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~ Racconti, personaggi e curiosità su Mantova

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Archivi tag: Mantova

La copertura del Rio nel 1957 che cambia completamente la città – i 10 giorni (+2) che cambiarono la storia di Mantova

10 domenica Nov 2024

Posted by mantovastoria in Articoli, Storia Locale

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Giacomo Cecchin, i 10 giorni che cambiarono la storia di Mantova, I ponti sul Rio, Il Rio, Il Rio di Mantova, La copertura del Rio, la tombatura del Rio, Mantova, Ponte degli Arlotti, Ponte delle Pescherie, Ponte di San Domenico, Ponte di San Francesco, Ponte di San Giacomo, Ponte di San Silvestro, Ponte di via Massari, Quell'ultimo ponte

Il Rio è il canale che divide Mantova in due parti e che collega il Lago Superiore al Lago Inferiore. E’ tutt’ora scavalcato da ponti anche se i mantovani non se ne accorgono visto che l’abitudine è un’arma potente per uccidere lo sguardo. Questo piccolo corso d’acqua è al centro dell’ultimo grande cambiamento che a mio parere sconvolge Mantova e che dal punto di vista del centro storico la fa essere oggi completamente diversa da quella che conoscevamo fino al 1866. E’ proprio quello l’anno in cui la città diventa italiana e iniziano quei dibattiti e confronti che in vista di una modernizzazione del centro porteranno alla demolizione delle mura e alla parziale copertura del Rio. Questa scelta che oggi grida vendetta nel cuore dei mantovani è dovuta in realtà all’esigenza di creare un collegamento viario che collegasse direttamente e senza ostacoli i tre assi viari cittadini: quello popolare di corso Garibaldi, quello del principe nel tratto di via Principe Amedeo e quello borghese di Corso Pradella.

Ma non anticipiamo le cose. In ogni caso ecco perché ho scelto il 1957 come anno decisivo all’interno dei 10 giorni (+ 2) che hanno cambiato la storia di Mantova.

Il Rio, Alberto Pitentino e la città della seconda cerchia

Il Rio è un canale artificiale o naturale? Lo ha creato Alberto Pitentino da zero oppure partendo da un tracciato già esistente? Non lo so, non c’ero in quel fine secolo che sarebbe sfociato nel 1200. Eppure forse se guardiamo al suo infilarsi nel centro storico facendo un po’ di curve possiamo pensare che il Rio fosse un piccolo corso d’acqua naturale scavato da Pitentino per allargarlo e renderlo efficiente per il suo uso di scolmatore e di strumento di equilibrio per il livello dei laghi. Qui arrivava la cosiddetta città della seconda cerchia, ovvero il perimetro del centro storico in epoca comunale e fino alla metà del quattrocento quando si iniziò ad urbanizzare anche il cosiddetto suburbio che arrivava fino alla cosiddetta Fossa Magistrale.

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La ricetta dell’incanto, un libro da non perdere – venerdì 18 ottobre 2024 ore 18.00 Libreria Coop Nautilus a Mantova

15 martedì Ott 2024

Posted by mantovastoria in Conferenze, Libri

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Fabio Bortesi, Francesco Boer, Giacomo Cecchin, La ricetta dell'incanto, Libreria Coop Nautilus, Mantova, WUDZ

Un bel libro da leggere, da rileggere e soprattutto da annotare. Giacomo Cecchin ne parla insieme agli autori Francesco Boer e Fabio Bortesi alla libreria Coop Nautilus di Mantova.

La Ricetta dell’Incanto – presentazione del libro

Venerdì 18 ottobre 2024 ore 18.00 – Libreria Coop Nautilus a Mantova

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Luigi Gonzaga e la sua storia – mercoledì 16 ottobre 2024 ore 17.30 – Chiesa di San Luigi a Te Brunetti

14 lunedì Ott 2024

Posted by mantovastoria in Conferenze, Gonzaga, Storia Locale

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Castiglione delle Stiviere, Giacomo Cecchin, Mantova, Mons. Giangiacomo Sarzi Sartori, San Luigi Gonzaga, Te Brunetti

Una chiesa assolutamente da scoprire, un santo da riscoprire e tante storie da raccontare.
Giacomo Cecchin fa da spalla a Monsignor Giangiacomo Sarzia Sartori in questa conversazione dedicata a San Luigi Gonzaga.

