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E’ il santo senza nome perché se siete a Padova basta chiedere del Santo e tutti sanno che state parlando di Antonio*.
Però molti lo confondono ancora con quello del porcellino che è invece Sant’Antonio Abate (quello delle tentazioni e ne abbiamo parlato qui). Invece Antonio è un frate francescano (ha conosciuto San Francesco) e morirà a Padova il 13 giugno del 1231.
Io sono molto legato a questo santo perché mio padre gli era molto devoto e uno degli ultimi viaggi insieme a lui e a mia madre fu proprio a Padova, al suo santuario.
Sant’Antonio ha fatto miracoli, Sant’Antonio era un formidabile predicatore e ancora oggi le sue reliquie e il suo sepolcro sono considerati miracolosi.
Provo a darvi tre spunti e due curiosità per approfondire la conoscenza di questo incredibile personaggio.I TRE SPUNTI
1) Le reliquie – nella Basilica del Santo a Padova sono esposte la reliquia della lingua incorrotta di Antonio, la più famosa, quella del mento (fu anche rubato e poi ritrovato e potete leggerne qui) e dell’apparato vocale recuperato nell’ultima ricognizione. Ancora oggi i pellegrini possono toccare il sepolcro del santo invocando miracoli.
2) Il Sequeri – è una preghiera che consente di ritrovare le cose perdute. E’ la deformazione latina dell’incipit del testo latino “Si quaeris miracula”. Ancora oggi la recitano in molti e devo dire che anch’io l’ho fatto. C’è un proverbio veneto che recita “Sant’Antoni dala barba bianca, fame cater quelo che me manca” (ne potete leggere qui).
3) Gli animali – anche Antonio ha compiuto miracoli legati agli animali, come successe a San Francesco. Ricordiamo quello dell’asina (che potete vedere in un bellissimo bassorilievo di Donatello) o la predica ai pesci (ne potete leggere qui).

LE DUE CURIOSITA’
1) Il santo più veloce della storia – Sant’Antonio muore nel 1231 e viene canonizzato nel 1232, meno di un anno dopo: un vero record.

2) Sant’Antonio da Padova è invece di Lisbona – Antonio è portoghese e nasce a Lisbona nel 1295: per questo è il santo nazionale del Portogallo e si festeggia in grande stile con tavoli e banchi tra le vie della capitale a base di sardine e carne alla griglia (la sera è quella del 12 giugno e potete leggerne qui). Quando sono stato a Lisbona abbiamo scoperto che il nostro appartamento era proprio di fianco alla chiesa costruita sulla sua abitazione.

Chi a Mantova volesse vedere un quadro dedicato a Sant’Antonio potrebbe andare nella Basilica di Sant’Andrea. La prima cappella sulla destra presenta una pala d’altare con l’episodio dell’incontro tra il santo e il tiranno Ezzelino da Romano.

Per approfondire:
Sant’Antonio da Padova su wikipedia
Il sito della Basilica del Santo a Padova
Il Messaggero di Sant’Antonio
Gli 800 anni della vocazione da frate francescano e il sorvolo delle reliquie
La lingua del santo: il film di Mazzacurati

Da leggere su questo blog:
– Sant’Antoni dalla barba bianca, fame catar quelo che me manca;
– 8 secoli di domenicani e francescani tra pregiudizi, inquisizione e il Nome della Rosa
– Riscoprire i santi a Casa Andreasi: un grazie a tutti i partecipanti e suggerimenti per approfondire

* Padova, la città dei tre senza: il santo senza nome (Antonio), il bar senza porte (Il Pedrocchi), il prato senza erba (Prato della Valle). Potete approfondire qui.