Tag
Il Trip advisor dei bombardamenti a Mantova, Luciano Ghelfi, MAAF, Mantova durante la seconda guerra mondiale, Mantova sotto i bombardamenti, Mediterranean Allied Air Force
Qualche settimana fa il giornalista mantovano Luciano Ghelfi ha pubblicato su FB questa foto reperita su Google arts and culture (sito dove Google ha digitalizzato migliaia di documenti).
E’ una Mantova di prima dell’estate del 1944 (si nota infatti di fianco alla Basilica di S.Andrea il palazzo della Cervetta, attuale ente turismo, ancora intatto prima del bombardamento che lo distrusse nell’estate del 1944) dove sono segnalati i monumenti più importanti della città e quindi da evitare (per quanto possibile) di colpire durante i bombardamenti.
Forse non tutti sanno che un’istruzione del Quartier generale delle forze alleate del Mediterraneo classificava le città italiane e le distingueva tra le più o meno bombardabili.
E’ una sorta di tripadvisor delle città, una piccola guida Baedecker, dove si evidenziano le città che per il comando alleato erano considerate più preziose. Continua a leggere
Mantova città di conventi e monasteri, poi Mantova città di caserme ma anche città di carceri. Una prigione non si nega a nessuno: c’erano quelle comunali, quelle gonzaghesche e quelle austriache. Nessuno di questi luoghi è ancora utilizzato come carcere. Di alcune prigioni rimane solo una lapide o un campanile, altre sono diventate museo e di alcune aspettiamo il restauro. Eccovi allora un itinerario con 5 prigioni storiche da ricordare… 
Il sagrato è “uno spazio antistante alla chiesa compreso nella zona consacrata” come dice il dizionario. In realtà a Mantova anche piazza Sordello va considerata sagrato del duomo (non per niente si chiamava piazza grande di San Pietro) e piazza Mantegna di S.Andrea ma a noi interessano di più quei piccoli slarghi che non sono piazze autonome ma rimangono strettamente legati alla chiesa che li sovrasta. Eccone 5 da scoprire e riscoprire tra le vie della città: qual è il vostro preferito?
Cosa ne dite di ascoltare un racconto a più voci che parte dalla fucilazione di Andreas Hofer nel 1810 e si conclude nel 1992 dall’altra parte del mondo? Se vi abbiamo incuriosito vi aspettiamo sabato 26 novembre ore 18.00 a Palazzo ducale dove vari personaggi (storici e non) si alterneranno raccontando la loro visione di alcuni avvenimenti che hanno segnato la storia di Mantova e non solo: da Hofer alle Carceri del Castello, dal 1866 con Mantova italiana alla prima e alla seconda guerra mondiale.
Ieri sera è stata inaugurata la mostra di Leonardo Balbi presso 1 Stile Gallery di Mantova. La serata alla presenza di un numeroso pubblico è stata introdotta da Leonardo Balbi e dalla padrona di casa Mara Pasetti oltreché da un mio breve intervento che pubblico qui per chi non ha potuto essere presente. 

Ci sono molti modi per capire se sei un mantovano di Mantova centro oppure se sei della periferia, o peggio, della provincia. Ad esempio il dialetto, gli accenti, i modi di fare, come si vive la città. Se per un mantovano di provincia il centro di Mantova arriva fino a piazza dei mille per un Mantovano del centro la città finisce poco oltre il Sociale.