San Luigi Gonzaga e la sua storia
Un santo giovane e sempre attuale

Mercoledì 16 ottobre ore 17.30 – Chiesa di San Luigi a Te Brunetti in Mantova

E’ sempre bello parlare di santi soprattutto in un’occasione come questa dove si mettono insieme una serie infinita di collegamenti e di rimandi incrociati. Ecco alcuni spunti:
– San Luigi che rinuncia alla primogenitura ed entra nell’ordine dei Gesuiti
– I Gonzaga di Castiglione delle Stiviere, il ramo cadetto forse più arrabbiato di tutti
– Una chiesa cappuccina intitolata ad un santo gesuita
– Tre vetrate che mettono a confronto Cristo, Francesco e Luigi

E poi la chiesa che offre tantissimi spunti di approfondimento ed è una vera sorpresa per chi non c’è mai entrato o per chi non ci entra da anni.

Le iniziative per i 60 anni (1964-2024) di San Luigi

La conversazione è inserita nel programma di iniziative per i 60 anni della consacrazione della chiesa di San Luigi in Te Brunetti a Mantova. Si tratta di una serie di conferenze, spettacoli e tanto altro per valorizzare la storia di San Luigi e del quartiere di Te Brunetti. Ecco il programma completo:

E qui l’articolo di Emanuele Salvato dalla Gazzetta di Mantova di martedì 1 ottobre 2024

Te Brunetti in festa per la sua chiesa

Una mostra-racconto, un cortometraggio e, ancora, una meditazione teatrale, letture, giochi, musica e conferenze. Sessant’anni sono un traguardo importante e la chiesa di San Luigi Gonzaga, quartiere Te Brunetti, li festeggerà con una serie di eventi in programma da giovedì fino al 16 ottobre. L’iniziativa, anticipata qualche giorno fa dalla Gazzetta di Mantova, è stata presentata ieri tra le panche della chiesa dal parroco, don Andrea Ferraroni, e dai rappresentanti del gruppo di parrocchiani che si sono attivati per le celebrazioni. Tutto ruota attorno alla chiesa, che si caratterizza per una storia particolare e per un’architettura di pregio. Si tratta di un raro esempio di architettura contemporanea razionalista realizzato su progetto dell’architetto trentino Efrem Ferrari, fra i più quotati del periodo. A certificare quest’importanza, anche l’interesse manifestato negli ultimi anni da una rassegna preziosa come “MantovArchitettura”, organizzata dal Politecnico, che lo scorso maggio alla chiesa e alle sue caratteristiche architettoniche ha dedicato un convegno in collaborazione con l’Università di Parma. Ma anche il Fondo per l’ambiente italiano (Fai) si è accorto dell’unicità della costruzione, aprendola al pubblico nelle Giornate di Primavera. «La chiesa di San Luigi Gonzaga nasce per volontà dei frati cappuccini in un contesto sociale, per il periodo, piuttosto complesso – ha ricordato don Andrea Ferraroni – la chiesa ha da subito rappresentato un punto di riferimento spirituale e sociale per la comunità e oggi, in tempi decisamente cambiati con un quartiere che ha assunto caratteristiche sociali differenti, continua a esserlo». Importante elemento della chiesa è rappresentato dalle vetrate policrome che donano luce all’interno, contrastando con l’austerità del grigliato esterno. Vetrate che portano la firma di Giorgio Scalco, quotato pittore dell’epoca. Su tutte spicca la splendida parete interna di sinistra, dove Scalco ha dato vita al Cantico delle Creature. Fra gli eventi in programma, da segnalare l’inaugurazione di giovedì (alle 16.30) con la mostra-racconto sulla chiesa e la proiezione del cortometraggio di Giovanni Moreschi “I color dei ricordi” che, partendo dalla testimonianza di un quaderno di scuola del 1963 di due bambini del quartiere, ripercorre la storia della chiesa. Venerdì, alle 20.45, sarà proposto lo spettacolo “Francesco. L’infinitamente piccolo” con Lucilla Giagnoni, mentre il 5 ottobre, dalle 9 alle 12, si terrà la lettura continuata della lettera enciclica “Laudato Sì” con intermezzi musicali. Domenica, prima della messa con il vescovo Marco Busca, la simulazione 3D in realtà aumentata del campanile progettato e mai realizzato. Il 16 ottobre, in fine, è prevista una conferenza su Luigi Gonzaga. Emanuele Salvato

