Tutti o quasi conoscono l’Orlando Furioso e Ludovico Ariosto, meno, molti meno conoscono Matteo Maria Boiardo e il suo Innamoramento di Orlando. Eppure questo poema è davvero molto godibile e il suo autore che era Conte di Scandiano un personaggio davvero divertente.
Ho provato a immaginarlo a spasso per Mantova durante il Festivaletteratura e che mi concedesse un’intervista tra la via Emilia e il West. Di seguito trovate il testo integrale dell’intervista pubblicata su La Voce di Mantova di domenica 7 settembre 2025 a pagina 17 .
L’INTERVISTA IMPOSSIBILE a Matteo Maria Boiardo
di Giacomo Cecchin
MANTOVA In città girano scrittori, lettori, appassionati e curiosi: è il Festivaletteratura, bellezza direbbe qualcuno. E tra un tendone e l’altro in piazza Sordello ecco arrivare quello che sembra un cosplayer del Rinascimento. Qualcuno si ferma, lo osserva e poi dice: “Ma tu sei Ludovico Ariosto…”. Lui lo guarda con sdegno e prova ad andarsene ma noi Matteo Maria Boiardo riusciamo a fermarlo e a convincerlo a rispondere a qualche domanda promettendogli di non fare domande sull’Orlando Furioso (ma si sa come sono i giornalisti…).
Il Gruppo cultura Pietro Morelli mi ospita ancora per una serata dedicata ad una delle particolarità più interessanti di Mantova
Tre cattedrali per Mantova: un duomo e due basiliche intorno ai Sacri Vasi – venerdì 30 gennaio 2026 ore 21.00 a Rivalta sul Mincio (Sala Ascari di Corte Mincio)
Ingresso libero e gratuito – per info e prenotazioni: Simona tel. 328 5783684 – e-mail giovannistorti67@gmail.com
Dopo Dante arriva Petrarca e di lui sappiamo che a Mantova c’è stato davvero. Era amico di Guido Gonzaga e in una lettera si lamentava del clima, delle rane e delle zanzare (ne ho parlato qui).
Ecco come avrebbe potuto rispondere ad un’intervista a tutto campo se l’avessimo incrociato durante l’ultima edizione del Festivaletteratura. Di seguito trovate il testo integrale dell’intervista pubblicata su La Voce di Mantova di sabato 6 settembre 2025 a pagina 9 .
L’intervista impossibile aFrancesco Petrarca
di Giacomo Cecchin
Mantova, città dei Gonzaga, di Virgilio e – per un giorno – di Francesco Petrarca. Sì perché in un festival dove tra premi Nobel, scrittori e scrittrici best seller sono passati tutti o quasi è divertente immaginare di poter intervistare qualcuno dal passato. E oggi incontriamo Petrarca, il poeta che nel 1350 passò davvero da Mantova sulle tracce di Virgilio e per comprare libri e che qui trovò un amico in Guido Gonzaga. Ecco allora microfono alla mano, l’intervista impossibile a Francesco Petrarca.
Nel 1350 lei è passato da Mantova. Com’era la città? “Piccola ma vivace. I Gonzaga la governavano da soli vent’anni, avevano entusiasmo, passione e il mio amico Guido Gonzaga soprattutto pazienza. Ne avrebbe fatta di panchina in attesa che suo padre Luigi passasse la mano. Un po’ come il principe Carlo con la regina Elisabetta: scaldarsi va bene ma alla fine arrivi stufato”.
Le città cambiano sempre (anche quando sembrano immobili)
C’è un’idea molto diffusa quando si visita Sabbioneta: quella di trovarsi davanti a una città rimasta identica a se stessa, cristallizzata nel tempo così come l’aveva immaginata il suo fondatore, Vespasiano Gonzaga. Ma questa impressione è solo apparente. In realtà le città cambiano sempre. La differenza sta nel fatto che alcuni cambiamenti sono evidenti, altri sono più sottili, e per coglierli occorre imparare a osservare con attenzione.
Sabbioneta nasce come “città ideale”, progettata secondo regole precise: strade ortogonali, spazi simbolici, edifici carichi di significati politici e culturali. Questa forte coerenza urbanistica dà l’illusione dell’immutabilità. Eppure, anche qui, il tempo ha lasciato tracce chiare: basti pensare alle brecce aperte nelle mura all’inizio del Novecento, segno del bisogno di rompere l’isolamento e adattarsi a una nuova idea di città e di mobilità: occorreva far arrivare la corriera in centro città. Sabbioneta non è rimasta ferma: ha semplicemente cambiato con discrezione.
I 12 giorni di Natale iniziano il 26 dicembre e si concludono il 6 gennaio (ne ho parlato qui).
In questo periodo di feste ho pensato di raccontare il presepe e i suoi personaggi o oggetti fondamentali. Tutti siamo abituati alle immagini della Natività e molti di noi hanno fatto o fanno ancora il presepio.
