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Tutti o quasi conoscono l’Orlando Furioso e Ludovico Ariosto, meno, molti meno conoscono Matteo Maria Boiardo e il suo Innamoramento di Orlando. Eppure questo poema è davvero molto godibile e il suo autore che era Conte di Scandiano un personaggio davvero divertente.

Ho provato a immaginarlo a spasso per Mantova durante il Festivaletteratura e che mi concedesse un’intervista tra la via Emilia e il West. Di seguito trovate il testo integrale dell’intervista pubblicata su La Voce di Mantova di domenica 7 settembre 2025 a pagina 17 .

L’INTERVISTA IMPOSSIBILE a Matteo Maria Boiardo

di Giacomo Cecchin

MANTOVA In città girano scrittori, lettori, appassionati e curiosi: è il Festivaletteratura, bellezza direbbe qualcuno. E tra un tendone e l’altro in piazza Sordello ecco arrivare quello che sembra un cosplayer del Rinascimento. Qualcuno si ferma, lo osserva e poi dice: “Ma tu sei Ludovico Ariosto…”.
Lui lo guarda con sdegno e prova ad andarsene ma noi Matteo Maria Boiardo riusciamo a fermarlo e a convincerlo a rispondere a qualche domanda promettendogli di non fare domande sull’Orlando Furioso (ma si sa come sono i giornalisti…).

Cos’era per te Mantova?
“Una piccola Ferrara, via. Ma noi uomini di pianura siamo tutti uguali e diversi insieme: abituati alla nebbia, sì, ma originali. E poi Mantova aveva i Gonzaga, dei fan dei poemi cavallereschi e del mio in particolare.”

Cosa ne dici del Festivaletteratura?
“Bellissimo, ma statico. Io lo farei in tournée: un anno a Mantova, un anno a Scandiano, e magari in qualche altro paese di pianura con i portici che sembrano i palchi di un teatro da strada. Letteratura itinerante, altro che stare seduti davanti allo schermo di un pc.”

Orlando Innamorato o Orlando Furioso: cosa dici ai lettori?
“Sei proprio un giornalista: non rispettate mai la parola data ma rispondo. Devono scegliere loro. I lettori. Ma ricordatevi: il primo film batte sempre i sequel. La mia lingua era verace, dialettale, non l’avevo sciacquata nell’Arno e al massimo l’avevo bagnata nel Po. Poi, se guardiamo i numeri, Ariosto mi ha stracciato. Ma lasciatemi almeno il gusto di dire: l’originale ero io.”

Oggi cosa scriveresti?
“Una serie TV. L’ottava è già uno schema perfetto per le puntate: colpi di scena, duelli, baci e tradimenti. Una sorta di cappa e spada ma alla Quentin Tarantino. E per i cuori innamorati Orlando versione soap: ditemi che non lo guardereste!”

E con i Gonzaga e gli Este come la mettiamo?
“Gli Este, per tutto quello che mi hanno dato. I Gonzaga, perché ne ho sposata una. Ma la verità? Io volevo solo leggere e scrivere. La politica l’ho subita come una scocciatura anche se i poeti sono visionari e a volte l’immaginazione risolve i problemi o ce li rende più sopportabili.”

E il clima di Mantova?
“Perfetto per scrivere come a Ferrara e Scandiano: in inverno la nebbia ti obbliga a fantasticare, in estate vivi solo la mattina presto o dopo cena e puoi leggere senza fermarti. La pianura è noiosa? Forse sì. Ma senza la noia non avremmo letteratura, è la noia che accende la scintilla della fantasia.”

Cosa pensi dei mantovani?
“Che ad Ariosto hanno dedicato almeno una via. A me, neanche uno scaffale. Sarebbe bastato quello, magari in biblioteca, ma si sa: la riconoscenza non è di questo mondo. O di questa città.”

L’intervista finisce. Gli porgono una copia dell’Orlando Furioso. Lui ci pensa un attimo, sorride e scrive:
“L’Innamorato è meglio.”

Qualcuno chiede se tornerà. La risposta arriva nei suoi versi, con Matteo Maria che si allontana nella pianura, come l’eroe solitario di un film tra la via Emilia e il West:

“Un’altra fiata, se mi fia concesso,
Racontarovi il tutto per espresso.”

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Dante Alighieri
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An Impossible Interview with Matteo Maria Boiardo: Literature, Imagination, and the Creative Power of Boredom


This imaginary interview brings Matteo Maria Boiardo into the present-day setting of the Mantua Literature Festival, blending historical voice and contemporary cultural reflection. Through witty dialogue and deliberate anachronisms, the Renaissance poet comments on literary rivalry, the evolution of storytelling, and the conditions that foster creativity. Boiardo reflects on the plains of northern Italy, political patronage, and the tension between originality and posterity, while humorously reimagining his chivalric epic as a modern television series. The interview ultimately celebrates boredom, slowness, and imagination as essential forces behind literary creation, offering a playful yet insightful homage to the enduring relevance of classical literature.

Un entretien impossible avec Matteo Maria Boiardo : littérature, imagination et le pouvoir créatif de l’ennui

Cet entretien fictif fait dialoguer Matteo Maria Boiardo avec le public contemporain du Festivaletteratura de Mantoue, dans un jeu subtil entre reconstitution historique et regard moderne. Par un ton ironique et des anachronismes assumés, le poète de la Renaissance évoque la rivalité littéraire, la transmission des œuvres et les conditions de la création artistique. Entre souvenirs de la plaine du Pô, réflexions sur le pouvoir politique et vision d’une adaptation télévisuelle de l’épopée chevaleresque, le texte met en valeur l’ennui comme moteur fondamental de l’imagination. L’entretien se présente ainsi comme un hommage vivant et théâtral à la vitalité intemporelle de la littérature classique.