Follia e Furore, la vita come opera d’arte – lunedì 7 ottobre 2024 ore 18.00 al cinema Mignon di Mantova

06 domenica Ott 2024

Posted by mantovastoria in Conferenze

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ASST, cinema Mignon, Follia e Furore, Giacomo Cecchin, Mantova, Oltre la siepe

Un modo diverso di guardare all’arte tra follia e furore, proveremo a ragionare su cosa è l’arte e cosa è la follia. Un’esperienza nuova e un altro punto di vista da affrontare.
Un incontro organizzato e promosso dall’associazione OLTRE LA SIEPE e ASST nell’ambito della settimana per la salute mentale.

Follia e Furore, la vita come opera d’arte
Lunedì 7 ottobre 2024 ore 18.00
Cinema Mignon, via Benzoni a Mantova

Un viaggio tra creatività e tormento con la partecipazione ed esposizione delle opere di Francesco Testi e Virginia Guastalla.

Partecipazione libera e gratuita.

Il Palazzo del Giardino e la Galleria degli Antichi a Sabbioneta per scoprire la vita privata di Vespasiano Gonzaga insieme a Giacomo Cecchin

27 venerdì Set 2024

Posted by mantovastoria in Mantova Segreta

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Il Palazzo del Giardino e la Galleria degli Antichi (o Corridor Grande) fanno parte di quegli edifici che Vespasiano Gonzaga costruisce per la sua vita privata. A Sabbioneta è come vedere una Mantova in miniatura con il Palazzo Ducale a far da contraltare a Palazzo Te che per Vespasiano prende il nome dal giardino che si apre sul retro della dimora. La vera sorpresa è però la Galleria degli Antichi, un corridoio che non conduce da nessuna parte e che ha come unico scopo quello di strabiliare chi ci entra per la prima volta.

Giacomo Cecchin vi accompagna alla scoperta della vita privata di Vespasiano Gonzaga entrando nel Palazzo del Giardino per chiudere la visita nella fantasmagorica Galleria degli Antichi.

La vita privata di Vespasiano Gonzaga su Mantova Segreta a Sabbioneta

L’idea per questa puntata nasce dalla voglia di raccontare Vespasiano Gonzaga e la sua vita lontano dai palazzi del potere.

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La demolizione delle mura di Mantova che inizia con un discorso il 3 marzo 1883, era un sabato – i 10 giorni (+2) che cambiarono la storia di Mantova

22 domenica Set 2024

Posted by mantovastoria in Articoli, Storia Locale

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Forte di Lunetta, Forte di Pietole, Giacomo Cecchin, i 10 giorni che cambiarono la storia di Mantova, Le mura di Mantova, Lungolago, Mantova, Mantova Fortezza, Porta Cerese, Porta dei Folli, Porta Pradella, Porta Pusterla, Via Allende, Via Fancelli, Via Fondamenta

Forse il trauma più grande (o la gioia) per un mantovano della fine del 1800 sarebbe vedere oggi Mantova senza le mura. E’ difficile oggi immaginare com’era con l’acqua dei laghi che arrivava fin sotto i bastioni e nessun lungolago da percorrere in auto ma solo un cammino di ronda interno alle mura. Per capire com’era la forma di Mantova basta guardare una delle tante mappe ottocentesche o quella pubblicata sulla prima Guida Rossa del Touring del 1914. Un turista che arrivasse in stazione in quell’anno avrebbe visto la città ancora completamente circondata dalle mura, un po’ come Sabbioneta oppure come Lucca. Perdere le mura è stato un colpo incredibile a Mantova che si è salvata da avere una periferia disordinata e dall’impossibilità di capire quando inizia la città solo dalla parte dei laghi. Però occorre sempre guardare il bicchiere mezzo pieno e quindi pensiamo che la demolizione dei bastioni ha consentito la creazione dei giardini, un’onda verde che collega Pradella a Bosco Virgiliano.

Ecco perché ho scelto questo sabato 3 marzo 1883 come undicesima data all’interno dei 10 giorni (+2) che hanno cambiato la storia di Mantova.

