Un bel libro da leggere, da rileggere e soprattutto da annotare. Giacomo Cecchin ne parla insieme agli autori Francesco Boer e Fabio Bortesi alla libreria Coop Nautilus di Mantova.
La Ricetta dell’Incanto – presentazione del libro
Venerdì 18 ottobre 2024 ore 18.00 – Libreria Coop Nautilus a Mantova
Una chiesa assolutamente da scoprire, un santo da riscoprire e tante storie da raccontare. Giacomo Cecchin fa da spalla a Monsignor Giangiacomo Sarzia Sartori in questa conversazione dedicata a San Luigi Gonzaga.
San Luigi Gonzaga e la sua storia Un santo giovane e sempre attuale
Mercoledì 16 ottobre ore 17.30 – Chiesa di San Luigi a Te Brunetti in Mantova
E’ sempre bello parlare di santi soprattutto in un’occasione come questa dove si mettono insieme una serie infinita di collegamenti e di rimandi incrociati. Ecco alcuni spunti: – San Luigi che rinuncia alla primogenitura ed entra nell’ordine dei Gesuiti – I Gonzaga di Castiglione delle Stiviere, il ramo cadetto forse più arrabbiato di tutti – Una chiesa cappuccina intitolata ad un santo gesuita – Tre vetrate che mettono a confronto Cristo, Francesco e Luigi
E poi la chiesa che offre tantissimi spunti di approfondimento ed è una vera sorpresa per chi non c’è mai entrato o per chi non ci entra da anni.
Le iniziative per i 60 anni (1964-2024) di San Luigi
La conversazione è inserita nel programma di iniziative per i 60 anni della consacrazione della chiesa di San Luigi in Te Brunetti a Mantova. Si tratta di una serie di conferenze, spettacoli e tanto altro per valorizzare la storia di San Luigi e del quartiere di Te Brunetti. Ecco il programma completo:
E qui l’articolo di Emanuele Salvato dalla Gazzetta di Mantova di martedì 1 ottobre 2024
Te Brunetti in festa per la sua chiesa
Una mostra-racconto, un cortometraggio e, ancora, una meditazione teatrale, letture, giochi, musica e conferenze. Sessant’anni sono un traguardo importante e la chiesa di San Luigi Gonzaga, quartiere Te Brunetti, li festeggerà con una serie di eventi in programma da giovedì fino al 16 ottobre. L’iniziativa, anticipata qualche giorno fa dalla Gazzetta di Mantova, è stata presentata ieri tra le panche della chiesa dal parroco, don Andrea Ferraroni, e dai rappresentanti del gruppo di parrocchiani che si sono attivati per le celebrazioni. Tutto ruota attorno alla chiesa, che si caratterizza per una storia particolare e per un’architettura di pregio. Si tratta di un raro esempio di architettura contemporanea razionalista realizzato su progetto dell’architetto trentino Efrem Ferrari, fra i più quotati del periodo. A certificare quest’importanza, anche l’interesse manifestato negli ultimi anni da una rassegna preziosa come “MantovArchitettura”, organizzata dal Politecnico, che lo scorso maggio alla chiesa e alle sue caratteristiche architettoniche ha dedicato un convegno in collaborazione con l’Università di Parma. Ma anche il Fondo per l’ambiente italiano (Fai) si è accorto dell’unicità della costruzione, aprendola al pubblico nelle Giornate di Primavera. «La chiesa di San Luigi Gonzaga nasce per volontà dei frati cappuccini in un contesto sociale, per il periodo, piuttosto complesso – ha ricordato don Andrea Ferraroni – la chiesa ha da subito rappresentato un punto di riferimento spirituale e sociale per la comunità e oggi, in tempi decisamente cambiati con un quartiere che ha assunto caratteristiche sociali differenti, continua a esserlo». Importante elemento della chiesa è rappresentato dalle vetrate policrome che donano luce all’interno, contrastando con l’austerità del grigliato esterno. Vetrate che portano la firma di Giorgio Scalco, quotato pittore dell’epoca. Su tutte spicca la splendida parete interna di sinistra, dove Scalco ha dato vita al Cantico delle Creature. Fra gli eventi in programma, da segnalare l’inaugurazione di giovedì (alle 16.30) con la mostra-racconto