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Perché il Lugana è meglio del Custoza?
La risposta, naturalmente, non sta solo nel bicchiere. Sta nella storia, nei luoghi e nella memoria di una terra che tra Ottocento e Risorgimento ha conosciuto sconfitte amare e vittorie decisive. Due vini, tre battaglie e pochi chilometri di distanza raccontano molto più di una semplice preferenza enologica.
Tra il 21 e il 22 ottobre 1866 si tenne il plebiscito per l’annessione di Mantova e del Veneto al Regno d’Italia. Un passaggio storico decisivo che sancì ufficialmente l’ingresso di questi territori nello Stato unitario.
Come spesso ci viene ricordato, noi mantovani arriviamo con un po’ di ritardo. Ma quando arriviamo, lo facciamo lasciando un segno profondo. Il 1866 è infatti l’anno della Terza guerra d’indipendenza italiana, il conflitto che portò Mantova e il Veneto sotto la bandiera tricolore. Una conquista importante dal punto di vista politico e simbolico, anche se ottenuta attraverso una guerra che, sul piano militare, fu tutt’altro che brillante.
Il Risorgimento e le tre guerre d’indipendenza italiane: la storia in un guscio di noce
La Prima guerra d’indipendenza (1848–1849) vide il Regno di Sardegna dichiarare guerra all’Impero austriaco. Dopo iniziali successi a Goito e Peschiera, l’esercito piemontese subì una dura controffensiva austriaca con le due sconfitte di Custoza e di Novara e l’Austria tornò a governare il Lombardo-Veneto.
La Seconda guerra d’indipendenza (1859), combattuta con l’appoggio della Francia di Napoleone III, portò a importanti vittorie contro l’Austria e alle due vittoriose battaglie di San Martino e Solferino. L’armistizio firmato tra gli imperatori francese e austriaco mise fine alla guerra ma dopo l’annessione della Lombardia al Regno di Sardegna si aprì la strada ai plebisciti di unificazione e alla spedizione dei Mille.
La Terza guerra d’indipendenza (1866) fu combattuta dal Regno d’Italia a fianco della Prussia. Nonostante le sconfitte militari italiane di Custoza e di Lissa la vittoria prussiana consentì di ottenere l’annessione del Veneto e di Mantova.
Custoza: una sconfitta che si ripete (quando repetita non juvant)
Il nome Custoza è legato a due delle più gravi sconfitte italiane del Risorgimento.
Il 25 luglio 1848, durante la Prima guerra d’indipendenza, l’esercito piemontese venne battuto sulle colline veronesi dalle truppe austriache guidate dal maresciallo Radetzky. La sconfitta costrinse il re Carlo Alberto a firmare l’armistizio del 9 agosto 1848.
Diciotto anni dopo, il 24 giugno 1866, Custoza fu nuovamente teatro di una sconfitta. L’esercito italiano, per la prima volta realmente nazionale, venne sconfitto dagli austriaci durante la Terza guerra d’indipendenza. Ancora una volta, l’entusiasmo si infranse contro l’impreparazione dei comandanti e un esercito austriaco più solido e organizzato.
San Martino della Battaglia: il volto della vittoria
Ben diversa fu la sorte nella battaglia di San Martino, sulle colline bresciane. Qui, il 24 giugno 1859, nello stesso giorno della battaglia di Solferino, si combatté uno degli scontri decisivi della Seconda guerra d’indipendenza.
A Solferino furono impegnate principalmente le truppe francesi, mentre a San Martino toccò ai piemontesi sostenere l’urto dell’esercito austriaco. La vittoria, nonostante l’armistizio di Villafranca, diede avvio a una serie di eventi che, insieme all’impresa dei Mille, condussero all’unità d’Italia.
San Martino e Custoza: memoria della terra
Vittoria e sconfitta.
San Martino e Custoza sono separate da pochi chilometri in linea d’aria e dal Mincio, ma raccontano due storie opposte del Risorgimento italiano. Viene spontaneo chiedersi se i luoghi conservino memoria degli avvenimenti passati, se la terra sappia trasmettere i propri umori alla vite e, infine, al vino che se ne ricava.
