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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi tag: Giacomo Cecchin

Due visite alla mostra su Picasso – domenica 22 settembre ore 9.00/18.00

16 lunedì Set 2024

Posted by mantovastoria in Mostre

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2024, Giacomo Cecchin, Palazzo Te, Picasso a Palazzo Te, Picasso Poesia e salvezza, visita guidata, Visite guidate

Ecco le prossime visite guidate da Giacomo Cecchin alla mostra su PICASSO A PALAZZO TE.

1. Domenica 22 settembre ore 9.00 – ISCRIVETEVI QUI https://bit.ly/47sRSzm

3. Domenica 22 settembre ore 18.00 – ISCRIVETEVI QUI https://bit.ly/3TUdBLh

L’importo per la partecipazione è di 30 euro comprensivo di prenotazione e del biglietto di ingresso. La durata della visita è di circa 1 ora e 30 minuti

Ricordiamo che con la SUPERCARD CULTURA l’ingresso è gratuito (la supercard cultura costa 12 euro e consente l’ingresso gratuito a Palazzo Te e ad altri musei per un anno. Scopri come acquistarla on-line cliccando qui https://www.centropalazzote.it/supercard-cultura/

Le visite si terranno al raggiungimento di un numero minimo di 10 partecipanti.
E’ anche possibile organizzare dei percorsi dedicati a gruppi di persone già formati compatibilmente con le disponibilità di tempi e di biglietti)

L’esecuzione dei Martiri di Belfiore il 7 dicembre del 1852 (era un martedì) – i 10 giorni che cambiarono la storia di Mantova

15 domenica Set 2024

Posted by mantovastoria in Articoli, Storia Locale

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7 dicembre 1852, Congiura dei Martiri di Belfiore, Francesco Giuseppe, Giacomo Cecchin, i 10 giorni che cambiarono la storia di Mantova, Imperatore d'austria, Mantova, martedì 7 dicembre 1852, martiri di belfiore, Radetzky, Valletta di Belfiore

I Martiri di Belfiore, tutti ne hanno sentito parlare ma pochi hanno approfondito la loro storia. E’ una congiura arrivata in ritardo o troppo in anticipo. Mantova era una delle fortezze del famoso Quadrilatero insieme a Peschiera, Verona e Legnago. Mantova era una città tranquilla che nel 1848 quando insorse persino Vienna rimase nel suo torpore. Mantova era la città giusta per Radetzky per dare l’esempio. E i congiurati erano dei dilettanti della congiura, e uso dilettanti nel senso buono del termine, con tanta passione ma senza esperienza. Basti pensare che don Enrico Tazzoli uno dei capi teneva traccia di tutti i versamenti a favore del prestito mazziniano con i rispettivi nomi, il tutto cifrato usando la preghiera del Padre Nostro. Con delle premesse così non stupisce che la congiura sia finita in tragedia. Però dai fatti di Mantova cambia il vento sul nostro Risorgimento e senza i Martiri di Belfiore l’Austria sarebbe probabilmente durata più a lungo.

Ecco perché ho scelto questo martedì 7 dicembre 1852 come ultima data all’interno dei 10 giorni che hanno cambiato la storia di Mantova.

Mantova, una fortezza del Quadrilatero

Ai miei tempi alle elementari ti parlavano sempre del quadrilatero che chiamarlo quadrato non si poteva perché assomigliava ad un trapezio scaleno. Era l’ultima risorsa di Radetzky, come in quegli annunci sugli autobus: “In caso di pericolo rifugiarsi nel Quadrilatero”. Mantova era una fortezza imprendibile cui gli austriaci avevano aggiunto una serie di fortificazioni ulteriori e tra queste una delle più potenti era il Forte di Pietole, iniziato durante il periodo napoleonico ma completato dall’Austria. Oggi è difficile rendersi conto di come fosse Mantova quando faceva parte del Lombardo Veneto: le mura non ci sono più se non in alcuni punti e anche le caserme sono scomparse.

