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Dalla Terra Santa a Mantova: la Via Crucis, un cammino tra storia, arte e devozione
Nella cattedrale di Mantova, tra le navate, la Via Crucis in terracotta realizzata da Andrea Jori (1996) accompagna lo sguardo e il passo dei visitatori. Non è solo una sequenza di immagini: è un racconto che prende forma nella materia e che, come osserva il vescovo Marco Busca, diventa uno “specchio dell’anima”.
Ma perché fare gli auguri della Pasqua di Resurrezione con la via che porta alla morte del Cristo sulla Croce? Perché a Mantova come in altri luoghi il percorso si chiude con una scena che sorprende: la quindicesima stazione, la Risurrezione. Un’aggiunta moderna che cambia il significato dell’intero cammino.
Per comprenderla, però, bisogna tornare indietro nel tempo.
Un’origine lontana: il cammino a Gerusalemme
La Via Crucis nasce nei primi secoli del cristianesimo come esperienza concreta: i fedeli percorrevano a Gerusalemme i luoghi della Passione di Cristo.
Era un gesto semplice e potente: camminare dove Cristo aveva camminato.
Con il tempo, però, i pellegrinaggi divennero difficili. Fu così che quel percorso venne “replicato” altrove. Nacque una pratica che permetteva di vivere spiritualmente ciò che non era più accessibile fisicamente.
La diffusione in Europa: il ruolo dei francescani
È nel Medioevo che la Via Crucis si trasforma in una devozione diffusa.
Determinante è il ruolo dei francescani, custodi dei luoghi santi. Tra le figure più importanti spicca San Leonardo da Porto Maurizio, che nel XVIII secolo promosse la diffusione delle stazioni in tutta Europa, contribuendo a fissarne la forma.
Da quel momento, la Via Crucis entra stabilmente nelle chiese, nei conventi e negli spazi pubblici, diventando uno dei riti più popolari della tradizione cristiana.
I luoghi della Via Crucis: paesaggi di fede
La Via Crucis non si limita agli spazi interni delle chiese. In molti casi diventa un vero e proprio percorso nel paesaggio.
A Bologna, il complesso di Santo Stefano offre uno dei primi esempi di “Gerusalemme ricostruita”, con luoghi simbolici che richiamano la Passione.
Più a nord, i Sacri Monti rappresentano una delle espressioni più suggestive di questa devozione:
- il Sacro Monte di Varallo, considerato il più antico
- il Sacro Monte di Oropa, immerso nel paesaggio alpino
Qui la Via Crucis si sviluppa tra cappelle, sculture e ambientazioni scenografiche, trasformando il cammino in un’esperienza immersiva.
E poi c’è la Via Crucis più conosciuta al mondo: quella del Colosseo a Roma, celebrata ogni anno il Venerdì Santo e seguita a livello globale.
Le stazioni: una forma che si stabilizza
Il numero delle stazioni non è sempre stato quello attuale.
Non tutte le scene derivano direttamente dai Vangeli: alcune — come le cadute di Gesù o l’incontro con Veronica — nascono dalla meditazione popolare, segno di una fede vissuta e partecipata.
La forma più diffusa della Via Crucis si articola in 14 stazioni, che ripercorrono i momenti principali della Passione di Cristo. Questa struttura si è stabilizzata tra XVII e XVIII secolo, unendo racconto evangelico e tradizione devozionale.
- Gesù è condannato a morte
- Gesù è caricato della croce
- Gesù cade per la prima volta
- Gesù incontra sua madre
- Simone di Cirene aiuta Gesù a portare la croce
- Veronica asciuga il volto di Gesù
- Gesù cade per la seconda volta
- Gesù incontra le donne di Gerusalemme
- Gesù cade per la terza volta
- Gesù è spogliato delle vesti
- Gesù è inchiodato alla croce
- Gesù muore sulla croce
- Gesù è deposto dalla croce
- Gesù è posto nel sepolcro
La quindicesima stazione: una prospettiva contemporanea
Nella tradizione classica, la Via Crucis si conclude con il sepolcro.
Ma negli ultimi decenni si è diffusa una nuova sensibilità: raccontare anche la Risurrezione. Nasce così la quindicesima stazione, che completa il percorso con uno sguardo aperto alla speranza.
Nel testo del vescovo Busca, questa stazione rappresenta il punto di approdo: un “orizzonte inatteso” che trasforma la lettura dell’intero cammino.
Non più solo dolore, ma compimento.
Mantova: la materia che racconta
È in questo contesto che si inserisce la Via Crucis di Andrea Jori.
Le sue formelle in terracotta non si limitano a illustrare la Passione: la rendono presente. La materia stessa sembra partecipare al racconto, come se fosse modellata dagli eventi che rappresenta.
Secondo il vescovo Busca, non si tratta solo di immagini da osservare, ma di un’esperienza da vivere. La Via Crucis non è una devozione distante, ma un percorso che coinvolge direttamente l’esistenza.
Un cammino che riguarda tutti e ancora aperto
La riflessione del vescovo insiste su un punto fondamentale: la Via Crucis non è solo devozione, ma coinvolgimento.
“Compatire” — nel senso originario di “patire con” — significa entrare nella vita degli altri, condividere il dolore e la speranza. È questo il cuore del messaggio: la Passione di Cristo non resta distante, ma attraversa la realtà umana, fino alle sue fragilità più profonde.
