L’importo per la partecipazione è di 30 euro comprensivo di prenotazione e del biglietto di ingresso.
Ricordiamo che con la SUPERCARD CULTURA l’ingresso è gratuito (la supercard cultura costa 12 euro e consente l’ingresso gratuito a Palazzo Te e ad altri musei per un anno. Scopri come acquistarla on-line cliccando qui https://www.centropalazzote.it/supercard-cultura/
Le visite si terranno al raggiungimento di un numero minimo di 10 partecipanti. E’ anche possibile organizzare dei percorsi dedicati a gruppi di persone già formati compatibilmente con le disponibilità di tempi e di biglietti)
Il sacco di Mantova insieme alla vendita della quadreria gonzaghesca sono due episodi che ancora oggi segnano i mantovani. E come potrebbe essere altrimenti visto i tesori che Mantova ha perso e considerato che la città recupererà il numero di abitanti che aveva prima del 1630 solo agli inizi del secolo scorso. D’altra parte l’evento del sacco fu terribile anche in relazione alle testimonianze che ce ne sono rimaste e alla peste che, seppur endemica, si scatenò con estrema violenza tanto da essere ricordata anche da Alessandro Manzoni ne I Promessi Sposi. Tra l’altro la città non era mai stata conquistata e questo avvenimento segnò l’inizio della fine per la famiglia Gonzaga.
E’ per tutti questi motivi che ho scelto quel giovedì 18 luglio 1530 quando muore la città, un evento che rientra a pieno titolo nei 10 giorni che hanno cambiato la storia di Mantova.
I figli di Vincenzo Gonzaga tra vaiolo, finti matrimoni e un toyboy
E’ un classico che quando si raggiunge il vertice la caduta sia ancora più fragorosa. E’ quello che accade a Mantova quando raggiunge il suo vertice con Vincenzo I Gonzaga , anche grazie all’immenso patrimonio lasciatogli dal padre Guglielmo. Il duca di Mantova è famoso nel mondo e il futuro gli sorride con almeno tre figli maschi e una discendenza che sembra non dargli problemi. Eppure dopo la sua morte il tempo sembra accelerare. Francesco IV muore di vaiolo lasciando solo una figlia femmina, Maria che non può succedergli. E’ il turno del cardinale Ferdinando che diventa duca di Mantova lasciando la porpora ma è come il padre, spende e spande e non riesce ad avere una discendenza visto che l’unico figlio gli nasce da un finto matrimonio, orchestrato da lui. E’ la volta di Vincenzo II, cardinale che non va nemmeno a ritirare la porpora e sposa una sua parente, vedova e con il doppio dei suoi anni.
I Mantovani si dividono in due categorie: quelli che amano il santuario delle Grazie e quelli che ci vanno solo per il mese di maggio ma senza entrarci. Il motivo è che si tratta di un luogo POP nel vero senso del termine. C’è un coccodrillo impagliato e ci sono mani, occhi, cuori e seni di cera dappertutto come una decorazione barocca, senza dimenticare i manichini con le filastrocche e tanto altro ancora.
Giacomo Cecchin vi racconta del Santuario delle Grazie insieme agli storici dell’arte Paola Artoni (che è anche mia cugina) e Paolo Bertelli (che non è mio cugino ma gli voglio bene lo stesso).
Mantova Segreta al Santuario delle Grazie
L’idea per questa puntata nasce dalla voglia di far entrare nella chiesa delle Grazie anche quei mantovani che di solito si fermano fuori per evitare lo shock POP.
I lettori perdoneranno il gioco di parole del titolo ma è proprio la festa di Palazzo Te che cambia la storia di Mantova e soprattutto dei Gonzaga. Federico II entra a Palazzo Te da marchese e ne esce come duca in pectore con nomina ufficiale l’8 aprile. E’ straordinario pensare come i Gonzaga riescano a sfruttare a pieno il genio di Giulio Romano per costruire una villa che è una splendida operazione di marketing. Oggi lo definiremmo storytelling questa capacità di raccontare storie della mitologia e della bibbia che diventano dei veri e propri “case history”, degli exempla cui ispirarsi o da evitare per non incorrere negli stessi errori.
E’ per tutti questi motivi che ho scelto quel sabato 2 aprile 1530 quando una festa rientra a pieno titolo nei 10 giorni che hanno cambiato la storia di Mantova.
Federico II e Carlo V: due trentenni che volevano cambiare il mondo
E’ una cosa che mi ha sempre colpito il fatto che Federico II Gonzaga e Carlo V d’Asburgo fossero coetanei. Federico è il figlio maschio tanto atteso del marchese Francesco II e di Isabella d’Este e nasce a Mantova il 17 maggio del 1500 (un regalo di compleanno per la marchesa che era nata lo stesso giorno nel 1474). Carlo invece era nato a Gand il 24 febbraio del 1500 da Filippo il bello e Giovanna la pazza. A 19 anni cambia la vita di tutte e due: Federico diventa marchese di Mantova e Carlo viene eletto imperatore (è in questo momento che diventa Carlo V, il quinto a portare questo nome tra gli imperatori).
Alla Millenaria si vede gente, si sentono storie, si fanno cose, si compra, si mangia e ci si diverte: è per questo che la chiamano fiera. E anche in questo 2024 ci sarò anch’io in veste di moderatore ma soprattutto di ascoltatore e di studente perché in questi eventi si imparano un sacco di cose.
