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La Camera degli Sposi: un capolavoro assoluto del Rinascimento

20 martedì Gen 2026

Posted by mantovastoria in Curiosità, Gonzaga, Storia Locale

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Tag

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La Camera degli Sposi – conosciuta anche come Camera Picta – è un ambiente del Palazzo Ducale di Mantova affrescato da Andrea Mantegna tra il 1465 e il 1474. È considerata una delle realizzazioni più alte e innovative del Quattrocento italiano, non solo per la perfezione del linguaggio prospettico, ma anche per la profondità narrativa delle scene che coinvolgono la famiglia Gonzaga e la loro corte in un racconto figurativo unico.

Descrizione integrale dal sito ufficiale del Palazzo Ducale di Mantova

“Alla decorazione della Camera degli Sposi, in origine Camera Picta, Andrea Mantegna si prodiga dal 1465 al 1474. Con arte sublime e formidabile tecnica pittorica, ottica e prospettica (miglior punto d’osservazione è il centro della stanza), Mantegna letteralmente cala il visitatore all’interno della storia, un episodio reale dell’epopea Gonzaga. Il marchese Ludovico (parete nord), affiancato dalla moglie Barbara di Brandeburgo e dall’intera corte, apprende da una lettera che Francesco Sforza, signore di Milano per il quale presta servizio come comandante dell’esercito, è gravemente malato. Nel suo viaggio verso Milano incontra, a Bozzolo, il figlio Francesco (parete ovest) appena nominato cardinale.
A corollario della celebrazione politica e dinastica della famiglia Gonzaga, ecco finte lesene a scandire le pitture: capitelli pensili, i miti classici di Ercole (lati sud e ovest), Arione (est) e Orfeo (nord) nelle lunette, i busti dei dodici imperatori raffigurati sulle vele della volta (alzata per rendere cubiche le proporzioni dell’ambiente), festoni, tende che si scostano a mostrare il cielo… Lo sguardo viene via via guidato verso l’alto fino al tondo centrale, dove trionfa il celebre oculo prospettico dal quale si affacciano una dozzina di putti birichini, un pavone, un cesto di agrumi in precario equilibrio, figure umane che scrutano in basso, verso l’osservatore.”

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