Dalle strade di Gerusalemme ai Sacri Monti, fino alle navate della cattedrale di Mantova, la Via Crucis attraversa i secoli senza perdere la sua forza.
Cambia forma, si adatta ai luoghi, si esprime attraverso linguaggi artistici diversi. Ma resta, nella sua essenza, un cammino.
E oggi, con la quindicesima stazione, quel cammino non si ferma più davanti al sepolcro:
prosegue, aprendosi alla possibilità di una vita nuova.
Un libro per approfondire
Qui trovate un’introduzione al libro pubblicato da Editoriale Sometti a firma Angelo Rossi e Andrea Jori.
Gli artisti, nel mistero cristiano, hanno sempre trovato terreno fertile e forte ispirazione per poter esprimere i sentimenti di compassione, amore e gratitudine che segnano la fede. La Via Crucis è certamente una sfida con cui misurarsi: quella conservata nel Duomo di Mantova è stata realizzata dallo scultore Andrea Jori, che in quest’opera riassume idealmente una lunga carriera di artista riconosciuto in cui esprime la propria visione del divino, la ricerca del significato più profondo della sofferenza di Cristo. In questa conversazione con il giornalista Angelo Rossi si toccano punti di vista diversi; sullo sfondo resta il rapporto tra arte e fede, come questi due mondi abbiano spesso camminato insieme e usato lo stesso linguaggio: le tappe della via crucis di Jori diventano scene di grande intensità, rappresentazioni simboliche che prendono vita con la terracotta e in cui è evidente l’interpretazione dell’artista, la sua ricerca ancora irrisolta del mistero di Cristo. Per acquistarlo ecco un link
Ecco un bozzetto della formella della crocifissione di Andrea Jori

Per approfondire su questo blog
Ecco gli auguri di Pasqua degli anni scorsi:
– Auguri di buona Pasqua con la Cattura di Cristo nell’Orto di Caravaggio
– Un pellegrinaggio sulle tracce dei Sacri Vasi a Mantova
– Gli affreschi dell’abside del Duomo di Mantova
– La Crocifissione dipinta da Rinaldo Mantovano nella Basilica di Sant’Andrea
– Una Resurrezione ritrovata: scoperte mantegnesche tra Bergamo, Princeton e Mantova
– Il Cristo risorto in una tavola di Andrea Mantegna, da Copenaghen
– Quando la Resurrezione di Piero salvò Sansepolcro
Per approfondire sul web
Il sito dell’artista Andrea Jori https://www.andreajori.it/it/home
Complesso di Santo Stefano – Bologna
Uno dei primi esempi europei di “Gerusalemme ricostruita”, dove i luoghi della Passione vengono riprodotti simbolicamente in un unico complesso religioso.
https://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_Santo_Stefano un video su youtube
Sacro Monte di Varallo
Il più antico dei Sacri Monti, considerato una vera “Nuova Gerusalemme”, con cappelle e scene della Passione ricostruite in modo immersivo.
https://it.wikipedia.org/wiki/Sacro_Monte_di_Varallo il sito ufficiale https://www.sacromontedivarallo.org/wp/
Sacro Monte di Oropa
Percorso devozionale immerso nel paesaggio alpino, dove la Via Crucis si intreccia con natura, arte e spiritualità.
https://it.wikipedia.org/wiki/Sacro_Monte_di_Oropa
Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia
Sistema di santuari patrimonio UNESCO che rappresentano una delle forme più spettacolari di Via Crucis nel paesaggio.
https://it.wikipedia.org/wiki/Sacri_Monti_del_Piemonte_e_della_Lombardia
San Leonardo da Porto Maurizio
Francescano del XVIII secolo, grande promotore della Via Crucis, a cui si deve la diffusione capillare delle stazioni in Europa.
https://it.wikipedia.org/wiki/Leonardo_da_Porto_Maurizio
Origine e sviluppo della Via Crucis (documento PDF)
Approfondimento storico sulla nascita della devozione, dai pellegrinaggi in Terra Santa alla diffusione nelle chiese europee.
https://www.provincia.pu.it/fileadmin/grpmnt/1056/NascitaSignificatoSviluppo11-22.pdf
La storia della Via Crucis (Famiglia Cristiana)
Sintesi chiara e divulgativa sull’evoluzione della Via Crucis tra Medioevo e età moderna.
https://www.famigliacristiana.it/chiesa/la-storia-della-via-crucis-dsc7d7x8
From the Cross to Hope: The Via Crucis Between Tradition and Contemporary Art
The Via Crucis originated from early Christian pilgrimages to Jerusalem and was later spread across Europe by the Franciscans. Structured into fourteen stations, it retraces Christ’s Passion while evolving through time. Today, the addition of a fifteenth station—the Resurrection—offers a renewed perspective. From sacred landscapes like the Sacri Monti to modern interpretations such as Andrea Jori’s terracotta works in Mantua, the Via Crucis remains a living spiritual and artistic journey.
Du chemin de croix à l’espérance : une tradition entre histoire et art contemporain
Le chemin de croix trouve son origine dans les pèlerinages des premiers chrétiens à Jérusalem, avant de se diffuser en Europe grâce aux franciscains. Structuré en quatorze stations, il retrace la Passion du Christ tout en évoluant au fil du temps. L’ajout d’une quinzième station, la Résurrection, ouvre aujourd’hui une nouvelle perspective. Des Sacri Monti aux œuvres contemporaines d’Andrea Jori à Mantoue, cette tradition reste un parcours spirituel et artistique vivant.
