Riconoscete il cavalcavia della foto? Lo potreste vedere questa domenica 11 giugno durante un’apertura straordinaria del Fai. Ma oggi parliamo degli altri cavalcavia ma non di quello che ha fatto innervosire i mantovani con il cantiere della ciclabile. I cavalcavia che ci interessano sono quelli non percorribili in auto. Il cavalcavia è un elemento tipicamente medievale che consentiva di unire due edifici di una stessa famiglia oppure un palazzo ad un giardino con un passaggio aereo. In tal modo si evitava la necessità di scendere nella pubblica via e si creava anche una sorta di corridoio che con le finestre che solitamente gli davano luce permetteva di avere una visuale diretta e dall’alto del passaggio sottostante. Anche a Mantova sono rimasti questi retaggi del medioevo che attribuiscono eleganza ed un’immagine insolitamente retrò ad alcuni vicoli o passaggi. Eccone 5 e voi ne conoscete altri?
http://www.radiobase.eu/2017/06/04/mantovagando-4-giugno/
Sabato 10 giugno Tengo famiglia ovvero la storia in dieci personaggi di una tipica famiglia italiana: i Gonzaga. Una storia tra il serio e il faceto che attraverso dieci personaggi della famiglia racconta vizi (molti) e virtù (meno) con tanti furfanti e un solo santo. La conversazione dal titolo volutamente scherzoso di “Tengo famiglia” , («perché si sa – dicono gli organizzatori – che noi italiani per la famiglia facciamo di tutto e di più») si tiene nella sede della Società per il Palazzo Ducale ed è seguita da un percorso in Ducale sulle tracce lasciate da molti di questi personaggi. Conversazione e percorso a cura di Giacomo Cecchin. Appuntamento davanti alla sede in piazza Sordello n. 42. Prenotazione entro domani. Per riservare un posto è possibile telefonare al n. 0376 280.916 in orario di ufficio oppure al cellulare 348 85.16.155.
Quando qualche turista chiede indicazioni tra le vie di Mantova alla fine spesso dice: ma questa città è un labirinto. Per questo Mantovagando oggi vi porta a spasso tra i i labirinti mantovani: quelli dipinti, quelli reali e quelli immaginari. E’ vero, anche il Palazzo ducale di Mantova è un labirinto dicono i visitatori, una città nella città aggiungono le guide. In effetti il labirinto è un tema che torna molto spesso in città non solo camminando tra le vie del centro storico, perdendosi e ritrovandosi tra vicoli e piazze, sfruttando quei passaggi segreti urbani, delle vere scorciatoie, che ad esempio ti fanno passare dalla vista gotica del campanile e del chiostro benedettino di S.Andrea (piazza Alberti) alla veduta rinascimentale della facciata di S.Andrea (piazza Mantegna). Ma il labirinto torna negli affreschi e nei soffitti, nel lago e nelle vie e nel ricordo di quello immenso di Palazzo Te che purtroppo non esiste più. Eccovi i 5 labirinti mantovani tra cui perdersi e se ne trovate qualcun altro basta dirlo…
Mi sono accorto che fino a questo momento su Mantovastoria non è sbarcata nessuna “cinquina” musicale e allora colgo l’occasione del festival Trame Sonore per provare. Mantova è una città sicuramente teatrale ma anche la musica ha giocato una parte fondamentale: basti pensare all’Orfeo di Monteverdi suonato per la prima volta a Palazzo ducale e che ha dato origine all’opera lirica e al Rigoletto di Verdi, una casualità assoluta l’ambientazione a Mantova eppure oggi una storia tra le più famose tra quelle legate alla nostra città. Eccovi allora, su stimolo di Nicola Zanella (che ringrazio), 5 storie mantovane legate alla musica per ascoltare, sognare e scoprire.
Palazzo ducale è stato definito anche “il Vaticano nella palude” per le sue dimensioni. Lo sanno bene i turisti e le guide che ne attraversano le sale e arrivano al termine del percorso stravolti da tanta bellezza e confusi da un percorso che attraversa i secoli. Oggi allora torniamo a Palazzo ducale per suggerire un itinerario al momento non percorribile ma che è stato sperimentato durante un’apertura del FAI in anni non lontani. Si tratta di un’ascesa verso il Paradiso visto che così si chiama l’appartamento posto all’ultimo piano della Domus Nova e dove furono rimontati per un periodo anche i camerini di Isabella D’Este. Ecco allora 5 luoghi di Palazzo ducale per ascendere al Paradiso…
Mantovagando oggi vi porta nelle piazze mantovane, ma quali? Perché a Mantova ce ne sono davvero tante ma noi ne abbiamo scelte …provate a dire … avete indovinato ne abbiamo scelte 5 da incorniciare. Le piazze sono importanti e aprono degli squarci in un centro storico fitto di case e palazzi invitando i passanti a fermarsi e a indugiare. Ma forse non sono le piazze da cartolina quelle che meritano un’attenzione in più, sono quelle minori eppure molto suggestive, ricche di storia e anche più frequentate. Eccovi allora la mia scelta personale.
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5 cose da scoprire su Mantova e sui Mantovani
Se vi era piaciuta la trasmissione sui 5 momenti storici dove sarebbe stato bello essere a Mantova (un’ascoltatrice ci ha scritto che per lei il 1530 è l’anno perfetto e
Un altro itinerario mariano a maggio che segue quello delle 5 madonne miracolose da ritrovare in città. Oggi andiamo in trasferta in provincia alla ricerca dei santuari dedicati alla Vergine escludendo tuttavia, solo per ragioni geografiche, due luoghi molto cari ai mantovani come la Madonna del Frassino (Peschiera) e la Madonna della Scoperta (Lonato). Questa cinquina è un invito ad uscire dalla città per riscoprire storie di devozione e miracoli molto sentite dagli abitanti dei territori dove sorgono questi edifici religiosi. In molti casi il momento migliore per visitarli è durante la festa che gli è dedicata o proprio nel mese di maggio quando sono molto frequentati per la recita del rosario. Alla fine ho aggiunto anche un sesto luogo: non è un santuario e forse pochi lo conoscono, ma proprio qui si sono sposati i miei genitori e ha una particolarità abbastanza eccezionale. Cosa aspettate a partire?