Il modo migliore per vivere il Teatro Sociale non è durante lo spettacolo ma andando nel dietro le quinte. Qui potete rendervi conto della complessità di questa macchina teatrale dal palcoscenico al sottopalco, dalla buca del suggeritore al loggione.
Giacomo Cecchin racconta in questa puntata di Mantova Segreta i 200 anni del Teatro Sociale portando i telespettatori nel dietro le quinte di quello che può essere considerato come il Teatro alla Scala di Mantova.
La prossima volta che entrerete a teatro non potrete fare a meno di vederlo con altri occhi.
Torno a parlare del libro con l’amico Andrea Piazza che mi ha fatto lo splendido regalo di dare immagini e volto alle mie parole. Con chi vuole ci vediamo in occasione di
Mantova, 5 foto che ho di lei Martedì 4 febbraio 2025 ore 21.00 presso Circolo La Ghiacciaia di Marengo (MN)
La serata si svolgerà nella sala dove sarà inaugurata alle 16.00 di domenica 26 gennaio 2025 la mostra fotografica “MANTOVA 5 foto che ho di lei” di ANDREA PIAZZA.
CHI E’ ANDREA PIAZZA
Socio del Gruppo Fotografico La Ghiacciaia, è appassionato di fotografia e di cammini. Collabora con alcune radio locali sulle quali, da qualche anno, racconta le sue esperienze in cammino
Quanti sono gli zodiaci che possiamo trovare in giro per Mantova? Più di quelli che pensate (ne ho elencati alcuni qui) ma se volete il mio suggerimento è di andare a Palazzo d’Arco per scoprire la Sala dello Zodiaco di Falconetto.
Per questo abbiamo deciso di raccontarla su Mantova Segreta con Giacomo Cecchin e Manuela Reni perché molti ne parlano ma pochi la conoscono davvero.
E vi diamo un ulteriore suggerimento: se ci andate in coppia fate attenzione perché i segni zodiacali sono collocati in opposizione. Cosa intendo? Che se voi siete Pesci e la vostra metà Toro iniziate a farvi delle domande.
In ogni caso anche se non siete appassionati di zodiaco o oroscopi la sala di Palazzo d’Arco è piena di riferimenti a monumenti antichi, storie della mitologia e a dettagli come un carciofo o addirittura una fontana con la forma di Priapo.
E’ stata una bella occasione la partecipazione ad Origini, la trasmissione in onda su Rai Uno ogni sabato alle 11.25 e condotta da Francesco Gasparri e Valentina Caruso.
Mi ha contattato il giornalista Nicola Mastronardi e dopo un sopralluogo insieme all’autore Giuseppe Giunta e al regista Massimiliano Campanile abbiamo girato lunedì 25 novembre da mattina a sera (la troupe si è poi fermata anche i giorni successivi 26 e 27 novembre per concludere le riprese.
E’ stato divertente ed entusiasmante raccontare Mantova perché si scoprono sempre nuovi punti di vista soprattutto quando ci si confronta con chi viene da fuori e magari per la prima volta.
Una nuova esperienza per Giacomo Cecchin che è il protagonista di questo video podcast de La Nuova Cronaca di Mantova insieme al direttore Werther Gorni e a Giusy Piazza.
E’ stato bello rispondere alle domande di Werther e Giusy in una sorta di visto da destra e da sinistra e di boomer contro la generazione Z. Spesso nelle interviste scopri cose su di te che non sapevi perché non avevi mai dovuto rispondere a quelle domande ed è un’occasione di riflessione e di divertimento.
Il ritmo mi sembra buono, le curiosità ci sono e il gioco sulle parole dei giovani è stato divertente e adesso vediamo se piace anche a voi. Qui di seguito trovate il link per rivedere il video-podcast.