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Come si gira una puntata di Mantova Segreta? Si passeggia a caso per la città con Giacomo Cecchin

13 venerdì Set 2024

Posted by mantovastoria in Mantova Segreta

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Giacomo Cecchin, Il Cinematografo, Il punto migliore dove osservare Mantova, La madonna del Terremoto, Luigi Pastro, Mantova, Mantova Segreta, Piazza Canossa, Piazza Dante, Piazza Paradiso, Piazza Sordello, Quarta Stagione, Quarta Stagione di Mantova Segreta, San Bernardino da Siena, Telemantova, Vicolo Bonacolsi

Come si gira una puntata di Mantova Segreta? A volte si cammina a caso in giro per Mantova e ci si ferma ad osservare invece di fare come diceva Dante con gli Ignavi “non ragioniam di lor, ma guarda e passa”. Perché i veri segreti sono sotto gli occhi di tutti, quei dettagli a cui fai talmente l’abitudine da non farci più caso. E invece quante storie puoi scoprire in giro per Mantova.

Giacomo Cecchin vi spiega come guardare Mantova per scoprire storie, personaggi e curiosità di una delle città più belle del mondo.

Come si gira una puntata di Mantova Segreta

L’idea per questa puntata nasce dalla voglia di far entrare i telespettatori nel dietro le quinte della trasmissione più seguita di Telemantova.

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Visita alla mostra su Picasso a Palazzo Te – la prima data domenica 15 settembre ore 9.00

09 lunedì Set 2024

Posted by mantovastoria in Mostre

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2024, Giacomo Cecchin, Palazzo Te, Picasso a Palazzo Te, Picasso Poesia e salvezza, visita guidata, Visite guidate

Ecco la prima visita guidata da Giacomo Cecchin alla mostra su PICASSO A PALAZZO TE.

Domenica 15 settembre ore 17.00 – ISCRIVETEVI QUI https://forms.gle/WKdp6PcqXKEN8BPR7

L’importo per la partecipazione è di 30 euro comprensivo di prenotazione e del biglietto di ingresso.

Ricordiamo che con la SUPERCARD CULTURA l’ingresso è gratuito (la supercard cultura costa 12 euro e consente l’ingresso gratuito a Palazzo Te e ad altri musei per un anno. Scopri come acquistarla on-line cliccando qui https://www.centropalazzote.it/supercard-cultura/

Le visite si terranno al raggiungimento di un numero minimo di 10 partecipanti.
E’ anche possibile organizzare dei percorsi dedicati a gruppi di persone già formati compatibilmente con le disponibilità di tempi e di biglietti)

Il sacco di Mantova dei Lanzichenecchi 18 luglio 1630 (era un giovedì) – i 10 giorni che cambiarono la storia di Mantova

08 domenica Set 2024

Posted by mantovastoria in Articoli, Storia Locale

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18 luglio 1630, Giacomo Cecchin, giovedì 18 luglio 1630, Gonzaga di Nevers, i 10 giorni che cambiarono la storia di Mantova, Lanzichenecchi, Lanzichenecchi a Mantova, Mantova, Sacco di Mantova

Il sacco di Mantova insieme alla vendita della quadreria gonzaghesca sono due episodi che ancora oggi segnano i mantovani. E come potrebbe essere altrimenti visto i tesori che Mantova ha perso e considerato che la città recupererà il numero di abitanti che aveva prima del 1630 solo agli inizi del secolo scorso. D’altra parte l’evento del sacco fu terribile anche in relazione alle testimonianze che ce ne sono rimaste e alla peste che, seppur endemica, si scatenò con estrema violenza tanto da essere ricordata anche da Alessandro Manzoni ne I Promessi Sposi. Tra l’altro la città non era mai stata conquistata e questo avvenimento segnò l’inizio della fine per la famiglia Gonzaga.

E’ per tutti questi motivi che ho scelto quel giovedì 18 luglio 1530 quando muore la città, un evento che rientra a pieno titolo nei 10 giorni che hanno cambiato la storia di Mantova.

I figli di Vincenzo Gonzaga tra vaiolo, finti matrimoni e un toyboy

E’ un classico che quando si raggiunge il vertice la caduta sia ancora più fragorosa. E’ quello che accade a Mantova quando raggiunge il suo vertice con Vincenzo I Gonzaga , anche grazie all’immenso patrimonio lasciatogli dal padre Guglielmo. Il duca di Mantova è famoso nel mondo e il futuro gli sorride con almeno tre figli maschi e una discendenza che sembra non dargli problemi. Eppure dopo la sua morte il tempo sembra accelerare. Francesco IV muore di vaiolo lasciando solo una figlia femmina, Maria che non può succedergli. E’ il turno del cardinale Ferdinando che diventa duca di Mantova lasciando la porpora ma è come il padre, spende e spande e non riesce ad avere una discendenza visto che l’unico figlio gli nasce da un finto matrimonio, orchestrato da lui. E’ la volta di Vincenzo II, cardinale che non va nemmeno a ritirare la porpora e sposa una sua parente, vedova e con il doppio dei suoi anni.

