Tag
appartamento dei nani, Appartement des Nains, art cities, art history, città d’arte, cultural heritage, Cultural tourism, custodi, Ducal Palace, Dwarfs’ Apartment, Gonzaga, Gonzague, Guida Rossa, Guide Rosse, Guide Rouge, histoire de l’art, historical irony, I custodi, I gradini piccoli, ironia storica, ironie historique, Mantoue, Mantova, Mantova 1914, Mantua, Mantua 1914, musées, musei, museum keepers, museums, Palais Ducal, Palazzo Ducale, patrimoine culturel, patrimonio culturale, Red Guide, Red Guides, restauration, restauro, restoration, storia dell’arte, TCI, Touring Club Italiano, Tourisme culturel, travel in Italy, Turismo culturale, viaggi in Italia, villes d’art, Voyage en Italie

C’è un modo infallibile per capire quanto una città sia complicata: affidarla a una guida turistica molto seria. Nel 1914 il Touring Club Italiano ci prova con Mantova, armato della sua prima Guida Rossa, di grande precisione, ottime intenzioni e una fiducia quasi commovente nella possibilità di mettere ordine tra Gonzaga, restauri, scalette, sale chiuse e custodi poco numerosi.
Il risultato è una piccola meraviglia: una Mantova descritta con rigore, ma attraversata da dettagli che oggi fanno sorridere. C’è il Palazzo Ducale in restauro, ci sono gli ambienti dell’Appartamento dei Nani, ci sono le guide che vorrebbero raccontare tutto e i custodi che, invece, “tendono ad accorciare”. Insomma: il patrimonio è immenso, il personale è poco, e la storia dell’arte, quando vuole, sa essere più comica di una commedia.
Una guida rossa, molto rossa
Nel 1914 il Touring Club Italiano pubblica la sua Guida d’Italia dedicata a Piemonte, Lombardia e Canton Ticino. Una guida rossa, naturalmente: rossa di copertina, rossa di ambizione e, per chi ama le minuzie storico-artistiche, quasi rossa di emozione. Perché dentro quelle pagine non c’è soltanto un elenco di cose da vedere, ma un modo molto preciso di guardare l’Italia: con il metro, la lente, la pazienza e quella sottile fiducia novecentesca secondo cui ogni città, se descritta bene, diventa più ordinata. Illusione nobilissima, soprattutto a Mantova.
Mantova con le mura, la fossa magistrale e il Rio tutto scoperto
Le pagine dedicate alla nostra città sono da leggere assolutamente. Non solo per la curiosità di ritrovare luoghi noti con nomi, percorsi e attenzioni di un secolo fa, ma anche per riscoprire una Mantova che, alla vigilia della Prima guerra mondiale, è ancora una città diversa da quella che attraversiamo oggi. Ci sono le mura, c’è la fossa magistrale, c’è un Palazzo Ducale in piena stagione di restauri, giudicati dal Touring lenti ma intelligenti. Che già basterebbe come formula da incidere all’ingresso di qualunque cantiere pubblico: lenti, sì, ma intelligenti. Quando poi sono solo lenti, purtroppo, manca la parte migliore.
A muovere quella stagione di interventi ci sono figure importanti come l’architetto Achille Patricolo e l’intendente Clinio Cottafavi, impegnati in un lavoro di recupero che oggi possiamo guardare con il senno di poi, cioè con quel comodo strumento che rende tutti bravissimi restauratori, urbanisti e direttori di museo, purché a distanza di almeno cento anni.
Prima dei navigatori, per fortuna
Ma prima di entrare nel Palazzo Ducale, conviene fermarsi un momento sulla guida stessa. Perché la “Rossa” non è una guida qualunque. Il Touring Club Italiano nasce con un’idea semplice e rivoluzionaria: aiutare gli italiani a conoscere l’Italia. All’inizio ci sono i ciclisti, i velocipedi, le strade da percorrere, le cassette di pronto soccorso, i cartelli, le carte geografiche. Poi arrivano l’automobile, il turismo moderno, le riviste, le guide.
La prima delle “Rosse”
La Guida d’Italia del 1914 è il primo grande volume di quella collana che diventerà famosa come Guide Rosse. Rosse anche un po’ per sfida: l’Italia voleva la sua grande guida nazionale, non soltanto affidarsi ai modelli stranieri che già dominavano il mercato dei viaggiatori colti. Il Touring costruisce così una specie di inventario sentimentale e tecnico del Paese: città, chiese, palazzi, musei, strade, paesaggi, monumenti. Tutto ordinato, classificato, spiegato. Una cosa molto italiana e insieme molto anti-italiana: italiana per la passione del patrimonio, anti-italiana per la pretesa di metterlo davvero in ordine.
