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A sud di Mantova la pianura è infinita, distesa tra filari di pioppi, canali e gli argini del Po. Qui, quasi come due sogni o miraggi, compaiono Sabbioneta e San Benedetto Po. Non sono luoghi qualsiasi: custodiscono due sogni nati a secoli di distanza. Vespasiano Gonzaga, duca visionario, volle la sua città ideale. Tedaldo di Canossa, molto prima di lui, fondò un monastero destinato a diventare uno dei più importanti d’Europa.
Sabbioneta, la città ideale di Vespasiano
Entrare a Sabbioneta è come aprire un libro del Rinascimento. Le mura bastionate raccontano la passione militare di Vespasiano, ma appena varcata una delle due porte monumentali ci si ritrova in un teatro urbano a cielo aperto: il Palazzo Ducale, il Palazzo del Giardino, il Corridor Grande. Tutto sembra pensato per stupire.
Le vie si incrociano ad angolo retto, le case si fermano al primo piano, e la geometria del centro storico ricorda gli accampamenti romani. Il silenzio è quello sospeso di una città metafisica. Non stupisce che Bernardo Bertolucci vi abbia girato La strategia del ragno: Sabbioneta non è mai semplice sfondo, ma palcoscenico. Il Teatro all’Antica lo conferma, gioiello che ancora oggi sembra attendere i sudditi del duca.
San Benedetto Po, la “Cluny italiana” o “la Montecassino del nord”
Se Sabbioneta è ordine e misura del rinascimento, San Benedetto è spiritualità e memoria del medioevo. Qui Tedaldo di Canossa nel 1007 fondò il monastero del Polirone, affidandolo ai monaci benedettini. Era insieme presidio sul fiume e promessa di salvezza eterna.
Passeggiando tra i chiostri si intuisce subito il significato simbolico di questo giardino: il Paradiso terrestre, con i quattro fiumi che lo attraversano e il pozzo al centro come fonte della vita. La chiesa, rinnovata da Giulio Romano, custodisce le statue in terracotta policroma di Antonio Begarelli, che Vasari definì “il Michelangelo della terracotta”.
Dove arte e storia si incontrano
Il refettorio del monastero è un luogo che da solo merita la visita. Ampio, solenne, oggi accoglie mostre temporanee. Ma soprattutto conserva un affresco attribuito al giovane Correggio, arrivato a San Benedetto dopo aver visto a Mantova i capolavori di Andrea Mantegna. Un piccolo gioiello che lega questo borgo alle grandi capitali del Rinascimento.
E poi c’è la memoria di Matilde di Canossa, la Gran Contessa, che scelse il Polirone come luogo della propria sepoltura: una decisione che parla della centralità di questo monastero nel dominio dei Canossa. Oggi il suo sepolcro è vuoto e la Gran Contessa riposa nella basilica di San Pietro a Roma.
Un viaggio tra cielo e terra
Sabbioneta e San Benedetto Po non sono mete da turismo di massa, e forse proprio per questo conservano un fascino intatto. La città ideale del duca e il monastero dei Canossa raccontano due strade diverse per inseguire l’eternità: l’una con la geometria delle piazze e dei palazzi e il sogno di una città ideale, l’altra con la preghiera e la vita monastica per un paradiso in terra.
Visitandoli si ha la sensazione di attraversare un confine sottile: tra storia e leggenda, tra architettura e fede, tra l’uomo e il suo sogno più grande. Due uomini separati da secoli, Vespasiano e Tedaldo, ci hanno lasciato in eredità due luoghi unici, che ancora oggi aspettano chi ha voglia di perdersi – e ritrovarsi – nella pianura mantovana. Due sogni di pianura tra nebbia e zanzare.
Due abstract in inglese e francese
Abstract in English
Between Heaven and Earth: Discovering Sabbioneta and San Benedetto in Polirone
In the southern plain of Mantua lie two extraordinary destinations shaped by vision and faith: Sabbioneta, the “ideal city” built by Duke Vespasiano Gonzaga in the 16th century, and San Benedetto Po, home to the Polirone monastery founded by Tedaldo of Canossa in 1007. Sabbioneta fascinates with its Renaissance urban design, bastioned walls, and the theatrical charm of its palaces and Teatro all’Antica, while San Benedetto Po reveals the spiritual grandeur of its cloisters, church redesigned by Giulio Romano, terracotta sculptures by Begarelli, and the refectory fresco attributed to the young Correggio. Together, they embody two different dreams of eternity: one grounded in geometry and culture, the other in prayer and monastic devotion.
Résumé en français
Entre ciel et terre : à la découverte de Sabbioneta et San Benedetto in Polirone
Au sud de Mantoue s’élèvent deux lieux uniques nés de rêves différents : Sabbioneta, la « cité idéale » voulue au XVIᵉ siècle par le duc Vespasiano Gonzaga, et San Benedetto Po, où Tedaldo de Canossa fonda en 1007 le monastère du Polirone. Sabbioneta séduit par son urbanisme renaissant, ses remparts bastionnés et son atmosphère presque métaphysique, tandis que San Benedetto Po révèle la splendeur spirituelle de ses cloîtres, de son église rénovée par Giulio Romano, des sculptures en terre cuite de Begarelli et du réfectoire orné d’une fresque attribuée au jeune Corrège. Deux visions, deux héritages : l’une fondée sur l’architecture et la culture, l’autre sur la foi et la vie monastique, mais toutes deux encore capables d’émerveiller le voyageur d’aujourd’hui.
Testi di Giacomo Cecchin