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Pensando al Giubileo di questo 2025 mi è tornato in mente questo santino che ho ritrovato in un libro cui sono molto legato. Spesso infatti inserisco tra le pagine dei volumi cui tengo di più foglietti con appunti o pensieri, biglietti di musei o concerti, ricordi personali.

Quando poi sfoglio il libro in questione mi tornano alla mente tutta una serie di emozioni e sensazioni ed è quello che è capitato con questo santino che Don Egidio Azzi, rettore della Casa del Giovane di Mantova, consegnò a mio padre con una esortazione manoscritta.

Ecco il testo che riporta la data del 28 maggio 1950 quando mio padre aveva 15 anni.

“Bruno, nella vita utile cosa è proporsi degli ideali, utilissima poi è perseguirli con paziente tenacia.
Il tuo Rettore Don Egidio”

Mi piacerebbe poter chiedere a mio papà (che purtroppo non c’è più) cosa si ricordava di quel Giubileo di 75 anni fa, come era sembrata Roma ad un ragazzino del Carrobbio (una frazione di Ospitaletto) e come aveva accolto l’esortazione del suo rettore?

Quello che mi ha colpito del biglietto è quella “paziente tenacia” che mi risuona dentro come un mantra e che mi ripeterò a lungo nel corso del 2025.

Quest’anno lo vorrei proprio dedicare alla riscoperta delle mie radici cattoliche, al cammino da intraprendere sia in senso metaforico sia in senso concreto, un pellegrinaggio, un viaggio che è la vita come diceva anche Mozart (ne ho parlato qui).

E chi lo sa che il 28 maggio non riesca ad andare a Roma, a 75 anni dal viaggio di mio papà: mi piacerebbe potergli dire che mi sono posto degli ideali e che sto tentando di “perseguirli con paziente tenacia”.