Quando la poesia viene schedata
Le Guide Rosse hanno un tono inconfondibile: sobrio, preciso, competente, a volte talmente asciutto da sembrare involontariamente comico. Non fanno poesia quando possono misurare una facciata. Non si commuovono se possono indicare un monumento. Non sospirano davanti alla bellezza: la schedano. Eppure proprio in quella precisione si trova spesso una poesia nascosta, perché il Touring riesce a farci vedere le città come organismi vivi, stratificati, pieni di dettagli che il visitatore frettoloso perde e il custode, se può, evita.
Dentro il Palazzo Ducale
E infatti è proprio sul Palazzo Ducale che vale la pena soffermarsi. La guida propone una Mantova monumentale ma anche concreta: non la città-cartolina, non la città da selfie — per fortuna nel 1914 ancora non c’era il turista con il braccio teso e l’espressione da martire della prospettiva — ma una città da attraversare stanza dopo stanza, cortile dopo cortile, scala dopo scala. Una città dove il Palazzo Ducale non è ancora soltanto “il museo”, ma un enorme corpo architettonico in trasformazione, con ambienti aperti, chiusi, restaurati, promessi, rimandati.
L’Appartamento dei Nani, o quasi
Tra le note più curiose spicca quella sull’Appartamento dei Nani. Il nome, naturalmente, ha sempre acceso la fantasia dei visitatori. Ancora oggi basta pronunciarlo e subito parte l’immaginazione: stanzette minuscole, gradini piccoli, cortigiani in miniatura, racconti a metà tra la storia e la leggenda. Gli storici dell’arte, che esistono anche per rovinare con competenza le fantasie più divertenti, preferiscono però spiegare che quegli ambienti sono più correttamente legati alle cosiddette “Catacombe in corte” o alla “Scala Santa”, volute dal duca Ferdinando Gonzaga come ripresa in scala ridotta del complesso romano presso San Giovanni in Laterano (è una scoperta per cui dobbiamo ringraziare il grande Renato Berzaghi).
Gradini piccoli, problemi grandi
La Guida Rossa, però, non resiste alla suggestione e descrive il passaggio con una naturalezza che oggi farebbe sobbalzare qualunque ufficio comunicazione. L’appartamento viene presentato come composto da salette e camerini minuscoli, legato alla tradizione dei nani di corte, e la scala è segnalata con attenzione alla piccolezza dei gradini. Oggi probabilmente la frase verrebbe riscritta dopo tre riunioni, due consulenze e un parere preventivo sul politicamente corretto. Nel 1914 invece si andava più diretti: gradini piccoli, attenzione.
Turismo lento, custodi veloci
Naturalmente il punto interessante non è solo linguistico. È anche turistico. Le Guide Rosse raccontano un modo di visitare che oggi ci sembra insieme lontanissimo e familiare. Lontanissimo perché il turista del 1914 aveva tempi, aspettative e strumenti diversi: niente audioguide, niente prenotazioni online, niente recensioni con una stella perché “il palazzo era troppo grande e c’erano pochi bagni”. Familiare perché certi problemi sono eterni: ambienti chiusi, restauri in corso, personale insufficiente, percorsi modificati, visitatori che vorrebbero vedere tutto e qualcuno che, per ragioni misteriose ma comprensibili, tende ad accelerare.
L’arte sottile dell’accorciare
E qui arriviamo alla seconda perla: i custodi. La guida osserva che l’itinerario può subire modifiche a seconda dell’apertura o chiusura degli ambienti per restauro, e aggiunge che i custodi, essendo poco numerosi, talvolta tendono ad accorciare. Poche parole, un mondo. È una frase meravigliosa perché contiene una verità museale universale: il patrimonio è infinito, il personale no. Il visitatore vuole il percorso completo; il custode conosce il percorso reale. Il primo sogna l’intero Palazzo Ducale; il secondo vede l’orologio, le chiavi, le sale da sorvegliare.
“Tendere ad accorciare” è un capolavoro di diplomazia. Non dice che i custodi tagliano. Non dice che liquidano. Non dice che accompagnano il pubblico verso l’uscita con la delicatezza di una corrente d’aria ben addestrata. Dice che tendono. Come se fosse una disposizione dell’animo, una lieve inclinazione professionale, una filosofia del movimento. Del resto, in un palazzo grande come una città, accorciare non è solo una tentazione: è quasi una forma di sopravvivenza.
