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La prima puntata della rubrica Mantovagando su MCG Mantovachiamagarda parte dal presupposto che per conoscere una città non basta leggere una guida ma bisogna camminarci dentro!

E soprattutto è necessario saper giocare con le vie, i vicoli, le piazze e i palazzi. Così le scorciatoie che usano gli abitanti di Mantova per andare più velocemente da un luogo all’altro diventano “passaggi segreti urbani”.

Eccone allora almeno 5 da scoprire durante la prossima passeggiata.

5 passaggi segreti urbani per una Mantova da camminare

Per conoscere una città non basta leggere una guida ma bisogna camminarci dentro, girare senza una metà, seguire le vie e i percorsi che spesso conoscono solo gli abitanti e a volte neanche loro. A me piace chiamarli passaggi segreti urbani, scorciatoie che consentono di passare più velocemente da una via all’altra, o da una piazza a un giardino o di attraversare le vecchie mura di cinta. Questo accade sfruttando aperture non così evidenti e poco note ai più. Ricavate nelle antiche mura della città o risultato dell’apertura di giardini anticamente privati i passaggi segreti urbani offrono sguardi inediti ad abitanti e turisti.

da via verdi a piazza leon battista alberti

In via Verdi all’altezza del numero 43 si apre quello che sembra l’ingresso di un palazzo se non fosse per una serie di insegne commerciali che ne chiariscono la natura di vicolo. E’ l’inizio di vicolo della Mainolda dove si trovava uno dei carceri della città durante il periodo austriaco. Il viottolo conduce a piazza Leon Battista Alberti, sul retro della Basilica di S.Andrea. Qui tra l’altro si trova l’ingresso di un altro passaggio segreto urbano che conduce a piazza Mantegna, ma questo ve lo lasciamo scoprire da soli.

da piazza san leonardo al lungolago

È un altro dei passaggi ricavati nelle antiche mura della città. Da piazza San Leonardo si prende vicolo Ospitale, col tradizionale fondo acciottolato. Fiancheggiando il palazzo detto del Mago si scendono alcuni scalini e si attraversa il varco nelle mura che conduce sul lungolago. In questa zona, uno dei quartieri più antichi della città si tiene un frequentato mercatino dell’usato.

da corso pradella a via chiassi

Chi volesse andare da Corso Pradella (Vittorio Emanuele II il nome ufficiale) a Via Chiassi potrebbe entrare nel portone del palazzo al numero 52. E’ un ingresso privato ma dopo aver oltrepassato un cancello e un piccolo cortile ci si troverebbe ad entrare in un giardino (I giardini Valentini) con alberi ad alto fusto circondato da muri. Attraversato lo spazio verde e varcato un altro cancello si sbuca in via Viani e passeggiando lungo il fianco della chiesa di San Maurizio si arriva in via Chiassi all’altezza dell’antico collegio degli Speziali dove forse Romeo acquistil veleno prima di tornare a Verona.

da palazzo te a via visi

Chi volesse arrivare da Palazzo Te in via Visi senza utilizzare il sottopasso stradale di via Bellonci pusfruttare il varco che si apre sotto la massicciata ferroviaria. Per trovarlo basta guardare l’ingresso di Palazzo Te verso via Primaticcio e prendere a destra fino ad arrivare all’angolo del muro che delimita la villa giuliesca. Qui si entra nello spazio tra la ferrovia e il Palazzo e dopo qualche decina di metri sulla destra si apre un sottopasso che attraversando la massicciata conduce ai giardini di via Visi. Strano che ancora oggi un treno lambisca Palazzo Te ma sognare una ciclabile in sostituzione dei binari non è reato.