I vini del territorio
Lugana DOC
Prodotto nella zona di San Martino della Battaglia, il Lugana nasce prevalentemente da uve Turbiana. È un vino bianco strutturato, caratterizzato da profumi di fiori bianchi, agrumi e mandorla, con una spiccata mineralità e una buona acidità. Una delle sue qualità principali è la capacità di evolvere nel tempo, permettendo un leggero invecchiamento che ne aumenta la complessità e il corpo.
Custoza DOC
Il Custoza è un vino bianco ottenuto da un uvaggio di varietà locali, tra cui Garganega, Trebbianello e Bianca Fernanda. È fresco, profumato e immediato, pensato per essere bevuto giovane. Leggero e piacevole, esprime le sue qualità nella semplicità e nella facilità di beva, senza aspirazioni all’invecchiamento.
Una metafora nel bicchiere
Forse è solo suggestione, ma il paragone viene naturale.
Il Lugana, più strutturato e capace di durare nel tempo, sembra aver assorbito la tenacia e la solidità di una terra segnata dalla vittoria.
Il Custoza, fresco e da bere giovane, ricorda invece il neonato esercito italiano del 1866: pieno di entusiasmo, ma ancora fragile.
Storia e vino, ancora una volta, si intrecciano sulle colline che circondano Mantova.
Avvertenza finale: questa è solo un’opinione, magari un po’ provocatoria. Molti diranno “io preferisco il Custoza”, altri difenderanno il Lugana con uguale passione, ed è giusto così. Ognuno beva ciò che preferisce. Ma prima di brindare, forse vale la pena conoscere la storia cui il nome del vino rimanda.
I luoghi
San Martino della Battaglia
Custoza
La storia
Sul crinale. La battaglia di Solferino e San Martino vista dagli italiani – 2009 – Franco Angeli – Costantino Cipolla e Massimo Bertaiola
Italia 1866. Storia di una guerra perduta e vinta – 2016 – Il Mulino – Hubert Heyriès
Custoza 1866. La via italiana alla sconfitta – 2003 – Rizzoli – Marco Giovannini, Giulio Massobrio
Lo scrittoio del Generale – Marco Scardigli
I vini
Lugana – http://www.consorziolugana.it/
Custoza – https://custoza.wine/
Cantine suggerite
Per il Lugana – SGREVA AZ.AGR. – Via S.Martino d/Batt., 168 – 25019 Sirmione BS
Per il Custoza – CANTINA VALPANTENA – Via Colonia Orfani di Guerra, 5/b – Quinto di Valpantena VR
Giacomo Cecchin
Two Wines and Three Battles: Why Lugana Is Better Than Custoza
This article explores the Italian Risorgimento through an unusual yet evocative lens: the relationship between historical memory, landscape, and wine. Focusing on three key battles—Custoza (1848 and 1866) and San Martino (1859)—the narrative contrasts defeat and victory, political outcomes and military realities. While Italy lost most of its battles during the wars of independence, it ultimately gained unity through diplomacy and perseverance. These events unfolded in territories that today produce two celebrated white wines, Custoza and Lugana. By comparing their historical backgrounds and technical characteristics, the article suggests a symbolic parallel between the outcome of the battles and the nature of the wines themselves, blending history, geography, and cultural identity into a single, engaging story.
Deux vins et trois batailles : pourquoi le Lugana est meilleur que le Custoza
Cet article propose une lecture originale du Risorgimento italien à travers le prisme de l’histoire locale et de la culture du vin. En prenant pour fil conducteur trois batailles majeures—Custoza (1848 et 1866) et San Martino (1859)—il met en lumière le contraste entre défaites militaires et succès politiques. Alors que l’unité italienne fut souvent conquise plus par la diplomatie que par les armes, ces événements se déroulèrent dans des territoires aujourd’hui célèbres pour leurs vins blancs, le Custoza et le Lugana. L’article établit un parallèle symbolique entre la mémoire des lieux, le caractère des batailles et les qualités des vins, offrant une réflexion où histoire, territoire et identité culturelle se rencontrent.