E’ diventata quindi un’abitudine che ci impedisce di andare oltre lo stereotipo, la statuina, una rappresentazione che appare finta con il muschio, lo specchio per l’acqua, la carta per le montagne e per il cielo con le stelle.
Per provare a cambiare le cose ho scelto dodici elementi diversi che compongono il presepe. Ecco qui la sequenza: Mangiatoia, Bambinello, Madonna, San Giuseppe, l’Asino e il Bue, la Stella cometa, gli Angeli, i Pastori, le Pecore, i Re Magi e i loro doni e infine la capanna o grotta.
Dal 26 dicembre al 6 gennaio ho quindi pubblicato ogni giorno sul mio stato di Whatsapp una breve descrizione dell’elemento del presepe e una parola chiave che gli ho associato. In questo modo i 12 giorni di Natale si sono trasformati in un viaggio dalla mangiatoia alla grotta. Perché se le statuine non cambiano, cambiamo noi quando torniamo a vederle davvero.
Ecco quindi la sequenza degli elementi del presepe insieme ai link alle immagini che ho utilizzato per rappresentarli.
1. Mangiatoia
Il presepe prende il nome dal latino praesepium, che significa proprio mangiatoia. La tradizione racconta che i resti della mangiatoia di Gesù siano custoditi a Roma, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, la chiesa dove è sepolto Papa Francesco. Da un oggetto di vita quotidiana nasce una storia che attraversa i secoli. La sacra culla https://www.basilicasantamariamaggiore.va/it/basilica/storia-e-arte/sacra-culla.html
Quest’anno il Festivaletteratura arriva alla 30esima edizione e chi lo sa che non si riesca a fare qualcosa di speciale. L’anno scorso ho pensato di pubblicare delle interviste impossibili sul quotidiano La Voce di Mantova facendo delle domande sul Festival a Dante, Petrarca, Boiardo e ad uno dei Gonzaga.
Io mi sono divertito e non so se questa formula piacerà anche a voi. Certo che in alcune delle risposte troverete alcune delle mie opinioni e non so se gli intervistati sarebbero d’accordo.
D’altra parte la la letteratura è vita e la vita è un gioco e allora forse giocare facendo dell’ironia è una delle cose più belle che ci sia. Di seguito trovate il testo integrale dell’intervista pubblicata su La Voce di Mantova di venerdì 5 settembre 2025 a pagina 11 .
Dante in piazza Sordello tra terzine e monopattini
“Ho visto che hanno fatto un museo a Virgilio. Non so se gli sarebbe piaciuto”
La durata della visita è di circa 1 ora e 30 minuti
Le visite si terranno al raggiungimento di un numero minimo di 10 partecipanti. E’ anche possibile organizzare dei percorsi dedicati a gruppi di persone già formati compatibilmente con le disponibilità di tempi e di biglietti)
Carlo Magno fu incoronato imperatore del Sacro Romano Impero nella notte di Natale dell’800 d.c.: tutti lo sanno o ne hanno sentito parlare in qualche modo. Forse non tutti sanno invece che la strada che portò il re dei Franchi dalla sua capitale Aquisgrana a Roma è diventata uno dei tanti cammini europei.
Il suo nome è VIA CAROLINGIA e io sono stato davvero felice di partecipare alle iniziative di lancio del progetto con un focus group ma soprattutto con un PODCAST IN 10 PUNTATE che ha visto la partecipazione anche del prof. Alberto Grandi e di don Stefano Savoia.
E’ stata una bellissima esperienza quella di raccontare le 8 tappe del tratto mantovano della via Carolingia: dalle colline moreniche a Mantova per proseguire poi lungo il Po e da lì fino al confine con la provincia di Ferrara. Ho provato a far vedere i luoghi, le chiese e le pievi, i monumenti e la natura che il pellegrino o il viandante incontra durante il percorso.
Quando si avvicina il Natale anche Mantova si riempie di presepi: ogni chiesa fa a gara per avere il migliore. Eppure ci sono presepi che possiamo vedere tutto l’anno, altri che vengono allestiti sotto un’antica torre e perfino dei presepi viventi. La natività ha degli elementi fissi come la Sacra Famiglia, l’asino e il bue, i Re Magi, eppure ogni pittore, ogni artista ma anche ogni bambino mette in scena un presepe diverso.
Sono passati 8 secoli da quando San Francesco allestì il presepe di Greccio eppure la magia della natività non cambia e ci sarà sempre finché qualcuno proverà emozione nel collocare il bambinello dentro la mangiatoia. Ecco allora alcuni presepi da non perdere che ho descritto in questa doppia pagina pubblicata su MCG – Mantova Chiama Garda.
Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Dicembre 2025/Gennaio 2026