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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi autore: mantovastoria

Gli errori di Napoleone: si impara più da una sconfitta che da una vittoria

10 sabato Gen 2026

Posted by mantovastoria in Curiosità, Libri, Napoleonica

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Abbiamo già superato le grandi celebrazioni della battaglia di Waterloo (2015) e della morte di Napoleone (2021) ma l’imperatore offre sempre dei grandi spunti di riflessione e quindi mi fa piacere segnalare alcune letture particolarmente interessanti dedicate a Bonaparte.

Si tratta di libri che affrontano l’ultimo Napoleone: quello che passa da Fontainebleau all’Isola d’Elba, dall’Elba a Parigi, e infine da Waterloo a Sant’Elena. È proprio in questa fase estrema della sua parabola che emergono con maggiore chiarezza i punti di forza e le debolezze di un personaggio che, ancora oggi, può insegnare molto agli imprenditori, ai leader e a chiunque si occupi di organizzazioni complesse.

Qualcuno potrebbe obiettare: ma cosa si può imparare da una grande sconfitta? In realtà, moltissimo. Basta pensare che, ancora oggi, il primo nome che viene in mente evocando Waterloo è quello dello sconfitto: Napoleone Bonaparte. E che a Sant’Elena il grande corso riuscì a costruire una leggenda potente, fatta di vittorie meritate e di sconfitte attribuite al destino — contro il quale, come tutti sanno, nulla si può.

Oggi va di moda parlare di storytelling o di narrazione: ecco cos’è l’ultima parte dell’epopea napoleonica. È la straordinaria capacità di trasformare la propria storia personale in un racconto esemplare, influenzando il modo in cui la posterità avrebbe interpretato la sua vita. Che lo si ami o lo si detesti, è impossibile prescindere da un prima di Napoleone e da un dopo Napoleone.

Di seguito, alcune letture consigliate per chi desidera approfondire.


Sui Cento Giorni

Cento giorni da imperatore, l’ultima vittoria di Napoleone

Sergio Valzania – Mondadori (2015)

Valzania ricostruisce con grande rigore narrativo e documentario l’incredibile parentesi dei Cento Giorni, dal ritorno dall’Elba all’epilogo di Waterloo. Il libro mostra un Napoleone ancora lucidissimo sul piano politico e comunicativo, capace di riconquistare la Francia senza sparare un colpo. L’“ultima vittoria” evocata dal titolo non è militare, ma simbolica: la capacità di riaccendere consenso, entusiasmo e fedeltà in un paese stanco ma ancora affascinato dal mito imperiale.

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Scrivere sui muri? da Palazzo Te alla Domus Aurea una moda che non cambia

09 venerdì Gen 2026

Posted by mantovastoria in Curiosità, Gonzaga, Storia Locale

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Passeggiando tra palazzi storici e monumenti antichi capita spesso di imbattersi in scritte incise o tracciate sui muri, talvolta sopra affreschi di grande valore. La reazione più comune è un coro di insulti rivolti ai vandali di turno, a chi — spesso “ad altezza di imbecille” — ha voluto lasciare traccia del proprio passaggio. Eppure non tutti sanno che questa abitudine ha radici molto lontane nel tempo.

Basti pensare alle scritte ancora visibili nel Camarone dei Giganti di Palazzo Te o a quelle sulla volta della Domus Aurea di Nerone: testimonianze che, oggi, sono diventate documenti storici a tutti gli effetti.

Le firme degli artisti nella Domus Aurea

Nel caso romano, le scritte hanno un valore del tutto particolare. Riportano infatti i nomi di celebri pittori del Quattrocento che, calandosi letteralmente “in grotta” per esplorare gli ambienti sotterranei della Domus Aurea, rimasero affascinati dalle pitture romane del I secolo d.C.

Tra le firme compaiono nomi fondamentali per la storia dell’arte come Raffaello, Michelangelo e Pinturicchio. Queste tracce sono preziosissime perché ci dicono esattamente quali artisti ebbero accesso diretto alle decorazioni antiche.

La firma di Pinturicchio, Bernardino di Betto, è resa ancora più curiosa da un’aggiunta tanto infamante quanto enigmatica: sotto il suo nome qualcuno scrisse l’epiteto “sodomita”. Uno scherzo crudele di un allievo? Un attacco di un rivale? Qualunque sia la risposta, da cinque secoli quella parola continua ad alimentare dubbi e pettegolezzi postumi sulle abitudini dell’artista.

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La Buona Strada. Viaggiare lentamente con Philippe Daverio

08 giovedì Gen 2026

Posted by mantovastoria in Curiosità, Libri

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La Buona Strada è uno di quei libri che invitano a cambiare passo. Philippe Daverio propone 127 passeggiate in Lombardia, con frequenti sconfinamenti nelle regioni limitrofe, suggerendo mete poco note o, quando celebri, raccontate da angolazioni inattese. Il lettore è incoraggiato a mettersi in viaggio con curiosità, senza la fretta del turismo di consumo, seguendo piuttosto il filo della storia, dell’arte e delle stratificazioni culturali.