Patrimonio infinito, personale finito
Questa nota fa sorridere perché sembra scritta ieri. Cambiano le divise, cambiano le biglietterie, cambiano i pannelli, cambiano le norme di sicurezza, ma resta il grande tema del rapporto tra patrimonio smisurato e gestione quotidiana. Mantova, come molte città d’arte italiane, possiede beni talmente ricchi che ogni visita è per forza una selezione. Ogni itinerario è un compromesso. Ogni “si prosegue di qua” contiene un piccolo lutto per ciò che non si vedrà. Il Touring lo sapeva bene: descrivere tutto è possibile sulla carta; farlo visitare tutto è un’altra faccenda, e richiede custodi, tempo, gambe e una certa rassegnazione.
Una fotografia del modo di guardare
La bellezza delle Guide Rosse sta anche qui. Non sono soltanto strumenti per il turista: sono fotografie storiche del modo in cui una città veniva percepita, raccontata e organizzata. La Mantova del 1914 che emerge da quelle pagine è monumentale, sì, ma anche provvisoria; colta, ma piena di cantieri; austera, ma attraversata da dettagli involontariamente comici. È una città dove il Palazzo Ducale è immenso, i gradini possono essere piccoli e i custodi, poveretti, pochi.
Conoscere per proteggere
Rileggere oggi quelle pagine significa anche capire quanto il Touring abbia contribuito a costruire lo sguardo moderno sul patrimonio italiano. Prima ancora della promozione turistica come la intendiamo oggi, prima degli slogan, dei marchi territoriali e delle campagne con fotografie al tramonto, c’era un’idea più severa e forse più ambiziosa: conoscere per proteggere. Descrivere per valorizzare. Portare gli italiani davanti alle loro città e dire: guardate bene, perché questa roba è vostra, e dovete esserne orgogliosi.
Fedeli alla tradizione
Mantova, nella Guida Rossa del 1914, appare così come una città da riscoprire non solo per ciò che mostra, ma per come viene raccontata. E il racconto del Touring, con la sua precisione talvolta impassibile, ci restituisce un patrimonio vivo, fatto di stanze, scale, restauri, nomi, mappe, custodi e incidenti lessicali che oggi ci fanno sorridere.
Alla fine, la “rossa” del 1914 non ci serve soltanto per sapere com’era Mantova. Ci serve per capire come la si guardava. E forse anche per consolarci: se già allora i restauri erano lenti, i percorsi variabili, il personale insufficiente e i custodi inclini ad accorciare, significa che non siamo decaduti. Siamo semplicemente fedeli alla tradizione.
Giacomo Cecchin
Eccovi la mappa a pagina 637 ricavata proprio dalla guida di Patricolo.

Ma ecco cosa scrive la Guida Rossa alla pagina 639:
“Ritornando nella galleria che guarda la piazzetta della Basilica palatina si passa all’APPARTAMENTO DEI NANI (32), composto di quattro salette e di camerini minuscoli della seconda metà del cinquecento, in cui abitavano i nani di Corte; scendendo (scala fatta per nani, attenzione alla piccolezza dei gradini), si passa al portico del CORTILE D’ONORE…”. 
I custodi: pochi e… – interessante anche l’osservazione sui custodi del 1914. I problemi di personale (i dipendenti sono meno di quelli che servirebbero oggi come allora) e l’atteggiamento. Il Palazzo ducale è immenso ma ecco cosa scrive la Guida Rossa alla pagina 636:
“L’itinerario indicato è soggetto a modifiche in relazione all’apertura o chiusura di ambienti per restauri. I custodi, poco numerosi, tendono talora ad accorciare”.

Giacomo Cecchin
Mantua in the Red Guide: dwarfs, keepers and shortened wonders
A witty journey through Mantua as described in the 1914 Touring Club Italiano Red Guide: Palazzo Ducale under restoration, the so-called Dwarfs’ Apartment, tiny staircases, ambitious cultural mapping and museum keepers who, even then, had a certain talent for shortening the visit.
Mantoue dans le Guide Rouge : nains, gardiens et merveilles raccourcies
Un voyage ironique dans la Mantoue décrite par le Guide Rouge du Touring Club Italien en 1914 : le Palais Ducal en restauration, le soi-disant Appartement des Nains, de petits escaliers, une grande ambition patrimoniale et des gardiens qui, déjà à l’époque, savaient écourter la visite.