Tra l’altro il manifesto l’ha disegnato come al solito il mio amico Victor Cavazzoni ed è davvero magnifico.
Per chi volesse partecipare questo è il sito della Millenaria https://www.fieramillenaria.it/millenaria-2024. Qui invece un mio articolo sui Gonzaga pubblicato sullo Speciale Millenaria de La Voce di Mantova e la presentazione dello spazio dedicato al Filòs raccontato dalla Gazzetta di Mantova.
Qui trovate le altre mie partecipazioni alla Millenaria
Il Mincio finisce a Rivalta e fa benissimo…perché poi c’è il lago delle Grazie, ma questa è un’altra storia. Se non ci siete mai stati dovete venire fino a qui, dove c’è un museo etnografico molto interessante che racconta del Mincio e dei mestieri che si svolgevano lungo le sue rive. Senza dimenticare poi che sembra di essere in un luogo incantato, con il fiume che scorre lento, gli aironi che planano lenti verso l’acqua e i canali che si inoltrano tra i canneti.
Giacomo Cecchin vi racconta di fiumi, lavori e storie del Mincio, che mormora sempre almeno a partire dalle battaglie del Risorgimento.
Mantova Segreta a Rivalta sul Mincio
L’idea per questa puntata nasce dalla voglia di far riscoprire ai mantovani il rapporto tra il territorio e l’acqua.
Camera degli Sposi o Camera Picta? Entrambe le definizioni sono corrette per questo ambiente del Castello di San Giorgio dipinto da Andrea Mantegna su incarico del marchese Ludovico II Gonzaga. Oggi lo definiremmo uno spazio multipotenziale perché rispondeva a più funzioni: studiolo, stanza per ricevere gli ospiti illustri, camera da letto. Con la Camera degli Sposi il Rinascimento è ufficialmente arrivato a Mantova. Un ambiente così pieno di storie, personaggi, curiosità che ogni volta che lo si visita si scoprono dettagli diversi.
E’ per tutti questi motivi che ho scelto quella domenica 16 giugno del 1465 come uno dei 10 giorni che ha cambiato la storia di Mantova.
Perché Andrea Mantegna a Mantova? Cercava il posto fisso…
Andrea Mantegna è il più grande pittore del quattrocento italiano. Nasce ad Isola di Carturo probabilmente nel 1431, il padre lo manda a scuola di pittura dallo Squarcione a Padova e lì il ragazzo inizia una carriera folgorante che poi lo porterà a Mantova nel 1460. Ma perché un artista del suo calibro decide di diventare pittore di corte dei Gonzaga? Io scherzando dico che cercava un posto fisso perché non ne poteva più dei clienti che non capivano la sua arte come accade con Imperatrice Ovetari che gli fa causa per il cantiere della chiesa degli Eremitani a Padova.
Quando c’erano i cavalieri, le principesse e anche i draghi com’era Mantova? Una puntata dove scopriamo il metodo sicuro per far utilizzare i DPI (dispositivi di protezione individuale) medioevali, le armature, come si realizzava un farmaco e che i gioielli hanno sempre fatto la differenza nel corteggiamento di una dama.
Giacomo Cecchin vi accompagna in una passeggiata all’interno di un mercato medioevale con personaggi, curiosità e un duello finale.
Mantova Segreta al tempo dei cavalieri
L’idea per questa puntata nasce dalla manifestazione Mantova Medioevale e dalla voglia di raccontare una giornata di mercato in una città del medioevo.
Dopo averlo presentato l’anno scorso a Föra i Bèsi ho cominciato a giocarci e adesso, dopo aver fatto esperienza, sono contento di tornare a presentarlo insieme all’autrice Laura Nardi e alle ragazze e ragazzi di Copiaincolla che l’hanno disegnato (vero Jlenia Camocardi…),
Il gioco è prodotto dall’azienda Demoela, è una sorta di Monopoli in salsa mantovana come dice bene anche il sottotitolo: “Mantovani si nasce, ricchi si diventa”.
Presentazione del gioco “Föra i Bèsi” Venerdì 30 agosto 2024 – ore 21.00 Tenda dei Libri Piazza Sordello – Mantova
La presentazione è stata organizzata dalla Libreria Coop Nautilus sotto la Tenda dei Libri in Piazza Sordello che sarà il cuore del Festivaletteratura. Vi aspettiamo venerdì 30 agosto alle 21.00 con la voglia di giocare e soprattutto per la prima lezione di dialetto ludico, specialità in valutazione per le prossime olimpiadi.
Mantova è una città particolare dove i Mantovani del centro si considerano diversi da tutti gli altri. Ecco allora 5 modi per distinguerli dagli altri in questa doppia pagina pubblicata su MCG – Mantova Chiama Garda.
Ecco i testi utilizzati per la pagina e di seguito le pagine singole. Per chi volesse sfogliare MCG on line lo può fare al link seguente MCG Giugno Luglio 2024
I Mantovani di Mantova centro, 5 modi per distinguerli dagli altri mantovani
Io sono un mantovano di provincia e quando da piccolo venivo a Mantova in autobus mi sembrava di entrare in un altro mondo. E’ vero che la città è piccola però quando arrivi a Mantova capisci che c’è una categoria di mantovani diversa da tutti gli altri e riconoscibile senza alcun dubbio: parlo dei Mantovani di Mantova Centro.