Il Rio è il canale che divide Mantova in due parti e che collega il Lago Superiore al Lago Inferiore. E’ tutt’ora scavalcato da ponti anche se i mantovani non se ne accorgono visto che l’abitudine è un’arma potente per uccidere lo sguardo. Questo piccolo corso d’acqua è al centro dell’ultimo grande cambiamento che a mio parere sconvolge Mantova e che dal punto di vista del centro storico la fa essere oggi completamente diversa da quella che conoscevamo fino al 1866. E’ proprio quello l’anno in cui la città diventa italiana e iniziano quei dibattiti e confronti che in vista di una modernizzazione del centro porteranno alla demolizione delle mura e alla parziale copertura del Rio. Questa scelta che oggi grida vendetta nel cuore dei mantovani è dovuta in realtà all’esigenza di creare un collegamento viario che collegasse direttamente e senza ostacoli i tre assi viari cittadini: quello popolare di corso Garibaldi, quello del principe nel tratto di via Principe Amedeo e quello borghese di Corso Pradella.
Ma non anticipiamo le cose. In ogni caso ecco perché ho scelto il 1957 come anno decisivo all’interno dei 10 giorni (+ 2) che hanno cambiato la storia di Mantova.
Il Rio, Alberto Pitentino e la città della seconda cerchia
Il Rio è un canale artificiale o naturale? Lo ha creato Alberto Pitentino da zero oppure partendo da un tracciato già esistente? Non lo so, non c’ero in quel fine secolo che sarebbe sfociato nel 1200. Eppure forse se guardiamo al suo infilarsi nel centro storico facendo un po’ di curve possiamo pensare che il Rio fosse un piccolo corso d’acqua naturale scavato da Pitentino per allargarlo e renderlo efficiente per il suo uso di scolmatore e di strumento di equilibrio per il livello dei laghi. Qui arrivava la cosiddetta città della seconda cerchia, ovvero il perimetro del centro storico in epoca comunale e fino alla metà del quattrocento quando si iniziò ad urbanizzare anche il cosiddetto suburbio che arrivava fino alla cosiddetta Fossa Magistrale.
Un bel libro da leggere, da rileggere e soprattutto da annotare. Giacomo Cecchin ne parla insieme agli autori Francesco Boer e Fabio Bortesi alla libreria Coop Nautilus di Mantova.
La Ricetta dell’Incanto – presentazione del libro
Venerdì 18 ottobre 2024 ore 18.00 – Libreria Coop Nautilus a Mantova
Una chiesa assolutamente da scoprire, un santo da riscoprire e tante storie da raccontare. Giacomo Cecchin fa da spalla a Monsignor Giangiacomo Sarzia Sartori in questa conversazione dedicata a San Luigi Gonzaga.
San Luigi Gonzaga e la sua storia Un santo giovane e sempre attuale
Mercoledì 16 ottobre ore 17.30 – Chiesa di San Luigi a Te Brunetti in Mantova
E’ sempre bello parlare di santi soprattutto in un’occasione come questa dove si mettono insieme una serie infinita di collegamenti e di rimandi incrociati. Ecco alcuni spunti: – San Luigi che rinuncia alla primogenitura ed entra nell’ordine dei Gesuiti – I Gonzaga di Castiglione delle Stiviere, il ramo cadetto forse più arrabbiato di tutti – Una chiesa cappuccina intitolata ad un santo gesuita – Tre vetrate che mettono a confronto Cristo, Francesco e Luigi
E poi la chiesa che offre tantissimi spunti di approfondimento ed è una vera sorpresa per chi non c’è mai entrato o per chi non ci entra da anni.