sulla chiesa e la proiezione del cortometraggio di Giovanni Moreschi “I color dei ricordi” che, partendo dalla testimonianza di un quaderno di scuola del 1963 di due bambini del quartiere, ripercorre la storia della chiesa. Venerdì, alle 20.45, sarà proposto lo spettacolo “Francesco. L’infinitamente piccolo” con Lucilla Giagnoni, mentre il 5 ottobre, dalle 9 alle 12, si terrà la lettura continuata della lettera enciclica “Laudato Sì” con intermezzi musicali. Domenica, prima della messa con il vescovo Marco Busca, la simulazione 3D in realtà aumentata del campanile progettato e mai realizzato. Il 16 ottobre, in fine, è prevista una conferenza su Luigi Gonzaga. Emanuele Salvato
L’importo per la partecipazione è di 30 euro comprensivo di prenotazione e del biglietto di ingresso. La durata della visita è di circa 1 ora e 30 minuti
Ricordiamo che con la SUPERCARD CULTURA l’ingresso è gratuito (la supercard cultura costa 12 euro e consente l’ingresso gratuito a Palazzo Te e ad altri musei per un anno. Scopri come acquistarla on-line cliccando qui https://www.centropalazzote.it/supercard-cultura/
Le visite si terranno al raggiungimento di un numero minimo di 10 partecipanti. E’ anche possibile organizzare dei percorsi dedicati a gruppi di persone già formati compatibilmente con le disponibilità di tempi e di biglietti)
Un modo diverso di guardare all’arte tra follia e furore, proveremo a ragionare su cosa è l’arte e cosa è la follia. Un’esperienza nuova e un altro punto di vista da affrontare. Un incontro organizzato e promosso dall’associazione OLTRE LA SIEPE e ASST nell’ambito della settimana per la salute mentale.
Follia e Furore, la vita come opera d’arte Lunedì 7 ottobre 2024 ore 18.00 Cinema Mignon, via Benzoni a Mantova
Un viaggio tra creatività e tormento con la partecipazione ed esposizione delle opere di Francesco Testi e Virginia Guastalla.
Il Consorzio Oltrepò Mantovano in collaborazione con i comuni di Carbonara Po, Pegognaga e San Giovanni del Dosso organizza delle visite guidate gratuite nell’ambito del progetto “La cultura in Tour nell’Oltrepò mantovano”.
Io sarò a Carbonara Po sabato 19 ottobre per scoprire insieme a voi villa Bisighini e la sua storia, una villa liberty che avrebbe fatto la gioia di Agatha Christie come scenario per uno dei suoi gialli.
Quanti sono i coccodrilli che si trovano a Mantova? E nel lago ci sono ancora? E i pirati? Ed è possibile SALPARE o meglio SUPPARE sul lago superiore? Se non conoscete le risposte non potete assolutamente perdervi l’uscita in SUP di domenica 6 ottobre che partirà da Borgo Angeli.
La partecipazione è gratuita ma la prenotazione è obbligatoria su www.whatsupmantova.it
L’importo per la partecipazione è di 30 euro comprensivo di prenotazione e del biglietto di ingresso. La durata della visita è di circa 1 ora e 30 minuti
Ricordiamo che con la SUPERCARD CULTURA l’ingresso è gratuito (la supercard cultura costa 12 euro e consente l’ingresso gratuito a Palazzo Te e ad altri musei per un anno. Scopri come acquistarla on-line cliccando qui https://www.centropalazzote.it/supercard-cultura/
Le visite si terranno al raggiungimento di un numero minimo di 10 partecipanti. E’ anche possibile organizzare dei percorsi dedicati a gruppi di persone già formati compatibilmente con le disponibilità di tempi e di biglietti)
Il Palazzo del Giardino e la Galleria degli Antichi (o Corridor Grande) fanno parte di quegli edifici che Vespasiano Gonzaga costruisce per la sua vita privata. A Sabbioneta è come vedere una Mantova in miniatura con il Palazzo Ducale a far da contraltare a Palazzo Te che per Vespasiano prende il nome dal giardino che si apre sul retro della dimora. La vera sorpresa è però la Galleria degli Antichi, un corridoio che non conduce da nessuna parte e che ha come unico scopo quello di strabiliare chi ci entra per la prima volta.
