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È possibile uccidere una città?
La domanda può sembrare provocatoria, eppure la storia italiana – così ricca di splendori e di capitali improvvisamente decadute – mostra che, in alcuni momenti, un centro urbano può davvero perdere il proprio ruolo vitale, politico e simbolico. Non sempre si tratta di una distruzione fisica totale: talvolta la città resta intatta nelle sue architetture, ma viene privata della funzione che la teneva viva. In altri casi, come insegna la storia, alla morte segue una rinascita.
Basti pensare a Milano, rasa al suolo nel 1162 dall’imperatore Federico Barbarossa e capace, nel giro di pochi decenni, di tornare protagonista della storia italiana ed europea. Oppure a Roma, piegata dal terribile Sacco del 1527 a opera dei Lanzichenecchi dell’imperatore Carlo V: una ferita profonda, demografica e morale, dalla quale però la città seppe risollevarsi, reinventando il proprio ruolo di capitale spirituale e artistica nel pieno della Controriforma.
Accanto a queste storie di rinascita, esistono però città che, una volta colpite, non si sono più davvero risvegliate. Non sono morte del tutto: si sono piuttosto “addormentate”, sospese in una lunga attesa. È il destino che accomuna Mantova (1630), Ferrara (1597), Urbino (1625) e Piacenza (1547): quattro capitali rinascimentali che in momenti diversi hanno perso la loro centralità politica.
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Cosa ne dite di proseguire il gioco sulla storia di Mantova? Ma stavolta meglio non averla la macchina del tempo perché gli anni di cui vi raccontiamo oggi sono quelli da dimenticare. Eccovi la mia personale scelta sugli anni tragici per la storia di Mantova. E’ il tema della pagina Mantovagando sull’ultimo numero della rivista MCG (
Mantova non è di solito associata all’oscurità se non a quella temporanea della nebbia (e non ci sono più le nebbie di una volta) a differenza della leggenda nera di Torino. Eppure anche da noi possiamo individuare dei luoghi oscuri vuoi per le leggende cui sono associati, vuoi per le storie di prigioni o alchimia, vuoi per il loro essere legati al Sacco di Mantova. Basta poco quindi per ritrovarsi in una Mantova oscura e per viaggiare con la fantasia provando ad immaginare storie, personaggi e vicende di una città che non esiste più o che forse non è mai esistita. Eccovi allora un itinerario in 5 passi alla scoperta della Mantova oscura.