La vera sorpresa, soprattutto per chi non vive in questa regione, è scoprire come la Lombardia – e Milano in particolare – rappresenti una delle aree a più alta densità di monumenti, città d’arte, musei e chiese degne di un viaggio. Daverio accompagna ogni itinerario con riferimenti all’attualità, aneddoti, episodi minori e storie dimenticate, rendendo la lettura vivace e continuamente stimolante.

I cinque itinerari mantovani: un Rinascimento diffuso

Tra le molte proposte del volume, spiccano i cinque itinerari mantovani, che prendono avvio da Mantova e si spingono fino a Sabbioneta e Suzzara. Particolarmente significativa è l’attenzione riservata al Santuario delle Grazie, al quale Daverio dedica ben due pagine dense di suggestioni, passando con naturalezza dal celebre coccodrillo appeso al soffitto alla tomba di Baldassarre Castiglione.

1. Mantova – New York del Rinascimento

Una capitale culturale ante litteram, tra Gonzaga, architetture e modernità

Mantova viene raccontata come una metropoli rinascimentale: compatta, colta, densissima di opere e idee, paragonabile – con una provocazione tipicamente daveriana – a una New York del Quattro-Cinquecento. E d’altra parte è una sua definizione quella di “Mantova come una Manhattan padana”, un’isola piena di torri, i grattacieli del Medioevo. Qui il potere dei Gonzaga si traduce in urbanistica, pittura e architettura, creando un laboratorio culturale di respiro europeo.

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Sabbioneta, eppur si muove: il caso della statua itinerante a protezione della città ideale

07 mercoledì Gen 2026

Posted by mantovastoria in Curiosità, Gonzaga, Itinerari, Storia Locale

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Le città cambiano sempre (anche quando sembrano immobili)

C’è un’idea molto diffusa quando si visita Sabbioneta: quella di trovarsi davanti a una città rimasta identica a se stessa, cristallizzata nel tempo così come l’aveva immaginata il suo fondatore, Vespasiano Gonzaga.
Ma questa impressione è solo apparente. In realtà le città cambiano sempre. La differenza sta nel fatto che alcuni cambiamenti sono evidenti, altri sono più sottili, e per coglierli occorre imparare a osservare con attenzione.

Sabbioneta nasce come “città ideale”, progettata secondo regole precise: strade ortogonali, spazi simbolici, edifici carichi di significati politici e culturali. Questa forte coerenza urbanistica dà l’illusione dell’immutabilità.
Eppure, anche qui, il tempo ha lasciato tracce chiare: basti pensare alle brecce aperte nelle mura all’inizio del Novecento, segno del bisogno di rompere l’isolamento e adattarsi a una nuova idea di città e di mobilità: occorreva far arrivare la corriera in centro città.
Sabbioneta non è rimasta ferma: ha semplicemente cambiato con discrezione.

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I 12 giorni di Natale: un viaggio alla scoperta del Presepe e dei suoi elementi

06 martedì Gen 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità, Storia Locale

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I 12 giorni di Natale iniziano il 26 dicembre e si concludono il 6 gennaio (ne ho parlato qui).

In questo periodo di feste ho pensato di raccontare il presepe e i suoi personaggi o oggetti fondamentali. Tutti siamo abituati alle immagini della Natività e molti di noi hanno fatto o fanno ancora il presepio.

E’ diventata quindi un’abitudine che ci impedisce di andare oltre lo stereotipo, la statuina, una rappresentazione che appare finta con il muschio, lo specchio per l’acqua, la carta per le montagne e per il cielo con le stelle.

Per provare a cambiare le cose ho scelto dodici elementi diversi che compongono il presepe. Ecco qui la sequenza: Mangiatoia, Bambinello, Madonna, San Giuseppe, l’Asino e il Bue, la Stella cometa, gli Angeli, i Pastori, le Pecore, i Re Magi e i loro doni e infine la capanna o grotta.

Dal 26 dicembre al 6 gennaio ho quindi pubblicato ogni giorno sul mio stato di Whatsapp una breve descrizione dell’elemento del presepe e una parola chiave che gli ho associato. In questo modo i 12 giorni di Natale si sono trasformati in un viaggio dalla mangiatoia alla grotta. Perché se le statuine non cambiano, cambiamo noi quando torniamo a vederle davvero.

Ecco quindi la sequenza degli elementi del presepe insieme ai link alle immagini che ho utilizzato per rappresentarli.

1. Mangiatoia

Il presepe prende il nome dal latino praesepium, che significa proprio mangiatoia.
La tradizione racconta che i resti della mangiatoia di Gesù siano custoditi a Roma, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, la chiesa dove è sepolto Papa Francesco. Da un oggetto di vita quotidiana nasce una storia che attraversa i secoli. La sacra culla https://www.basilicasantamariamaggiore.va/it/basilica/storia-e-arte/sacra-culla.html

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Interviste impossibili a Festivaletteratura: si parte con Dante Alighieri

05 lunedì Gen 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Interviste impossibili, Storia Locale

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Quest’anno il Festivaletteratura arriva alla 30esima edizione e chi lo sa che non si riesca a fare qualcosa di speciale. L’anno scorso ho pensato di pubblicare delle interviste impossibili sul quotidiano La Voce di Mantova facendo delle domande sul Festival a Dante, Petrarca, Boiardo e ad uno dei Gonzaga.