Giacomo Cecchin vi accompagna alla scoperta della vita privata di Vespasiano Gonzaga entrando nel Palazzo del Giardino per chiudere la visita nella fantasmagorica Galleria degli Antichi.
La vita privata di Vespasiano Gonzaga su Mantova Segreta a Sabbioneta
L’idea per questa puntata nasce dalla voglia di raccontare Vespasiano Gonzaga e la sua vita lontano dai palazzi del potere.
Forse il trauma più grande (o la gioia) per un mantovano della fine del 1800 sarebbe vedere oggi Mantova senza le mura. E’ difficile oggi immaginare com’era con l’acqua dei laghi che arrivava fin sotto i bastioni e nessun lungolago da percorrere in auto ma solo un cammino di ronda interno alle mura. Per capire com’era la forma di Mantova basta guardare una delle tante mappe ottocentesche o quella pubblicata sulla prima Guida Rossa del Touring del 1914. Un turista che arrivasse in stazione in quell’anno avrebbe visto la città ancora completamente circondata dalle mura, un po’ come Sabbioneta oppure come Lucca. Perdere le mura è stato un colpo incredibile a Mantova che si è salvata da avere una periferia disordinata e dall’impossibilità di capire quando inizia la città solo dalla parte dei laghi. Però occorre sempre guardare il bicchiere mezzo pieno e quindi pensiamo che la demolizione dei bastioni ha consentito la creazione dei giardini, un’onda verde che collega Pradella a Bosco Virgiliano.
Ecco perché ho scelto questo sabato 3 marzo 1883 come undicesima data all’interno dei 10 giorni (+2) che hanno cambiato la storia di Mantova.
La Gazzetta di Mantova del 3 marzo 1883, era un sabato
La Gazzetta esordisce dicendo che non ha approvato la condotta dell’on. Conte Antonio d’Arco (il papà della contessa Giovanna) su molti punti ma che invece “gli rende lode per l’ultimo discorso che tenne alla Camera in favore della nostra disgraziata città”. Il motivo del favore del quotidiano per il deputato è dovuto al suo intervento molto deciso per richiedere la demolizione delle mura di Mantova. Ecco i brani che la Gazzetta riporta del discorso del conte: “Effettivamente oggi a Mantova toccano tutti danni e nessuno dei vantaggi dell’esser fortezza. Mantova è soffocata da un cerchio di forti proprio attorno attorno alle ultime case; non può respirare; non può risanarsi e ne avrebbe bisogno; non può strabilire (sic!) delle industrie; non può porsi convenientemente in comunicazione con il resto d’Italia e della provincia stessa per mezzo di ferrovie o per mezzo di , giacché vi è sempre l’enorme difficoltà delle opere fortilizie che non si possono in alcun modo toccare , opponendosi risolutamente il genio militare ad ogni lesione dell’integrità dei forti”. E poi l’onorevole prosegue ancora rincarando la dose:
Sabbioneta è una città ideale, ma ideale per chi? La risposta è ideale per Vespasiano Gonzaga che la costruisce in poco più di trent’anni dotandola di tutti quegli edifici che fanno la città: dal palazzo ducale a quello per l’ozio del principe, dalla chiesa alla biblioteca, dall’armeria al teatro. I sabbionetani invece non hanno mai amato il duca che li voleva comparse in una Sabbioneta dove lui solo era l’attore protagonista.
Giacomo Cecchin vi accompagna in una passeggiata sulle tracce di Vespasiano Gonzaga attraversando Sabbioneta da porta a porta raccontando storie, personaggi e curiosità di una città unica al mondo.
Mantova Segreta alla scoperta di Sabbioneta
L’idea per questa puntata nasce dalla voglia di portare i telespettatori dentro la città ideale di Vespasiano Gonzaga.