La Gazzetta di Mantova del 3 marzo 1883, era un sabato

La Gazzetta esordisce dicendo che non ha approvato la condotta dell’on. Conte Antonio d’Arco (il papà della contessa Giovanna) su molti punti ma che invece “gli rende lode per l’ultimo discorso che tenne alla Camera in favore della nostra disgraziata città”. Il motivo del favore del quotidiano per il deputato è dovuto al suo intervento molto deciso per richiedere la demolizione delle mura di Mantova. Ecco i brani che la Gazzetta riporta del discorso del conte: “Effettivamente oggi a Mantova toccano tutti danni e nessuno dei vantaggi dell’esser fortezza. Mantova è soffocata da un cerchio di forti proprio attorno attorno alle ultime case; non può respirare; non può risanarsi e ne avrebbe bisogno; non può strabilire (sic!) delle industrie; non può porsi convenientemente in comunicazione con il resto d’Italia e della provincia stessa per mezzo di ferrovie o per mezzo di , giacché vi è sempre l’enorme difficoltà delle opere fortilizie che non si possono in alcun modo toccare , opponendosi risolutamente il genio militare ad ogni lesione dell’integrità dei forti”. E poi l’onorevole prosegue ancora rincarando la dose:

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A Sabbioneta per una passeggiata da porta a porta sulle tracce di Vespasiano Gonzaga insieme a Giacomo Cecchin

20 venerdì Set 2024

Posted by mantovastoria in Mantova Segreta

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Giacomo Cecchin, Mantova, Mantova Segreta, Quarta Stagione, Quarta Stagione di Mantova Segreta, Telemantova

Sabbioneta è una città ideale, ma ideale per chi? La risposta è ideale per Vespasiano Gonzaga che la costruisce in poco più di trent’anni dotandola di tutti quegli edifici che fanno la città: dal palazzo ducale a quello per l’ozio del principe, dalla chiesa alla biblioteca, dall’armeria al teatro. I sabbionetani invece non hanno mai amato il duca che li voleva comparse in una Sabbioneta dove lui solo era l’attore protagonista.

Giacomo Cecchin vi accompagna in una passeggiata sulle tracce di Vespasiano Gonzaga attraversando Sabbioneta da porta a porta raccontando storie, personaggi e curiosità di una città unica al mondo.

Mantova Segreta alla scoperta di Sabbioneta

L’idea per questa puntata nasce dalla voglia di portare i telespettatori dentro la città ideale di Vespasiano Gonzaga.

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L’esecuzione dei Martiri di Belfiore il 7 dicembre del 1852 (era un martedì) – i 10 giorni che cambiarono la storia di Mantova

15 domenica Set 2024

Posted by mantovastoria in Articoli, Storia Locale

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7 dicembre 1852, Congiura dei Martiri di Belfiore, Francesco Giuseppe, Giacomo Cecchin, i 10 giorni che cambiarono la storia di Mantova, Imperatore d'austria, Mantova, martedì 7 dicembre 1852, martiri di belfiore, Radetzky, Valletta di Belfiore

I Martiri di Belfiore, tutti ne hanno sentito parlare ma pochi hanno approfondito la loro storia. E’ una congiura arrivata in ritardo o troppo in anticipo. Mantova era una delle fortezze del famoso Quadrilatero insieme a Peschiera, Verona e Legnago. Mantova era una città tranquilla che nel 1848 quando insorse persino Vienna rimase nel suo torpore. Mantova era la città giusta per Radetzky per dare l’esempio. E i congiurati erano dei dilettanti della congiura, e uso dilettanti nel senso buono del termine, con tanta passione ma senza esperienza. Basti pensare che don Enrico Tazzoli uno dei capi teneva traccia di tutti i versamenti a favore del prestito mazziniano con i rispettivi nomi, il tutto cifrato usando la preghiera del Padre Nostro. Con delle premesse così non stupisce che la congiura sia finita in tragedia. Però dai fatti di Mantova cambia il vento sul nostro Risorgimento e senza i Martiri di Belfiore l’Austria sarebbe probabilmente durata più a lungo.

Ecco perché ho scelto questo martedì 7 dicembre 1852 come ultima data all’interno dei 10 giorni che hanno cambiato la storia di Mantova.

