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Doppia pagina sulla Basilica di Sant'Andrea su MCG

Se chiedete ad un mantovano di scegliere tra Sant’Andrea e il Duomo sceglierà sempre la basilica (se è un vero mantovano). Il capolavoro di Leon Battista Alberti colpisce per bellezza, fascino, dimensioni e storia ed è il perfetto esempio del Rinascimento italiano. Ecco allora alcuni dettagli da non perdere la prossima volta che visiterete la basilica in questa doppia pagina pubblicata su MCG – Mantova Chiama Garda.

Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Dicembre 2024/Gennaio 2025

La Basilica di Sant’Andrea, la più amata dai mantovani
Tra Sacri Vasi e Rinascimento una concattedrale capolavoro

“I Monsignori gli (al Duomo n.d.r.) preferiscono Sant’Andrea, che, come San Pietro, può contenere ogni cerimonia, anche un’incoronazione: ma il 18 marzo festa di Sant’Anselmo, patrono della città, per omnia saecula, il Duomo riprende il suo primato.” Guida estrosa di Mantova pag. 41 In questo divertentissimo testo di Piero Genovesi si enuncia una verità assoluta sui mantovani (e non solo i monsignori): la preferenza per la basilica di Sant’Andrea rispetto al Duomo ovvero la cattedrale di San Pietro. Quest’ultima chiesa viene infatti considerata più “disordinata” rispetto all’altra e, prima degli ultimi restauri, molto più buia. La basilica di Sant’Andrea invece è lineare e imponente, un capolavoro del Rinascimento che lascia senza parole. Eppure anche la concattedrale, il tempio progettato da Leon Battista Alberti per custodire la reliquia del sangue di Cristo, a guardarlo bene è un palinsesto, un insieme di elementi dovuti ad interventi ed idee diverse rispetto al progetto iniziale.

Il campanile gotico

E’ l’elemento che ricorda che le chiese di Sant’Andrea furono probabilmente 3 come scriveva Ercolano Marani. La prima costruita in stile romanico al tempo della seconda riscoperta della reliquia dei Sacri Vasi nel 1048, la seconda in stile gotico e la terza rinascimentale che vediamo ancora oggi. Alla base del campanile una lapide ricorda come anno della fondazione il 1413 e forse proprio questa data di costruzione recente convince a conservare il campanile quando viene posta la prima pietra della nuova chiesa nel 1472. O forse nel progetto di Leon Battista Alberti non era prevista una torre campanaria? Sicuramente possiamo dire che oggi chi vede il confronto tra campanile  e facciata nota come l’angolo sinistro del timpano triangolare finisce direttamente in una delle finestre della torre. Se lo considerassimo un incidente e stendessimo una constatazione amichevole di sinistro la ragione starebbe dalla parte del campanile che era già lì e fermo quando arriva la facciata.

La facciata

Rappresenta il perfetto Rinascimento e una novità assoluta pensata dall’archistar Leon Battista Alberti. E’ un riutilizzo di elementi antichi come la struttura dell’arco trionfale romano unita al timpano triangolare del tempio greco che creano un format assolutamente innovativo. All’origine del progetto c’è una gara d’appalto lanciata dal marchese Ludovico II Gonzaga che vuole una chiesa monumentale e quindi riceve due progetti: quello di Antonio di Manetti Ciaccheri e quello di Alberti. Non abbiamo più nessuno dei due modelli della chiesa ma ci rimane in Archivio di Stato di Mantova la lettera dell’archistar che scrive al marchese presentando il suo progetto. Ecco il testo: “Vidi quel modello del Manetti, piaqquemi, ma non mi par apto alla intentione vostra; pensai et congettai questo, qual io ve mando. Questo sarà più capace, più eterno, più degno, più lieto; costerà molto meno.” L’espressione “più eterno” è un capolavoro del marketing e insieme al costa meno convince il marchese.

L’interno

La novità dell’interno sta nella navata unica in un’epoca in cui il numero di navate determinava l’importanza di una chiesa. Tra l’altro il format della facciata con la grande apertura centrale e le due piccole aperture laterali viene riportato lungo tutta la navata creando una struttura semplice ed efficace. E’ difficile oggi rendersene conto perché durante il periodo di dominazione austriaca l’interno della basilica è stato decorato da una serie di affreschi che ne mascherano la struttura architettonica. Forse l’idea di Leon Battista Alberti avrebbe voluto una decorazione semplice e lineare come quella che troviamo all’interno della cappella dei Pazzi in Santa Croce a Firenze. Un’ultima notazione: l’architrave riprende anche la decorazione degli angioletti in terracotta che troviamo sotto il timpano triangolare della facciata.