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Al Santuario delle Grazie tra ex voto, storie e il coccodrillo più famoso di Mantova con Giacomo Cecchin su Mantova Segreta

06 venerdì Set 2024

Posted by mantovastoria in Mantova Segreta

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Bartolino da Novara, Ex voto, Francesco I Gonzaga, Giacomo Cecchin, Grazie, Il coccodrillo del Santuario delle Grazie, Le Grazie, Mantova Segreta, Paola Artoni, Paolo Bertelli, Quarta Stagione, Quarta Stagione di Mantova Segreta, Santuario delle Grazie, Telemantova

I Mantovani si dividono in due categorie: quelli che amano il santuario delle Grazie e quelli che ci vanno solo per il mese di maggio ma senza entrarci. Il motivo è che si tratta di un luogo POP nel vero senso del termine. C’è un coccodrillo impagliato e ci sono mani, occhi, cuori e seni di cera dappertutto come una decorazione barocca, senza dimenticare i manichini con le filastrocche e tanto altro ancora.

Giacomo Cecchin vi racconta del Santuario delle Grazie insieme agli storici dell’arte Paola Artoni (che è anche mia cugina) e Paolo Bertelli (che non è mio cugino ma gli voglio bene lo stesso).

Mantova Segreta al Santuario delle Grazie

L’idea per questa puntata nasce dalla voglia di far entrare nella chiesa delle Grazie anche quei mantovani che di solito si fermano fuori per evitare lo shock POP.

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Palazzo Te fa la festa a Carlo V il 2 aprile del 1530 (era un sabato) – i 10 giorni che cambiarono la storia di Mantova

01 domenica Set 2024

Posted by mantovastoria in Articoli, Storia Locale

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2 aprile 1530, Carlo V, Federico II, Federico II Gonzaga, Giacomo Cecchin, Giulio Romano, i 10 giorni che cambiarono la storia di Mantova, l'imperatore Carlo V a Mantova, L'ombelico del Mondo, Mantova, Palazzo Te, sabato 2 aprile 1530

I lettori perdoneranno il gioco di parole del titolo ma è proprio la festa di Palazzo Te che cambia la storia di Mantova e soprattutto dei Gonzaga. Federico II entra a Palazzo Te da marchese e ne esce come duca in pectore con nomina ufficiale l’8 aprile. E’ straordinario pensare come i Gonzaga riescano a sfruttare a pieno il genio di Giulio Romano per costruire una villa che è una splendida operazione di marketing. Oggi lo definiremmo storytelling questa capacità di raccontare storie della mitologia e della bibbia che diventano dei veri e propri “case history”, degli exempla cui ispirarsi o da evitare per non incorrere negli stessi errori.

E’ per tutti questi motivi che ho scelto quel sabato 2 aprile 1530 quando una festa rientra a pieno titolo nei 10 giorni che hanno cambiato la storia di Mantova.

Federico II e Carlo V: due trentenni che volevano cambiare il mondo

E’ una cosa che mi ha sempre colpito il fatto che Federico II Gonzaga e Carlo V d’Asburgo fossero coetanei. Federico è il figlio maschio tanto atteso del marchese Francesco II e di Isabella d’Este e nasce a Mantova il 17 maggio del 1500 (un regalo di compleanno per la marchesa che era nata lo stesso giorno nel 1474). Carlo invece era nato a Gand il 24 febbraio del 1500 da Filippo il bello e Giovanna la pazza. A 19 anni cambia la vita di tutte e due: Federico diventa marchese di Mantova e Carlo viene eletto imperatore (è in questo momento che diventa Carlo V, il quinto a portare questo nome tra gli imperatori).

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Alla Millenaria per fare Filòs tra storie, cucina e territorio

31 sabato Ago 2024

Posted by mantovastoria in Conferenze, Gonzaga

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Fare filòs, Fiera Millenaria, Fiera Millenaria 2024, Filòs, Giacomo Cecchin, Gonzaga, La Gazzetta di Mantova, La Voce di Mantova, Mantova Golosa, Mantova in cucina

Alla Millenaria si vede gente, si sentono storie, si fanno cose, si compra, si mangia e ci si diverte: è per questo che la chiamano fiera. E anche in questo 2024 ci sarò anch’io in veste di moderatore ma soprattutto di ascoltatore e di studente perché in questi eventi si imparano un sacco di cose.