Io mi sono divertito e non so se questa formula piacerà anche a voi. Certo che in alcune delle risposte troverete alcune delle mie opinioni e non so se gli intervistati sarebbero d’accordo.

D’altra parte la la letteratura è vita e la vita è un gioco e allora forse giocare facendo dell’ironia è una delle cose più belle che ci sia. Di seguito trovate il testo integrale dell’intervista pubblicata su La Voce di Mantova di venerdì 5 settembre 2025 a pagina 11 .

Dante in piazza Sordello tra terzine e monopattini

“Ho visto che hanno fatto un museo a Virgilio. Non so se gli sarebbe piaciuto”

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Santa Lucia, Babbo Natale o la Befana? Per me la santa della luce ma lasciamo la parola a loro

04 domenica Gen 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità

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Per chi abita a Mantova il 13 dicembre, Santa Lucia, è il giorno più importante dell’anno, soprattutto quando si è bambini. Arrivano i regali, rigorosamente non incartati, che sono stati richiesti con la famosa letterina. La settimana precedente si sente il suono di una campanella che è il segno dell’avvicinamento di Santa Lucia e tutti i bambini devono andare a letto presto. E’ una tradizione che dai genitori passa ai fratelli più grandi e che rende suggestive le notti prima del 13 dicembre.

Per noi Babbo Natale non esisteva e la Befana era solo il momento dove con i Buriel si bruciava la cosiddetta vecchia, ovvero l’anno vecchio lasciava finalmente spazio all’anno nuovo.

Ecco allora mi è venuto in mente di provare a intervistare questi tre personaggi per capire le differenze tra di loro e alla fine scegliere il campione dei regali di Natale.

Un’intervista tripla a Santa Lucia, Babbo Natale e la Befana

1. Cosa vuol dire conquistarsi il cuore dei bambini?

  • Santa Lucia: Arrivare in silenzio e lasciare i regali già pronti: un’emozione non si incarta mai.
  • Babbo Natale: Ascoltare tutti e riempire il sacco con un sorriso.
  • Befana: Essere sinceri: un po’ dolce, un po’ carbone educativo.
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Nel silenzio del colore, la mostra di Giancarlo Businelli: una Mantova insolita e suggestiva

03 sabato Gen 2026

Posted by mantovastoria in Conferenze, Mostre

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Un’altra bellissima mostra di Giancarlo Businelli dal titolo “Nel silenzio del colore” allestita alla Galleria Sartori nel dicembre del 2025.

Ecco il servizio relativo alla mostra andato in onda nel TG di Telemantova

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Sulla Cupola di sant’Andrea con Giacomo Cecchin – sabato 10 gennaio 2026 saliamo alle ore 16.00 a caccia del tramonto

02 venerdì Gen 2026

Posted by mantovastoria in Itinerari

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cupola, Cupola della Basilica di Sant'Andrea, Cupola di Sant'Andrea, Giacomo Cecchin, visita guidata, Visite guidate

Cosa ne dite di salire insieme a Giacomo Cecchin sulla Cupola di Sant’Andrea a Mantova?
Ecco le prossime date per vivere l’esperienza:

Sabato 10 gennaio 2026


POSTI ESAURITI 1. Ore 16.00 – ISCRIVETEVI QUI – https://forms.gle/H4TqCecKxZ4PW7Mw9

La durata della visita è di circa 1 ora e 30 minuti

Le visite si terranno al raggiungimento di un numero minimo di 10 partecipanti.
E’ anche possibile organizzare dei percorsi dedicati a gruppi di persone già formati compatibilmente con le disponibilità di tempi e di biglietti)

Anniversari 2026: 800 anni dalla morte di San Francesco, 400 da quella di Ferdinando Gonzaga e il 4 luglio in America 300 anni fa per non parlar di …

01 giovedì Gen 2026

Posted by mantovastoria in Articoli, Curiosità

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Agatha Christie, Anniversari 2026, Carlo Collodi, Ferdinando Gonzaga, Francesco d'Assisi, Marylin Monroe, San Luigi Gonzaga

E’ ormai una tradizione per me dare un’occhiata agli anniversari del nuovo anno ed è davvero interessante. Si tratta di recuperare avvenimenti, scoprire storie e personaggi con tanto da raccontare. Eccovi allora un elenco di date da non dimenticare nel 2026. Io lavorerò sugli 800 anni dalla morte di San Francesco, sui 3 secoli dalla canonizzazione di San Luigi e sui Gonzaga nel 1626. E voi, avete qualcosa da aggiungere? Buon divertimento.
(qui trovate gli anniversari del 2025, 2024, 2023, 2022, 2021, 2020, 2019, 2018, 2017, 2016, 2015

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