Mantova, una fortezza del Quadrilatero

Ai miei tempi alle elementari ti parlavano sempre del quadrilatero che chiamarlo quadrato non si poteva perché assomigliava ad un trapezio scaleno. Era l’ultima risorsa di Radetzky, come in quegli annunci sugli autobus: “In caso di pericolo rifugiarsi nel Quadrilatero”. Mantova era una fortezza imprendibile cui gli austriaci avevano aggiunto una serie di fortificazioni ulteriori e tra queste una delle più potenti era il Forte di Pietole, iniziato durante il periodo napoleonico ma completato dall’Austria. Oggi è difficile rendersi conto di come fosse Mantova quando faceva parte del Lombardo Veneto: le mura non ci sono più se non in alcuni punti e anche le caserme sono scomparse.

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Come si gira una puntata di Mantova Segreta? Si passeggia a caso per la città con Giacomo Cecchin

13 venerdì Set 2024

Posted by mantovastoria in Mantova Segreta

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Giacomo Cecchin, Il Cinematografo, Il punto migliore dove osservare Mantova, La madonna del Terremoto, Luigi Pastro, Mantova, Mantova Segreta, Piazza Canossa, Piazza Dante, Piazza Paradiso, Piazza Sordello, Quarta Stagione, Quarta Stagione di Mantova Segreta, San Bernardino da Siena, Telemantova, Vicolo Bonacolsi

Come si gira una puntata di Mantova Segreta? A volte si cammina a caso in giro per Mantova e ci si ferma ad osservare invece di fare come diceva Dante con gli Ignavi “non ragioniam di lor, ma guarda e passa”. Perché i veri segreti sono sotto gli occhi di tutti, quei dettagli a cui fai talmente l’abitudine da non farci più caso. E invece quante storie puoi scoprire in giro per Mantova.

Giacomo Cecchin vi spiega come guardare Mantova per scoprire storie, personaggi e curiosità di una delle città più belle del mondo.

Come si gira una puntata di Mantova Segreta

L’idea per questa puntata nasce dalla voglia di far entrare i telespettatori nel dietro le quinte della trasmissione più seguita di Telemantova.

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Il sacco di Mantova dei Lanzichenecchi 18 luglio 1630 (era un giovedì) – i 10 giorni che cambiarono la storia di Mantova

08 domenica Set 2024

Posted by mantovastoria in Articoli, Storia Locale

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Il sacco di Mantova insieme alla vendita della quadreria gonzaghesca sono due episodi che ancora oggi segnano i mantovani. E come potrebbe essere altrimenti visto i tesori che Mantova ha perso e considerato che la città recupererà il numero di abitanti che aveva prima del 1630 solo agli inizi del secolo scorso. D’altra parte l’evento del sacco fu terribile anche in relazione alle testimonianze che ce ne sono rimaste e alla peste che, seppur endemica, si scatenò con estrema violenza tanto da essere ricordata anche da Alessandro Manzoni ne I Promessi Sposi. Tra l’altro la città non era mai stata conquistata e questo avvenimento segnò l’inizio della fine per la famiglia Gonzaga.

E’ per tutti questi motivi che ho scelto quel giovedì 18 luglio 1530 quando muore la città, un evento che rientra a pieno titolo nei 10 giorni che hanno cambiato la storia di Mantova.

I figli di Vincenzo Gonzaga tra vaiolo, finti matrimoni e un toyboy

E’ un classico che quando si raggiunge il vertice la caduta sia ancora più fragorosa. E’ quello che accade a Mantova quando raggiunge il suo vertice con Vincenzo I Gonzaga , anche grazie all’immenso patrimonio lasciatogli dal padre Guglielmo. Il duca di Mantova è famoso nel mondo e il futuro gli sorride con almeno tre figli maschi e una discendenza che sembra non dargli problemi. Eppure dopo la sua morte il tempo sembra accelerare. Francesco IV muore di vaiolo lasciando solo una figlia femmina, Maria che non può succedergli. E’ il turno del cardinale Ferdinando che diventa duca di Mantova lasciando la porpora ma è come il padre, spende e spande e non riesce ad avere una discendenza visto che l’unico figlio gli nasce da un finto matrimonio, orchestrato da lui. E’ la volta di Vincenzo II, cardinale che non va nemmeno a ritirare la porpora e sposa una sua parente, vedova e con il doppio dei suoi anni.

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