Tra l’altro il manifesto l’ha disegnato come al solito il mio amico Victor Cavazzoni ed è davvero magnifico.

Per chi volesse partecipare questo è il sito della Millenaria https://www.fieramillenaria.it/millenaria-2024.
Qui invece un mio articolo sui Gonzaga pubblicato sullo Speciale Millenaria de La Voce di Mantova e la presentazione dello spazio dedicato al Filòs raccontato dalla Gazzetta di Mantova.

Qui trovate le altre mie partecipazioni alla Millenaria

2022 Alla Millenaria tra storie, cucina e territorio

2017 Venite alla Millenaria? a Gonzaga due eventi tra Matilde di Canossa e i Gonzaga appunto!

A Rivalta sul Mincio per raccontare storie di fiume, mestieri e animali con Giacomo Cecchin su Mantova Segreta

30 venerdì Ago 2024

Posted by mantovastoria in Mantova Segreta

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Fiume Mincio, Giacomo Cecchin, Gianni GRassi, Giorgia De Stefani, I lavori del fiume, Le valli del Mincio, Mantova Segreta, Mincio, Museo etnografico, Parco del Mincio, Quando il Mincio mormorvava, Quarta Stagione, Quarta Stagione di Mantova Segreta, Rivalta sul Mincio, Telemantova

Il Mincio finisce a Rivalta e fa benissimo…perché poi c’è il lago delle Grazie, ma questa è un’altra storia. Se non ci siete mai stati dovete venire fino a qui, dove c’è un museo etnografico molto interessante che racconta del Mincio e dei mestieri che si svolgevano lungo le sue rive. Senza dimenticare poi che sembra di essere in un luogo incantato, con il fiume che scorre lento, gli aironi che planano lenti verso l’acqua e i canali che si inoltrano tra i canneti.

Giacomo Cecchin vi racconta di fiumi, lavori e storie del Mincio, che mormora sempre almeno a partire dalle battaglie del Risorgimento.

Mantova Segreta a Rivalta sul Mincio

L’idea per questa puntata nasce dalla voglia di far riscoprire ai mantovani il rapporto tra il territorio e l’acqua.

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Andrea Mantegna inizia a dipingere la Camera degli Sposi (era domenica) – i 10 giorni che cambiarono la storia di Mantova

25 domenica Ago 2024

Posted by mantovastoria in Articoli, Storia Locale

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16 giugno 1465, Andrea Mantegna, camera degli sposi, Camera Picta, Castello di San Giorgio, finto graffito, Giacomo Cecchin, i 10 giorni che cambiarono la storia di Mantova, Mantegna, Mantova

Camera degli Sposi o Camera Picta? Entrambe le definizioni sono corrette per questo ambiente del Castello di San Giorgio dipinto da Andrea Mantegna su incarico del marchese Ludovico II Gonzaga. Oggi lo definiremmo uno spazio multipotenziale perché rispondeva a più funzioni: studiolo, stanza per ricevere gli ospiti illustri, camera da letto. Con la Camera degli Sposi il Rinascimento è ufficialmente arrivato a Mantova. Un ambiente così pieno di storie, personaggi, curiosità che ogni volta che lo si visita si scoprono dettagli diversi.

E’ per tutti questi motivi che ho scelto quella domenica 16 giugno del 1465 come uno dei 10 giorni che ha cambiato la storia di Mantova.

Perché Andrea Mantegna a Mantova? Cercava il posto fisso…

Andrea Mantegna è il più grande pittore del quattrocento italiano. Nasce ad Isola di Carturo probabilmente nel 1431, il padre lo manda a scuola di pittura dallo Squarcione a Padova e lì il ragazzo inizia una carriera folgorante che poi lo porterà a Mantova nel 1460. Ma perché un artista del suo calibro decide di diventare pittore di corte dei Gonzaga? Io scherzando dico che cercava un posto fisso perché non ne poteva più dei clienti che non capivano la sua arte come accade con Imperatrice Ovetari che gli fa causa per il cantiere della chiesa degli Eremitani a Padova.

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