Le iniziative per i 60 anni (1964-2024) di San Luigi
La conversazione è inserita nel programma di iniziative per i 60 anni della consacrazione della chiesa di San Luigi in Te Brunetti a Mantova. Si tratta di una serie di conferenze, spettacoli e tanto altro per valorizzare la storia di San Luigi e del quartiere di Te Brunetti. Ecco il programma completo:
E qui l’articolo di Emanuele Salvato dalla Gazzetta di Mantova di martedì 1 ottobre 2024
Te Brunetti in festa per la sua chiesa
Una mostra-racconto, un cortometraggio e, ancora, una meditazione teatrale, letture, giochi, musica e conferenze. Sessant’anni sono un traguardo importante e la chiesa di San Luigi Gonzaga, quartiere Te Brunetti, li festeggerà con una serie di eventi in programma da giovedì fino al 16 ottobre. L’iniziativa, anticipata qualche giorno fa dalla Gazzetta di Mantova, è stata presentata ieri tra le panche della chiesa dal parroco, don Andrea Ferraroni, e dai rappresentanti del gruppo di parrocchiani che si sono attivati per le celebrazioni. Tutto ruota attorno alla chiesa, che si caratterizza per una storia particolare e per un’architettura di pregio. Si tratta di un raro esempio di architettura contemporanea razionalista realizzato su progetto dell’architetto trentino Efrem Ferrari, fra i più quotati del periodo. A certificare quest’importanza, anche l’interesse manifestato negli ultimi anni da una rassegna preziosa come “MantovArchitettura”, organizzata dal Politecnico, che lo scorso maggio alla chiesa e alle sue caratteristiche architettoniche ha dedicato un convegno in collaborazione con l’Università di Parma. Ma anche il Fondo per l’ambiente italiano (Fai) si è accorto dell’unicità della costruzione, aprendola al pubblico nelle Giornate di Primavera. «La chiesa di San Luigi Gonzaga nasce per volontà dei frati cappuccini in un contesto sociale, per il periodo, piuttosto complesso – ha ricordato don Andrea Ferraroni – la chiesa ha da subito rappresentato un punto di riferimento spirituale e sociale per la comunità e oggi, in tempi decisamente cambiati con un quartiere che ha assunto caratteristiche sociali differenti, continua a esserlo». Importante elemento della chiesa è rappresentato dalle vetrate policrome che donano luce all’interno, contrastando con l’austerità del grigliato esterno. Vetrate che portano la firma di Giorgio Scalco, quotato pittore dell’epoca. Su tutte spicca la splendida parete interna di sinistra, dove Scalco ha dato vita al Cantico delle Creature. Fra gli eventi in programma, da segnalare l’inaugurazione di giovedì (alle 16.30) con la mostra-racconto sulla chiesa e la proiezione del cortometraggio di Giovanni Moreschi “I color dei ricordi” che, partendo dalla testimonianza di un quaderno di scuola del 1963 di due bambini del quartiere, ripercorre la storia della chiesa. Venerdì, alle 20.45, sarà proposto lo spettacolo “Francesco. L’infinitamente piccolo” con Lucilla Giagnoni, mentre il 5 ottobre, dalle 9 alle 12, si terrà la lettura continuata della lettera enciclica “Laudato Sì” con intermezzi musicali. Domenica, prima della messa con il vescovo Marco Busca, la simulazione 3D in realtà aumentata del campanile progettato e mai realizzato. Il 16 ottobre, in fine, è prevista una conferenza su Luigi Gonzaga. Emanuele Salvato
Un modo diverso di guardare all’arte tra follia e furore, proveremo a ragionare su cosa è l’arte e cosa è la follia. Un’esperienza nuova e un altro punto di vista da affrontare. Un incontro organizzato e promosso dall’associazione OLTRE LA SIEPE e ASST nell’ambito della settimana per la salute mentale.
Follia e Furore, la vita come opera d’arte Lunedì 7 ottobre 2024 ore 18.00 Cinema Mignon, via Benzoni a Mantova
Un viaggio tra creatività e tormento con la partecipazione ed esposizione delle opere di Francesco Testi e Virginia Guastalla.
Il Palazzo del Giardino e la Galleria degli Antichi (o Corridor Grande) fanno parte di quegli edifici che Vespasiano Gonzaga costruisce per la sua vita privata. A Sabbioneta è come vedere una Mantova in miniatura con il Palazzo Ducale a far da contraltare a Palazzo Te che per Vespasiano prende il nome dal giardino che si apre sul retro della dimora. La vera sorpresa è però la Galleria degli Antichi, un corridoio che non conduce da nessuna parte e che ha come unico scopo quello di strabiliare chi ci entra per la prima volta.
Giacomo Cecchin vi accompagna alla scoperta della vita privata di Vespasiano Gonzaga entrando nel Palazzo del Giardino per chiudere la visita nella fantasmagorica Galleria degli Antichi.
La vita privata di Vespasiano Gonzaga su Mantova Segreta a Sabbioneta
L’idea per questa puntata nasce dalla voglia di raccontare Vespasiano Gonzaga e la sua vita lontano dai palazzi del potere.