La cripta

E’ l’elemento voluto dal duca Vincenzo I Gonzaga e fatto costruire su progetto di Antonio Maria Viani. Qui sono conservati i Sacri Vasi in un altare cassaforte: si tratta di quelli realizzati dopo il furto dei reliquiari originali nel 1848 ad opera dei soldati austriaci che bivaccavano nella basilica. Nell’idea di Vincenzo la cripta doveva diventare il mausoleo dei Gonzaga, riunendo tutte le sepolture in un unico luogo. Ogni componente della famiglia sarebbe stato rappresentato da una statua che lo vedeva in ginocchio in adorazione della reliquia, mentre per le mogli sarebbe stato sufficiente un semplice busto. Solo la statua del duca Guglielmo fu realizzata e oggi si trova sul lato sinistro dell’altar maggiore. La cripta ha una forma a croce greca e, secondo la tradizione, saranno solo due i personaggi della famiglia ad essere sepolti qui: Vincenzo I Gonzaga e sua moglie Eleonora de’ Medici.

La cupola 

Alla fabbrica della Basilica manca solo la cupola che viene realizzata a metà settecento su progetto del siciliano Filippo Juvarra. E’ un elemento architettonico barocco fuori scala rispetto al progetto di Leon Battista Alberti che oggi è un punto focale nel profilo della città. All’interno sono dipinti tutti i santi tra cui una personificazione della città di Mantova al fianco dei Sacri Vasi. Ci sono poi le statue delle virtù che hanno un’altezza di circa 6 metri e la scritta all’interno della base del tamburo: probasti me domine. A breve si potrà salire sulla cupola e si potrà godere di una vista splendida sulla città e sull’interno della concattedrale oltre a scoprire un particolare che non si nota dal basso: l’anello di metallo con gli ugelli che serviva ad illuminare a fuoco l’interno della cupola.

Mantovagando: tutte le pagine pubblicate

La rubrica Mantovagando su Mantova Chiama Garda propone in un’altra veste gli articoli già pubblicati su questo blog sotto la Rubrica de “Le 5 cose da sapere su Mantova e sui Mantovani”. La novità è che in questo caso i testi sono corredati da foto e questo rende gli articoli più facili ed efficaci per i lettori. Mantovagando è stata anche una trasmissione radiofonica andata in onda su Radio Base (qui potete ascoltare i podcast).

Di seguito potete leggere tutte le pagine uscite sul Magazine che trovate in versione integrale sul sito www.mantovachiamagarda.it.

24. 5 anni da ricordare per la Rotonda di San Lorenzo, su MCG – Ottobre 2024
23. 5 chiese dedicate a Maria, MCG – Aprile-Maggio 2024
22. Camminare a Mantova, MCG – Febbraio-Marzo 2024
21. Rubens a Mantova, MCG – Dicembre 2023
20. Un crossfit culturale a Palazzo Ducale, MCG – Ottobre 2023
19. Il duomo di Mantova, un cocktail architettonico – MCG Luglio 2023
18. I cinque dilemmi dei mantovani – MCG di Maggio 2023
17. I cinque luoghi cavallereschi – MCG di Dicembre 2022
16. Il lato B di Palazzo Te in 5 particolari lascivi – MCG di dicembre/gennaio 2020
15. Napoleone a Mantova: 5 luoghi da ricordare – MCG di ottobre/novembre 2019
14. 5 anni da dimenticare a Mantova – MCG di agosto-settembre 2019
13. 5 anni da ricordare a Mantova – MCG di giugno-luglio 2019
12. Un safari a Palazzo Te – MCG di aprile-maggio 2019
11. Le torri del profilo di Mantova – MCG di febbraio-marzo 2019
10. Come scegliere il santo giusto a Mantova – MCG di dicembre/gennaio2019
9. Spettri a Mantova che, a volte, sembra la Scozia – MCG di ottobre/novembre 2018
8. 5 curiosità che non conoscevi su Palazzo Te – MCG di agosto/settembre 2018
7. Le particolarità di Palazzo Ducale – MCG di giugno/luglio 2018
6. Una Camera con Vista – MCG di aprile/maggio 2018
5. 5 Gonzaga da non dimenticare – MCG di febbraio/marzo 2018
4. 5 donne dei Gonzaga – MCG di dicembre/gennaio 2018
3. I libri da sfogliare dopo essere venuti a Mantova – MCG di ottobre/novembre 2017
2. I libri da leggere prima di venire a Mantova – MCG di agosto/settembre 2017
1. 5 passaggi segreti da scoprire a Mantova – MCG di giugno/luglio 2017