tasca – Eviterete la tentazione di scrivere “C’ero anch’io” per terra in mezzo alla strada.

9. Entrata discreta in chiesa – Entrate senza farvi notare e, per una volta, ignorate il coccodrillo e Giuanin adla masola: la vostra infanzia può attendere.

10. Al lago, con giudizio – Niente costume, vietato il bagno. Le foglie di fior di loto come cappello possono sembrare un’idea simpatica… ma agli altri darete l’aria di un turista naïf uscito da un documentario sbagliato.

C. DOPO IL PELLEGRINAGGIO

11. Conta dei presenti – Se siete partiti in gruppo, verificate che nessuno sia rimasto a dormire sulla riva del lago per digerire il cotechino, perso tra i banchi del mercatino oppure in chiesa a parlare con le statue e il coccodrillo.

12. Tornate con lo stesso mezzo dell’andata – Se siete arrivati in auto, tornate in auto. Se in barca, tornate in barca. Idem per bici e cavallo. Se siete a piedi, evitate l’autostop: un pellegrinaggio serio prevede l’andata e il ritorno.

13. Souvenir del pellegrinaggio – Un santino va benissimo, una fetta di cotechino pure. La conchiglia Cappa Santa, purtroppo, alle Grazie non si trova: smettete di chiederla.

14. Acqua per il ritorno – Rifornitevi di acqua, se santa anche meglio o, se preferite, una scorta di lambrusco per brindare all’impresa e raccontare che “è stata durissima”(chi opta per una birra ne scelga per favore una artigianale o una birra d’abbazia stile Orval).

15. E la morale è sempre quella… – Prendete appunti, ricordate ogni momento e alla fine penserete che forse maggio è un mese migliore per il pellegrinaggio ma senza il cotechino e la folla di Ferragosto vi mancherebbe metà del divertimento.

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